domenica 21 dicembre 2025

LA MIA POSIZIONE (MOMENTANEA) SULLA SIGNORA MELONI

Quando si parla di Giorgia Meloni, bisogna cominciare con l’affermare che purtroppo l'Italia non ha mai chiuso definitivamente i conti con il proprio passato fascista (né politicamente e cosa più grave, né culturalmente) il quale si è rigenerato nei comportamenti e nelle azioni della ex Democrazia Cristiana e più recentemente nelle forze politiche che hanno gestito la pandemia.

Nella Signora Meloni si nota questo atteggiamento nella sua ferrea volontà di cercare di mantenere il potere ad oltranza e nel mantenerlo concentrato intorno alla sua figura di leader.

Questo personalismo esasperante dei partiti politici italiani è una novità che venne generata nel corso dell'ascesa prepotente e inarrestabile del berlusconismo a partire dagli anni '90 e che ha raggiunto il suo apice proprio con la signora Meloni negli ultimi anni.

D'altra parte, evitando di prendere troppo sul serio i sondaggi (opinioni soggettive di alcune migliaia di individui) che stimano Fratelli d’Italia al 30%, bisogna tener conto di un altro aspetto (questo veramente oggettivo) che vede il consenso del partito di tale partito limitato a circa 1/7 dell'intero bacino elettorale italiano (poco più di 7.300.000 elettori su quasi 50.000.000 aventi diritto!)

Da notare poi che nelle ultime elezioni regionali, la ridimensione del partito è stata piuttosto marcata soprattutto nel Sud, ma anche nel Centro-Nord in cui Fratelli d’Italia non ha sfondato affatto e si è fatto precedere abbondantemente dalla Lega, in particolare nel Veneto.

La signora Meloni si mantiene al potere soprattutto grazie ad un trasformismo cronico quanto ormai congenito della storia politica italiana (Mussolini, che lei ammira tanto, ne fu un maestro indiscutibile), che ha causato non pochi disastri nel Paese dalla sua unità ad oggi.

L'incoerenza di cui fornisce prova quotidianamente e le palesi incompetenze dei suoi ministri generano un'inefficienza mostruosa quanto rovinosa all’interno delle istituzioni repubblicane, perfino nella gestione degli affari correnti.

Quindi non è un caso che l'Italia stia diventando sempre più povera (quasi 6.000.000 di persone sotto la soglia di povertà, circa il 10% della popolazione), che la deindustrializzazione sia in corso in modo apparentemente irreversibile, che il sistema sanitario si ritrovi alla canna del gas, che il lavoro nero cresca ogni giorno così come l'evasione fiscale causata da una crescente pressione delle imposte, che il potere d'acquisto delle famiglie continui a diminuire, che gli importi delle pensioni e dei salari si svalutino costantemente di fronte al crescente aumento delle spese e potrei continuare con innumerevoli altri indicatori negativi sugli effetti disastrosi lampanti del governo Meloni nella gestione economica e sociale del Paese.

All’interno delle testate della stampa straniera, la signora Meloni viene descritta (in modo del tutto esagerato e infondato) come una protagonista positiva e indiscutibile relativamente alla salvaguardia degli interessi del mondo occidentale (per essere più precisi della minoranza di milionari che ne determinano il destino), mentre la realtà appare ben diversa.

Ha dimostrato, senza vacillare una sola volta, la sua incrollabile volontà di mantenere l'Italia come paese completamente vassallo dei capricci americani, ha favorito attraverso spese crescenti e costanti in armamenti costosi (a scapito del benessere degli italiani e per rimanere opportunisticamente nell'orbita dell'UE) il proseguimento dei conflitti in Ucraina e in Palestina, i quali hanno provocato la morte di decine di migliaia di esseri umani.

E adesso si ostina a voler svolgere il ruolo di mediatrice europea per porre fine al conflitto in Ucraina, sotto mandato esclusivo o quasi degli americani di cui rimane una serva praticamente incondizionata.

Ma alla fine di chi stiamo parlando, quando si parla di questo personaggio?

Non ha nemmeno uno straccio di laurea universitaria, non ha mai veramente lavorato e ha una conoscenza alquanto approssimativa del funzionamento delle istituzioni repubblicane e dei contenuti della Costituzione.

Questo, pur evitando di entrare troppo nelle notevoli carenze che ha sia in Economia che nella cultura generale (alcuni anni fa, riuscì perfino ad affermare che l'Austria aveva uno sbocco sul mare).

La signora Meloni è una politica abile, su questo non c'è dubbio, ma rimane confinata al ricorso a comportamenti tipici di una campagna elettorale piuttosto che a quelli che dovrebbe tenere come Primo Ministro e che evidentemente non ha.

Risultato chiaro quanto indiscutibile: la signora Meloni è assolutamente incapace di essere ma anche di diventare una statista.

Non è un caso, infatti, che cerchi sempre di evitare ogni confronto con giornalisti e intellettuali (non fa quasi mai conferenze stampa!) di cui cerca costantemente di limitare le azioni (in particolare nei riguardi di coloro che si oppongono al suo governo).

