sabato 23 maggio 2026

UNA RIBELLE DI NOME ANNA!

 

Ci sono persone che di fronte ad un'ingiustizia tirano dritto.
Altre invece reagiscono.
Anna, la mia compagna, è fra queste ultime.
E poco importa come si chiama o la carica che ha l'autore dell'ingiustizia.
Anna non riesce a stare zitta.
E così è stato anche di recente quando nel corso di una visita a Lecce, ha visto il vescovo scendere dalla macchina nella piazza del Duomo e non ha saputo resistere alla sua indole ribelle.
Si è avvicinata con passo sostenuto e senza mezzi termini, ma sempre col dovuto rispetto, lo ha affrontato dicendogli che è uno scandalo far pagare l'accesso in ben quattro chiese del capoluogo salentino.
Il vescovo ovviamente ha cercato di giustificarsi, ma di fronte al piglio deciso della mia compagna, alla fine ha dovuto riconoscere che si potrebbero intraprendere altre vie per riuscire a reperire i fondi necessari per la manutenzione periodica degli edifici di culto.
Perché Anna è fatta così: non soltanto reagisce, ma non demorde finché non ottiene una risposta.
E in un mondo fatto di tanto conformismo inconcludente quanto ipocrita, lei è davvero una luce bellissima di sana ribellione.
Ed è grazie a persone come lei che il mondo può davvero cambiare.
E questo anche se a volte può sembrare antipatica o scontrosa.
Perché l'importante è fare.
Peccato che troppo pochi lo facciano davvero!

Cav. Ivan Rettore



mercoledì 20 maggio 2026

A TUTTI I SOSTENITORI DELLA “REMIGRAZIONE”, VORREI DIRE…

 

QUANDO USI CERTI SERVIZI

Quando vai al ristorante, ricordati che a lavare i piatti ci sono spesso dei filippini.

Quando vai in albergo, sono spesso donne di colore che ti avranno preparato la stanza.

Quando usi il tuo smartphone o il tuo pc per proferire i tuoi sentimenti razzisti e/o xenofobi, lo potrai fare perché creature giovani e indifese dal Congo saranno andate sottoterra per estrarre i materiali utili per realizzare quegli aggeggi tecnologici.

Quando mangi dei pomodori o altri ortaggi gustosi, lo puoi fare perché migliaia di africani, spesso senza contratto di lavoro, si spaccano la schiena ogni giorno nei campi nostrani per una manciata di spiccioli a raccoglierli in uno stato pressoché di schiavitù.

QUANDO MANGI, GUIDI, GIOCHI E TI VESTI

Quando guidi la tua macchina composta di un sacco di componenti diverse, ricordati che sono il frutto di un saccheggio costante di minerali nei paesi del Sud del mondo da parte di aziende multinazionali occidentali (ma ora anche cinesi) prive scrupoli.

Quando regali delle rose a San Valentino, pensa che quei fiori saranno stati raccolti da bambini innocenti sparsi in Ecuador, Kenya e India.

Quando giochi a pallone con i tuoi figli, quel pallone sarà stato prodotto da bambini pagati una miseria in Pakistan o in India.

Quando indossi delle scarpe da ginnastica o dei vestiti, anche di marca, questi saranno stati prodotti spesso da bambini in laboratori del Sudest asiatico, in Turchia e nel peggiore dei casi nei Laogai cinesi, famigerati penitenziari in cui la manodopera non viene manco pagata.

QUANDO LE ARMI UCCIDONO

Quando intere famiglie, vecchi, donne e bambini vengono quotidianamente trucidati in ogni parte del mondo, le armi per perpetrare simili massacri sono in gran parte di produzione occidentale.

QUANDO RICORRI ALL’ENERGIA

Quando accendi il motore della tua auto, ti riscaldi o usi l’interruttore della luce, pensa che lo puoi fare perché il petrolio, il gas e perfino l’uranio (per paesi come la Francia dipendenti in toto o quasi dall’energia nucleare) saranno stati prelevati da multinazionali senza scrupoli o da società che fanno riferimento a regimi totalitari in paesi, i cui proventi di simili saccheggi non arrivano mai alle popolazioni locali, costrette spesso a vivere in stati di indigenza di cui non abbiamo manco idea di cosa sia qui in Occidente.

L’AFRICA COME DISCARICA DEL MONDO

E penso che tu manco sappia che l’Africa è diventata la più grande discarica del mondo, che le macchine inquinanti che non sono più ammesse in Occidente, trovano nuovi mercati in quel continente (fatti un giro a Lomè per vedere quante migliaia di auto usate europee vi approdano ogni giorno) e che oggi in gran parte di quell’immenso territorio spesso sei fortunato se riesci a rientrare sano e salvo a casa ogni giorno, tanta è la violenza a dominarvi quotidianamente sotto varie forme.

CHI ALIMENTA LA CRIMINALITÀ IMMIGRATA?

