mercoledì 29 dicembre 2021

PERCHE' LODARE GLI ANNI '80?

 Spesso sento lodare gli anni '80 ed in particolare certi leader (discutibili) di allora.

Per averli vissuti (forse anche perché allora ero nel pieno della mia gioventù), devo ammettere che furono sicuramente migliori del decennio attuale.
Al di là di varie considerazioni che bisognerebbe analizzare ben al di là dello spazio ridotto di questo intervento, ritengo che a giocare un ruolo determinante nella positività complessiva di quel periodo furono le qualità del popolo italiano, composto ancora in gran parte da gente che aveva conosciuto il fascismo e la Guerra, che ne aveva subito le conseguenze nefaste attraverso l'emigrazione e che aveva lottato strenuamente per difendere i propri diritti civili e sociali.
Persone che avevano vissuto la fame, angherie e privazioni indicibili.
Allora avevamo anche un Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, esempio emblematico di quanto ho appena scritto e quando l'Italia vinse la Coppa del Mondo di calcio, ci sentimmo davvero un nazione unita come non mai e pronta a riscattarsi come appunto accadde negli anni successivi, quando il "Made in Italy" da semplice slogan si affermò come sinonimo di lavoro e operosità di qualità e serietà in tutto il mondo.
Allora gli italiani erano un popolo che non si tirava mai indietro quando si trattava di fare sacrifici ma anche quando c'era bisogno di rivendicare i propri diritti e la solidarietà (che allora era la regola anziché l'eccezione).
Sia nel mondo cattolico che nel sindacato erano innumerevoli gli esempi di italiani che costruivano una società civile e impegnata e che credevano in quei valori che rendevano il Paese più forte e coeso nell'affrontare i cambiamenti, mantenendo però inalterati i principi sui quali si fondava la Repubblica.
Gli anni '80 cominciarono a declinare verso la fine, quando lo spirito rivoluzionario degli anni '70 era stato ormai spazzato via, era crollato il mondo di Berlino e il neoliberismo del mondo anglosassone stava iniziando a farsi strada anche da noi.
E allora prese il via la stagione del grande ed illimitato consumismo, si affermò la tendenza a mercificare qualsiasi cosa, esseri umani compresi, e si attuò il crollo generalizzato dei partiti di massa, dei sindacati, del mondo cattolico e della credibilità delle istituzioni repubblicane spazzando via uno dei decenni forse più floridi della Storia travagliata del nostro Paese.
Yvan Rettore

martedì 28 dicembre 2021

UN ANNO SENZA MIA MADRE

 All'una del mattino del 29 dicembre scorso mi giunse la telefonata più brutta che si possa ricevere.

Un medico mi informava dell'avvenuto decesso di mia madre in una casa di riposo di Padova.
Causa della morte, Covid, secondo lui.
Due giorni prima aveva avuto un infarto ed era quello ad averla uccisa, soffrendo da anni di un enfisema polmonare incurabile che unito ad altre patologie l'aveva debilitata nel fisico e resa non autosufficiente.
Non il Covid.
Sul momento non ci stetti a pensare, ma dopo pochi giorni capii che era quella la verità.
Data la distanza, non potei assistere alle esequie e nemmeno vederla o chiedere accertamenti su come si erano svolti i fatti.
Mi ci vollero mesi prima di riuscire a mettere dei fiori sulla sua tomba e almeno in quello assecondai le sue volontà di essere sepolta in terra e non piazzata in un loculo.
Se avessi avuto più tempo e non ci fosse stata questa situazione che stiamo vivendo da ormai due anni, probabilmente sarei riuscito a tirarla via da quella casa di riposo, portandola da me nel Salento.
Ma le cose sono andate diversamente e almeno di una cosa sono contento ed è che eravamo riusciti a rappacificarci dopo anni di contrasti ed incomprensioni e ad avere un rapporto finalmente sereno.
Da allora non conto le cattiverie che ho subito da parte dei miei famigliari, di persone che credevo amiche e di conoscenti che perfino in questi giorni non hanno perso l'occasione di sorprendermi ignorando del tutto la mia esistenza e gli auguri di una festa come il Natale, che dovrebbe essere un evento di amore e solidarietà, mentre per i più si riduce soltanto ad un momento vuoto di esibizionismo.
Le cattiverie proseguono e non ci si abitua mai davvero a riceverle, però dopo un anno ho acquisito la consapevolezza che se si persiste nel credere nel bene e nell'amore, nulla è impossibile e che la logica dei fatti e delle cose finirà per prendere il sopravvento su qualsiasi degenerazione umana, com'è sempre accaduto e come sempre accadrà.
Aspettare che tale prospettiva si materializzi non è certo sufficiente e quindi bisogna agire e comportarsi ogni giorno in modo tale perché un giorno possano finalmente affermarsi le tante verità finora calpestate ed aprire una nuova stagione di giustizia e conquiste di civiltà.
In quest'anno senza mia madre, in questo primo Natale senza di lei, ho capito che la serenità e la forza di un uomo non risiedono nella vendetta e nella rivalsa verso coloro che ti hanno fatto del male, ma nel superamento di quest'ultimo e nel saper comunque accogliere chi ammette di avere sbagliato e si dimostra pronto a percorrere insieme a te il cammino di vita che ti resta.
E questo, anche se breve, sono riuscito a farlo con mia madre.

