TRA LA FINE DELLA PRIMAVERA E L’INIZIO DELL’ESTATE SI
MANIFESTANO IN DIVERSE LOCALITÀ D’ITALIA UNA MOLTITUDINE DI RICORRENZE,
FESTIVITÀ E SAGRE LEGATE ALLE FIGURE DI VARI SANTI
Mentre nel Nord del Paese si sono sempre più laicizzate per
essere addirittura sostituite spesso con eventi di intrattenimento che non
rivestono più nulla di religioso, nel Centrosud la tendenza rimane.
LA NATURA SEMPRE PIU’ COMMERCIALE DEGLI EVENTI RELIGIOSI
Ma anche in quelle zone, gli interessi di natura puramente
commerciale hanno in gran parte preso il sopravvento sugli aspetti mistici e
culturali di una società rurale che ormai non esiste più.
Di fatto sono diventate delle vere e proprie kermesse
consumistiche sia per attrarre il turismo di massa che domina nel nostro Paese
in quel periodo che per consentire di fare cassa a entità commerciali locali e
non solo.
LA DIMENSIONE SECONDARIA DEL SANTO CELEBRATO
Di conseguenza le processioni e azioni di stampo puramente
religioso sono sempre più ridotte e la loro durata sempre più striminzita.
Il Santo di turno che viene ricordato viene usato più come una
figura astratta a celebrazione della festa più importante dell’anno, piuttosto che
come un simbolo comunitario autentico in cui si possa manifestare un’identità
culturale, religiosa e sociale in grado di trascendere la solita propensione al
profitto che nella società occidentale dev’essere ormai presente in qualsiasi tipo
di iniziativa.
Un gran numero di persone – penso che siano la maggioranza - ignorano
la Storia del Santo che viene celebrato, il significato del suo messaggio e delle
sue parole e il sacrificio dimostrato nel corso della sua esistenza a difesa
dei più deboli, quegli esseri umani che sono la vera incarnazione della
sofferenza di Cristo.
Ma forse, questi aspetti mistici e fortemente valorizzanti di
un senso di comunità cristiana e umana, ormai interessano sempre meno persone.
MANIFESTAZIONI POCO RELIGIOSE E MOLTO CONSUMISTICHE
Così tali manifestazioni si rivelano quasi sempre come momenti
nei quali le autorità locali possono svolgere le loro solite quanto stancanti
passerelle fatte di tante apparenze e poca sostanza, dove impera la logica dei
cosiddetti eventi “tarallucci e vino” accompagnati spesso da iniziative musicali
di dubbia qualità e in cui la
celebrazione di un Santo serve soltanto “santificare” il tutto in nome di una
divinità che nulla ha a che fare con Dio.
Prof. Ivan Rettore, esperto di lingua francese c/o LUISS Guido
Carli


Nessun commento:
Posta un commento