E quando punti il dito sugli spacciatori e gang di immigrati presenti soprattutto nelle grandi città nostrane, pensa che ad alimentare quelle attività criminali sono organizzazioni nostrane (spesso in accordo anche con altre provenienti dall’estero) che non soltanto ci ricavano fiumi di denaro in modo illegale, ma addirittura ottengono ulteriori profitti mettendo la mano sugli immobili svalutati dei quartieri in cui spadroneggiano.

LA CIVILTÀ OCCIDENTALE NON È SUPERIORE AD ALTRE

Sono talmente cattivi tutti questi immigrati, tanto che i media sono riusciti a farti credere che c’è un’invasione (in realtà del tutto inesistente sulla base di dati oggettivi e non di fantasie un tanto al chilo) dell’Islam (come se fosse in assoluto una religione da condannare a priori, perché molti cristiani ritengono comunque di essere migliori dei musulmani a prescindere) e che i maschi italiani sono comunque sempre gentili con le donne quando invece i femminicidi sono quasi esclusivamente commessi da cittadini nostrani (sempre secondo dati oggettivi e non fantasie sparse un tanto al chilo).

PRENDITELA CON I VERI RESPONSABILI DEL DEGRADO

In parole povere e concludo, prenditela con coloro che hanno voluto che tutto questo schifo accadesse, dalle multinazionali alle grandi organizzazioni criminali, dalla finanza senza scrupoli a buona parte della classe politica che ormai è al loro servizio o fa comunque finta di niente.

Ti dico questo in quanto l’odio, il disprezzo e la generalizzazione sono esattamente atteggiamenti che tali entità vogliono, perché finché ci sarà una guerra tra poveri, loro potranno tranquillamente sguazzare in questo pattume e continuare a ricavarne profitti colossali.

Non è difficile da capire o sbaglio?

 

Cav. Ivan Rettore, professore esperto di lingua francese c/o LUISS Guido Carli








martedì 19 maggio 2026

STRAGE A MODENA: ADDOSSO A CHI NON HA ORIGINI ITALIANE



Se a commettere la strage a Modena fosse stato uno psicopatico italiano di origini italiane, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire.

Ma siccome aveva origini maghrebine, benché fosse nato e cresciuto in Italia, quasi tutti a puntare il dito contro il cattivo straniero e a sputare sentenze a vanvera.
Se di fallimento si può parlare, questi può essere imputato soltanto all'incapacità dello Stato che ha tagliato diversi fondi per mantenere ed incrementare tutti quei servizi che si rivelano fondamentali non soltanto per il tentativo di recupero di certi soggetti, ma che servono anche per prevenire la commistione di azioni criminali vere e proprie come appunto quella che è avvenuta nella città emiliana.
Ovviamente i fenomeni della Destra nostrana, Vannacci e Salvini, col sostegno di giornalisti come Giordano e altri, non hanno mancato al consueto appuntamento di strumentalizzare la strage per fini politici senza manco cercare di capire come stanno davvero le cose.
Ma ai sostenitori incondizionati (e aggiungerei non pensanti) di certi estremismi è impossibile chiedere un simile sforzo, talmente sono recintati nella loro concezione appiattita della realtà.
"O è tutto bianco o è tutto nero", così si potrebbe racchiudere il loro pensiero.
La zona grigia, le sfumature, i dettagli e altre componenti fondamentali che contraddistinguono il percorso di vita di ogni essere umano sono elementi a loro estranei perché tutta la loro esistenza è comunque sempre stata segnata da fomentare paure infondate ed esclusioni conseguenti di chi è diverso dal prototipo ideale di cittadino degno (secondo loro) di vivere nella società occidentale.
E pensare che l'Italia storicamente e culturalmente ha avuto un passato glorioso di accoglienza e capacità di inserimento sociale di etnie diverse.
Poi è arrivato il 28 ottobre 1922 e da allora quella gramigna della Storia, chiamata fascismo, ha mandato in soffitta quella consuetudine tipica delle nostre genti, diffondendosi come un bubbone in tutto il mondo.
E allora vai col "Mostro immigrato" in prima pagina, tanto anche i morti di Modena, in uno show mediatico del genere passano in secondo piano, con tutto il carico di dolore lasciato esclusivamente alle loro famiglie e amici.
Quando impareremo a crescere come società civile e a tornare autenticamente cristiani, ma soprattutto umani in questa società?!
Oppure basta andare a confessarsi di tanto in tanto per farlo?!


Yvan Rettore



lunedì 11 maggio 2026

MEDITERRANEO, UN ORRORE SENZA FINE PER MIGLIAIA DI ESSERI UMANI

 

I diritti umani nell’area del Mediterraneo sono sempre più segnati da un’emergenza umanitaria costante quanto crescente, tanto è vero che rappresenta ormai uno degli itinerari migratori maggiormente insicuri a livello internazionale.

Non si contano più i naufragi, il moltiplicarsi di azioni violente indicibili nei confronti di esseri umani, in particolare in Libia, ove le misure di respingimento fomentate dagli Stati europei imperano da anni.

