Interventi su temi di attualità, politica, economia e società di Yvan Rettore, scrittore e saggista. http: profprom2009.wixsite.com/formazione
sabato 23 maggio 2026
UNA RIBELLE DI NOME ANNA!
mercoledì 20 maggio 2026
A TUTTI I SOSTENITORI DELLA “REMIGRAZIONE”, VORREI DIRE…
QUANDO USI CERTI SERVIZI
Quando vai al ristorante,
ricordati che a lavare i piatti ci sono spesso dei filippini.
Quando vai in albergo, sono spesso
donne di colore che ti avranno preparato la stanza.
Quando usi il tuo smartphone o il
tuo pc per proferire i tuoi sentimenti razzisti e/o xenofobi, lo potrai fare
perché creature giovani e indifese dal Congo saranno andate sottoterra per estrarre
i materiali utili per realizzare quegli aggeggi tecnologici.
Quando mangi dei pomodori o altri
ortaggi gustosi, lo puoi fare perché migliaia di africani, spesso senza
contratto di lavoro, si spaccano la schiena ogni giorno nei campi nostrani per
una manciata di spiccioli a raccoglierli in uno stato pressoché di schiavitù.
QUANDO MANGI, GUIDI, GIOCHI E TI
VESTI
Quando guidi la tua macchina
composta di un sacco di componenti diverse, ricordati che sono il frutto di un
saccheggio costante di minerali nei paesi del Sud del mondo da parte di aziende
multinazionali occidentali (ma ora anche cinesi) prive scrupoli.
Quando regali delle rose a San Valentino,
pensa che quei fiori saranno stati raccolti da bambini innocenti sparsi in Ecuador,
Kenya e India.
Quando giochi a pallone con i
tuoi figli, quel pallone sarà stato prodotto da bambini pagati una miseria in
Pakistan o in India.
Quando indossi delle scarpe da
ginnastica o dei vestiti, anche di marca, questi saranno stati prodotti spesso
da bambini in laboratori del Sudest asiatico, in Turchia e nel peggiore dei
casi nei Laogai cinesi, famigerati penitenziari in cui la manodopera non viene
manco pagata.
QUANDO LE ARMI UCCIDONO
Quando intere famiglie, vecchi,
donne e bambini vengono quotidianamente trucidati in ogni parte del mondo, le
armi per perpetrare simili massacri sono in gran parte di produzione
occidentale.
QUANDO RICORRI ALL’ENERGIA
Quando accendi il motore della
tua auto, ti riscaldi o usi l’interruttore della luce, pensa che lo puoi fare
perché il petrolio, il gas e perfino l’uranio (per paesi come la Francia
dipendenti in toto o quasi dall’energia nucleare) saranno stati prelevati da
multinazionali senza scrupoli o da società che fanno riferimento a regimi totalitari
in paesi, i cui proventi di simili saccheggi non arrivano mai alle popolazioni
locali, costrette spesso a vivere in stati di indigenza di cui non abbiamo
manco idea di cosa sia qui in Occidente.
L’AFRICA COME DISCARICA DEL
MONDO
E penso che tu manco sappia che l’Africa è diventata la più grande discarica del mondo, che le macchine inquinanti che non sono più ammesse in Occidente, trovano nuovi mercati in quel continente (fatti un giro a Lomè per vedere quante migliaia di auto usate europee vi approdano ogni giorno) e che oggi in gran parte di quell’immenso territorio spesso sei fortunato se riesci a rientrare sano e salvo a casa ogni giorno, tanta è la violenza a dominarvi quotidianamente sotto varie forme.
CHI ALIMENTA LA CRIMINALITÀ IMMIGRATA?
E quando punti il dito sugli
spacciatori e gang di immigrati presenti soprattutto nelle grandi città
nostrane, pensa che ad alimentare quelle attività criminali sono organizzazioni
nostrane (spesso in accordo anche con altre provenienti dall’estero) che non
soltanto ci ricavano fiumi di denaro in modo illegale, ma addirittura ottengono
ulteriori profitti mettendo la mano sugli immobili svalutati dei quartieri in
cui spadroneggiano.