In questo modo non fa che dimostrare il suo timore di rischiare di ritrovarsi di fronte a personalità ben più preparate e competenti di lei e che potrebbero quindi ridicolizzarla o comunque metterla in serio imbarazzo in pubblico.

Bisognerebbe notare che la signora Meloni è arrivata al potere innanzitutto grazie ad un aumento vertiginoso delle astensioni, di una netta flessione degli altri partiti che compongono la sua compagine governativa (la Lega a causa del gran numero di errori e uscite grossolane accumulati dal Sig. Salvini e da Forza Italia, il cui leader, Antonio Tajani, non si è mai dimostrato all'altezza del suo ruolo) e della mancanza di credibilità delle classi dirigenti dei partiti antagonisti (PD e M5S) che costituiscono l’attuale opposizione all’esecutivo in carica.

Infine, appare doveroso segnalare una recente decisione (per il momento ancora ufficiosa) dei fratelli Berlusconi riguardo alla direzione di Forza Italia, perché i figli maggiori di Silvio Berlusconi non hanno affatto l’intenzione di ridursi a semplici vassalli della signora Meloni e hanno espresso la volontà concreta di ricostruire una forza politica di Centro-Destra moderata autorevole maggioritaria nel Paese, opposta alle inefficienze e incapacità palesi di un'Estrema Destra, bloccata nei suoi tradizionali slogan autoritari e intolleranti.

Per fare questo, intendono ovviamente sbarazzarsi del sig. Tajani e di un gruppo dirigente rivelatisi finora disastrosi per Forza Italia e soprattutto per loro che attraverso Mediaset ne rimangono i principali finanziatori.

E quando raggiungeranno tale obiettivo, non è affatto escluso (anzi ritengo che possa essere estremamente probabile) che l’esperienza di governo della Signora Meloni possa giungere al termine.

Del resto, un Paese che vive una crescita stabilmente ancorata a zero da molti anni e un declino sociale ed economico incontestabile nei fatti, non può garantire all’attuale grande borghesia d'affari che decide fin dalla sua unità (pressoché in modo esclusivo con il Vaticano, la massoneria e la criminalità organizzata) le sorti dell'Italia o che per lo meno non ha di certo l’intenzione di rinunciarvi.


Yvan Rettore





sabato 20 dicembre 2025

IL "CASO SPAGNA": QUANDO LA POLITICA ESTERA VIENE USATA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA DA UN GOVERNO

Sono innumerevoli i casi in cui si spacciano determinati uomini di governo come esemplari nella gestione di un paese, guardando soltanto a come hanno gestito la politica estera, usata ad arte a livello mediatico per farne una propaganda personale e di parte anche se poi i risultati concreti sono ben lungi dall'essere realmente positivi (i casi di Sadat in Egitto o di Gorbaciov nella morente URSS sono stati esempi fra i più noti di questo modo di agire).

Poi, vai a vedere a livello interno e noti che i paesi che sono lodati a dismisura sul piano della politica estera hanno una situazione economica e sociale pietosa o comunque disastrosa.

Il caso dell'Italia è evidente, ma anche quello della Spagna non è da meno.

Avere poi un PIL più alto di altri non sta a significare che un paese stia veramente bene sul piano finanziario ed economico.

Infatti, le nazioni con i PIL più alti al mondo sono stati generalmente in via di sviluppo o comunque con grandissimi problemi sociali in cui soltanto una esigua minoranza gode davvero di un incremento effettivo di ricchezza sul piano finanziario ed economico.

In Italia, questo fenomeno è risaputo ormai da anni e la Spagna purtroppo non fa certo eccezione.


Yvan Rettore




venerdì 19 dicembre 2025

LE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE DOVREBBERO ACCOGLIERE SERENAMENTE LE CRITICHE


Criticare con tanto di argomentazioni valide l’operato di un’amministrazione comunale, regionale o nazionale è un diritto sacrosanto sancito dalla Costituzione e una delle basi fondamentali della vita democratica di una comunità.

Non riconoscerlo, impedirlo o limitarsi alla solita litania “vi lamentate sempre” sono elementi di contrasto che favoriscono il malgoverno, l’inefficienza, l’immobilismo e l’affermazione di persone incompetenti nei luoghi di responsabilità istituzionale.

Come si suol dire: “È accogliendo serenamente le critiche costruttive che si può migliorare e quindi crescere”.

Se poi le critiche che vengono pronunciate si rivelano sempre più spesso fondate quanto ricorrenti nei confronti di un’amministrazione pubblica, ciò sta a significare che questa non è in grado di assolvere ai propri compiti.

E quindi i sostenitori di una qualsiasi amministrazione pubblica, invece di limitarsi a scagliarsi contro coloro che criticano giustamente l’operato di quest’ultima, dovrebbero prenderne atto, con la consapevolezza che se i membri di tale struttura istituzionale intendono proseguire il loro mandato al termine del prossimo appuntamento elettorale dovrebbero cominciare ad ascoltare seriamente le istanze dei cittadini a loro avversi, anziché condannarle a priori o peggio ancora ignorarle del tutto.

