lunedì 11 novembre 2019

ILVA: QUANDO SI SCONTRANO LA SALVAGUARDIA DEI POSTI DI LAVORO E IL DIRITTO ALLA SALUTE DEI CITTADINI?!

Soltanto in Italia possono avvenire simili assurdità.
In Austria, nel drammatico caso della Voest (impianto siderurgico simile a quello dell'ILVA) negli anni '80, le autorità e la proprietà della struttura produttiva si accordarono (sia per la salvaguardia ambientale che per il mantenimento dei posti di lavoro) per una trasformazione non nociva dello stesso e una bonifica effettiva di tutta l'area.
In Italia, la tradizionale carenza di senso civico e l'incapacità oltre che l'irresponsabilità cronica della nostra classe dirigente hanno portato a questo disastro che non riguarda soltanto l'ILVA ma anche quartieri come Marghera a Mestre o la città di Piombino.
Ma tanto agli amministratori pubblici non gliene può fregar di meno.
Come al solito ormai!


Yvan Rettore


mercoledì 6 novembre 2019

L'ODIO E' UN INSULTO ALL'INTELLIGENZA!


Non riesco proprio più a reggere coloro che preferiscono ricorrere ai luoghi comuni e all'ignoranza sul tema "immigrazione" piuttosto che informarsi in modo adeguato sulla questione e far funzionare il buon senso e la materia grigia.
Basterebbe cominciare col ricordare a lor signori che l'impossibilità di poter far arrivare immigrati come forza lavoro regolare in questo Paese è stata sancita dalla Legge Bossi Fini.
Poi è ovvio che tutti i governi che si sono alternati successivamente anziché risolvere la questione degli sbarchi (e soprattutto dell'accoglienza) l'hanno di fatto aggravata fino a giungere alla drammatica situazione attuale.
Detto questo sono veramente stufo di dover continuare a sentir pronunciare slogan artefatti e dischi rotti sull'argomento e di dover dare spazio a soggetti che non impiegano proprio alcun sforzo teso a riuscire a costruirsi una posizione ragionata e sensata sulla questione.
Per farlo è necessario partire da una conoscenza effettiva (quanto doverosa) dei fatti e sul buon senso.
Invece costoro si limitano a prendere per oro colato gli slogan del ducetto longobardo e di altri opportunisti politici che usano questo tema per costruire consensi fondati sull'odio del prossimo e del diverso anziché sulla ragione e la capacità di discernimento.
Infatti è più facile bere qualsiasi stupidaggine che ci viene propinata dai media televisivi e della carta stampata (ma sempre di più anche dalla rete ed in particolare dai social) standosene comodamente seduti dentro le quattro mura di casa, piuttosto che prendere un libro o una rivista autorevole in mano o sentire dai protagonisti come stanno davvero le cose.
Sono questi gli strumenti efficaci che consentono di fornire una visione più completa ed esauriente del tema, tale da consentire ad ognuno di noi di avere poi una posizione costruita con la propria testa e non secondo gli schemi di un gregge di pecore.
Solo che questo esercizio richiede tempo e pazienza, ma è unicamente agendo in questo modo che il buon senso e l'intelligenza trovano un terreno fertile per esprimersi.
Altrimenti si lascia spazio all'odio che è un vero e proprio insulto all'intelligenza!

Yvan Rettore


lunedì 4 novembre 2019

I PATRIOTI ITALIOTI

C'è sempre più gente in questo Paese che esige che gli stranieri che accogliamo siano educati e conoscano, la nostra Storia, la nostra cultura e le nostre tradizioni.
Vorrei però rammentare a questi "patrioti improvvisati" che parecchi dei nostri connazionali spesso e volentieri non sanno manco dov'è di casa l'educazione, che hanno un'ignoranza consolidata della nostra Storia (tralascio la cultura perché la situazione è ancora più sconfortante) e che riguardo alle tradizioni (specie al Nord) si riducono ormai a kermesse utili unicamente per fare soldi a palate nel nome di un consumismo che sembra non avere confini.
Quando però l'Occidente devasta interi territori per sfruttare le ingenti risorse minerarie, agricole e zootecniche del Sud del mondo, non si fa certo scrupoli nel rendere schiave le popolazioni ivi residenti facendole sprofondare in uno stato di indigenza che prima non conoscevano.
Alla faccia dell'educazione, della loro Storia, della loro cultura e delle loro tradizioni che vengono sempre spazzate via senza alcuna pietà né ritegno.
E poi ti ritrovi questi "patrioti da orticello" che si permettono di fare la morale e di lanciare proclami su cosa è giusto e non è giusto fare.