LA CIVILTÀ OCCIDENTALE NON È
SUPERIORE AD ALTRE
Sono talmente cattivi tutti
questi immigrati, tanto che i media sono riusciti a farti credere che c’è un’invasione
(in realtà del tutto inesistente sulla base di dati oggettivi e non di fantasie
un tanto al chilo) dell’Islam (come se fosse in assoluto una religione da
condannare a priori, perché molti cristiani ritengono comunque di essere
migliori dei musulmani a prescindere) e che i maschi italiani sono comunque
sempre gentili con le donne quando invece i femminicidi sono quasi esclusivamente
commessi da cittadini nostrani (sempre secondo dati oggettivi e non fantasie
sparse un tanto al chilo).
PRENDITELA CON I VERI
RESPONSABILI DEL DEGRADO
In parole povere e concludo, prenditela
con coloro che hanno voluto che tutto questo schifo accadesse, dalle multinazionali
alle grandi organizzazioni criminali, dalla finanza senza scrupoli a buona
parte della classe politica che ormai è al loro servizio o fa comunque finta di
niente.
Ti dico questo in quanto l’odio, il
disprezzo e la generalizzazione sono esattamente atteggiamenti che tali entità
vogliono, perché finché ci sarà una guerra tra poveri, loro potranno
tranquillamente sguazzare in questo pattume e continuare a ricavarne profitti
colossali.
Non è difficile da capire o
sbaglio?
Cav. Ivan Rettore, professore
esperto di lingua francese c/o LUISS Guido Carli
martedì 19 maggio 2026
STRAGE A MODENA: ADDOSSO A CHI NON HA ORIGINI ITALIANE
lunedì 11 maggio 2026
MEDITERRANEO, UN ORRORE SENZA FINE PER MIGLIAIA DI ESSERI UMANI
I diritti umani nell’area del Mediterraneo sono sempre più
segnati da un’emergenza umanitaria costante quanto crescente, tanto è vero che rappresenta
ormai uno degli itinerari migratori maggiormente insicuri a livello
internazionale.
Non si contano più i naufragi, il moltiplicarsi di azioni
violente indicibili nei confronti di esseri umani, in particolare in Libia, ove
le misure di respingimento fomentate dagli Stati europei imperano da anni.
Secondo dati diffusi dall’ONU, circa il 90% delle donne migranti
che tentano di attraversare il Mediterraneo sono solite finire vittime di stupri
da parte di scafisti e membri di organizzazioni criminali.
Ogni anno, diverse migliaia di individui cercano di fuggire
zone di guerra e povertà estrema, principalmente dall’Africa subsahariana e dal
Medio Oriente, mediante traversate del mare su imbarcazioni di fortuna.
La “Fortezza Europa” reagisce applicando politiche illegali
di respingimento che si traducono nel costringere tali imbarcazioni a non superare
le acque territoriali, specie nel Mar Egeo.
Il diritto internazionale che prevede il soccorso in mare
viene del tutto ignorato da guardacoste (soprattutto libici) privi di scrupoli,
i quali bloccano le imbarcazioni e rispediscono i migranti nei Centri di detenzione,
ove sono costretti a subire quotidianamente torture e sevizie.
Le ONG cercano invece di applicare tale diritto ma vengono
spesso ostacolate in vari modi nei loro interventi.
In conclusione, il Mediterraneo in cui si trovano in contrasto con lo pseudo allarme sicurezza di un Mondo occidentale reazionario e conservativo in pieno declino
sociale, politico, economico e culturale da una parte con le necessità di
difesa ad oltranza dei diritti umani e di stabilità politica del Sud del mondo
ed in particolare di quello subsahariano dall’altra.
Prof. Yvan Rettore, esperto di lingua francese c/o LUISS Guido Carli e portavoce del Centro Culturale Carmelo Bene di Veglie
IL CENTRO CULTURALE CARMELO BENE DI VEGLIE, UN'ANOMALIA INNOVATIVA
giovedì 7 maggio 2026
QUELLO SPAZIO MEDIATICO ESAGERATO E INGIUSTIFICATO CHE VIENE DATO A VANNACCI
Ma perché il Mainstream nostrano si accanisce nel dare così tanto spazio a Vannacci che allo stato attuale è soltanto un parlamentare europeo, a capo di un partito che non ha conseguito ancora nessun riscontro elettorale?!
LA TENDENZA DELLA RAI AD INTERVISTARE CRIMINALI INCALLITI
Sta imperversando sempre più sui canali RAI una tendenza giornalistica morbosa che si traduce nell'intervistare assassini conclamati come se ci fosse qualcosa da imparare dalle loro parole e come se fosse una prassi da ritenersi del tutto normale a livello mediatico.