Yvan Rettore

venerdì 24 dicembre 2021

PISTA DI GHIACCIO NEL SALENTO

Oggi, ascoltando una rete TV locale, mi sono imbattuto nell'intervista ad un assessore delle attività produttive di un comune di poche migliaia di anime, che si vantava di avere messo a disposizione dei propri cittadini una pista di ghiaccio.
Se da una parte considero assolutamente giusto ed opportuno addobbare le nostre città di luminarie e decorazioni natalizie, nonché di organizzare manifestazioni inerenti a questo periodo, trovo davvero fuori luogo avere pensato ad una simile iniziativa.
Per uno svizzero come me, che considera l'inverno nel Salento come un'opinione più che una realtà concreta rispetto a latitudini in cui invece esiste davvero, ritengo che spendere circa 10.000 Euro (per non parlare degli oneri energetici da coprire) per noleggiare una pista di ghiaccio sia davvero uno schiaffo alla povertà.
Il bello è che lo stesso assessore, lanciatissimo nel suo ruolo, ha dichiarato che verrà aperto un ufficio per poter intercettare i fondi del PNRR da destinare poi ad imprese del luogo.
A parte il fatto che lo sviluppo di una realtà locale passa necessariamente attraverso la realizzazione di infrastrutture da una parte e l'insediamento di nuove realtà produttive dall'altra, non si capisce allora perché siano stati letteralmente buttati dei soldi pubblici per un'iniziativa di intrattenimento assolutamente inutile, specie in un periodo in cui gli assembramenti (ma la cosa era ampiamente prevedibile) non sono ammessi dalle recenti normative.
Se non si mette un freno a certe esagerazioni, controproducenti per le collettività che sono costrette a subirle, finirà che un giorno si giungerà col mettere addirittura delle piste da bob o delle strutture artificiali sparaneve per fare delle gare di slittino!
Perfino la squadra giamaicana di bob, che partecipò a ben due Olimpiadi alla fine del secolo scorso, si allenava in assenza completa di simili strutture, a dimostrazione di una logica che potrebbe riassumersi così: "Ad ogni paese, il suo clima!".
Yvan Rettore

LO SPOSTAMENTO DELLA SEDE DELLA POLIZIA LOCALE IN PERIFERIA E' UN ALTRO SEGNO DEL DEGRADO DI VEGLIE

 Il 22 dicembre scorso l’amministrazione comunale ha deciso di spostare la sede del Comando della Polizia Locale negli uffici comunali di via Salice.

Tale decisione è stata presa senza consultare la cittadinanza e la considero come un ulteriore segno di degrado del paese.

Perché dico questo?

Perché nella maggior parte dei comuni si cerca sempre di mantenere gli uffici amministrativi nel centro del paese con un particolare occhio di riguardo a quella parte consistente di popolazione che si sposta per lo più a piedi: anziani, disabili e persone indigenti prive di mezzi per spostarsi su lunghi tragitti.

Veglie in questo non fa affatto eccezione e ritengo che tali scelte amministrative annunciate, ma non motivate pubblicamente, non tengono affatto conto di queste specificità legate a cittadini che per giunta sono anche elettori di questo comune.

Se non era più possibile mantenere la sede del Comando della Polizia Locale nel centro del paese, penso che sarebbe stato opportuno valutare un’altra ubicazione in cui trasferirlo che fosse più comoda all’accesso per tutti i residenti e non soltanto per coloro che sono automuniti e/o possono spostarsi con un mezzo privato.

Mi auguro che la prossima amministrazione comunale abbia prioritariamente a cuore questo aspetto perché anche la sede degli uffici comunali (che costituiscono la “Casa comune” di tutti i cittadini) dev’essere vicina a tutti i cittadini e non soltanto in senso metaforico.

Yvan Rettore

domenica 19 dicembre 2021

LA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA: UN'ISTITUZIONE DA RIFORMARE

 Nel nostro ordinamento, il Presidente della Repubblica è la massima autorità istituzionale e rappresenta quindi la nazione.Nel nostro ordinamento, il Presidente della Repubblica è la massima autorità istituzionale e rappresenta quindi la nazione.