Spesso ci si dimentica che la politica non è come militare da ultra di una squadra di calcio, ma adoperarsi per il bene della collettività e di tutti i suoi componenti e non di una parte esigua di essi.

È doveroso ricordare che per poter operare, i membri di una qualsiasi amministrazione pubblica vengono lautamente remunerati dalla collettività costituita non da sudditi passivi ma da cittadini e di conseguenza e a maggior ragione, gli amministratori pubblici a qualsiasi livello dovrebbero dimostrarlo nei fatti e non attraverso slogan sterili o proclami scarsi di contenuti che lasciano il tempo che trovano.

Yvan Rettore





martedì 16 dicembre 2025

ATTENTATO DI SYDNEY: QUELLA VERITA' CHE APPARE SCOMODA AGLI ISLAMOFOBI NOSTRANI E NON SOLO

Ahmed el Ahmed, fruttivendolo musulmano di 44 anni, fino a domenica scorsa era un perfetto sconosciuto.

Nel corso dell'attentato terrorista di due esponenti dell'ISIS è stato determinante nel fermare un'azione che avrebbe potuto essere ancora più tragica.

Per questo suo gesto di coraggio, Ahmed è rimasto ferito e un video rimarrà ad immortalarlo per sempre.

Non si può non ricordare, seppure in un contesto molto diverso, Lassana Bathily, che nel corso dell'irruzione di terroristi jihadisti nel supermercato kosher Hyper Cacher a Parigi nel gennaio 2015, riuscì a mettere in salvo diversi clienti ebrei nel magazzino frigorifero.

Bathily è poi stato onorato al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano.

Entrambi lavoratori, entrambi di origine straniera, ma soprattutto entrambi musulmani.

Se al posto di Ahmed fosse intervenuto un australiano bianco e cristiano, il mainstream islamofobo di mezzo mondo ne avrebbe parlato per giorni usandolo come cencio per cercare di dimostrare che l'Islam è comunque la religione del Male assoluto.

Ciò che da anni vediamo fare senza sosta da parte di diverse testate giornalistiche nostrane sia sulla stampa cartacea che nei logoranti talk show settimanali, in cui i musulmani vengono sempre dipinti come brutti e cattivi e che sono la principale minaccia alla nostra tanto osannata civiltà, se così si può ancora chiamare.

Invece, Ahmed domenica scorsa e ancor prima Bathily a Parigi, entrambi musulmani, hanno agito in nome della difesa della vita, di quell'umanità sempre più assente ai nostri lidi, dimostrando che un uomo può avere un cuore ed essere buono a prescindere dalle sue origini e dal suo credo religioso.

E lo hanno fatto d'istinto, senza pensarci due volte.

Detto questo, i conduttori ed editorialisti islamofobi dovrebbero cominciare a riflettere seriamente circa la diffusione di verità parziali e servizi ed articoli volutamente denigratori nei confronti della popolazione di credo musulmano, che nella stragrande maggioranza dei suoi componenti sono persone buone e prive di cattiveria.

Anzi.

Basta fare lo sforzo di conoscerli davvero!

Come ho fatto io da tempo.

Mentre invece ho dovuto subire cattiverie inaudite e bassezze di ogni genere da persone bianche, europee e cristiane come me.

Ma non per questo sono diventato europofobo!


Yvan Rettore






venerdì 12 dicembre 2025

LA LAUREA NON SERVE PER FAR POLITICA, MA...


E' vero che di suo la sola laurea non garantisce né onestà né capacità.
Vorrei però sottolineare che l'essere acculturati (non necessariamente laureati) è una delle condizioni primarie ed elementari per poter gestire la cosa pubblica.
Non per niente in passato c'erano le scuole di partito (specie nel PCI) che assicuravano il raggiungimento di tale obiettivo sia perché bisognava essere consapevoli di cosa significasse davvero l'ideologia base della propria formazione politica, sia perché era fondamentale conoscere bene come funzionava la cosa pubblica sia a livello nazionale che internazionale.
E il Paese non stava peggio di adesso.
Anzi.
Più povero forse, ma più dinamico e forte sicuramente sì.
Perfino durante gli anni di piombo!
Oggi, tutto questo non esiste più.
Si avvicendano al potere a vari livelli, gente priva di spessore. autentici opportunisti, individui per nulla acculturati e con conoscenze molto approssimative su ciò che devono trattare e non sto ad elencare qui tutte le dichiarazioni di vari esponenti politici che sono lì a dimostrarlo nonché i fatti da cui risulta ampiamente che il disastro italiano è anche in gran parte responsabilità di questi soggetti che costituiscono l'attuale classe dirigente.
E evitiamo il rimpallo sterile quanto ormai ridicolo Dx/Sx (tanto poi dietro le quinte si mettono sempre d'accordo per reciproci interessi che nulla hanno a che fare con quelli del Paese), prendiamo atto che non si può più andare avanti di questo passo e che dobbiamo andare oltre il voto (vera e propria delega in bianco) se vogliamo davvero vivere in un Paese migliore.