Vespa con la sua trasmissione "Porta a Porta" ne è stato protagonista e più recentemente anche la trasmissione "Belve" condotta da Francesca Fagnani si è unita a questa involuzione del giornalismo nostrano.
Tale tendenza dimostra quanto ormai i dati di ascolto contino molto di più rispetto ai contenuti, tanto è vero che la questione morale anche all'interno del mondo mediatico non viene manco più affrontata né considerata.
Invece di limitarsi ad integrare testimonianze rilevanti appartenenti all'ambiente criminale all'interno di un documentario o programma di approfondimento su quel tema (che potrebbe essere molto utile per diffondere certe verità scomode o fornire una delucidazione su casi di cronaca giudiziaria ancora irrisolti), si preferisce orientarsi su queste patetiche interviste tese a dare voce a questi mostri anziché relegarle per sempre nell'isolamento sociale e mediatico che meritano senza se e senza ma.
Fornendo loro questo spazio, questo genere di trasmissioni non fa altro che consentire una legittimazione sotto il profilo umano a questi assassini prezzolati, i quali sono ben contenti di poter cogliere come una palla al balzo una simile occasione per tentare di rifarsi una faccia di rispettabilità di fronte alla società.
E purtroppo c'è chi ci casca, credendo a spada tratta alle loro panzane e alle loro lacrime di coccodrillo, mentre le loro vittime e le famiglie sia di queste ultime che dei loro carnefici rimangono costrette a vivere all'infinito esistenze piene di dolore e spesso a dover subire varie forme di emarginazione sociale.
Ma ormai nel mondo ovattato del berlusconismo mediatico, non esistono manco più resistenze significative, nemmeno da quegli intellettuali (quei pochi rimasti) che dovrebbero costituire un pilastro nell'evoluzione del pensiero umano in una società civile degna di questo nome.
Yvan Rettore
venerdì 24 aprile 2026
RIUSCIRAI AD AMARE E A FARTI AMARE DAGLI ALTRI QUANDO ACCETTERAI COMPLETAMENTE TE STESSO/A
Finché non riuscirai ad accogliere
la parte nascosta che c’è in te, non potrai mai amare davvero le persone che
sono nella tua esistenza.
Infatti, celando questa parte profonda
del tuo essere, la tua capacità di amare rimane riduttiva.
Ogni volta che tenti di esternare
il tuo amore verso qualcuno, qualcosa viene sempre a mancare, come se riempissi
un recipiente che non riesce mai ad essere colmato.
Quella parte di te che persisti
nel respingere è una presenza ben ancorata nel tuo essere.
Riunisce tutti gli elementi che
non vuoi percepire o che hai imparato nascondere dietro una maschera di perbenismo
spesso compiacente.
Ma anche se continui ad
ignorarli, questi incidono comunque pesantemente sui tuoi rapporti e quindi sul
tuo stato emotivo.
La domanda sorge quindi spontanea,
ovvero: “Desideri veramente amare lealmente qualcuno?”
Allora lasciati trasportare in quella
dimensione scomoda che vive dentro il tuo essere.
Finché la negherai, rimarrai rinchiuso/a
in un sentimento vincolato.
Ma se riuscirai ad accoglierla
pienamente, allora potrai accedere ad un amore molto più autentico, perché sarà
di spessore molto più significativo.
Quella dimensione di te che respingi
risiede nella profondità del tuo essere.
Non si trova al di fuori di esso.
È una parte integrante di te.
È costituita di pensieri, sensazioni,
emozioni, attitudini che hai ritenuto inammissibili con il passare del tempo.
Ira, invidia, senso di colpa, orgoglio,
timori e altro che hai relegato nel profondo del tuo essere per evitare di
essere emarginata da coloro che ti circondano.
Ma quella dimensione non può
essere ignorata, non può scomparire.
Permane silenziosamente nella tua
individualità, ma è pur sempre attiva perché finisce comunque per influenzare
le tue gesta.
Può di conseguenza apparire nel
corso di un contrasto con qualcuno, come reazione ad un giudizio, in un
turbamento irrefrenabile.
E non a caso in quelle situazioni
finisci sempre per affermare che quell’essere non sei tu.
E invece sei davvero tu, quella
parte di te che continui a non volere accogliere davvero.