Secondo dati diffusi dall’ONU, circa il 90% delle donne migranti che tentano di attraversare il Mediterraneo sono solite finire vittime di stupri da parte di scafisti e membri di organizzazioni criminali.

Ogni anno, diverse migliaia di individui cercano di fuggire zone di guerra e povertà estrema, principalmente dall’Africa subsahariana e dal Medio Oriente, mediante traversate del mare su imbarcazioni di fortuna.

La “Fortezza Europa” reagisce applicando politiche illegali di respingimento che si traducono nel costringere tali imbarcazioni a non superare le acque territoriali, specie nel Mar Egeo.

Il diritto internazionale che prevede il soccorso in mare viene del tutto ignorato da guardacoste (soprattutto libici) privi di scrupoli, i quali bloccano le imbarcazioni e rispediscono i migranti nei Centri di detenzione, ove sono costretti a subire quotidianamente torture e sevizie.

Le ONG cercano invece di applicare tale diritto ma vengono spesso ostacolate in vari modi nei loro interventi.

In conclusione, il Mediterraneo in cui si trovano in contrasto con lo pseudo allarme sicurezza di un Mondo occidentale reazionario e conservativo in pieno declino sociale, politico, economico e culturale da una parte con le necessità di difesa ad oltranza dei diritti umani e di stabilità politica del Sud del mondo ed in particolare di quello subsahariano dall’altra.


Prof. Yvan Rettore, esperto di lingua francese c/o LUISS Guido Carli e portavoce del Centro Culturale Carmelo Bene di Veglie









IL CENTRO CULTURALE CARMELO BENE DI VEGLIE, UN'ANOMALIA INNOVATIVA

 

In una società dominata dal mercimonio di qualsiasi attività, il Centro Culturale Carmelo Bene di Veglie, in provincia di Lecce, costituisce senz'altro un unicum in controtendenza.
In primis, perché trattasi di una realtà interamente autogestita da tutti coloro che vi partecipano e quindi senza alcuna connotazione associativa che prevede tesseramenti e organi di carattere verticistico.
In secondo luogo, perché qualsiasi iniziativa proposta dal Centro, siano eventi o corsi, viene offerta in modo del tutto gratuito e mai vincolante in quanto i fondatori e promotori di questa realtà hanno sempre sostenuto che la cultura, l'arte e la formazione devono essere accessibili a tutti e non essere mai oggetto di lucro, al fine di dare la possibilità a qualsiasi individuo di poter evolvere sul piano culturale e sociale.
Ben 72 eventi di grande spessore con artisti, scrittori, saggisti, personalità del mondo medico e formativo, oltre che corsi di lingue, di pittura, di musica sono a testimoniare un percorso importante quanto fondamentale per la crescita positiva non soltanto della comunità vegliese, in quanto l'operatività del Centro è sempre andata oltre i confini del comune di Veglie.
Infine, il Centro si chiama "Carmelo Bene" sia per onorare quella che è forse stata la figura culturale più significativa del Salento, sia perché come lui, coloro che vi operano si oppongono al conformismo dilagante e rimangono ribelli nell'animo, attitudini indispensabili per far evolvere qualsiasi società umana.

Prof. Yvan Rettore, esperto di lingua francese c/o LUISS Guido Carli e portavoce del Centro Culturale Carmelo Bene di Veglie



giovedì 7 maggio 2026

QUELLO SPAZIO MEDIATICO ESAGERATO E INGIUSTIFICATO CHE VIENE DATO A VANNACCI

Ma perché il Mainstream nostrano si accanisce nel dare così tanto spazio a Vannacci che allo stato attuale è soltanto un parlamentare europeo, a capo di un partito che non ha conseguito ancora nessun riscontro elettorale?!

Penso che la risposta risieda nel fatto che le entità che lo sostengono (e che lo hanno volutamente costruito come personaggio politico) stiano investendo una marea di denaro a livello mediatico per consentirgli di avere una diffusione costante tale da far credere agli italiani che possa godere di una popolarità in crescita e di essere un'alternativa alla Destra attuale.

Tutti elementi ovviamente gonfiati ad arte (a partire da sondaggi farlocchi e per nulla attendibili, salvo per il gossip politico) ma senza nessun riscontro oggettivamente dimostrabile in dimensioni più concrete e significative.

Perché l'importante è che di Vannacci si parli il più possibile, poco importa se nel bene o nel male.

Come poco importano i suoi interventi marcati da opinioni qualunquiste, posizioni settarie e da riferimenti storici che rimangono confinati nella sua fantasia e non trovano riscontri nei fatti.

In parole povere, il nulla cosmico e/o poco altro.

La cosa che conta davvero nella società dell'immagine è che la sua figura circoli il più possibile nell'etere perché è ormai lampante da tempo che gli elettori italiani (nella loro stragrande maggioranza) sono soliti votare soltanto in funzione di essa e di elementi intrisi di populismo piuttosto che basarsi su contenuti e fatti concreti che si possono conoscere soltanto facendo uno sforzo per informarsi su chi sia davvero e sui propositi reali di un qualsiasi politico urlatore ed (apparentemente) alternativo di turno.