Yvan Rettore

UN PARLAMENTARE SU TRE NON E' LAUREATO




 

lunedì 8 dicembre 2025

VEGLIE 2025: L'OCCASIONE MANCATA DI FARE UN PRESEPE DAVVERO BELLO E NEL SEGNO DELLA TRADIZIONE

 Personalmente non mi piace affatto il Presepe che è stato allestito in piazza, a Veglie.

Rispetto comunque lo sforzo di quanto è stato fatto, anche perché e soprattutto in un periodo come quello natalizio non intendo affatto pronunciare cattiverie (che comunque non mi appartengono) che nulla hanno a che fare con la nascita di Gesù, portatore di Pace e Amore.
Ciò non toglie il fatto che quanto appare risulta davvero brutto e purtroppo non è una tendenza che si riscontra soltanto a Veglie.
Come se ci fosse una volontà crescente di smarcarsi dal significato stesso del Presepe che dovrebbe tradursi in una bellezza carica di spiritualità e di attesa della nascita di un uomo che riuscì a diffondere un messaggio universale di pace, fratellanza e Amore come pochi prima e dopo di lui.
Ridurre il Presepe ad un'opera da realizzare quasi "per forza", staccandosi dalla carica simbolica e dall'armonia che dovrebbe emanare non è soltanto contrario alla religione cattolica in quanto tale, ma soprattutto a quel messaggio di cui sopra.
Il risultato che si intravede è deprimente oltre che di una bruttezza acclarata, trasmette tristezza e malinconia, non certo la speranza e la gioia del creato che si esaltano appunto con la venuta al mondo di Gesù.
In conclusione, per realizzare qualcosa di veramente bello sarebbe bastato lasciar aprire il proprio cuore allo spirito affinché il proprio essere potesse riuscire a dialogare con la propria anima.
Nel Presepe allestito a Veglie non si vede né si prova purtroppo nulla di tutto questo ed è un vero peccato.
Buona Festa dell'Immacolata a tutti!

Prof. Yvan Rettore
Portavoce del Centro Culturale Carmelo Bene di Veglie




venerdì 5 dicembre 2025

PERCHE' SONO CONTRARIO A QUESTI EVENTI CHE LUCRANO SULL'ASSENZA (SEPPUR MOMENTANEA) DI UNO DEI SENSI PIU' BELLI DEL NOSTRO ESSERE!

 

Sono sempre stato contrario a questo genere di eventi e ora spiego perché.
Si sfrutta per scopi puramente commerciali l'assenza momentanea di un senso prezioso come la vista spacciandola per un momento goliardico, quando invece chi la subisce in modo permanente non la vive di certo in quel modo.
Rimane un'esperienza assestante di una serata e nulla più.
Nessuna crescita concreta, soltanto un momento di "divertimento" a pagamento e nulla più.
Come orientatore di percorsi sensoriali da oltre 30 anni, ho organizzato (l'ultima volta una cena sensoriale c/o il Centro Culturale Carmelo Bene di Veglie) dei pasti sensoriali GRATUITI in cui i partecipanti hanno vissuto una crescita sostanziale in quanto si andava a scoprire elementi sconosciuti del nostro essere attraverso l'isolamento progressivo di alcuni sensi (vista, olfatto e udito) in un'esperienza culinaria che non intendeva quindi affatto ridursi ad un momento goliardico.
Ritengo che fare questo genere di esperienze per cercare di immedesimarsi nella vita dei ciechi e ipovedenti e per giunta a pagamento, sia una profonda mancanza di rispetto nei confronti di questi ultimi, perché o la cosa si inquadra in un percorso di crescita complessiva oppure rimane un'esperienza effimera e poco altro.
E poi se proprio ci sono persone che vogliono comunque viverla, non c'è affatto bisogno di andare in un locale che la sfrutta unicamente per lucrarci sopra.
Basta organizzarsi in casa propria con alcuni amici.
O no?!

Yvan Rettore



domenica 16 novembre 2025

IL "BALLETTO" DI GIORGIA MELONI

A Napoli, in chiusura del comizio elettorale per le prossime Regionali, la Signora Giorgia Meloni è riuscita per l'ennesima volta a sorprenderci.

Ovviamente, in negativo.

Invitare le personalità presenti sul palco e il pubblico a cantare "Chi non salta, comunista è" e quindi a saltellare rappresenta una caduta di stile che dimostra a che punto di degrado è giunta la classe dirigente di questo Paese.

Innanzitutto, perché in una democrazia e in un Paese autenticamente civile, l'avversario politico va sempre rispettato e mai deriso.

Fare politica non è tifare per una squadra di calcio, ma difendere e argomentare le proprie posizioni in un confronto costruttivo con chi non la pensa come te.

Questa si chiama democrazia.

Ma viste le origini e convinzioni politiche della Premier, non ci si poteva di certo aspettare che agisse diversamente.

