giovedì 12 ottobre 2023

GLI STATI UNITI SONO LA MAGGIORE MINACCIA ALLA PACE NEL MONDO


Gli Stati Uniti sono nati e si sono sviluppati sul genocidio dei Nativi prima e sulla schiavitù delle popolazioni nere dall’Africa poi.

Fin dall’inizio della loro Storia hanno considerato l’America Latina come il loro “cortile di casa”, sfruttandola a man bassa e saccheggiandola di continuo di ogni bene e risorsa.

La logica del Far West e della competizione ad oltranza pur di poter emergere senza scrupoli nei confronti di qualsiasi avversario o ostacolo che si possa presentare sul proprio camino esistenziale, sono tuttora caratteristiche endemiche della società statunitense.

Questi aspetti sono fortemente radicati nella cultura americana al punto da ritenersi come l’unica nazione guida dei destini dell’umanità e per poter rivendicare ed imporre questa loro strenua convinzione, l’establishment statunitense non ha mai esitato ad usare la forza in qualsiasi situazione e contro qualsiasi paese che potesse contrastare le loro mire espansionistiche.

Non soltanto gli Stati Uniti risultano essere un paese che in due secoli di Storia ha quasi sempre vissuto uno stato perenne di guerra ma sono anche l’unica nazione ad avere impiegato le armi nucleari per massacrare decine di migliaia di esseri umani.

Praticamente non esiste quasi nessun angolo del mondo in cui gli americani non abbiano causato morti, violenze e immani distruzioni.

E quando non lo hanno fatto direttamente sono ricorsi a paesi alleati come la Francia o il Regno Unito o ad organizzazioni terroristiche e gruppi armati inventati di sana pianta per fare i cosiddetti “lavori sporchi” destinati ad alimentare conflitti e tensioni dovunque ci fossero interessi statunitensi da difendere.

In questo contesto appare ovvio che l’industria delle armi americana non è soltanto il settore di gran lunga più importante ed economicamente strategico degli Stati Uniti, ma anche dell’insieme del mondo occidentale.

E’ un settore capillare per la ricerca tecnologica e per tutto il comparto manifatturiero di punta e quindi la generazione di conflitti è una base fondamentale del sistema capitalista attuale.

A dire il vero, e soprattutto nel caso degli Stati Uniti, lo è probabilmente sempre stato in quanto suffragato fin dall’inizio da una cultura fondata prevalentemente sulla violenza e sulla sopraffazione nei confronti dei più deboli e nell’affermazione di una società improntata su un individualismo esasperante che è l’antitesi di una società solidale la quale è l’unica che può davvero garantire una politica di pace e di autentica emancipazione sociale e umana dei propri membri.

Oggi, più che mai, la crisi irreversibile del sistema neoliberista (che sta comportando un prossimo tracollo dello stesso) necessita di tentativi sempre più grandi e frequenti di creazione e/o fomentazione di conflitti che possano dare fiato e mantenere un’economia (quella americana ma anche quella dell’intero occidente) ormai asfittica e incapace di uscire da una crisi in cui si sta avvitando ogni giorno di più ed in modo drammatico quanto disastroso per decine di milioni di persone.

Fino a quando potrà durare ed espandersi questa politica guerrafondaia è difficile da dire, ma sembra che si stiano per consolidare quattro certezze:

  •          il consenso diffuso allo strapotere americano sul mondo è ormai un lontano ricordo e sta lasciando spazio ad un odio viscerale sempre più marcato di gran parte dei paesi nei confronti degli Stati Uniti
  •       si sta assistendo alla formazione di un sistema di alleanze di paesi alternativo all’Occidente a trazione americana, il quale appare ormai nettamente minoritario sul piano demografico a livello planetario e a breve rischierà di esserlo anche a livello anche economico e militare
  •        sia il dollaro statunitense che l’Euro sono sempre più minacciati come monete di riferimento nel commercio internazionale di beni e servizi e questo andamento comporterà un inevitabile indebolimento delle nazioni a cui fanno riferimento
  •       l’impoverimento, la precarietà e le incertezze crescenti nel mondo occidentale costituiscono una polveriera sociale dagli esiti del tutto imprevedibili in grado di generare momenti di forte instabilità e scenari di violenza ingestibili da parte dei poteri politici attualmente insediati, i quali appaiono fin d’ora in gran parte delegittimati da organi istituzionali di natura sempre più oligarchica in quanto in gran parte svuotati di quelle garanzie sancite nelle costituzioni democratiche che distinguevano l’Occidente dai totalitarismi una volta imperanti nel resto del mondo.