Quindi, quella minoranza di persone che ancora lo compiono si aspettino di essere presi per i fondelli per l'ennesima volta a causa delle scelte sciagurate di elettori abituati a ragionare con la pancia anziché con la testa.

Le lezioni relative alle esperienze di Renzi e Meloni non sono servite a nulla.

Yvan Rettore



LA TENDENZA DELLA RAI AD INTERVISTARE CRIMINALI INCALLITI

Sta imperversando sempre più sui canali RAI una tendenza giornalistica morbosa che si traduce nell'intervistare assassini conclamati come se ci fosse qualcosa da imparare dalle loro parole e come se fosse una prassi da ritenersi del tutto normale a livello mediatico.

Vespa con la sua trasmissione "Porta a Porta" ne è stato protagonista e più recentemente anche la trasmissione "Belve" condotta da Francesca Fagnani si è unita a questa involuzione del giornalismo nostrano.

Tale tendenza dimostra quanto ormai i dati di ascolto contino molto di più rispetto ai contenuti, tanto è vero che la questione morale anche all'interno del mondo mediatico non viene manco più affrontata né considerata.

Invece di limitarsi ad integrare testimonianze rilevanti appartenenti all'ambiente criminale all'interno di un documentario o programma di approfondimento su quel tema (che potrebbe essere molto utile per diffondere certe verità scomode o fornire una delucidazione su casi di cronaca giudiziaria ancora irrisolti), si preferisce orientarsi su queste patetiche interviste tese a dare voce a questi mostri anziché relegarle per sempre nell'isolamento sociale e mediatico che meritano senza se e senza ma. 

Fornendo loro questo spazio, questo genere di trasmissioni non fa altro che consentire una legittimazione sotto il profilo umano a questi assassini prezzolati, i quali sono ben contenti di poter cogliere come una palla al balzo una simile occasione per tentare di rifarsi una faccia di rispettabilità di fronte alla società. 

E purtroppo c'è chi ci casca, credendo a spada tratta alle loro panzane e alle loro lacrime di coccodrillo, mentre le loro vittime e le famiglie sia di queste ultime che dei loro carnefici rimangono costrette a vivere all'infinito esistenze piene di dolore e spesso a dover subire varie forme di emarginazione sociale. 

Ma ormai nel mondo ovattato del berlusconismo mediatico, non esistono manco più resistenze significative, nemmeno da quegli intellettuali (quei pochi rimasti) che dovrebbero costituire un pilastro nell'evoluzione del pensiero umano in una società civile degna di questo nome.


Yvan Rettore




venerdì 24 aprile 2026

RIUSCIRAI AD AMARE E A FARTI AMARE DAGLI ALTRI QUANDO ACCETTERAI COMPLETAMENTE TE STESSO/A

 

Finché non riuscirai ad accogliere la parte nascosta che c’è in te, non potrai mai amare davvero le persone che sono nella tua esistenza.

Infatti, celando questa parte profonda del tuo essere, la tua capacità di amare rimane riduttiva.

Ogni volta che tenti di esternare il tuo amore verso qualcuno, qualcosa viene sempre a mancare, come se riempissi un recipiente che non riesce mai ad essere colmato.

Quella parte di te che persisti nel respingere è una presenza ben ancorata nel tuo essere.

Riunisce tutti gli elementi che non vuoi percepire o che hai imparato nascondere dietro una maschera di perbenismo spesso compiacente.

Ma anche se continui ad ignorarli, questi incidono comunque pesantemente sui tuoi rapporti e quindi sul tuo stato emotivo.

La domanda sorge quindi spontanea, ovvero: “Desideri veramente amare lealmente qualcuno?”

Allora lasciati trasportare in quella dimensione scomoda che vive dentro il tuo essere.

Finché la negherai, rimarrai rinchiuso/a in un sentimento vincolato.

Ma se riuscirai ad accoglierla pienamente, allora potrai accedere ad un amore molto più autentico, perché sarà di spessore molto più significativo.

Quella dimensione di te che respingi risiede nella profondità del tuo essere.

Non si trova al di fuori di esso.

È una parte integrante di te.

È costituita di pensieri, sensazioni, emozioni, attitudini che hai ritenuto inammissibili con il passare del tempo.

Ira, invidia, senso di colpa, orgoglio, timori e altro che hai relegato nel profondo del tuo essere per evitare di essere emarginata da coloro che ti circondano.

Ma quella dimensione non può essere ignorata, non può scomparire.

Permane silenziosamente nella tua individualità, ma è pur sempre attiva perché finisce comunque per influenzare le tue gesta.

Può di conseguenza apparire nel corso di un contrasto con qualcuno, come reazione ad un giudizio, in un turbamento irrefrenabile.

E non a caso in quelle situazioni finisci sempre per affermare che quell’essere non sei tu.