È fondamentale cogliere che
tutto ciò che ci ferisce nei comportamenti altrui può essere un’occasione per comprendere
meglio noi stessi.
Quella dimensione di te non è
affatto da considerare come una negatività presente nel tuo essere.
Non cerca affatto di farti a
pezzi.
Anzi.
Più la ostacolerai, più essa sarà
presente in modo determinante.
Quando l’ascolterai con tutto/a
te stesso/a, potrai finalmente capire quanto ha da insegnarti e da quel giorno
smetterà di costituire un pericolo per te.
Diventerà una presenza preziosa
costante che ti consentirà di esistere in modo più equilibrato…e di amare con
maggiore intensità e spontaneità.
Più rifiuterai gli elementi
presenti in quella dimensione, più questi si rifletteranno nei tuoi rapporti
con gli altri.
Non è difficile da capire.
In qualsiasi situazione in cui qualcuno
ti infastidisce, che un’attitudine ti scompone, che un atteggiamento ti irrita,
ci sono forti probabilità che sei stato/o colpito in quella dimensione di te
che continui a rifiutare.
Ciò da cui cerchi di scappare all’interno
di te stesso/a, finisci col ritrovartelo al di fuori in un modo contrastante e
violento.
Giungi a pensare che sia sempre l’altra
persona che sbaglia, che è quell’individuo a complicarti l’esistenza.
Ma come in uno specchio, si
tratta di un riflesso di te.
E più lo respingi, più la cosa ti
sembra insostenibile.
Quello che rigetti sulle altre
persone, risulta essere quella parte di te che non vuoi riconoscere del tuo
essere.
I rapporti consentono di scoprire
le nostre lacerazioni.
Finché non riconoscerai come tali
le tue imperfezioni, non potrai accettare quelle degli altri.
Amerai soltanto quando vivrai
situazioni in cui tutto appare facile, quando tutto fila liscio, quando l’altra
persona ti farà vedere i suoi lati migliori.
Ma appena questi ti farà vedere
la sua dimensione nascosta, la cosa diventerà per te difficile da accettare,
perché inconsapevolmente, rifiuti da lui ciò che non ammetti di te.
L’accettazione della tua
dimensione profonda comporta un cambiamento.
Da quel momento non ti impegni
più a voler modificare o a salvare l’essere di chi ti sta accanto.
Dimostri di avere la capacità di
permanere con i suoi contrasti, senza sentirti in pericolo.
Questo perché, come ogni essere umano,
anche quella persona è costituita di una combinazione di luce e di oscurità.
E tale consapevolezza consente di
stabilire un’unione più solida, più autentica e quindi veramente umana.
Quando riesci ad accogliere la
dimensione celata del tuo essere, una serenità si stabilisce all’interno di te.
Non sei più sempre in una
posizione perennemente difensiva, non risenti la necessità di doverti costantemente
giustificare, di arrampicarti sugli specchi o di usare delle maschere per
vivere un’esistenza che non è tua.
Sei finalmente in grado di respirare
a pieni polmoni.
E questo senso di pacatezza
modifica il tuo modo di interagire con gli altri, perché non ricerchi più un
rapporto in cui trovare un rifugio in cui nasconderti o compensare i tuoi limiti.
Riesci ad essere più genuino/a, spontaneo/a.
Non devi più recitare una parte
per sembrare più gradevole o più vigoroso/a.
Ti puoi permettere di farti
vedere al mondo per ciò che veramente sei, con i tuoi punti di forza e le tue
debolezze.
Ed è questa tua veridicità che
attrae le persone.
Nessuno si innamora infatti di
una maschera, ma di chi si è davvero.
Soltanto facendo pace con sé
stessi, si può vivere un amore autentico.
Questo traguardo alimenta pure la
tua umiltà.
Non osservi più gli altri come
chi ha la puzza sotto il naso, come se dovessero giungere ad un certo livello
predefinito per conquistare il tuo amore.
Sei cosciente che anche tu hai all’interno
del tuo essere non poche incongruenze.
Ed è proprio questa umiltà che è
in grado di consentirti di amare alla pari, in un legame reale.
La vulnerabilità appare quindi
come una risorsa.
Non temi più di rivelare i tuoi
dubbi, quando provi un sentimento di paura, quando non ti trovi più al vertice.
Invece di rischiare di
compromettere un rapporto, questi aspetti la possono rinforzare.
