Ma perché il Mainstream nostrano si accanisce nel dare così tanto spazio a Vannacci che allo stato attuale è soltanto un parlamentare europeo, a capo di un partito che non ha conseguito ancora nessun riscontro elettorale?!
PAROLE ROVENTI
Interventi su temi di attualità, politica, economia e società di Yvan Rettore, scrittore e saggista. http: profprom2009.wixsite.com/formazione
giovedì 7 maggio 2026
QUELLO SPAZIO MEDIATICO ESAGERATO E INGIUSTIFICATO CHE VIENE DATO A VANNACCI
LA TENDENZA DELLA RAI AD INTERVISTARE CRIMINALI INCALLITI
Sta imperversando sempre più sui canali RAI una tendenza giornalistica morbosa che si traduce nell'intervistare assassini conclamati come se ci fosse qualcosa da imparare dalle loro parole e come se fosse una prassi da ritenersi del tutto normale a livello mediatico.
Vespa con la sua trasmissione "Porta a Porta" ne è stato protagonista e più recentemente anche la trasmissione "Belve" condotta da Francesca Fagnani si è unita a questa involuzione del giornalismo nostrano.
Tale tendenza dimostra quanto ormai i dati di ascolto contino molto di più rispetto ai contenuti, tanto è vero che la questione morale anche all'interno del mondo mediatico non viene manco più affrontata né considerata.
Invece di limitarsi ad integrare testimonianze rilevanti appartenenti all'ambiente criminale all'interno di un documentario o programma di approfondimento su quel tema (che potrebbe essere molto utile per diffondere certe verità scomode o fornire una delucidazione su casi di cronaca giudiziaria ancora irrisolti), si preferisce orientarsi su queste patetiche interviste tese a dare voce a questi mostri anziché relegarle per sempre nell'isolamento sociale e mediatico che meritano senza se e senza ma.
Fornendo loro questo spazio, questo genere di trasmissioni non fa altro che consentire una legittimazione sotto il profilo umano a questi assassini prezzolati, i quali sono ben contenti di poter cogliere come una palla al balzo una simile occasione per tentare di rifarsi una faccia di rispettabilità di fronte alla società.
E purtroppo c'è chi ci casca, credendo a spada tratta alle loro panzane e alle loro lacrime di coccodrillo, mentre le loro vittime e le famiglie sia di queste ultime che dei loro carnefici rimangono costrette a vivere all'infinito esistenze piene di dolore e spesso a dover subire varie forme di emarginazione sociale.
Ma ormai nel mondo ovattato del berlusconismo mediatico, non esistono manco più resistenze significative, nemmeno da quegli intellettuali (quei pochi rimasti) che dovrebbero costituire un pilastro nell'evoluzione del pensiero umano in una società civile degna di questo nome.
Yvan Rettore
venerdì 24 aprile 2026
RIUSCIRAI AD AMARE E A FARTI AMARE DAGLI ALTRI QUANDO ACCETTERAI COMPLETAMENTE TE STESSO/A
Finché non riuscirai ad accogliere
la parte nascosta che c’è in te, non potrai mai amare davvero le persone che
sono nella tua esistenza.
Infatti, celando questa parte profonda
del tuo essere, la tua capacità di amare rimane riduttiva.
Ogni volta che tenti di esternare
il tuo amore verso qualcuno, qualcosa viene sempre a mancare, come se riempissi
un recipiente che non riesce mai ad essere colmato.
Quella parte di te che persisti
nel respingere è una presenza ben ancorata nel tuo essere.
Riunisce tutti gli elementi che
non vuoi percepire o che hai imparato nascondere dietro una maschera di perbenismo
spesso compiacente.
Ma anche se continui ad
ignorarli, questi incidono comunque pesantemente sui tuoi rapporti e quindi sul
tuo stato emotivo.
La domanda sorge quindi spontanea,
ovvero: “Desideri veramente amare lealmente qualcuno?”
Allora lasciati trasportare in quella
dimensione scomoda che vive dentro il tuo essere.
Finché la negherai, rimarrai rinchiuso/a
in un sentimento vincolato.