E invece sei davvero tu, quella parte di te che continui a non volere accogliere davvero.

È fondamentale cogliere che tutto ciò che ci ferisce nei comportamenti altrui può essere un’occasione per comprendere meglio noi stessi.

Quella dimensione di te non è affatto da considerare come una negatività presente nel tuo essere.

Non cerca affatto di farti a pezzi.

Anzi.

Più la ostacolerai, più essa sarà presente in modo determinante.

Quando l’ascolterai con tutto/a te stesso/a, potrai finalmente capire quanto ha da insegnarti e da quel giorno smetterà di costituire un pericolo per te.  

Diventerà una presenza preziosa costante che ti consentirà di esistere in modo più equilibrato…e di amare con maggiore intensità e spontaneità.

Più rifiuterai gli elementi presenti in quella dimensione, più questi si rifletteranno nei tuoi rapporti con gli altri.

Non è difficile da capire.

In qualsiasi situazione in cui qualcuno ti infastidisce, che un’attitudine ti scompone, che un atteggiamento ti irrita, ci sono forti probabilità che sei stato/o colpito in quella dimensione di te che continui a rifiutare.

Ciò da cui cerchi di scappare all’interno di te stesso/a, finisci col ritrovartelo al di fuori in un modo contrastante e violento.

Giungi a pensare che sia sempre l’altra persona che sbaglia, che è quell’individuo a complicarti l’esistenza.

Ma come in uno specchio, si tratta di un riflesso di te.

E più lo respingi, più la cosa ti sembra insostenibile.

Quello che rigetti sulle altre persone, risulta essere quella parte di te che non vuoi riconoscere del tuo essere.  

I rapporti consentono di scoprire le nostre lacerazioni.

Finché non riconoscerai come tali le tue imperfezioni, non potrai accettare quelle degli altri.

Amerai soltanto quando vivrai situazioni in cui tutto appare facile, quando tutto fila liscio, quando l’altra persona ti farà vedere i suoi lati migliori.

Ma appena questi ti farà vedere la sua dimensione nascosta, la cosa diventerà per te difficile da accettare, perché inconsapevolmente, rifiuti da lui ciò che non ammetti di te.

L’accettazione della tua dimensione profonda comporta un cambiamento.

Da quel momento non ti impegni più a voler modificare o a salvare l’essere di chi ti sta accanto.

Dimostri di avere la capacità di permanere con i suoi contrasti, senza sentirti in pericolo.

Questo perché, come ogni essere umano, anche quella persona è costituita di una combinazione di luce e di oscurità.

E tale consapevolezza consente di stabilire un’unione più solida, più autentica e quindi veramente umana.

Quando riesci ad accogliere la dimensione celata del tuo essere, una serenità si stabilisce all’interno di te.  

Non sei più sempre in una posizione perennemente difensiva, non risenti la necessità di doverti costantemente giustificare, di arrampicarti sugli specchi o di usare delle maschere per vivere un’esistenza che non è tua.

Sei finalmente in grado di respirare a pieni polmoni.

E questo senso di pacatezza modifica il tuo modo di interagire con gli altri, perché non ricerchi più un rapporto in cui trovare un rifugio in cui nasconderti o compensare i tuoi limiti.

Riesci ad essere più genuino/a, spontaneo/a.

Non devi più recitare una parte per sembrare più gradevole o più vigoroso/a.

Ti puoi permettere di farti vedere al mondo per ciò che veramente sei, con i tuoi punti di forza e le tue debolezze.

Ed è questa tua veridicità che attrae le persone.

Nessuno si innamora infatti di una maschera, ma di chi si è davvero.

Soltanto facendo pace con sé stessi, si può vivere un amore autentico.

Questo traguardo alimenta pure la tua umiltà.

Non osservi più gli altri come chi ha la puzza sotto il naso, come se dovessero giungere ad un certo livello predefinito per conquistare il tuo amore.

Sei cosciente che anche tu hai all’interno del tuo essere non poche incongruenze.

Ed è proprio questa umiltà che è in grado di consentirti di amare alla pari, in un legame reale.  

La vulnerabilità appare quindi come una risorsa.

Non temi più di rivelare i tuoi dubbi, quando provi un sentimento di paura, quando non ti trovi più al vertice.

Invece di rischiare di compromettere un rapporto, questi aspetti la possono rinforzare.

Questo perché l’amore nel vero senso del termine non si realizza attraverso l’impeccabilità, ma sul riconoscimento di una sincerità condivisa.  

E riesci finalmente a cogliere il fatto che l’amore autentico non appare quando si hanno gli occhi bendati sui difetti.  

Non per rinuncia, ma in quanto decisione consapevole.

Sei in grado di compiere tale passo, soltanto quando impari a rimanere te stesso/a, con i lati oscuri presenti nella dimensione del tuo essere.

Si può iniziare davvero qualcuno dal momento in cui si rinuncia a scappare da questi ultimi.