D'altro canto ci sono alcuni aspetti fondamentali che denotano la superficialità estrema della Signora Meloni per quanto riguarda i "comunisti", che ovviamente lei non può non considerare come il "male" assoluto.

Innanzitutto, sarebbe doveroso ricordarle che al contrario di quanto avvenuto nei paesi dell'Est, il PCI è stato fra i garanti principali e fondamentali della democrazia in Italia e che al di fuori del tentativo grossolano di Pajetta, non hanno mai minimamente tentato di operare un colpo di Stato con lo scopo di imporre un regime analogo a quelli presenti nel Patto di Varsavia.

L'unico regime totalitario che ha conosciuto il nostro Paese è stato quello del Ventennio fascista, diretto da quel Benito Mussolini, che la Signora Meloni anni fa non esitò a definire nel corso di un'intervista come il più grande statista italiano.

In secondo luogo, i comunisti hanno sempre rappresentato soltanto una delle varie espressioni di quello che si può definire con la denominazione di "popolo di Sinistra" costituito anche da socialisti (nati ben prima dei comunisti), anarchici, ambientalisti, pacifisti, femministi, altermondialisti, ecc...

Oggi, di fatto i comunisti (al di fuori forse di alcuni elementi isolati di Sinistra Italiana) non sono praticamente più rappresentati in Parlamento.

Il PD è ormai un partito di Centrodestra (o al massimo di Centro) che non ha proprio nulla a che vedere con quello che fu il PCI mentre ciò che rimane del M5S si riduce ad una compagine dominata da posizioni populiste confuse che solo a tratti si possono definire di Sinistra.

La fortuna della Signora Meloni è che oggi la Sinistra non è più rappresentata a livello istituzionale (salvo in alcune liste civiche locali) e che il grosso dell'astensionismo odierno è formato proprio da cittadini che non hanno più un vero e proprio referente politico capace e (soprattutto) intenzionato ad impegnarsi nel rivendicare e difendere i capisaldi ideologici e programmatici di quello schieramento.

Detto questo, la performance della Signora Meloni oltre che dimostrare per l'ennesima volta che è più portata nel fare campagna elettorale che nel governare in modo costruttivo ed efficiente il Paese, ha evidenziato le notevoli lacune che la contraddistinguono nella conoscenza effettiva di quella Sinistra che di fatto sta ormai fuori dal Parlamento e che si ritrova ormai soltanto in iniziative e azioni di lotta condotte da sindacati di base, comitati di cittadini e associazioni impegnate nel sociale e nel volontariato.


Yvan Rettore






lunedì 10 novembre 2025

NON TUTTI POSSONO DIVENTARE TEX WILLER!

 In questo periodo uno dei grandi dibattiti è quello relativo al ricorso alla legittima difesa. Certo, i fatti di cronaca a riguardo sono piuttosto significativi e deprecabili per la violenza con cui sono avvenuti diversi furti (o tentativi di furto) nelle case di cittadini spesso inermi e indifesi.

Ma il ricorso alla legittima difesa è sempre consigliabile?! Al di là del fatto che dovrebbe sempre essere proporzionata alla minaccia (cosa difficilissima da stabilire in archi di tempo brevissimi), è davvero così sicuro che possa effettivamente bastare per scongiurarla e che non potrebbe in caso di fallimento perfino peggiorare radicalmente la situazione in cui ci si trova?

Ciò che quasi sempre dimenticano i fautori del ricorso senza limiti alla legittima difesa è che i delinquenti che compiono simili malefatte sono spesso abituati a sguazzare quotidianamente nella violenza e che non hanno quindi molti scrupoli a reagire con azioni che possono in diversi casi provocare anche la morte delle vittime, talvolta anche dopo sevizie e torture indicibili. Per essere “Tex Willer”, bisogna essere allenati all’uso delle armi ma anche a reggere la pressione di simili situazioni e queste caratteristiche non sono proprie della gente comune, ma di persone esperte e formate che operano nelle forze dell’ordine.

La questione da porsi è semmai un’altra e non risiede di certo nel definire come dovrebbe esprimersi la legittima difesa, ma piuttosto nell’investire su un elemento che in Italia la classe dirigente è abituata ad ignorare ad oltranza, ovvero la prevenzione. Questa dovrebbe tradursi da una parte con un aumento e una suddivisione migliore delle forze dell’ordine sul territorio e dall’altra con la fornitura di equipaggiamenti e mezzi che possano essere effettivamente idonei nel combattere queste forme di criminalità. Ad esempio, non si può permettere che una volante della polizia sia un’utilitaria di cilindrata e potenza modesta rispetto ai bolidi che spesso usano i delinquenti. Operare inseguimenti con una tale sproporzione di mezzi è davvero grottesco.

D’altra parte, a fronte di forze dell’ordine che rimangono spesso encomiabili per il lavoro svolto, la magistratura vuoi per mancanza di formazione adeguata, vuoi per varie possibilità interpretative delle normative in vigore, spesso non punisce in modo adeguato questi criminali, i quali a volte dopo pochi mesi dal misfatto riescono perfino ad uscire tranquilli dalle nostre patrie galere.