Conclusione: una pace diffusa in tutto il mondo potrà essere raggiunta soltanto con il superamento degli Stati Uniti come superpotenza planetaria e di un Occidente che non può più pretendere di ergersi come un punto di riferimento credibile ed autorevole sia sul piano democratico che di un sistema sociale ed economico davvero sostenibile sul piano umano e ambientale.

 

Yvan Rettore






domenica 1 ottobre 2023

VEGLIE, UN PAESE PRIVO DI REGOLE

 

Permangono nella località parcheggi selvaggi, assenza di controlli costanti, sanzioni e di multe da parte delle forze dell'ordine, marciapiedi inservibili e le immancabili strade a forma di groviera.

Piste ciclabili? Inesistenti su tutto il territorio comunale.

Dossi: due, di cui uno smantellato sui lati!

Sta diventando una consuetudine per alcuni membri dell'attuale amministrazione di usare i vigili urbani come scorta e taxi per scorrazzare per il paese nello svolgimento dei loro compiti istituzionali.

Sabato 9 settembre e sabato 23 settembre 2023, tra le 11'30 e le 12'30, si è visto infatti un assessore comunale girare per Veglie ricorrendo a tale modalità, non prevista e quindi non ammessa dalla Legge 65 del 1986.

Venerdì 29 settembre 2023, viene registrata un'assenza completa dei membri della Giunta Comunale presso la sede del Municipio tra le ore 11'00 e mezzogiorno.

Nello stesso giorno e stesso intervallo orario, viene registrata l'assenza e irreperibilità della Preside del plesso scolastico locale.

Erano tutti ammalati o si tratta di una consuetudine?

Durata dell'ultima assemblea comunale: poco più di 8 minuti (forse si tratta di un primato nazionale).

Attitudine prevalente fra i gestori di esercizi locali: se non sei d'accordo con loro, ti tengono il broncio in modo permanente perché la diversità di punti di vista non è ammessa.

Evidentemente non è ancora giunta (o non è stata capita) a Veglie la famosa regola che il "cliente ha sempre ragione" e che se lo tratti male non solo non verrà più da te, ma ti sputtanerà ad un punto tale che di clienti ne perderai almeno 10 volte tanto.

Per ora è tutto dalla situazione di caos, degrado e logiche da far west ormai permanenti in questo comune.

Ovviamente, non mancano coloro che continuano a credere alla favola che "va tutto bene"!

Yvan Rettore

domenica 24 settembre 2023

STORIA E CULTURA NON SONO ELEMENTI GRANITICI DEL NOSTRO MONDO


Sia la Storia che la Cultura che ne è parte integrante, non sono elementi granitici fissati nel tempo una volta per tutte perché la Storia viene scritta da eventi in costante attuazione e la Cultura si nutre di confronti, condivisione e integrazione nei rapporti con coloro che ne hanno una diversa.
Se ciò non avviene si impongono l'involuzione e il conseguente decadimento di una civiltà.
La civiltà romana riuscì ad evolvere tantissimo proprio grazie all'integrazione delle tante culture diverse presenti nel territorio dell'impero.
Quella veneziana raggiunse il massimo del suo splendore integrando elementi culturali dei Balcani e del mondo orientale, tanto è vero che ciò si ritrova ancora oggi nell'architettura dei palazzi veneziani, nei cognomi di gente veneta e in certi modi di dire dialettali.
E quella francese si è arricchita tantissimo attraverso il mondo africano ma anche italiano, spagnolo, polacco e russo.
Quindi sono l'incontro e l'integrazione di tante culture diverse tra loro che consentono l'evoluzione e l'apertura mentale di una comunità che in tal modo può essere poi in grado di scrivere pagine memorabili di Storia in luogo e posto di tragici eventi legati alle solite guerre, contrapposizioni e violenze di ogni genere che oppongono da sempre e comunque da troppo tempo gli esseri umani. Non sarebbe ora di voltare pagina?
Yvan Rettore

TUTTO E' RELATIVO, NULLA E' DEFINITIVO

L'esistenza di ogni individuo si inserisce in un contesto perpetuamente in movimento, in cui tutto è relativo quanto effimero. 

Non c'è niente di definitivo, né di definito, perché tutto cambia e quello che poteva quindi essere vero e valido ieri, non potrà più esserlo domani. 

L'essere umano, nella sua dimensione ridotta quanto limitata, ha bisogno di punti fermi, di elementi di riferimento stabili e di appoggiarsi su delle certezze, perché durante tutto il suo passaggio terreno ha tendenza a rifiutare la miseria della sua condizione, che appare futile, effimera e provvisoria. 

Pochi sono coloro che acquisiscono la consapevolezza di tale evidenza e ancora meno coloro che si dichiarano capaci di accettarla serenamente. 

