domenica 21 giugno 2026

ITALIA, UN PAESE DOMINATO DA DIBATTITI INCIVILI

 In Italia è carente la cultura del rispetto di chi la pensa diversamente. 

Si preferisce denigrarlo pubblicamente, piuttosto che affrontarlo cercando di argomentare la propria posizione in modo sereno e composto. 

La prima azione è facile da realizzare ed è quella a cui ricorrono gli ignoranti e i presuntuosi, mentre la seconda richiede intelligenza e capacità di ascolto, elementi tipici di persone aperte e di grande umiltà. 

Purtroppo in Italia a dominare sono i primi e non i secondi e i risultati si vedono al punto che l'Italia, culla di grandi civiltà, oggi appare come un Paese in gran parte incivile. 

E anche la nostra lingua purtroppo non aiuta nel dialogo con l'altro, perché già fin dalle prime battute si riesce a cogliere dove vuole andare a parare l'interlocutore di turno, tanto è vero che i dibattiti nostrani sono dominati da individui che si interrompono vicendevolmente o parlano contemporaneamente rendendo il confronto incomprensibile o meglio inascoltabile. 

Invece in Germania questo non accade mai, perché nella lingua tedesca spesso e volentieri il gruppo verbale viene posto alla fine della frase ed è proprio quell'elemento a dare un senso al discorso pronunciato. 

Nell'altra mia patria, in Svizzera, non si fa, semplicemente perché c'è un senso civico tale, che mai verrebbe all'idea a qualcuno di avviare scene da bar sport come avviene spesso invece in Italia. 

Non conto poi le persone logorroiche (moltissime amano sentirsi parlare) conosciute in questo Paese in questi anni con le quali riesco a malapena a scambiare qualche decina di parole ogni volta che mi capita di incontrarle, nonostante su diversi temi abbia maggiori argomenti da esporre rispetto a loro perché spesso si tratta di temi sui quali ho comprovate esperienze e competenze. 

E allora quando le vedo, cerco di tagliar corto e di tirare dritto perché è davvero faticoso quanto inutile ascoltare i loro sterili monologhi.


Prof. Ivan Rettore




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