lunedì 21 settembre 2026

EUROPA: IL FALLIMENTO DELLA POLITICA AL FEMMINILE

 Contrariamente alle esperienze positive extraeuropee e scandinave, la presenza femminile ai vertici del potere politico, sociale ed economico in Europa si è rivelata finora un grande fallimento.

Dalla Thatcher, artefice indiscussa dello smantellamento dello Stato sociale nel Regno Unito nel corso degli anni '80 fino alla "nostra" Giorgia Meloni, si è assistito all'adozione di comportamenti e azioni indecorosi, arroganti e ben distanti dai criteri e principi che dovrebbero guidare coloro che hanno responsabilità di governo.

Ingenuamente il sottoscritto credeva ancora all'inizio di questo secolo che l'avvento generalizzato di donne ai vertici istituzionali europei avrebbe potuto segnare una radicale inversione di tendenza rispetto alla mediocrità rappresentata da parecchi uomini nel ricoprire tali incarichi.

Pensavo che le esperienze negative della signora Thatcher o della francese Edith Cresson alle cariche di Primo Ministro del Regno Unito e della Francia fossero stati episodi passeggeri.

E invece, quest'ultimo ventennio mi ha fatto capire senza ombra di dubbio che l'appartenenza al sesso femminile non è affatto garanzia di buon governo, ma nemmeno di un'opposizione costruttiva.

Solo per giungere all'attuale situazione italiana, assistiamo fin dall'inizio del suo mandato all'inconcludenza, incoerenza e completa inadeguatezza nel suo ruolo, della Signora Meloni che ormai guida un esecutivo asfittico e del tutto incapace di creare un minimo di prospettiva positiva e credibile per un Paese destinato ad un apparente declino irreversibile.

Ma pure l'opposizione rappresentata principalmente dalla leader del PD, Elly Schlein, dimostra tutti i suoi limiti e la sua incapacità ormai cronica di realizzare e proporre un'alternativa valida e costruttiva per il Paese, tanto è vero che su diversi temi va perfino a braccetto con l'attuale governo (vedi ad esempio appoggio incondizionato e prolungato al sostegno militare e logistico all'Ucraina).

Anche le istituzioni europee a guida femminile, dalla Commissaria Europea, Ursula Von der Leyen alla Presidente della BCE, Cristiane Lagarde, stanno segnando il passo, a dimostrazione di quanto disastrose siano per l'insieme dei popoli europei, sia per la loro burocratizzazione sempre più costosa, sia per la loro focalizzazione concentrata unicamente su obiettivi finanziari e militari che nulla hanno a che vedere con le dimensioni sociali ed economiche che dovrebbero consentire al Vecchio Continente di ritrovare uno slancio tale da consentirgli di tornare ad essere una zona del mondo in grado di fornire un contributo positivo all'evoluzione di tutta l'umanità.

Risultato: queste donne guerrafondaie, più simili all'arroganza e megalomania degli uomini di potere che alle donne capaci di creare comunità e unità tra componenti diverse della società, stanno portando con l'ausilio immancabile di tanti opportunisti dell'ultima ora, l'Europa verso un crac senza precedenti di cui non si conoscono ancora le dimensioni e la portata.

Ma ai cittadini nostrani, questo sembra interessare poco o nulla. 

Ognuno rimane saldamente a difesa del proprio orticello e soltanto una piccola quanto trascurabile minoranza persiste nel lottare ancora per evitare il peggio.

Quando tutti questi orticelli non ci saranno più, vedremo se finalmente si decideranno anch'essi a spazzare via per sempre dai luoghi di potere questa classe politica fallimentare e queste donne indegne di rappresentarla.

Prof. Ivan Rettore



UNA BENDA NON SERVE A NON VEDERE!

Una benda non serve a non vedere.
Serve a non sapere.
Non sapere esattamente dove arriverà una voce.
Quanto è vicino qualcuno.
Quando accadrà qualcosa.
Cosa succederà un istante dopo.
Quando gli occhi smettono di anticipare, l’attenzione si sposta.
Un suono diventa più presente.
Una distanza più evidente.
Un profumo più riconoscibile.
L’attesa più intensa.
E l’immaginazione comincia a completare ciò che manca.
È qui che una benda smette di essere un semplice pezzo di seta.
Diventa uno strumento di percezione.
E quando siamo in due, entra in gioco qualcosa di ancora più sottile:
la fiducia.
Forse il vero potere di una benda non è ciò che ci impedisce di vedere.
È tutto ciò che ci permette di sentire.