Sono rari i casi in cui è stato anche espressione del popolo che la compone e forse l'unico degno di nota è stato Sandro Pertini, soprannominato il "Presidente Partigiano".
In particolare gli ultimi capi di Stato si sono segnalati per questo distacco notevole e crescente tra le istituzioni e la gente comune.
Spesso e volentieri hanno posto come priorità i diktat dell'UE e soprattutto del suo mondo finanziario rispetto ai bisogni ed interessi effettivi del popolo italiano.
La mia non vuole essere affatto un'accusa, ma una semplice constatazione.
La presidenza Mattarella non ha fatto eccezione in quella che si può ormai definire come una "consuetudine presidenziale" e la nomina di Draghi alla carica di Presidente del Consiglio di Mario Draghi ne costituisce una ulteriore conferma.
La Costituzione come pure i trattati internazionali che vincolano il nostro Paese sul piano della difesa dei diritti umani, con particolare riferimento a quelli civili e sociali, sono stati lesi più volte in questi anni e non soltanto da quando è apparso il Covid.
Questo è un dato di fatto inoppugnabile che porta ad una riflessione circa la reale utilità di questa carica nel nostro ordinamento.
Ormai essendo palese che non è più il garante assoluto della nostra Costituzione e vista la facoltà di poter nominare spesso e volentieri "tecnici" non eletti alla guida, appare chiaro che tale incarico svilisce l'essenza stessa della nostra democrazia fondata sulla centralità del Parlamento e l'autonomia della magistratura.
Oggi è evidente che è il governo a legiferare in modo determinante e il Parlamento soltanto in modo accessorio e che la magistratura rimane succube di correnti politiche che comportano rischi circa la genuinità del ruolo che deve garantire nel rispetto delle nostre leggi ed in particolare dei pilastri legislativi fondamentali del nostro Paese.
Per invertire questa pericolosa involuzione in atto ormai da diversi lustri, sarebbe utile ridurre ulteriormente la figura del capo dello Stato limitandone certi poteri, riforme che si potrebbero riassumere nei punti seguenti:

- elezione diretta da parte dei cittadini
- mandato di cinque anni
- limiti di età per essere eleggibile: minimo cinquant'anni, massimo ottant'anni
- non avere tessere di partito
- essere un costituzionalista autorevole
- avere una fedina penale immacolata
- la costituzionalità delle leggi approvate dal Parlamento non passerebbe più dal Presidente della Repubblica ma sarebbe esclusivamente di competenza di un Comitato Garante della Costituzione formato da cinque costituzionalisti estratti a sorte ogni sei mesi
- il Presidente del Consiglio dovrebbe essere un parlamentare eletto dai cittadini ed essere nominato dal capo dello Stato unicamente in quanto leader di una coalizione elettorale vincente e non di quelle improvvisate in Parlamento
- abolizione della facoltà di poter scegliere uno o più senatori a vita e di poterlo diventare a sua volta una volta scaduto il mandato.

Ritengo che queste riforme sarebbero fondamentali per riportare la democrazia al centro della vita politica di questo Paese.

Yvan Rettore

sabato 18 dicembre 2021

L'INTERVENTO CHE NON TI ASPETTI

In uno studio televisivo Mainstream viene invitato un leader di un movimento che è scettico riguardo alla narrazione dominante sulle vaccinazioni anti covid.
Dopo i saluti di rito, gli altri invitati cominciano la solita rappresentazione favorevole alle posizioni del governo col conduttore che ovviamente non li interrompe mai perché tanto vanno tutti d'amore e d'accordo.
Poi, dopo oltre un'ora, si accorge dell'unica mosca bianca presente in studio e decide di lanciare il solito interrogatorio intimidatorio e denigratorio.

Conduttore: "Come prima domanda, vorrei chiederle se lei è vaccinato."
Invitato: "Non sono tenuto a risponderle."

Brusio e parole scandalizzate sottotono dei presenti.

Conduttore: "Perché?! Se si rifiuta di rispondere, significa che lei non si è vaccinato, giusto?!"
Invitato: "Dato che lei è un giornalista dovrebbe essere informato sul perché io non debba risponderle. Per il resto, lascio a lei le sue conclusioni."

Si alzano parole di disapprovazione in studio.

Conduttore: "Vabbé. Allora perché si oppone ai vaccini?!"
Invitato: "No, non mi oppongo."

Il conduttore, sempre più nervoso, riparte all'attacco.

Conduttore: "Allora vuol dire che lei è vaccinato?!"
Invitato: "Ho già risposto a questa domanda."

Il conduttore, disorientato, sbuffa e sta per perdere le staffe.

Conduttore: "Senta, prima mi dice che non vuole dirmi se è vaccinato o meno e poi mi rivela che non si oppone ai vaccini. Mi sta prendendo in giro per caso?!"
Invitato: "No. Ma ad ogni cosa il suo nome. Sono favorevole ai vaccini. Quelli attualmente in circolazione sono terapie geniche, non vaccini."
Conduttore: "Vabbé, lei si sta arrampicando sugli specchi."
Invitato: "Veda lei se preferisce confondere due termini ben diversi tra loro, invece di attenersi alla realtà delle cose."