Per riuscire ad amare veramente, è necessario di smettere di voler arrivare ad una rappresentazione perfetta di sé stessi e degli altri.

Significa avere il coraggio di accettare le proprie imperfezioni, di affrontarle e di affermare che si è in grado di accettarle tutte.

Da quel giorno, smetti di scappare.

E rinunciando a tale fuga, accedi ad un amore più genuino, più spontaneo, autenticamente libero.

Più accetti te stesso/a, più il tuo amore finirà con l’essere autentico, forte e libero da qualsiasi vincolo, in primis la paura.

 

Prof. Yvan Rettore




NON SONO BASTATI CIRCA 500.000 CROCI E OLTRE 5.000 ECCIDI PER METTERE LA PAROLA FINE AL FASCISMO IN ITALIA!


Purtroppo in Italia ci sono ancora troppi seguaci e nostalgici del fascismo, ovvero di quella che definisco la "gramigna della Storia".

Visto che si è fatto poco o nulla per regolare definitivamente i conti col fascismo nell'immediato dopoguerra, il risultato è che i nipotini del Duce sono riusciti dopo la fondazione del MSI, la stagione delle bombe, la strategia della tensione e trasformismi vari a tornare ai vertici dello Stato con tutti i disastri che ciò ha comportato e sta comportando.

La responsabilità di questa profonda involuzione della società italiana risiede nell'inerzia di quei partiti (soprattutto di Sinistra e la ex DC) che non sono stati appunto capaci o non hanno voluto farla finita una volta per tutte con quell'ideologia che non ha assolutamente nulla di democratico, né di civile.

Se lo avessero fatto, sarebbe potuta nascere anche in Italia una Destra democratica ed autorevole, degna di questo nome, invece del fascismo che non è altro che una ideologia di stampo totalitario e distruttiva.

Si vede che le centinaia di migliaia di croci sparse soprattutto nel Nord del Paese e i le migliaia di stragi perpetrate in Italia non sono bastate a ricordarci cos'è stato il fascismo, tanto che ce ne ricordiamo a malapena un solo giorno all'anno, il 25 aprile.

Prof. Yvan Rettore

lunedì 20 aprile 2026

DA VEGLIE AL BENE COMUNE

  

Veglie è  una località salentina immersa negli ulivi (la maggior parte distrutti dal flagello della xylella) e a pochi chilometri dal Mar Ionio.

Le sole iniziative  a cui nell'amministrazione sono davvero interessati sono le feste patronali, le iniziative “Tarallucci e vino”, la festa annuale dello sport e incontri pubblici inconcludenti su vari temi (a carico ovviamente dei contribuenti) in cui esibirsi facendo le solite sterili passerelle.

Non esiste una classe politica volta alla difesa  del bene comune e non c’è nemmeno una visione di paese in grado di superare lo sfacelo attuale.

Risultati:

-           il paese si sta spopolando e sta invecchiando sempre più velocemente perché l’amministrazione comunale non fa proprio nulla per favorire l’insediamento di attività imprenditoriali in grado di creare ricchezza e dare lavoro ai giovani

-           il verde pubblico è al collasso nella zona abitata, pieno di alberi capitozzati (destinati a morire a breve e medio termine) con la conseguenza che l’inquinamento è alle stelle e d’estate il caldo raggiunge picchi di calore che nulla hanno a che vedere con i cambiamenti climatici

-           l’agricoltura è a pezzi da tempo, le industrie rimaste sono ormai poche, le serrande chiudono per non più riaprire, non c’è manco una cantina sociale (quando Veglie negli anni ’60 era il primo paese salentino per produzione vitivinicola) e resiste soltanto un oleificio

-           le barriere architettoniche non sono mai state veramente rimosse, permangono un sacco di ostacoli (mobili e non) che impediscono in diversi punto l’uso di marciapiedi che risultano in gran parte fuori norma

-           le strade sia comunali che la tangenziale (di responsabilità della provincia) sono piene di buche e spesso con scarsa illuminazione dovunque, le piste ciclabili sono inesistenti, le chianche nel Centro storico stanno in gran parte fuori sede, patrimoni storici come la fontana della piazza principale stanno cadendo a pezzi mentre le varie fontanine sparse nella località sono state oggetto di interventi lesivi irreparabili

-           non c’è alcun Peba e il PUG risale alla fine del secolo scorso.



Addirittura, quando sono stati realizzati da Associazioni e Centri culturali eventi pubblici su temi importanti quali la droga, la disabilità, il crimine organizzato e altri, le istituzioni politiche  le hanno praticamente del tutto snobbate.

Il contesto è intriso da un individualismo dilagante quanto distruttivo, in assenza di una solidarietà e coesione sociale e a dominare permangono soltanto interessi clientelari.

Il Centro Culturale Carmelo Bene prosegue nelle battaglie condotte in difesa dei diritti delle persone con disabilità e del verde urbano.

Ma fino a quando?!