Ma se riuscirai ad accoglierla
pienamente, allora potrai accedere ad un amore molto più autentico, perché sarà
di spessore molto più significativo.
Quella dimensione di te che respingi
risiede nella profondità del tuo essere.
Non si trova al di fuori di esso.
È una parte integrante di te.
È costituita di pensieri, sensazioni,
emozioni, attitudini che hai ritenuto inammissibili con il passare del tempo.
Ira, invidia, senso di colpa, orgoglio,
timori e altro che hai relegato nel profondo del tuo essere per evitare di
essere emarginata da coloro che ti circondano.
Ma quella dimensione non può
essere ignorata, non può scomparire.
Permane silenziosamente nella tua
individualità, ma è pur sempre attiva perché finisce comunque per influenzare
le tue gesta.
Può di conseguenza apparire nel
corso di un contrasto con qualcuno, come reazione ad un giudizio, in un
turbamento irrefrenabile.
E non a caso in quelle situazioni
finisci sempre per affermare che quell’essere non sei tu.
E invece sei davvero tu, quella
parte di te che continui a non volere accogliere davvero.
È fondamentale cogliere che
tutto ciò che ci ferisce nei comportamenti altrui può essere un’occasione per comprendere
meglio noi stessi.
Quella dimensione di te non è
affatto da considerare come una negatività presente nel tuo essere.
Non cerca affatto di farti a
pezzi.
Anzi.
Più la ostacolerai, più essa sarà
presente in modo determinante.
Quando l’ascolterai con tutto/a
te stesso/a, potrai finalmente capire quanto ha da insegnarti e da quel giorno
smetterà di costituire un pericolo per te.
Diventerà una presenza preziosa
costante che ti consentirà di esistere in modo più equilibrato…e di amare con
maggiore intensità e spontaneità.
Più rifiuterai gli elementi
presenti in quella dimensione, più questi si rifletteranno nei tuoi rapporti
con gli altri.
Non è difficile da capire.
In qualsiasi situazione in cui qualcuno
ti infastidisce, che un’attitudine ti scompone, che un atteggiamento ti irrita,
ci sono forti probabilità che sei stato/o colpito in quella dimensione di te
che continui a rifiutare.
Ciò da cui cerchi di scappare all’interno
di te stesso/a, finisci col ritrovartelo al di fuori in un modo contrastante e
violento.
Giungi a pensare che sia sempre l’altra
persona che sbaglia, che è quell’individuo a complicarti l’esistenza.
Ma come in uno specchio, si
tratta di un riflesso di te.
E più lo respingi, più la cosa ti
sembra insostenibile.
Quello che rigetti sulle altre
persone, risulta essere quella parte di te che non vuoi riconoscere del tuo
essere.
I rapporti consentono di scoprire
le nostre lacerazioni.
Finché non riconoscerai come tali
le tue imperfezioni, non potrai accettare quelle degli altri.
Amerai soltanto quando vivrai
situazioni in cui tutto appare facile, quando tutto fila liscio, quando l’altra
persona ti farà vedere i suoi lati migliori.
Ma appena questi ti farà vedere
la sua dimensione nascosta, la cosa diventerà per te difficile da accettare,
perché inconsapevolmente, rifiuti da lui ciò che non ammetti di te.
L’accettazione della tua
dimensione profonda comporta un cambiamento.
Da quel momento non ti impegni
più a voler modificare o a salvare l’essere di chi ti sta accanto.
Dimostri di avere la capacità di
permanere con i suoi contrasti, senza sentirti in pericolo.
Questo perché, come ogni essere umano,
anche quella persona è costituita di una combinazione di luce e di oscurità.
E tale consapevolezza consente di
stabilire un’unione più solida, più autentica e quindi veramente umana.
Quando riesci ad accogliere la
dimensione celata del tuo essere, una serenità si stabilisce all’interno di te.
Non sei più sempre in una
posizione perennemente difensiva, non risenti la necessità di doverti costantemente
giustificare, di arrampicarti sugli specchi o di usare delle maschere per
vivere un’esistenza che non è tua.
Sei finalmente in grado di respirare
a pieni polmoni.