La responsabilità tuttavia è soprattutto politica in quanto oltre a non investire in modo adeguato sulle forze dell’ordine le autorità formalmente competenti (governo e parlamento in primis) rimangono timide nei confronti di magistrati non all’altezza della loro professione e ultima cosa, ma non di minore gravità, emanano normative confuse o evitano di legiferare su argomenti importanti, favorendo così la diffusione concreta fra la popolazione di un’incertezza della pena che va a scapito di tutti coloro che fanno ancora affidamento sulle istituzioni di questo paese.

Yvan Rettore

domenica 9 novembre 2025

UNA CLASSE POLITICA CHE VIVE SOLTANTO DI AUTOREFERENZIALITA'

Oggi la classe politica vive soltanto di autoreferenzialità, la corsa alla poltrona è dominante rispetto a qualsiasi altra considerazione e tutto fa brodo pur di arrivarci.

Personaggi senza scrupoli, troppo spesso incompetenti ed insensibili nei confronti di coloro che dovrebbero rappresentare e che sono attenti soltanto ai bisogni dei membri di quella greppia che si sono costruiti negli anni pur di arrivare dove sono.

Oggi purtroppo c'è una vera rottura tra la classe dirigente e le istituzioni che occupa e la gente comune che deve subire ogni tipo di angherie e rimanere confinata nella loro indifferenza che viene momentaneamente accantonata soltanto in periodo elettorale per sporchi opportunismi di convenienza personale.

Continuo sempre a recarmi alle urne, perché troppi italiani si sono sacrificati in passato per poterci garantire il diritto di voto e quindi ritengo che meritino comunque questo rispetto che dovrebbe essere sempre loro dovuto.

Ma da anni ormai voto scheda nulla, perché ormai mi rendo conto che ci siamo noi cittadini da una parte e questi arrivisti che occupano saldamente ed impropriamente le istituzioni dall'altra.

Ragion per cui l'unico modo per uscirne è di cominciare a pensare di creare delle istituzioni autogestite al di fuori da quelle dello Stato che oggi non ci rappresentano più e che sono perfino nocive per la collettività vista l'assenza di riguardo e di competenze che hanno nei nostri confronti e che ingiustamente ci troviamo a dover ancora mantenere con le nostre tasse.

Yvan Rettore





FONDI PER L'ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE: COME STANNO VERAMENTE LE COSE A VEGLIE




Chiarimento sulla situazione delle barriere architettoniche a Veglie.

Come stanno veramente le cose?
 

Yvan Rettore

PAROLE, PAROLE



Sono passati quasi 16 anni, sembrava ieri, era in inverno, il nostro primo inverno insieme e tante parole furono pronunciate tra noi…"Parole, parole"....tra Yvan e Anna!

Yvan Rettore

DUE PAROLE SULL'INTERVENTO DELLA SINDACA DI VEGLIE ESPRESSO SULLA SUA PAGINA FACEBOOK IN OCCASIONE DELLA GIORNATA ODIERNA IN COMMEMORAZIONE DELLA FINE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

Oggi, 4 novembre 2025, la sindaca di Veglie ha espresso sulla sua pagina Facebook quanto segue: "Il 4 novembre ci ricorda la fine di una guerra terribile e il sacrificio di milioni di donne e uomini che hanno creduto in un’idea di Paese libero, unito e in pace.

Ma ci ricorda anche che la pace non è mai un punto d’arrivo definitivo: è una responsabilità quotidiana.


Oggi non celebriamo la guerra. Celebriamo la pace costruita sulla memoria e il valore di chi ha servito e serve lo Stato con dedizione e coraggio — nelle Forze Armate, nelle forze dell’ordine, nella protezione civile, in ogni gesto di servizio alla collettività."

Detto questo, da cittadino ma soprattutto da Veneto e da nipote di un soldato del '98 che fece la Prima Guerra Mondiale in giovanissima età, mi sento di fare alcune precisazioni alla Prima cittadina.

Yvan Rettore




LA VITA A MODO MIO

 La vita cronometrata in ogni momento, scandita dall'oppressione del tempo che scorre veloce...Che tristezza!

A che punto siamo arrivati in questa società in cui tutti corrono, tutto corre e non si sa apprezzare più niente degli attimi stupendi che può offrire l'esistenza ogni giorno!

Ben vengano i bar di paese, quelli di una volta, in cui ti sedevi e nessuno ti assillava se ci restavi più di un'ora a sorseggiare un caffè e leggevi perfino un libro o ti mettevi a conversare col tuo vicino di tavolo, ci facevi conoscenza e se era una donna finiva col diventare poi addirittura tua moglie.

Io, la vita la voglio vivere a modo mio e non come intendono impormela gli altri.

E voglio camminare, fermarmi, assaporare ogni istante di questa esistenza, senza dover correre per arrivare dove, poi?


Yvan Rettore




giovedì 23 ottobre 2025

REGIONALI: E' COMINCIATA LA CORSA ALLA POLTRONA E ALLO STIPENDIO!