Prof. Yvan Rettore

 






mercoledì 8 aprile 2026

VEGLIE: I DOVERI DI UN'AMMINISTRAZIONE COMUNALE NON SONO SUCCESSI DA SBANDIERARE COME SE SI FOSSE IN CAMPAGNA ELETTORALE PERMANENTE

 

Leggendo questo post della sindaca di Veglie, mi sono chiesto se ci siano gli estremi per considerare tale opera come qualcosa di veramente straordinario.                                                                                                                                       

A prima vista potrebbe sembrare di sì.                                                                                                                                                                                                        

Ma in realtà il raggiungimento di simili obiettivi dovrebbe apparire piuttosto come un risultato esclusivamente rientrante nella gestione corrente di una qualsiasi amministrazione comunale e non come di un successo di cui vantarsi.                                                                                                                       

Ciò che è stato realizzato nella fattispecie non è da intendersi affatto come di un favore svolto nei confronti della comunità in quanto si circoscrive nel compimento di un dovere verso quest'ultima quest’ultima.                                                                                                                                                                      

Con questo non intendo minimamente esprimere una svalutazione né polemizzare su quanto fatto, ma mi sembra evidente che sbandierare come successi di un’amministrazione comunale quelli che invece rientrano nei doveri della stessa, rischi invece di trascurare altre criticità fondamentali ormai croniche nel nostro comune e con le quali i cittadini si trovano a fare i conti quotidianamente come ad esempio la manutenzione disastrosa delle strade e del verde pubblico, l’assenza di interventi concreti sull’eliminazione delle barriere architettoniche e di regolarizzazione della viabilità pedonale e tante altre che non sto a citare perché sono davvero troppe per poterle elencare in uno spazio così breve.                                                                                                              

Detto questo, se da un lato risulta comprensibile e del tutto legittimo mettere in auge un traguardo positivo, tale azione dovrebbe evitare di celare le carenze evidenti attualmente presenti nella realtà del nostro comune.                                  

Qualsiasi primo cittadino dovrebbe raggiungere nel corso del proprio mandato un equilibrio nei suoi interventi circa tutte le esigenze oggettive del territorio che è occupato ad amministrare e non confinarsi alla diffusione dei soli risultati positivi che assicurano visibilità ma che non definiscono di certo il livello qualitativo dell'operato complessivo di un'amministrazione comunale.                                                                                                                                                 

In conclusione, tutti i cittadini di un qualsiasi comune necessitano di ricevere riscontri effettivi su molteplici temi e non unicamente su quelli più sensazionali a livello mediatico. 


Yvan Rettore






mercoledì 1 aprile 2026

NAZIONALE ITALIANA DI CALCIO, TUTTO SBAGLIATO, TUTTO DA RIFARE O QUASI!

Si è trattato di un'eliminazione ampiamente meritata, perché non si può pensare di essere presenti a un evento come la Coppa del Mondo, con una squadra così mediocre, anche sul piano difensivo (e pensare che l'Italia aveva una delle migliori tradizioni al mondo in questo campo). in gran parte basandosi su manovre offensive approssimative e prevedibili.

Il blocco dell'Inter (soprattutto Bastoni che è davvero mediocre) si è rivelato disastroso e a parte alcuni giocatori di qualità come Moise Kean, Tonali, Palestra e Spinazzola, la "Squadra Azzurra" è una squadra in gran parte da rifare.

Il problema risiede nel fatto che ci sono solo un terzo di giocatori italiani in "Serie A" e diversi giocatori nostrani di talento sono costretti a giocare nelle divisioni inferiori, a rimanere confinati nel ruolo di riserva o ad andare all'estero, dove spesso riescono a diventare protagonisti (in particolare nella "Bundesliga" dove sempre più giovani calciatori italiani di alto profilo iniziano a giocare come titolari).
Gattuso ha certamente delle responsabilità, ma è la direzione del calcio italiano che sicuramente ne ha di più, a partire dal presidente della Federazione, che dovrebbe davvero pensare a cambiare mestiere.

Altrimenti sarà impossibile avviare le riforme necessarie per permettere al calcio italiano di tornare ad essere un protagonista importante nel mondo e a non rimanere relegato ad un livello in cui non spaventa più nessuno.

Yvan Rettore





venerdì 20 marzo 2026

IL DECLINO DEL CALCIO ITALIANO: CRISI IRREVERSIBILE O FASE DI TRANSIZIONE?

 

In seguito agli ottavi di finale di Champions Ligue che hanno visto l’eliminazione dell’Atalanta, il nostro Paese, pur restando secondo nella classifica UEFA, non dispone più di alcuna rappresentativa nella massima competizione continentale per club, la cui ultima vittoria di una squadra italiana risale a ben sedici anni fa.

Nelle altre competizioni europee rimangono il Bologna in Europa League e la Fiorentina in Conference League.

Anche per la Nazionale le cose non sembrano andare meglio.