Questo perché l’amore nel vero
senso del termine non si realizza attraverso l’impeccabilità, ma sul
riconoscimento di una sincerità condivisa.
E riesci finalmente a cogliere il
fatto che l’amore autentico non appare quando si hanno gli occhi bendati sui difetti.
Non per rinuncia, ma in quanto decisione consapevole.
Sei in grado di compiere tale
passo, soltanto quando impari a rimanere te stesso/a, con i lati oscuri presenti
nella dimensione del tuo essere.
Si può iniziare davvero qualcuno dal
momento in cui si rinuncia a scappare da questi ultimi.
Per riuscire ad amare veramente,
è necessario di smettere di voler arrivare ad una rappresentazione perfetta di sé
stessi e degli altri.
Significa avere il coraggio di
accettare le proprie imperfezioni, di affrontarle e di affermare che si è in
grado di accettarle tutte.
Da quel giorno, smetti di
scappare.
E rinunciando a tale fuga, accedi
ad un amore più genuino, più spontaneo, autenticamente libero.
Più accetti te stesso/a, più il tuo
amore finirà con l’essere autentico, forte e libero da qualsiasi vincolo, in
primis la paura.
Prof. Yvan Rettore
NON SONO BASTATI CIRCA 500.000 CROCI E OLTRE 5.000 ECCIDI PER METTERE LA PAROLA FINE AL FASCISMO IN ITALIA!
lunedì 20 aprile 2026
DA VEGLIE AL BENE COMUNE
Veglie è una località salentina immersa negli ulivi (la maggior parte distrutti dal flagello della xylella) e a pochi chilometri dal Mar Ionio.
Le sole iniziative a cui nell'amministrazione sono davvero interessati sono le feste patronali, le iniziative “Tarallucci e vino”, la festa annuale dello sport e incontri pubblici inconcludenti su vari temi (a carico ovviamente dei contribuenti) in cui esibirsi facendo le solite sterili passerelle.
Non esiste una classe politica volta alla difesa del bene comune e non c’è nemmeno una visione di paese in grado di superare lo sfacelo attuale.
Risultati:
- il paese si sta spopolando e sta invecchiando sempre più velocemente perché l’amministrazione comunale non fa proprio nulla per favorire l’insediamento di attività imprenditoriali in grado di creare ricchezza e dare lavoro ai giovani
- il verde pubblico è al collasso nella zona abitata, pieno di alberi capitozzati (destinati a morire a breve e medio termine) con la conseguenza che l’inquinamento è alle stelle e d’estate il caldo raggiunge picchi di calore che nulla hanno a che vedere con i cambiamenti climatici
- l’agricoltura è a pezzi da tempo, le industrie rimaste sono ormai poche, le serrande chiudono per non più riaprire, non c’è manco una cantina sociale (quando Veglie negli anni ’60 era il primo paese salentino per produzione vitivinicola) e resiste soltanto un oleificio
- le barriere architettoniche non sono mai state veramente rimosse, permangono un sacco di ostacoli (mobili e non) che impediscono in diversi punto l’uso di marciapiedi che risultano in gran parte fuori norma
- le strade sia comunali che la tangenziale (di responsabilità della provincia) sono piene di buche e spesso con scarsa illuminazione dovunque, le piste ciclabili sono inesistenti, le chianche nel Centro storico stanno in gran parte fuori sede, patrimoni storici come la fontana della piazza principale stanno cadendo a pezzi mentre le varie fontanine sparse nella località sono state oggetto di interventi lesivi irreparabili
- non c’è alcun Peba e il PUG risale alla fine del secolo scorso.
Addirittura, quando sono stati realizzati da Associazioni e Centri culturali eventi pubblici su temi importanti quali la droga, la disabilità, il crimine organizzato e altri, le istituzioni politiche le hanno praticamente del tutto snobbate.
Il contesto è intriso da un individualismo dilagante quanto distruttivo, in assenza di una solidarietà e coesione sociale e a dominare permangono soltanto interessi clientelari.
Il Centro Culturale Carmelo Bene prosegue nelle battaglie condotte in difesa dei diritti delle persone con disabilità e del verde urbano.
Ma fino a quando?!