E questo senso di pacatezza
modifica il tuo modo di interagire con gli altri, perché non ricerchi più un
rapporto in cui trovare un rifugio in cui nasconderti o compensare i tuoi limiti.
Riesci ad essere più genuino/a, spontaneo/a.
Non devi più recitare una parte
per sembrare più gradevole o più vigoroso/a.
Ti puoi permettere di farti
vedere al mondo per ciò che veramente sei, con i tuoi punti di forza e le tue
debolezze.
Ed è questa tua veridicità che
attrae le persone.
Nessuno si innamora infatti di
una maschera, ma di chi si è davvero.
Soltanto facendo pace con sé
stessi, si può vivere un amore autentico.
Questo traguardo alimenta pure la
tua umiltà.
Non osservi più gli altri come
chi ha la puzza sotto il naso, come se dovessero giungere ad un certo livello
predefinito per conquistare il tuo amore.
Sei cosciente che anche tu hai all’interno
del tuo essere non poche incongruenze.
Ed è proprio questa umiltà che è
in grado di consentirti di amare alla pari, in un legame reale.
La vulnerabilità appare quindi
come una risorsa.
Non temi più di rivelare i tuoi
dubbi, quando provi un sentimento di paura, quando non ti trovi più al vertice.
Invece di rischiare di
compromettere un rapporto, questi aspetti la possono rinforzare.
Questo perché l’amore nel vero
senso del termine non si realizza attraverso l’impeccabilità, ma sul
riconoscimento di una sincerità condivisa.
E riesci finalmente a cogliere il
fatto che l’amore autentico non appare quando si hanno gli occhi bendati sui difetti.
Non per rinuncia, ma in quanto decisione consapevole.
Sei in grado di compiere tale
passo, soltanto quando impari a rimanere te stesso/a, con i lati oscuri presenti
nella dimensione del tuo essere.
Si può iniziare davvero qualcuno dal
momento in cui si rinuncia a scappare da questi ultimi.
Per riuscire ad amare veramente,
è necessario di smettere di voler arrivare ad una rappresentazione perfetta di sé
stessi e degli altri.
Significa avere il coraggio di
accettare le proprie imperfezioni, di affrontarle e di affermare che si è in
grado di accettarle tutte.
Da quel giorno, smetti di
scappare.
E rinunciando a tale fuga, accedi
ad un amore più genuino, più spontaneo, autenticamente libero.
Più accetti te stesso/a, più il tuo
amore finirà con l’essere autentico, forte e libero da qualsiasi vincolo, in
primis la paura.
Prof. Yvan Rettore
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lunedì 20 aprile 2026
DA VEGLIE AL BENE COMUNE
Veglie è una località salentina immersa negli ulivi (la maggior parte distrutti dal flagello della xylella) e a pochi chilometri dal Mar Ionio.
Le sole iniziative a cui nell'amministrazione sono davvero interessati sono le feste patronali, le iniziative “Tarallucci e vino”, la festa annuale dello sport e incontri pubblici inconcludenti su vari temi (a carico ovviamente dei contribuenti) in cui esibirsi facendo le solite sterili passerelle.
Non esiste una classe politica volta alla difesa del bene comune e non c’è nemmeno una visione di paese in grado di superare lo sfacelo attuale.
Risultati:
- il paese si sta spopolando e sta invecchiando sempre più velocemente perché l’amministrazione comunale non fa proprio nulla per favorire l’insediamento di attività imprenditoriali in grado di creare ricchezza e dare lavoro ai giovani
- il verde pubblico è al collasso nella zona abitata, pieno di alberi capitozzati (destinati a morire a breve e medio termine) con la conseguenza che l’inquinamento è alle stelle e d’estate il caldo raggiunge picchi di calore che nulla hanno a che vedere con i cambiamenti climatici
- l’agricoltura è a pezzi da tempo, le industrie rimaste sono ormai poche, le serrande chiudono per non più riaprire, non c’è manco una cantina sociale (quando Veglie negli anni ’60 era il primo paese salentino per produzione vitivinicola) e resiste soltanto un oleificio
- le barriere architettoniche non sono mai state veramente rimosse, permangono un sacco di ostacoli (mobili e non) che impediscono in diversi punto l’uso di marciapiedi che risultano in gran parte fuori norma
- le strade sia comunali che la tangenziale (di responsabilità della provincia) sono piene di buche e spesso con scarsa illuminazione dovunque, le piste ciclabili sono inesistenti, le chianche nel Centro storico stanno in gran parte fuori sede, patrimoni storici come la fontana della piazza principale stanno cadendo a pezzi mentre le varie fontanine sparse nella località sono state oggetto di interventi lesivi irreparabili
- non c’è alcun Peba e il PUG risale alla fine del secolo scorso.