Yvan Rettore


sabato 2 novembre 2019

LA PRIMA GUERRA MONDIALE FU SOLTANTO UNA GRANDE CARNEFICINA NON CERTO UN PERIODO DA ESALTARE A DIFESA DEL NOSTRO PAESE!


La cruda verità (spesso abilmente nascosta dalla politica e dai nostri libri di Storia) rivela senza ombra di dubbio che la Prima Guerra Mondiale risultò soltanto un' immane carneficina in cui morirono centinaia di migliaia di ragazzi.
La cruda verità di quell'orrore racconta che furono costretti a combattere in condizioni terribili e a subire l'oppressione di ufficiali criminali (primo fra tutti Cadorna, che ancora oggi infanga col suo nome numerose piazze e vie del nostro paese) che non si facevano alcun scrupolo nel mandarli allo sbaraglio sapendo benissimo che la maggior parte di loro sarebbe andata incontro a morte certa.
Nessuno di quelli ufficiali fu mai condannato per crimini di guerra.
Anzi!
La maggior parte di loro ricevette medaglie e promozioni di grado.
Mio nonno (classe '98) fu tra quelle centinaia di migliaia di soldati innocenti coinvolti (in gran parte veneti) e costretto a combattere sia a Caporetto che nella battaglia del Piave.
Per tutta la durata della Guerra, non capì mai perché dovesse uccidere gli austriaci.
Buono com'era non era per lui concepibile uccidere qualcun altro per il solo fatto di dover ubbidire a degli ordini.
E quando tornò a casa, continuò a chiedersi "Perché?".
Morì trent'anni dopo senza mai ottenere una risposta a questo tragico quesito.


Yvan Rettore


domenica 27 ottobre 2019

IL BUIO E' UNO SPAZIO IN CUI VEDERE MEGLIO IL MONDO E QUINDI NOI STESSI!

Ciò che conta nella vita è raggiungere la serenità perché è soltanto in quello stato che si riesce a scoprire quei momenti di felicità che rendono bella e piacevole l'esistenza indicandoci che comunque vada vale sempre la pena di essere vissuta fino in fondo.
Nel bene e nel male.
Per riuscirci basta essere umili e vivere nella semplicità e con uno spirito di accoglienza e non di chiusura nei confronti di quanto ci offre ogni giorno del nostro passaggio su questa Terra.
Cercare di apprezzarne ogni momento, senza continuare ad affannarci nella ricerca e costruzione di un domani migliore, perché spesso e volentieri i momenti di felicità sono a disposizione ogni giorno e basta saperli cogliere e accettarli.
Invece (quasi) tutti a correre come matti, direi perfino come zombies senza avere la consapevolezza di quanto si perde di bello in questa vita e finendo col diventare vecchi avendola consumata senza però mai averla vissuta.
La maggior parte degli individui si limitano a vedere soltanto le cose che fanno loro più comodo, spronati da un opportunismo distruttivo e quindi privi di qualsiasi abnegazione e apertura reale, genuina e disinteressata verso il prossimo.
La condivisione, la solidarietà (quella vera), il saper vivere insieme (che implica dover fare anche delle rinunce ma che alla fine della fiera rimane l'unica vita accettabile per ogni essere umano dato che l'uomo è un animale sociale e non un robot da comandare a bacchetta per produrre e consumare facendo astrazione della sua componente fondamentale: il pensiero) vengono di conseguenza del tutto ignorati per lasciar spazio a esistenze vuote ed effimere incentrate esclusivamente sui bisogni materiali e individuali.
Questa descrizione rappresenta la società occidentale, ma per fortuna non tutto il mondo.
Perché anche se i media ovviamente lo celano, la maggior parte degli esseri umani non vive come noi e non accetta queste squallide regole del gioco.
Bisogna quindi non soltanto limitarsi vedere, ma imparare a guardare e ad osservare questo mondo, la gente e le realtà quotidiane che ci circondano e con cui abbiamo a che fare quotidianamente.
Perché è nei dettagli e nelle sfumature che nascono i migliori dialoghi e i rapporti più duraturi.
A cominciare da sé stessi.
Finché non stabiliremo un dialogo profondo e completo col proprio essere e non ci impegneremo a guardarci dentro davvero fino in fondo, allora non riusciremo mai a stare bene e a vivere veramente in serenità (elementi essenziali per poter affrontare la vita col sorriso anziché con pesi e paure spesso indotte da questo squallido sistema in cui siamo arenati ormai da troppo tempo).
Le paure concrete della vita in realtà sono veramente poche e la maggior parte dei problemi viene creata dall'ottusità e dalla scarsa volontà di superarli dimostrate da coloro che a volte incontriamo sulla nostra strada, ma spesso e volentieri anche da noi stessi.
Detto questo, coprirsi gli occhi con una benda (come si propone di fare nei percorsi sensoriali) serve per riuscire a vivere e scoprire momenti unici ed esclusivi col proprio essere ogni giorno e per vivere un'intimità che spesso non si riesce più a ritrovare nella vita frenetica odierna.
Ma serve anche per dialogare, conoscersi, amarsi e rispettarsi e accedere agli orizzonti infiniti della nostra mente e del nostro essere al di là dei nostri sensi e delle percezioni basilari che siamo abituati ad usare (spesso male o in modo parziale) nella vita quotidiana.
Quindi la benda sugli occhi non per non vedere il mondo che ci circonda, ma per imparare a guardarlo e osservarlo fino in fondo e farlo completamente proprio in un processo di crescita in cui ci si sentirà davvero parte di esso in un tutto immenso e infinito che non è altro che l'intero universo da cui proveniamo e in cui resteremo per sempre.