Prof. Yvan Rettore
mercoledì 8 aprile 2026
VEGLIE: I DOVERI DI UN'AMMINISTRAZIONE COMUNALE NON SONO SUCCESSI DA SBANDIERARE COME SE SI FOSSE IN CAMPAGNA ELETTORALE PERMANENTE
Leggendo questo post della sindaca di Veglie, mi sono chiesto se ci siano gli estremi per considerare tale opera come qualcosa di veramente straordinario.
A prima vista potrebbe sembrare di sì.
Ma in realtà il raggiungimento di simili obiettivi dovrebbe apparire piuttosto come un risultato esclusivamente rientrante nella gestione corrente di una qualsiasi amministrazione comunale e non come di un successo di cui vantarsi.
Ciò che è stato realizzato nella fattispecie non è da intendersi affatto come di un favore svolto nei confronti della comunità in quanto si circoscrive nel compimento di un dovere verso quest'ultima quest’ultima.
Con questo non intendo minimamente esprimere una svalutazione né polemizzare su quanto fatto, ma mi sembra evidente che sbandierare come successi di un’amministrazione comunale quelli che invece rientrano nei doveri della stessa, rischi invece di trascurare altre criticità fondamentali ormai croniche nel nostro comune e con le quali i cittadini si trovano a fare i conti quotidianamente come ad esempio la manutenzione disastrosa delle strade e del verde pubblico, l’assenza di interventi concreti sull’eliminazione delle barriere architettoniche e di regolarizzazione della viabilità pedonale e tante altre che non sto a citare perché sono davvero troppe per poterle elencare in uno spazio così breve.
Detto questo, se da un lato risulta comprensibile e del tutto legittimo mettere in auge un traguardo positivo, tale azione dovrebbe evitare di celare le carenze evidenti attualmente presenti nella realtà del nostro comune.
Qualsiasi primo cittadino dovrebbe raggiungere nel corso del proprio mandato un equilibrio nei suoi interventi circa tutte le esigenze oggettive del territorio che è occupato ad amministrare e non confinarsi alla diffusione dei soli risultati positivi che assicurano visibilità ma che non definiscono di certo il livello qualitativo dell'operato complessivo di un'amministrazione comunale.
In conclusione, tutti i cittadini di un qualsiasi comune necessitano di ricevere riscontri effettivi su molteplici temi e non unicamente su quelli più sensazionali a livello mediatico.
Yvan Rettore
mercoledì 1 aprile 2026
NAZIONALE ITALIANA DI CALCIO, TUTTO SBAGLIATO, TUTTO DA RIFARE O QUASI!
Si è trattato di un'eliminazione ampiamente meritata, perché non si può pensare di essere presenti a un evento come la Coppa del Mondo, con una squadra così mediocre, anche sul piano difensivo (e pensare che l'Italia aveva una delle migliori tradizioni al mondo in questo campo). in gran parte basandosi su manovre offensive approssimative e prevedibili.
venerdì 20 marzo 2026
IL DECLINO DEL CALCIO ITALIANO: CRISI IRREVERSIBILE O FASE DI TRANSIZIONE?
In seguito agli ottavi di finale di Champions
Ligue che hanno visto l’eliminazione dell’Atalanta, il nostro Paese, pur restando
secondo nella classifica UEFA, non dispone più di alcuna rappresentativa nella
massima competizione continentale per club, la cui ultima vittoria di una
squadra italiana risale a ben sedici anni fa.
Nelle altre competizioni europee rimangono
il Bologna in Europa League e la Fiorentina in Conference League.
Anche per la Nazionale le cose non
sembrano andare meglio.
Dopo due sonore eliminazioni dalla Coppa
del Mondo nel 2018 e 2022, anche in quelli di quest’anno l’Italia dovrà
arrancare non poco per riuscire a qualificarsi, a cominciare dal confronto con
l’Irlanda Nord, compagine arcigna e di buon livello tecnico.
A livello di club, la presenza di due soli
squadre nelle competizioni continentali è pari a quelle della Francia, ma sensibilmente inferiore a quelle della Spagna, dell’Inghilterra, della Germania e perfino del Portogallo (tre
squadre presenti).
Fino all’inizio di questo secolo, i nostri
club costituivano un punto di riferimento ragguardevole sul piano internazionale, ben
più significativo rispetto a quello della Premier League, che oggi è invece ritenuto il campionato qualitativamente
migliore del pianeta.
Le formazioni nostrane sembrano non essere
state capaci di inserirsi nelle logiche di un calcio ormai globalizzato e di essere rimaste confinate in modalità di gioco di un tempo ormai andato.