Il conduttore è visibilmente paonazzo.

"Conduttore: "Ma se la scienza ha detto che rendono immuni dal contagio! Lei si oppone quindi alla scienza?!"
Invitato: "Credo nella scienza non nelle case farmaceutiche!"

Il conduttore del tutto frastornato cerca di sferrare ancora un colpo per cercare di averla vinta sul suo interlocutore.

Conduttore: "Vedo che lei non sa tante cose su questo tema!"

L'invitato, con un sorriso di scherno, ribatte prontamente.

Invitato: "Finora è lei che ha dimostrato di non essere ben informato su questa questione."
Conduttore: "Ma come si permette?! Vuole per caso insegnarmi il mio mestiere?!"
Invitato: "No. Semplice constatazione basata su quanto da lei dichiarato. Nient'altro."

A quel punto il conduttore, pur di salvare la faccia, rinuncia a proseguire un confronto che stava prendendo una brutta china per lui e concentra il resto della trasmissione esclusivamente sugli altri invitati cercando sostegni contro quel personaggio scomodo.
Questi dal canto suo rimane imperturbabile e non reagisce minimamente alle provocazioni finché in chiusura di trasmissione il conduttore, tronfio della situazione che si è venuta a creare, cerca di dargli un'ultima stoccata tesa ad umiliarlo.

Conduttore: "Allora, ha qualcosa da aggiungere prima della fine di questa trasmissione?"
Invitato: "No. Ho detto quanto mi è stato consentito dire. Il resto si commenta da solo."

Silenzio improvviso in studio, seguito dal solito brusio e parole inutili!

Yvan Rettore

venerdì 3 dicembre 2021

I VANTI RIDICOLI DI MENTANA E GRUBER CONTRO CHI NON LA PENSA COME LORO SULLA CAMPAGNA VACCINALE

Enrico Mentana e Lili Gruber si vantano di non aver mai invitato personalità scientifiche contrarie alle vaccinazioni nelle loro trasmissioni.

Fra quelle personalità che loro escludono figurano i maggiori scienziati del mondo (vi sono ben 5 Nobel!) e quindi ciò che fanno è una disinformazione voluta o meglio una censura fondata sulla diffusione delle "verità della fata turchina" a scapito della Scienza con la "S" (e non quella con la pseudoscienza al soldo delle case farmaceutiche!).
Stiano pur tranquilli che i maggiori scienziati del pianeta non hanno certo bisogno di andare nelle loro squallide trasmissioni perché per loro parla ampiamente la loro solida reputazione che si esprime nei risultati di ricerche concrete diffuse dalle maggiori e più autorevoli riviste scientifiche internazionali.
Quindi rifiutarli a tali trasmissioni è da considerarsi un onore per loro in quanto andarci comporterebbe un serio degrado della loro reputazione di cui non hanno affatto bisogno.
Tanto chi ama la verità non segue lo squallore che presentano ogni giorno perché sarebbe offensivo nei confronti della stessa osare farlo!
Yvan Rettore

martedì 30 novembre 2021

CERTO IL GOVERNO DRAGHI E' TERRIBILE MA PRIMA COM'ERA?

 Sono d'accordissimo che vi sia un'involuzione maggiormente pronunciata in questo periodo dell'assetto democratico del nostro Paese, però vorrei segnalare alcuni aspetti degenerativi dello stesso già prima dell'avvento Draghi:

- aumento notevole del precariato e del lavoro nero
- aumento notevole dell'evasione fiscale, in particolare dei grandi gruppi (anche stranieri)
- incremento notevole dell’indebitamento dei cittadini nei confronti di banche e società finanziarie
- esplosione di fallimenti e di vendita di immobili all’asta
- fortissima riduzione del potere d'acquisto dei cittadini
- fortissima riduzione della capacità di risparmio dei cittadini
- declino dell’Italia come potenza manifatturiera mondiale
- declino di produzioni agricole e zootecniche d’eccellenza
- crac bancari con diverse migliaia di risparmiatori sul lastrico
- concentrazione dei mezzi d’informazione in mano a pochi grandi gruppi editoriali
- violazioni costanti della Costituzione, dall'art. 3 all'art. 11 e tanti (troppi) altri
- incremento generalizzato dei costi della politica
- incremento del degrado urbano a livello nazionale
- costruzioni risicate di case popolari
- aumento esplosivo del debito pubblico
- sindacati confederali appiattiti alle logiche di potere politico e finanziario
- scuola pubblica e servizio sanitario nazionale ridotti sensibilmente nei mezzi e nella qualità dei servizi
- delocalizzazioni selvagge di numerose aziende
- circa il 15% di “invisibili”, cittadini al di sotto della soglia della povertà di cui non gliene frega niente a nessuno
- magistratura sempre molto timida nel perseguire i membri delle forze dell’ordine che abusano del loro potere e agiscono in modo repressivo (non giustificato) contro cittadini inermi
- privatizzazioni di vari beni comuni (in particolare dell’acqua) e nessuna soluzione portata alla distruzione e compromissione del patrimonio ambientale del Paese
- nessuna politica industriale, né infrastrutturale
- nessun piano di investimenti per mettere in sicurezza il Paese di fronte a dissesti idrogeologici e terremoti
- regole democratiche scardinate nei comuni sotto i 15.000 abitanti, in cui si può governare con maggioranze limitate ad un 20% di voti
- nessun piano complessivo di manutenzione di infrastrutture, trasporti pubblici, plessi scolastici e strutture sanitarie
- criminalità organizzata ormai presente in ogni assetto istituzionale
- incremento ed affermazione dei privilegi alla Chiesa con costante ammanco di entrate fiscali per lo Stato italiano di oltre 4 miliardi di Euro l’anno.
- oltre 6 milioni di disoccupati.
Questo e altro esisteva e permane tuttora.
A prescindere da quanto ha fatto e sta facendo il governo Draghi.
Yvan Rettore

martedì 23 novembre 2021

MISURE ANTI-COVID ALLA PROVA DEI FATTI

 


Entro Natale, le terapie intensive e i ricoveri ordinari per Covid saranno strapieni in grandissima parte di vaccinati e temo che vi sarà un'esplosione incontrollata di effetti collaterali devastanti.
Queste tendenze crescenti si notano già adesso e sono il frutto della persistenza assurda da parte delle autorità di continuare a credere in impianti genici (e non vaccini) che mantengono in vita le varianti di un virus che è scomparso già la primavera scorsa.
Tutto in nome del business e di biechi interessi politici che nulla hanno a che fare con la tutela della salute dei cittadini.
Entro Natale, verrà sepolta definitivamente la teoria menzognera che i non vaccinati contagiano più dei vaccinati come pure quella che vorrebbe che questi ultimi sono comunque destinati ad ammalarsi in modo grave, dimenticando però un fattore fondamentale: sono gli anticorpi naturali che sconfiggono qualsiasi virus non quelli artificiali a tempo determinato inoculati da una siringa.
E sempre entro la data di quella che era per eccellenza la Festa annuale della Pace e dell'Amore, sarà finalmente sancito il fallimento totale del Green Pass.
Mi auguro che allora anche in Italia, qualcuno cominci ad usare il cervello anziché a rimanere ottuso nei confini di una gestione veramente inqualificabile della pandemia.
Angela Merkel in Germania ha già ammesso che i vaccini non riescono a farci superare questo momento.
Ci vuole tanto a capirlo oppure quanti morti e malati gravi in modo irreversibile ci dovranno ancora essere per finalmente percorrere un'altra strada che già esiste?!
Yvan Rettore