 E' iniziata la corsa alle Regionali per diversi politici eletti in altre funzioni istituzionali.

A prescindere dal fatto che in questo modo disattendono del tutto la fiducia riposta in loro dagli elettori per la copertura di altri incarichi assunti in precedenza, è interessante vedere anche quanto guadagnerebbero se entrassero trionfanti nel Consiglio, in questo caso della Regione Puglia (ma la cosa si può replicare in qualsiasi altra Regione).
Sì, perché è troppo facile per questi signori sbandierare in campagna elettorale che la loro intenzione di presentarsi a queste elezioni risiede unicamente nel volersi impegnare per migliorare la vita di noi cittadini.
A fronte di incrementi di stipendio non di poco conto, permettetemi di essere un po' scettico.
Un motivo in più quindi per riflettere seriamente se veramente vale la pena eleggere questi individui.
E senza limitarsi ad ascoltare i loro spot nei quali ci promettono come al solito di tutto e di più!

Yvan Rettore

SI DICE "SUDTIROLO" E NON "ALTO ADIGE"

 Anni fa, quando ancora frequentavo assiduamente il Cadore (una delle mie terre d'origine), mi capitava spesso di recarmi in Val Pusteria, Val Badia e Val di Fassa.

Un giorno mi fermai a pranzare con la mia compagna di allora in un ristorante situato in una piccola località della Val Pusteria.
Avendo involontariamente origliato che avevano un po' di difficoltà a comunicare in Italiano con altri clienti, decisi di interagire con loro direttamente in Tedesco.
Inutile dire che furono felici di questa mia scelta e anche di sapere che ero svizzero.
Ma la cosa che li rallegrò di più è che nel corso della conversazione non usai mai il termine "Alto Adige" per descrivere le bellezze della loro terra, ricorrendo invece esclusivamente al termine "Sudtirolo".
Mi spiegarono che storicamente e culturalmente si sentivano comunque "tirolesi" e che essere indicati come "altoatesini" era una specie di insulto alla loro identità in quanto rientrava in un'attitudine che faceva rivivere un sentimento di occupazione che specie durante il fascismo si era fatta particolarmente intollerante e sprezzante nei loro confronti.
Essendo il sottoscritto pure di cultura ladina, capivo perfettamente questo loro disagio e forse fu anche per quella ragione che decisi di rivolgermi a loro evitando di usare un termine, "Alto Adige", che non ha alcun valenza né storica, né culturale e che risulta essere soltanto una pura invenzione lessicale italiana.
Quindi anche quando mi capita di parlare di Yannik Sinner, non lo indico mai come "altoatesino", ma come "sudtirolese" perché ritengo che sia sempre giusto usare i termini corretti nei confronti di cose e persone e ancor di più in quest'ultimo caso perché l'identità ha un valore e dev'essere comunque sempre rispettata.
E mi sono sempre comportato allo stesso modo anche con altri grandi personaggi noti di quella terra: dal mitico Gustavo Thoeni a Reinhold Messner, dal compianto Alex Langer a Alex Schwazer e tanti altri che hanno reso grande il nostro Paese attraverso le loro imprese.
Yvan Rettore



sabato 18 ottobre 2025

DECALOGO DEL CANDIDATO IDEALE

1. Ascoltare tutti i cittadini ed evitare quindi i monologhi stancanti tipici di un comizio. 

2. Dire veramente ciò che si pensa evitando di parlare inutilmente e lungamente soltanto per riempire il tempo a disposizione.

3. Le polemiche Dx-Sx non interessano più l'elettorato e servono soltanto a sviare l'attenzione degli elettori dai contenuti concreti di una campagna elettorale.

4. Non pronunciare promesse a vanvera ma focalizzarsi unicamente su ciò che è davvero possibile realizzare, dimostrandolo attraverso dati e studi seri quanto oggettivi.

5. Evitare di ricorrere di continuo all'uso di slogan altisonanti ma vuoti di contenuti.

6. Rendersi sempre disponibile a confrontarsi con tutti gli elettori e non soltanto con quelli del proprio credo politico. 

7. Non peccare mai di autoreferenzialità. Ciò che si è fatto o non fatto nella propria carriera politico può essere giudicato e valutato esclusivamente dagli elettori non dai candidati.

8. Mai denigrare gli avversari ma rispettare sempre pienamente e civilmente le loro posizioni.

9. Evitare di strumentalizzare eventi o persone con l'intento di creare un movimento di simpatia artificiale ma non reale nei propri confronti.

10. Se eletti, rispondere del proprio operato e delle proprie azioni in primis nei confronti di tutti i cittadini e soltanto in un secondo momento nei riguardi della propria corrente politica di appartenenza.


Yvan Rettore







giovedì 11 settembre 2025

PRIMA, SECONDA E TERZA GUERRA MONDIALE

La Prima Guerra Mondiale non ebbe nulla di eroico, fu soltanto una terribile carneficina che sacrificò la vita di milioni di giovani, anzi giovanissimi, del tutto ignari delle logiche espansioniste perverse dei governi di allora.