Dopo due sonore eliminazioni dalla Coppa del Mondo nel 2018 e 2022, anche in quelli di quest’anno l’Italia dovrà arrancare non poco per riuscire a qualificarsi, a cominciare dal confronto con l’Irlanda Nord, compagine arcigna e di buon livello tecnico.

A livello di club, la presenza di due soli squadre nelle competizioni continentali è pari a quelle della Francia, ma sensibilmente inferiore a quelle della Spagna, dell’Inghilterra, della Germania e perfino del Portogallo (tre squadre presenti).

Fino all’inizio di questo secolo, i nostri club costituivano un punto di riferimento ragguardevole sul piano internazionale, ben più significativo rispetto a quello della Premier League, che oggi è invece ritenuto il campionato qualitativamente migliore del pianeta.

Le formazioni nostrane sembrano non essere state capaci di inserirsi nelle logiche di un calcio ormai globalizzato e di essere rimaste confinate in modalità di gioco di un tempo ormai andato.

A fronte di un livello tecnico più che accettabile, è il tipo di gioco che permane legato a vecchi schemi e che appare quindi superato.

Il modo di pensare dominante non è mutato e rimane ancorato alla conservazione del risultato e della difesa.

Elementi, questi, che risultanto essere in netto contrasto con un calcio attuale molto più aperto ed offensivo e che è ormai dominante nel resto del continente.  

Come già accennato, il livello tecnico rimane piuttosto buono e non differisce molto da quello dei tornei francese e tedesco.

È quindi il problema consiste nel fatto che permane una mentalità rimasta ancorata ad un passato, seppure glorioso.

A dimostrarlo è soprattutto il ricorso ad oltranza del modulo 3-5-2, modulo ormai superato da diverso tempo dalle migliori compagini continentali attuali.

In serie A, circa 2/3 delle squadre optano regolarmente per tale modulo di gioco.

Nel massimo campionato italiano trovano posto addirittura giocatori quarantenni o comunque oltre i 35 anni e questa tendenza è dovuta ad una carenza marcata di tensione agonistica.

Questo fenomeno non si ritrova generalmente in altri campionati europei.

Questa chiusura di atteggiamento ha favorito l’eliminazione dalla massima competizione continentale del Napoli, della Juventus e dell’Inter da parte di squadre (PSV Eindhoven, Galatasaray e Bodø/Glimt) di spessore piuttosto modesto.

Ciò dimostra una inferiorità ormai palese dei club italiani nei confronti delle attuali grandi formazioni europee.

Anche in Europa League, le cose non vanno affatto meglio, tanto è vero che in questo secolo, soltanto l’Atalanta è riuscita a vincere tale torneo.

La verità è che ormai non disponiamo più di fuoriclasse e la crisi economica dirompente non consente nemmeno di poter assoldare fenomeni all’estero.

Infatti, le casse dei club più blasonati (Inter, Juventus e Milan) piangono, tanto è vero che nessuno di loro figura fra le dieci società calcistiche più ricche d’Europa.

In questo contesto, gli allenatori operano sempre sotto stress al punto che preferiscono non rischiare più di tanto sul piano agonistico onde evitare la possibilità di venire esonerati prima del tempo.

Così facendo, il ritmo del gioco ne risente come pure la sua qualità.

Le giovani promesse sono costrette anch’esse a subire una forte tensione da competizione dovuta alla diffusione esasperante di una cultura sportiva fondata essenzialmente sul raggiungimento del risultato a scapito del piacere di giocare a calcio e di vivere serenamente la propria crescita all’interno di una squadra. 

Sarebbe quindi fondamentale nella situazione attuale dare maggior spazio ai settori giovanili e alla loro diffusione.

Purtroppo ci sono ancora poche strutture e diverse non sono manco idonee.

Alcuni regolamenti poi non favoriscono la crescita di nuove leve.

Ad esempio, i ragazzi tra i 12 e i 18 anni possono tranquillamente cambiare squadra nel corso di una stagione.

Quindi se avessi un figlio di 15 anni, potrei farlo trasferire altrove e in questo modo la società che avrebbe investito su di lui si ritroverebbe con un nulla di fatto.

Questa tendenza può comportare il rischio che si apra un vero mercato delle famiglie, ovvero "ti offro 3.000 Euro se porti tuo figlio da me e viceversa".

Così si può compromettere fin dall’inizio il futuro agonistico di un ragazzo.

Nonostante un periodo magro di risultati significativi a livello internazionale, i tifosi rimangono legati alla propria squadra e il nostro campionato dimostra comunque di avere la presenza di diversità e originalità tattiche che spesso lasciano a bocca aperta le compagini straniere.

Si tratta di una risorsa importante perché le formazioni italiane si rivelano capaci di adeguarsi ad affrontare diversi modi di giocare.

Comunque vada, il calcio nostrano si trova a vivere un periodo di transizione inedito rispetto a quello di inizio secolo.

Ora è da vedere se riuscirà a tornare alla ribalta del calcio mondiale o se l’involuzione attuale è destinata a proseguire in primis sullo scenario delle competizioni europee.


Yvan Rettore