domenica 21 novembre 2021

IGNORANTE NON E' CHI NON SA, MA CHI NON VUOLE SAPERE



Ieri, seduti nella zona riservata dei "potenziali untori" di un bar in cui andiamo spesso, io e la mia compagna ci siamo trovati a dibattere per alcuni minuti sugli impianti genici (e non vaccini) anti-covid con il cameriere di turno.
Questi era soddisfatto di essersi fatto le due prime dosi, dichiarandosi disponibile a fare anche la terza in quanto essendo a contatto con il pubblico ritiene fondamentale avere una simile "sicurezza".
Ha affermato che, nonostante abbia di solito valori sballati, non ha risentito alcun sintomo strano dopo tali inoculazioni.
Infine ha aggiunto, a sostegno della vaccinazione, che comunque usiamo da sempre farmaci e vaccini che possono avere effetti collaterali gravi e che prendiamo tranquillamente ogni giorno senza porci tante domande.
La mia compagna ha tentato di convincerlo a desistere dalla terza dose mentre io, scherzando, mi limitavo a dire che a questo punto è meglio farsi un canna che sicuramente fa meno male.
Non ho aggiunto altro, lasciandolo alle sue convinzioni perché ritengo che ignorante non è chi non sa, ma chi non vuole sapere.
Partendo dalla sua ultima affermazione, al di là del fatto che gli impianti genici sono ancora sperimentali (forse nemmeno alla fine del 2023 saranno certificati dall'EMA), le componenti degli impianti genici rimangono "top secret" e l'unica certezza che si ha finora è che vi sia la presenza di grafene (che è micidiale per il corpo umano perché trattasi di un vero e proprio veleno degenerativo), mentre ogni farmaco e vaccino in circolazione, oltre ad essere stato certificato dall'EMA e dall'AIFA, presenta un bugiardino consultabile a chiunque ne faccia richiesta.
Inoltre, è stato appurato il fatto che la vaccinazione in corso protegge (comunque mai al 100%) dal virus (o meglio dalle varianti costruite dagli impianti genici che lo mantengono in vita, perché quello originario è scomparso lo scorso mese di aprile) solo nel primo mese dall'inoculazione per poi scemare del tutto successivamente equiparando qualsiasi vaccinato ad un non vaccinato.
Questo perché si tratta di impianti genici e non di vaccini (che hanno il patogeno).
Il vaccinato in ogni caso mantiene sempre una carica virale uguale a quella di un non vaccinato, cosa riconosciuta dai massimi scienziati del mondo, a cominciare dal Dottor Fauci, responsabile della campagna vaccinale in America.
Infine, pur riconoscendo che le conseguenze della vaccinazione in corso non sono affatto prevedibili, appare ormai evidente che questi impianti genici stanno procurando effetti avversi gravi e devastanti in modo sempre più crescente in tutta Europa con ormai migliaia e migliaia di vittime.
E non è affatto scontato che tali effetti debbano per forza apparire in tempi brevi perché la riduzione progressiva degli anticorpi naturali (che rimangono i migliori e più efficaci contro qualsiasi malattia) provocata da questi impianti genici si può riscontrare anche dopo mesi, specie quando l'organismo si trova a dovere combattere contro delle infezioni verso le quali ha sempre meno difese.
Avrei voluto dire tutto questo a quel ragazzo, ma ormai non ho più tempo ed energie da dedicare a convincere chi preferisce rimanere rinchiuso saldamente nei confini della propria ignoranza, anziché alimentare una conoscenza che possa farlo uscire da quello stato e dare una risposta a dei dubbi che in questo caso appaiono più che ragionevoli.
Yvan Rettore

giovedì 18 novembre 2021

L'AVVITAMENTO PROGRESSIVO DEL GOVERNO DRAGHI


Quanto compiuto finora dal governo Draghi è pienamente in linea col curriculum del Premier.

Era evidente fin dall’inizio che il famigerato “Liquidatore” imposto dalla finanza internazionale era stato chiamato a tale ruolo per trasformare l’Italia in una società sul modello statunitense in cui tutto si paga, non si deve possedere nulla ed essere indebitati a vita con le banche e le assicurazioni, uniche entità autorizzate a poter davvero decidere le sorti della nazione.

La presunta pandemia è stata un ottimo alleato per avviare questo processo e imbavagliare qualsiasi resistenza.

L’introduzione del green pass è un mezzo che si inquadra perfettamente in tale ottica e pretendere che possa rivestire una valenza di carattere sanitario rasenta veramente il ridicolo.

Purtroppo per Draghi e soci, le cose non stanno andando esattamente come previsto e il tempo, che sempre è generoso, sta cominciando sempre di più a creare una voragine sotto i loro piedi.

Innanzitutto, gli impianti genici (e non vaccini) che questo governo sta tentando vanamente di imporre in modo surrettizio a tutti i cittadini stanno dimostrando tutti i loro limiti non soltanto per la loro scarsa efficacia ma soprattutto perché possono comportare effetti collaterali devastanti che stanno aumentando sempre di più e che ormai non si possono più nascondere.

In secondo luogo, la narrazione della pandemia sta scemando a vista d’occhio perché ormai è appurato che sono le varianti causate dagli impianti genici a mantenere in vita un virus che nei fatti non è più attivo dallo scorso mese di aprile.

Non a caso, i casi stanno aumentando in Europa, il continente più vaccinato al mondo.

D’altro canto è dimostrato dai più grandi luminari della scienza medica mondiale che le terapie domiciliari sono nettamente più efficaci rispetto agli impianti genici, arrivando a percentuali di guariti vicine al 100%.

Questo sul piano medico.

Sul piano giuridico, nei prossimi mesi i provvedimenti assunti da questo governo in violazione palese sia della Costituzione che dei trattati internazionali (che hanno prevalenza su di essa) rischiano seriamente di essere annullati se non dalla magistratura nostrana da quella internazionale.

La cosa non riguarda soltanto il green pass ma anche l’eventuale proroga dello stato d’emergenza oltre che altri interventi che questo esecutivo ha assunto nelle riforme che intende intraprendere sul piano economico e sociale.

E qui la partita del Premier si fa davvero difficile.

A fronte di un presunto 6% di crescita del PIL previsto per il 2022 (che non sarebbe altro che un parziale recupero delle perdite degli anni precedenti) vi sarà un generale impoverimento del Paese accompagnato da una ripartenza sensibile dell’inflazione dovuta ai notevoli rincari che dovranno subire i cittadini nei prossimi mesi.