Ivan Rettore


ì

venerdì 28 agosto 2026

DIECI AFFERMAZIONI ITALICHE RICORRENTI

 


1. Sei di Sinistra? Allora, sei comunista.
2. Sei di Destra? Allora sei fascista.
3. Sei anarchico? Allora sei violento.
4. Sei pacifista? Allora sei pro-Putin.
5. Sei contro la politica egemonica di Israele in Palestina? Allora difendi Hamas.
6. Sei contro gli abusi delle forze dell'ordine? Allora sei un sostenitore dei maranza.
7. Sostieni l'operato dei giudici? Allora sei comunista.
8. Eri e sei ancora contrario ai sieri anti-covid? Allora sei contro tutti i vaccini.
9. Sei favorevole alla libertà di religione? Allora sostieni l'Islam.
10. Ritieni che anche gli immigrati abbiano i loro diritti? Allora sei anti-italiano.

Risposte corrette per coloro che sono duri di comprendonio:

1. I comunisti non hanno l'egemonia della Sinistra.
2. I fascisti non hanno l'egemonia della Destra.
3. Non è necessario essere violenti per rivendicare tale posizione.
4. Essere pacifista non significa essere tifoso di una delle parti in conflitto.
5. Risposta uguale a quella precedente.
6. Difendere la legalità anche all'interno delle forze dell'ordine non significa affatto sostenere coloro che commettono crimini all'esterno di queste entità.
7. I comunisti non hanno l'egemonia della posizioni politiche presenti all'interno della magistratura.
8. Opporsi legittimamente all'inoculazione di un siero che ha ampiamente dimostrato i suoi limiti non sta affatto ad indicare che si sia per forza contrari all'uso di tutti i vaccini.
9. La libertà di religione fa parte integrante della nostra Costituzione e quindi si applica anche all'Islam.
10. Riconoscere i diritti a talune categorie di persone e non ad altre significa violare il principio di eguaglianza presente nella nostra Costituzione e sancito da vari trattati internazionali sottoscritti dal nostro Paese.

Le prime risposte sono sinonimo di ignoranza, cattiveria ed inciviltà.
Le seconde risposte sono sinonimo di buon senso, umanità e civiltà.

Prof. Ivan Rettore

domenica 23 agosto 2026

LA NUOVA ARMA DEL DISSENSO IN ITALIA: I FISCHI!

Come se bastassero quattro fischi da bar Sport in un evento sportivo per denigrare davvero il Premier in carica! 

Nel Paese reale, soltanto una sparuta quanto trascurabile minoranza di persone si sta battendo contro questo schifo di governo mentre la stragrande maggioranza rimane invece passiva all'interno di un gregge di pecore che non fa il solletico manco ad una mosca e avalla la situazione bruttissima in cui versa il Paese o al massimo si affida alle promesse da marinaio di Vannacci o Rizzo, i nuovi messia della politica italiana. 

Mai una volta che si facciano manifestazioni oceaniche e durature in tutto il Paese, che si facciano azioni di forza (tipo le occupazioni prolungate di atenei e sedi del potere) o che si vada giù a muso duro nelle sedi dei partiti, sindacati e istituzioni per rivendicare ed urlare in modo deciso i diritti sociali ed umani che la politica ormai ignora sempre di più ogni giorno. 

E così, finiamo con l'aggrapparci a quattro fischi come sterile azione di protesta contro la signora Meloni.

 Pazzesco!


Prof. Ivan Rettore



ESSERE SINDACO SIGNIFICA ESSERLO DI TUTTI I CITTADINI E COMINCIA CON UN SEMPLICE SALUTO


Alcuni giorni fa, all'uscita da un ristorante sito in una località vicina a quella dove risiedo, il suo sindaco era seduto al suo interno.
Quando ci ha visto, ci ha salutato con un sorriso radioso e abbiamo interloquito serenamente per alcuni minuti in cui ci siamo chiesti vicendevolmente come vanno le cose e altro.
Insomma un dialogo piacevole in cui il primo cittadino di quel paese ha dimostrato la sua grande umiltà ma anche il rispetto nei confronti di coloro che aveva di fronte e lo ha fatto con delle persone che non sono manco cittadini del suo comune.
Queste sono le qualità essenziali che dovrebbe avere un sindaco e questo non soltanto perché viene remunerato dai propri cittadini per operare al meglio nella salvaguardia degli interessi che egli rappresenta attraverso la sua figura istituzionale, ma anche e soprattutto come segno di civiltà e rispetto che non andrebbe mai negato a nessuno, neanche a una persona sgradita o nemica.
Peccato che queste qualità non si ritrovino sempre nei primi cittadini di altri comuni perché alla fine della fiera a rimetterci da tali atteggiamenti del tutto ingiustificati sono tutti i cittadini.
Come si suol dire: "Il saluto non si toglie neanche al peggior nemico".
A maggior ragione, quando si ricopre la funzione di sindaco.
E a questo punto ringrazio coloro che il saluto me lo hanno tolto.


Prof. Ivan Rettore



sabato 15 agosto 2026

VIVA IL SILENZIO DI CHI LE COSE LE FA DAVVERO!