Per non parlare dei milioni di mutilati che tornarono dal fronte e di paesi interi, specie nel mio Veneto, che rimasero privi di uomini giovani e in grado di lavorare per anni.

La Seconda Guerra Mondiale fece di peggio e fu un orrore senza fine intriso di massacri di massa di gente inerme sacrificata anche qui da logiche afferenti a nazionalismi deliranti e a mire espansioniste assurde fondate sull'esclusione e la distruzione sistematica di coloro che non la pensavano come le dittature che le generarono.
La Terza Guerra Mondiale esiste dal 1945 e ha già fatto nel mondo più morti dei due primi conflitti mondiali con orrori anche peggiori e mai visti prima.

La differenza rispetto al passato è forse data dal fatto che fino ad oggi qui in Occidente, siamo sempre stati abituati a guardarla soltanto in televisione o in rete comodamente seduti nei salotti di casa nostra.

Yvan Rettore



lunedì 8 settembre 2025

RISPOSTA A CHI ACCUSA IL CENTRO CULTURALE CARMELO BENE DI DIFFONDERE CATTIVERIA E/O DI CRITICARE E PUNTARE SEMPRE IL DITO SULLE COSE CHE NON VANNO A VEGLIE

 


La nostra non è mai cattiveria, ma semplice constatazione basata sui fatti e non sulle fantasie!
La cattiveria semmai è da ben altra parte e noi del Centro Culturale Carmelo Bene lo sappiamo fin troppo bene, perché a Veglie purtroppo ci sono veri e propri specialisti nel praticarla.
Per quanto riguarda la nostra realtà, inviterei i nostri coraggiosi accusatori ad informarsi meglio perché noi non abbiamo mai chiuso la porta a nessuno e i fatti parlano da soli a riguardo (tanto è vero che fra i premiati di questa e della passata edizione della Settimana dello Sport (che si svolge ogni anno a Veglie), figurano entità a cui abbiamo conferito il riconoscimento "Impegno d'oro"! (teso a premiare l'impegno e non il risultato di personaggi ed entità che hanno contribuito a dare un valore aggiunto a Veglie attraverso le loro attività in diversi settori).
Se poi in questo Paese, dà fastidio ad alcuni che si dicano certe verità scomode, pazienza.
Non ce ne facciamo di certo un problema.
Noi comunque continueremo a farlo, perché non a caso abbiamo deciso di intitolare il nostro Centro Culturale a Carmelo Bene, perché appunto quell'uomo dal genio ribelle, quando aveva qualcosa da dire, lo diceva sempre e comunque e non faceva mai il finto tonto che si conforma a qualsiasi cosa gli venga propinata. D'altro canto, inviterei questi prodi accusatori ad evitare di usare il termine "sempre" nei nostri confronti perché non è affatto vero che siamo sempre lì pronti a criticare (diritto sancito comunque dall'art. 21 della Costituzione), né puntiamo mai il dito contro chicchessia, perché non spetta a noi giudicare, ma sono i fatti che ci limitiamo a constatare che determinano le responsabilità di chi commette azioni che non sono legittime e/o che vanno a danno della collettività.
Quindi se c'è da esporli pubblicamente, noi riteniamo che sia nostro dovere farlo e se a tali accusatori e ad altri non va bene, è una loro libera scelta che merita rispetto, ma che non trova di certo la nostra approvazione.
E' la differenza che c'è tra "cittadini attivi" e "sudditi".
Tutto qui.

Prof. Yvan Rettore
Portavoce del Centro Culturale Carmelo Bene di Veglie



martedì 2 settembre 2025

LA DEFINIZIONE DEL TERMINE "CULTURA" DA PARTE DELL'ATTUALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI VEGLIE

 

L'amministrazione comunale attuale di Veglie ha una visione del tutto fuorviante del termine "cultura".
"Cultura" significa dare voce e spazio anche ad esponenti culturali che non sono per forza sempre allineati sulle sue scelte e posizioni politiche.
I fatti sono lì a testimoniare che questa capacità di inclusione non esiste nell'attuale amministrazione e quindi le belle parole che vengono troppo spesso (in modo del tutto inopportuno) profuse dai suoi esponenti riguardo al fatto che quella di cui fanno parte attua eventi culturali e con partecipazione della cittadinanza fanno a pugni con la realtà.
Quest'ultima infatti dimostra non soltanto che non vengono mai invitati né considerati alle loro iniziative esponenti autorevoli della cultura presenti a Veglie ma che addirittura a tali eventi presenziano quasi esclusivamente persone che figurano fra i loro sostenitori, quindi una ridottissima parte dei cittadini vegliesi.
La gentilezza che affermano caratterizzare i loro comportamenti appare in questi casi (e non solo) del tutto assente perché non si ritrova affatto nell'indifferenza che esprimono nei confronti dell'operato e del prestigio che hanno diversi cittadini vegliesi in ambito culturale, e non solo!
A questo punto, non essere incluso nelle loro iniziative "culturali" diventa un punto d'orgoglio per questi ultimi.

Prof. Yvan Rettore