A fronte di un livello tecnico più che accettabile,
è il tipo di gioco che permane legato a vecchi schemi e che appare quindi superato.
Il modo di pensare dominante non è mutato e rimane
ancorato alla conservazione del risultato e della difesa.
Elementi, questi, che risultanto essere in netto
contrasto con un calcio attuale molto più aperto ed offensivo e che è ormai dominante nel resto del continente.
Come già accennato, il livello tecnico
rimane piuttosto buono e non differisce molto da quello dei tornei francese e
tedesco.
È quindi il problema consiste nel fatto che permane una mentalità rimasta
ancorata ad un passato, seppure glorioso.
A dimostrarlo è soprattutto il ricorso ad
oltranza del modulo 3-5-2, modulo ormai superato da diverso tempo dalle
migliori compagini continentali attuali.
In serie A, circa 2/3 delle squadre optano
regolarmente per tale modulo di gioco.
Nel massimo campionato italiano trovano
posto addirittura giocatori quarantenni o comunque oltre i 35 anni e questa
tendenza è dovuta ad una carenza marcata di tensione agonistica.
Questo fenomeno non si ritrova generalmente in altri
campionati europei.
Questa chiusura di atteggiamento ha favorito l’eliminazione
dalla massima competizione continentale del Napoli, della Juventus e dell’Inter
da parte di squadre (PSV Eindhoven, Galatasaray e Bodø/Glimt) di spessore piuttosto
modesto.
Ciò dimostra una inferiorità ormai palese
dei club italiani nei confronti delle attuali grandi formazioni europee.
Anche in Europa League, le cose non vanno affatto meglio, tanto è vero che in questo secolo, soltanto l’Atalanta è riuscita a
vincere tale torneo.
La verità è che ormai non disponiamo più di
fuoriclasse e la crisi economica dirompente non consente nemmeno di poter
assoldare fenomeni all’estero.
Infatti, le casse dei club più blasonati (Inter,
Juventus e Milan) piangono, tanto è vero che nessuno di loro figura fra le dieci
società calcistiche più ricche d’Europa.
In questo contesto, gli allenatori operano
sempre sotto stress al punto che preferiscono non rischiare più di tanto sul
piano agonistico onde evitare la possibilità di venire esonerati prima del
tempo.
Così facendo, il ritmo del gioco ne risente
come pure la sua qualità.
Le giovani promesse sono costrette anch’esse
a subire una forte tensione da competizione dovuta alla diffusione esasperante
di una cultura sportiva fondata essenzialmente sul raggiungimento del risultato
a scapito del piacere di giocare a calcio e di vivere serenamente la propria
crescita all’interno di una squadra.
Sarebbe quindi fondamentale nella situazione attuale
dare maggior spazio ai settori giovanili e alla loro diffusione.
Purtroppo ci sono ancora poche strutture e diverse
non sono manco idonee.
Alcuni regolamenti poi non favoriscono la
crescita di nuove leve.
Ad esempio, i ragazzi tra i 12 e i 18 anni
possono tranquillamente cambiare squadra nel corso di una stagione.
Quindi se avessi un figlio di 15 anni,
potrei farlo trasferire altrove e in questo modo la società che avrebbe
investito su di lui si ritroverebbe con un nulla di fatto.
Questa tendenza può comportare il rischio che si apra
un vero mercato delle famiglie, ovvero "ti offro 3.000 Euro se porti tuo figlio da me e
viceversa".
Così si può compromettere fin dall’inizio
il futuro agonistico di un ragazzo.
Nonostante un periodo magro di risultati significativi
a livello internazionale, i tifosi rimangono legati alla propria squadra e il
nostro campionato dimostra comunque di avere la presenza di diversità e
originalità tattiche che spesso lasciano a bocca aperta le compagini straniere.
Si tratta di una risorsa importante perché le
formazioni italiane si rivelano capaci di adeguarsi ad affrontare diversi modi
di giocare.
Comunque vada, il calcio nostrano si trova a
vivere un periodo di transizione inedito rispetto a quello di inizio secolo.
Ora è da vedere se riuscirà a tornare alla
ribalta del calcio mondiale o se l’involuzione attuale è destinata a proseguire
in primis sullo scenario delle competizioni europee.
Yvan Rettore






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