 


Coloro che si adoperano quotidianamente per il bene della collettività, che fanno politica unicamente per la difesa dei diritti dei più deboli e non in funzione essenzialmente elettorale e che hanno il coraggio di dire sempre ciò che pensano, non sentono affatto il bisogno di essere al centro di un dibattito pubblico o di essere sempre presenti nel Mainstream.
Per loro parlano sempre i fatti e sono quelli che li distinguono dagli urlatori e dagli esibizionisti che ormai invadono il nostro etere quotidiano offendendo il più delle volte il cervello e il buon senso di (purtroppo) una minoranza comunque consistente di abitanti di questo Paese.
L'importante non è mostrare il proprio faccione ovunque e sparlare a vanvera su qualsiasi cosa ogni giorno, ma dimostrare di avere gli attributi per cercare di cambiare davvero le cose, rimboccandosi le mani e dandosi di fare anche e (troppo) spesso nell'indifferenza dei più, perché alla fine qualcosa comunque rimarrà mentre dei cialtroni che occupano in modo del tutto inopportuno spazi pubblici e incarichi di responsabilità, resterà al massimo il ricordo del loro effimero passaggio fatto essenzialmente di codardia, arrivismo e inconcludenza.
Ascoltiamo chi parla nel silenzio dei fatti e evitiamo di ledere i nostri sensi ascoltando chi urla in assenza di fatti!

Prof. Ivan Rettore



giovedì 23 luglio 2026

ALCUNE DOMANDE SULLA MANIFESTAZIONE DEL 20 LUGLIO 2026 A BOLOGNA IN MEMORIA DI ABDERRAHIM FAKIR

Sembra strano che spesso e volentieri in questo Paese, ogni volta che viene indetta una manifestazione pacifica da parte delle forze di Sinistra, questa finisca per degenerare in disordini e scontri con le forze dell'ordine.

Mentre questi avvenivano per l'ennesima volta anche nel corso dell'ultima manifestazione indetta dal Sindaco della città delle due torri come reazione della società civile in seguito alla morte di un pregiudicato marocchino nel quartiere del Pilastro durante un intervento di due poliziotti e quattro operatori sanitari, ho sentito il Segretario Generale del COISP, Domenico Pianese, in diretta su Rete 4, ospite del programma "Zona Bianca", affermare (intervento integrale disponibile sul seguente link di Fb: https://www.facebook.com/watch/?v=2081673479054239) che i facinorosi che stavano aggredendo i celerini e devastando il centro di Bologna erano tutti noti alla questura in quanto denunciati più volte per reati analoghi. 

Nessuno in studio ha reagito nei confronti di tale affermazione che ritengo molto grave e chiarisco subito perché.

Se la questura di Bologna era a conoscenza delle identità di quei personaggi perché non ha emesso un Daspo o adottato delle misure restrittive preventive per evitare che potessero partecipare alla manifestazione facendola degenerare in quel modo?

Perché non ha impedito sul nascere lo svolgimento di quella manifestazione per motivi fondati di sicurezza o non ha proposto un percorso alternativo e maggiormente controllabile rispetto a quello che è stato adottato?

Perché non si è ricorso a misure preventive concrete da parte della questura per mettere effettivamente in sicurezza la zona in cui si è svolta la manifestazione?

Sono tutte iniziative che incombevano esclusivamente alla questura e non certo al Primo Cittadino di Bologna che non può essere assolutamente imputato per la piega disastrosa che ha preso quell'evento.

Questo aspetto fondamentale relativo alle responsabilità della questura non è stato minimamente affrontato non soltanto in quella trasmissione ma anche dall'insieme del Mainstream che ha toccato lo stesso tema nei giorni successivi.

Risultato?

Per l'ennesima volta una manifestazione pacifica e civile è stata denigrata da un pugno di esaltati ben noti alle forze dell'ordine e mai allontanati preventivamente, tanto che il giorno stesso e in quelli successivi si è finito col parlare quasi soltanto dei 56 feriti fra i celerini, dei danni provocati nel Centro di Bologna e col dare colpe e responsabilità inesistenti a coloro che volevano soltanto dare voce allo strazio dei cari di una persona che ha perso la vita dopo l'intervento di un paio di agenti della Polizia di Stato (le cui responsabilità verranno esclusivamente appurate dagli inquirenti e poi dalla magistratura).

E anche se quest'ultimo era un pregiudicato, si sta parlando di una persona, non di un "cencio" da far passare in secondo piano dopo una manifestazione le cui sorti negative si sarebbero potute benissimo evitare.

Bastava volerlo.

E dai fatti sembra che questa volontà non ci sia proprio stata.

Come in tanti altri casi analoghi del passato e come altri che sicuramente si ripeteranno in futuro.

Col solito ritornello del problema della sicurezza da parte della Destra che guarda caso è al governo da ben quattro anni e che da allora è peggiorato dovunque nel Paese.


Prof. Ivan Rettore