lunedì 20 aprile 2026

DA VEGLIE AL BENE COMUNE

  

Veglie è  una località salentina immersa negli ulivi (la maggior parte distrutti dal flagello della xylella) e a pochi chilometri dal Mar Ionio.

Le sole iniziative  a cui nell'amministrazione sono davvero interessati sono le feste patronali, le iniziative “Tarallucci e vino”, la festa annuale dello sport e incontri pubblici inconcludenti su vari temi (a carico ovviamente dei contribuenti) in cui esibirsi facendo le solite sterili passerelle.

Non esiste una classe politica volta alla difesa  del bene comune e non c’è nemmeno una visione di paese in grado di superare lo sfacelo attuale.

Risultati:

-           il paese si sta spopolando e sta invecchiando sempre più velocemente perché l’amministrazione comunale non fa proprio nulla per favorire l’insediamento di attività imprenditoriali in grado di creare ricchezza e dare lavoro ai giovani

-           il verde pubblico è al collasso nella zona abitata, pieno di alberi capitozzati (destinati a morire a breve e medio termine) con la conseguenza che l’inquinamento è alle stelle e d’estate il caldo raggiunge picchi di calore che nulla hanno a che vedere con i cambiamenti climatici

-           l’agricoltura è a pezzi da tempo, le industrie rimaste sono ormai poche, le serrande chiudono per non più riaprire, non c’è manco una cantina sociale (quando Veglie negli anni ’60 era il primo paese salentino per produzione vitivinicola) e resiste soltanto un oleificio

-           le barriere architettoniche non sono mai state veramente rimosse, permangono un sacco di ostacoli (mobili e non) che impediscono in diversi punto l’uso di marciapiedi che risultano in gran parte fuori norma

-           le strade sia comunali che la tangenziale (di responsabilità della provincia) sono piene di buche e spesso con scarsa illuminazione dovunque, le piste ciclabili sono inesistenti, le chianche nel Centro storico stanno in gran parte fuori sede, patrimoni storici come la fontana della piazza principale stanno cadendo a pezzi mentre le varie fontanine sparse nella località sono state oggetto di interventi lesivi irreparabili

-           non c’è alcun Peba e il PUG risale alla fine del secolo scorso.



Addirittura, quando sono stati realizzati da Associazioni e Centri culturali eventi pubblici su temi importanti quali la droga, la disabilità, il crimine organizzato e altri, le istituzioni politiche  le hanno praticamente del tutto snobbate.

Il contesto è intriso da un individualismo dilagante quanto distruttivo, in assenza di una solidarietà e coesione sociale e a dominare permangono soltanto interessi clientelari.

Il Centro Culturale Carmelo Bene prosegue nelle battaglie condotte in difesa dei diritti delle persone con disabilità e del verde urbano.

Ma fino a quando?!


Prof. Yvan Rettore

 






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