lunedì 21 ottobre 2019

"AMARE", UN TERMINE ORMAI MOLTO INFLAZIONATO....

Il termine "amare" è molto inflazionato oggi tanto che se ne è perso il reale significato e non si riesce più a distinguerlo da espressioni quali "voler bene" o "mi piace" che però hanno un senso ben diverso.
Oggi quindi si dice tranquillamente "Amo mia moglie", "Amo il mio cane", o "Amo la cioccolata".
Facendo così però si snatura l'essenza stessa del verbo "amare" (che dovrebbe invece descrivere e indicare il sentimento più bello e potente che ci sia ovvero l'Amore) da riservare unicamente in rapporti sentimentali molto profondi quali quello con il proprio partner, i figli o i genitori.
Per tutto il resto ci sono ben altri termini da usare in modo adeguato e corretto per descrivere i propri sentimenti e affetti ("Ti voglio bene") o il solo piacere ("Mi piace").


Yvan Rettore


mercoledì 9 ottobre 2019

LA STRADA

Quando decidi di percorrere una strada, non sai esattamente dove ti porterà.
Puoi immaginare la meta, farne lo scopo della tua esistenza ma la fine di quella strada rimarrà intangibile finché non l'avrai effettivamente raggiunta.
E' come una linea che può essere retta o contorta fino ai limiti dell'orizzonte che riesci a vedere a occhio nudo.
Ma è raro che quella strada non vada oltre.
Poche sono le strade della vita ad essere brevi e ancor meno sono quelle che vanno in linea retta fino alla meta.
L'importante è sapere però che ogni strada per quanto contorta possa essere ha una fine e che c'è sempre.
Potranno esserci temporali, tempeste, cataclismi, guerre, carestie e qualsiasi altra catastrofe possibile, ma quella strada rimarrà.
Certo potrà venire dissestata, colpita e rovinata in più punti, ma la sua direzione resterà segnata come se fosse stata scolpita non soltanto sul terreno che domina ma anche nella memoria tramandata nei secoli degli uomini che saranno sempre chiamati ad usarla.
Potranno perdere la bussola, smarrirsi momentaneamente, ma la strada li porterà comunque a destinazione.
Prima o poi.
E alla fine della strada ci saranno un meritato riposo e una soddisfazione così grande da alimentare per un periodo, seppur limitato, un grande senso di felicità interiore.
Prima di ripercorrere un'altra strada e poi un'altra ancora e così via fino all'ultima che rimarrà purtroppo incompleta ma che avrà anch'essa comunque fatto parte della nostra esistenza.
Nel bene o nel male.


Yvan Rettore