Ecco perché la maggior parte degli esseri umani rifugge dal pensare con la propria testa, preferendo adeguarsi ad una situazione artefatta in cui rimangono schiavi e incatenati a logiche attraverso le quali si illudono di poter nascondere l'inevitabile. 

Pensare dovrebbe essere quindi il primo passo non soltanto per diventare autenticamente liberi, ma soprattutto per essere uomini e donne e non attori passivi di un passaggio terreno il cui percorso rimane definito da altri e che non ha nulla a che fare con la vita in quanto tale. 

E a questo punto nemmeno con la morte.


Yvan Rettore

giovedì 21 settembre 2023

PERCHE' NON PARTECIPERO' ALLA MANIFESTAZIONE IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE "LA VIA MAESTRA" PREVISTA IL 7 OTTOBRE PROSSIMO A ROMA


Non parteciperò per una semplice questione di coerenza.
Infatti, da quale pulpito hanno ancora il coraggio di parlare di Costituzione entità sindacali che hanno fatto poco o nulla contro il degrado del lavoro, della sanità, dell'istruzione e della previdenza pubbliche e dello Stato sociale in quest'ultimo trentennio?
Da quale pulpito hanno ancora il coraggio di parlare entità e organizzazioni che dicono di battersi per l'ambiente salvo poi essere sorde, cieche e mute di fronte alla devastazione del verde pubblico in varie zone del Paese?
Da quale pulpito hanno ancora il coraggio di parlare entità e organizzazioni che hanno reagito a correnti alternate nei confronti delle guerre che hanno dissanguato il pianeta in questi anni, dimostrandosi pronte a muoversi soltanto quando sono legittimate dallo zio Sam?
Da quale pulpito hanno ancora il coraggio di parlare di Costituzione entità sindacali, associazioni e personaggi che hanno avallato integralmente le misure anticovid del governo Draghi e sostenuto apertamente l'ex ministro Speranza, lasciando sul lastrico milioni di lavoratori e legittimando il degrado della salute di tanti altri senza che le istituzioni fossero chiamate a risponderne?
Come potrei affiancarmi a gente come Maurizio Landini e Don Ciotti insieme a tanti altri personaggi noti (Travagli, Ferilli, Finardi, Lerner...) che hanno sottoscritto nel 2021 un manifesto pubblico di espresso sostegno alle misure discutibili quanto inefficaci dell'ex Ministro Speranza?
I promotori e partecipanti di tale mobilitazione vogliono davvero parlare e agire in difesa della Costituzione?
Bene, allora lo facciano con coloro che si sono sempre impegnati a difenderla con le unghie e con i denti e non con personaggi o entità che non hanno dimostrato tale coerenza!
E lo facciano partendo dalla gente comune, specie quella che vive nel silenzio e nell'indifferenza e che viene ignorata da partiti, sindacati, istituzioni e media!
Lo facciano partendo da quelle persone a cui nessuno dà voce e da quelle che si sacrificano ogni giorno per dargliela.
E facciano finalmente deserto di coloro che invece agiscono soltanto per puro opportunismo e interessi di bottega e che non possono ormai più dare un contributo concreto e credibile per una difesa della Costituzione che non sia soltanto a parole, ma che si possa concretizzare autenticamente nella vita quotidiana di ogni singolo cittadino!
Se avranno il coraggio di operare davvero tale svolta, allora io non parteciperò soltanto ad une delle loro manifestazioni ma a tutte quelle che verranno anche in seguito.

Yvan Rettore



mercoledì 20 settembre 2023

ITALIA, POTENZA CULTURALE? UNA VOLTA, SICURAMENTE NON PIU' OGGI!

 