Una contrazione dei consumi appare quindi inevitabile e questa comporterà sicuramente una crisi ancora più marcata del mercato interno che non riuscirà ad essere assorbita dalle esportazioni in quanto anche il resto del mondo si trova in una situazione non certo ideale per favorire un incremento notevole di fatturato delle imprese nostrane.

Colpire i non vaccinati, discriminandoli a man bassa e riducendo ulteriormente il loro potere di acquisto accentuerà maggiormente questa involuzione come pure la riforma delle pensioni che rischia di creare un nuovo esercito di esodati per non parlare della riduzione del reddito di cittadinanza e delle pensioni di invalidità (già estremamente basse) attraverso vari cavilli.

Detto questo, a fronte di una massa crescente di disoccupati, di fallimenti aziendali, di privatizzazioni di servizi e beni essenziali, quanto potrà essere ancora interessante e redditizio investire e comprare a man bassa ciò che resta in un mercato che sarà ormai asfittico e stabilmente in recessione?!

Poco o niente!

Meglio quindi cercare di ostacolare quanto prima questo processo mettendo fine alla farsa della “narrazione pandemica” e dei provvedimenti distruttivi che la accompagnano, nonché creare le basi di una svolta di società in cui i valori della Costituzione siano effettivamente rispettati ed attuati e venga riproposto un nuovo patto sociale in cui lo Stato torni a fare lo Stato e non ridursi ad essere una succursale esecutiva dei diktat della finanza internazionale.

 

Yvan Rettore


sabato 6 novembre 2021

LA FINANZA CHE UCCIDE LA MEDICINA

 

Recentemente Draghi ha affermato che bisogna unire finanza e medicina per combattere al meglio i prossimi ed inevitabili drammi sanitari.
Ovviamente il personaggio ha una devozione così grande nel "Dio Denaro" da non riuscire più a cogliere alcune evidenze.
Vi sono dei settori della società che non possono essere monetizzabili ovvero ridotti alla logica del profitto e questi sono in primis l'istruzione e la sanità.
In particolare gestire quest'ultima secondo i parametri del capitalismo finisce con l'essere deleterio proprio per l'utente finale che non è un prodotto o un oggetto, ma un essere umano.
Se si sposa la teoria di Draghi o meglio della finanza, significa che bisogna costruire di continuo una rete crescente di clienti-pazienti.
Questa categoria di individui però non risponde ai requisiti tipici del mondo del capitale offerta-domanda.
Perché?
Perché non è affatto scontato che tutti si ammalino di continuo e persino che tutti ricorrano alla medicina ufficiale.
Una persona potrebbe benissimo non avere mai bisogno di quest'ultima o soltanto di rado e/o occasionalmente.
Non si può indurre la gente a star male a bacchetta.
Allora cosa si è inventata la finanza che opera sempre secondo la logica del massimo profitto?
Di infrangere quest'ultima frontiera facendo a pezzi la medicina, ossia asservendola del tutto alle logiche del profitto, tanto è vero che oggi molte (troppe) persone ritengono le dichiarazioni delle case farmaceutiche come se fossero dogmi scientifici.
La medicina invece è nata per curare i malati e non per essere un elemento di profitto di un'azienda farmaceutica che trae la sua essenza proprio nel cercare di incrementare di continuo il numero di malati in funzione dei propri interessi.
La finanza ha operato in questo senso già prima della pandemia lucrando a man bassa su medicinali e anche su vaccini di dubbia efficacia, perché se fossero infallibili non potrebbero più trarne profitti.
Ciò è stato possibile grazie a istituzioni complici quanto interessate a questo processo e a scienziati diventati dipendenti del capitale e non più al servizio esclusivo della cura migliore da offrire al paziente.
Questo fenomeno è diventato ancora più evidente con la pandemia in cui vengono denigrati scienziati di fama mondiale, respinte pratiche molto più efficaci rispetto agli impianti genici ma meno interessanti sul piano lucrativo e osteggiate ricerche autorevoli che dimostrano gli effetti devastanti che possono avere su certi soggetti la campagna vaccinale in atto.
In definitiva ciò che non funziona nel teorema di Draghi è che la medicina deve curare nel migliore dei modi il paziente che cerca di guarirlo, mentre gli interessi della finanza vanno esattamente dalla parte opposta.

Yvan Rettore

venerdì 29 ottobre 2021

AI POLITICI ELETTI E A COLORO CHE GESTISCONO LA COSA PUBBLICA VORREI DIRE...