Addirittura, quando sono stati realizzati da Associazioni e Centri culturali eventi pubblici su temi importanti quali la droga, la disabilità, il crimine organizzato e altri, le istituzioni politiche le hanno praticamente del tutto snobbate.
Il contesto è intriso da un individualismo dilagante quanto distruttivo, in assenza di una solidarietà e coesione sociale e a dominare permangono soltanto interessi clientelari.
Il Centro Culturale Carmelo Bene prosegue nelle battaglie condotte in difesa dei diritti delle persone con disabilità e del verde urbano.
Ma fino a quando?!
Prof. Yvan Rettore
mercoledì 8 aprile 2026
VEGLIE: I DOVERI DI UN'AMMINISTRAZIONE COMUNALE NON SONO SUCCESSI DA SBANDIERARE COME SE SI FOSSE IN CAMPAGNA ELETTORALE PERMANENTE
Leggendo questo post della sindaca di Veglie, mi sono chiesto se ci siano gli estremi per considerare tale opera come qualcosa di veramente straordinario.
A prima vista potrebbe sembrare di sì.
Ma in realtà il raggiungimento di simili obiettivi dovrebbe apparire piuttosto come un risultato esclusivamente rientrante nella gestione corrente di una qualsiasi amministrazione comunale e non come di un successo di cui vantarsi.
Ciò che è stato realizzato nella fattispecie non è da intendersi affatto come di un favore svolto nei confronti della comunità in quanto si circoscrive nel compimento di un dovere verso quest'ultima quest’ultima.
Con questo non intendo minimamente esprimere una svalutazione né polemizzare su quanto fatto, ma mi sembra evidente che sbandierare come successi di un’amministrazione comunale quelli che invece rientrano nei doveri della stessa, rischi invece di trascurare altre criticità fondamentali ormai croniche nel nostro comune e con le quali i cittadini si trovano a fare i conti quotidianamente come ad esempio la manutenzione disastrosa delle strade e del verde pubblico, l’assenza di interventi concreti sull’eliminazione delle barriere architettoniche e di regolarizzazione della viabilità pedonale e tante altre che non sto a citare perché sono davvero troppe per poterle elencare in uno spazio così breve.
Detto questo, se da un lato risulta comprensibile e del tutto legittimo mettere in auge un traguardo positivo, tale azione dovrebbe evitare di celare le carenze evidenti attualmente presenti nella realtà del nostro comune.
Qualsiasi primo cittadino dovrebbe raggiungere nel corso del proprio mandato un equilibrio nei suoi interventi circa tutte le esigenze oggettive del territorio che è occupato ad amministrare e non confinarsi alla diffusione dei soli risultati positivi che assicurano visibilità ma che non definiscono di certo il livello qualitativo dell'operato complessivo di un'amministrazione comunale.
In conclusione, tutti i cittadini di un qualsiasi comune necessitano di ricevere riscontri effettivi su molteplici temi e non unicamente su quelli più sensazionali a livello mediatico.
Yvan Rettore
mercoledì 1 aprile 2026
NAZIONALE ITALIANA DI CALCIO, TUTTO SBAGLIATO, TUTTO DA RIFARE O QUASI!
Si è trattato di un'eliminazione ampiamente meritata, perché non si può pensare di essere presenti a un evento come la Coppa del Mondo, con una squadra così mediocre, anche sul piano difensivo (e pensare che l'Italia aveva una delle migliori tradizioni al mondo in questo campo). in gran parte basandosi su manovre offensive approssimative e prevedibili.