 

dato che siamo noi cittadini a mantenervi anche quando siete quasi perennemente o comunque spesso assenti dalle sedi in cui siete chiamati ad operare,
dato che siamo noi cittadini a pagare gli impianti genici,
dato che siamo noi cittadini a pagare i tamponi (i non vaccinati addirittura due volte pagandoli quasi 10 volte di più),
dato che siamo noi cittadini a pagarvi i lauti contributi con i quali andrete in pensione con importi da nababbi,
dato che siamo noi cittadini a pagarvi affitti irrisori per i pochi giorni di impegno effettivo che svolgete,
dato che siamo noi cittadini a pagare ogni spesa (auto blu, guardie del corpo, viaggi....),
dato che siamo noi cittadini a lavorare mentre voi siete chiamati soltanto a svolgere un servizio temporaneo per il Paese creandoci più danni che vantaggi,
dato che siamo noi cittadini a consentirvi dalla nascita della Repubblica di abusare dei nostri diritti e libertà calpestando spesso e volentieri la Costituzione,
dato che siamo noi a pagarvi gli onorari di avvocati e spese di tribunale quando venite presi con le mani nella marmellata,
dato che siamo noi cittadini a pagare tutto l'ambaradan col quale diversi di voi si metteranno in mostra in modo inconcludente nel corso del prossimo G20 a Roma, a cominciare da un Presidente del Consiglio che non essendo parlamentare non gode manco di un straccio di consenso in questo Pase,
RITENGO CHE
ci siamo ampiamente meritati di essere rispettati e non denigrati perché potete ancora fare una bella vita a nostre spese è perché cittadini vaccinati e non vaccinati vi hanno eletti e ve lo consentono.
QUINDI CONSIGLIO DA AMICO....
non insistete nel tirare ancora troppo la corda perché prima o poi potrebbe davvero spezzarsi.


Yvan Rettore



mercoledì 27 ottobre 2021

LETTERA DI YVAN RETTORE SCRITTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA MICHELE EMILIANO

 Alla c.a. del Presidente Michele Emiliano,

Sono un cittadino italosvizzero residente a Veglie dal 2019.

Di professione sono un formatore aziendale e un consulente commerciale internazionale oltre che uno scrittore e saggista.

Ho scritto un libro su Veglie dal titolo “Veglie vista da un cittadino italosvizzero” che ho avuto occasione di presentare anche su varie tv pugliesi.  

Sorvolo sulle mie esperienze politiche locali (tutte negative) perché il motivo per cui mi sono permesso di scriverle è dovuto al suo recente incontro con le autorità istituzionali vegliesi.

Ho ingenuamente cercato di fornire un contributo allo sviluppo di questo paese che è in piena decadenza da anni, interpellando sia i vari candidati alle ultime elezioni che politici e notabili locali, nonché il Gal “Terra d'Arneo”.

Venendo dal Nord essendo anche svizzero, ho creduto che le mie proposte per dare una svolta a questo paese potessero trovare almeno in parte accoglimento, ma così non è stato.

Il Nord ed in particolare il Veneto si è sviluppato grazie ad un'industrializzazione favorita non tanto da interventi pubblici quanto da un connubio vincente tra varie realtà locali ed imprenditori dinamici e volonterosi.

Non si può infatti vivere di soli servizi e la ricchezza maggiore o meglio la spinta decisiva verso una società di benessere diffuso può provenire soltanto dalle attività produttive, specie quelle ad alto valore aggiunto.

Non parlo per caso, ma anche perché professionalmente ho operato per anni con diversi grandi gruppi come la Bata, la Carraro Trattori, l'IMA, la Manitou, la Ducati, la Granarolo e via discorrendo.

Ho proposto a Veglie e altri comuni ed entità (al sindaco di Salice, al Gal “Terra d'Arneo”, ecc…) di creare un consorzio dell'olio salentino, una borsa virtuale dei produttori agricoli locali per favorire la filiera a chilometro zero, di realizzare un progetto (da presentare a varie aziende italiane ed estere che conosco personalmente) di distretto industriale con attività compatibili con l'agricoltura locale, di creare in zona un centro TMB per una gestione di trattamento a freddo dei rifiuti in modo da superare la logica attuale degli inceneritori, di cercare fondi rivolgendosi a professionisti esperti anziché a personale comunale che spesso non è preparato (Veglie in questo è un caso emblematico), ecc.

Non avendo avuto queste proposte nessun esito, ho finito col scrivere il libro di cui sopra e mi sono ritirato poi del tutto, riducendo la mia presenza al mio solo alloggio.

Non pretendo di certo che qualcosa possa cambiare con questa mia mail, anche perché non so se mi risponderà, ma ho voluto scriverle lo stesso in quanto il problema di Veglie sta proprio nel fatto che i “vecchi marpioni”, come li ha definiti lei , non intendono investire in loco per creare una ricchezza condivisa con i cittadini e si arroccano su posizioni granitiche di chiusura ad uno sviluppo concreto di questa zona.

Peccato davvero perché questo paese e questa terra potrebbero avere tutte le carte in regola per cambiare ma non c'è una vera volontà comunitaria per farlo davvero.

Personalmente avrei gradito che si fosse parlato di questo nel vs incontro a Veglie.

Cordiali saluti.

Yvan Rettore

25 ottobre 2021