E pensare che negli anni '70 in Italia nacquero una fucina di movimenti di Sinistra che fornirono una straordinaria evoluzione culturale e sociale, caso unico nel panorama europeo.
Fu in quel periodo che sorsero gli "Indiani metropolitani", il "Movimento del '77", i centri sociali di "Autonomia Operaria", esperienze di stampa autogestita e le prime radio libere e tanta, tanta creatività sul piano artistico con un livello intellettuale mai più raggiunto da allora.
Quella frenesia "rivoluzionaria" preoccupò talmente i poteri forti dell'epoca da correre ai ripari, prima dissacrando tali movimenti per poi distruggere progressivamente tutta l'evoluzione culturale e sociale di cui si erano resi protagonisti, giungendo ad impoverire l'istruzione pubblica e a limitare fortemente qualsiasi iniziativa culturale controcorrente fino ad inebetire la popolazione italiana rendendola in gran parte analfabeta funzionale.
La situazione attuale dimostra che ci sono ampiamente riusciti, visto che gli italiani non reagiscono quasi più di fronte ai soprusi e alle ingiustizie (e se accade, si tratta di una minoranza trascurabile), che i sindacati (salvo qualche entità di base) non fanno più paura a nessuno e che di intellettuali veri e propri non se ne vedono praticamente più.
Oggi, la maggior parte di questo popolo dal passato glorioso, può essere "comprato" tranquillamente con "l'ubriacatura programmata" delle partite di calcio onnipresenti in tutti i mezzi di comunicazione, attraverso l'uso costante di uno smartphone che consente di stare perennemente connessi ai social e di dimenticare momentaneamente la realtà delle cose sostituendola con una virtuale e artefatta in cui tutto è permesso e non vi sono più valori né rispetto verso il prossimo e infine mediante l'ascolto di talk show e reality privi di qualsiasi spessore e/o contenuto.
Non si legge più o al massimo ci si ferma ai titoli perché capire i contenuti di un testo è ormai una cosa riservata ai pochi superstiti di questa "macelleria sociale e culturale".
Ecco perché ormai l'ignoranza domina la vita pubblica e privata di ogni italiano, materializzata da comportamenti stupidi e atteggiamenti vigliacchi e opportunisti, il tutto a glorificare un sistema in cui ad emergere rimangono soprattutto i mediocri e i falliti, mentre coloro che sono acculturati e costituiscono gli ultimi residui degli intellettuali italiani vengono "imbavagliati" e/o ridotti in uno stato di isolamento sociale in cui non possono nuocere lo status quo di un Paese ormai avvitato su sé stesso e incapace di risorgere.

Yvan Rettore

venerdì 8 settembre 2023

LA CULTURA SI AFFERMA ATTRAVERSO L'UNITA' DELLA COMUNITA' NON ATTUANDO DIVISIONI E OPPORTUNISMI CHE NE SONO L'ANTITESI



Dispiace dover rimarcare che non vi è collaborazione da parte delle istituzioni vegliesi (amministrazione comunale e Pro Loco) nei confronti di quanto facciamo da oltre quattro mesi.
Ovviamente non pretendiamo di avere l'esclusività di quanto realizziamo ma se da una parte copiare le iniziative di altri è sempre un tentativo azzardato non sempre coronato da successo, dall'altra denota una precisa volontà di andare contro quel principio di inclusione che è uno dei fondamenti del Centro Culturale Carmelo Bene.
Che senso ha infatti operare in modo separato, impedendo di fatto una maggiore evoluzione e diffusione della formazione, delle conoscenze e della cultura sul nostro territorio?
Noi siamo ben consapevoli dei nostri mezzi, della qualità di quanto offriamo e della genuinità assoluta delle nostre azioni in ambito culturale e sociale.
Quindi non temiamo nessuno ma nemmeno sentiamo il bisogno di dover copiare iniziative da altri e nemmeno di entrare in concorrenza con altre entità.
E questo perché non siamo vincolati dal numero dei partecipanti, da prenotazioni, tesseramenti ed iscrizioni che comportano il versamento di denaro (visto che quanto mettiamo a disposizione rimane del tutto gratuito) con la conseguenza che ciò che proponiamo è a tempo indeterminato e non limitato dall'orizzonte dei mezzi finanziari che si possono mettere in campo.
Noi quindi non ci sogneremo mai di fare corsi di formazione di un paio di settimane o qualche seduta di crescita personale giusto per far vedere che siamo in grado di farlo anche noi.
La nostra credibilità ed autorevolezza ne risentirebbero non poco ed inficerebbero l'esistenza stessa del nostro Centro, in quanto una qualsiasi formazione degna di questo nome e/o la crescita individuale di un soggetto non possono assolutamente ridursi a limiti temporali brevi e determinati ma devono piuttosto configurarsi all'interno di un percorso costante e garantito nel tempo che consenta a chiunque vi aderisce di giungere ad una emancipazione e ad un livello di consapevolezza e di conoscenza ben maggiore e significativo.
Ciò che rimpiangiamo da queste iniziative, che lasciano il tempo che trovano, è che sono la manifestazione evidente di una chiusura effettiva verso una diffusione maggiore ed efficace della conoscenza e dell'affermazione della crescita come espressioni autentiche di valori sociali e culturali che dovrebbero essere intrinsechi a qualsiasi comunità.
A rimetterci, non saremo certo noi come Centro, anche perché noi andremo avanti a prescindere da tali azioni e con la consapevolezza che purtroppo altre seguiranno.
A rimetterci sarà soltanto la comunità di cui facciamo parte che si vedrà negata ancora la possibilità di affermarsi in quanto tale attraverso l'unità di tutte quelle entità in grado di poterla effettivamente concretizzare.
Un'occasione sprecata di evoluzione per Veglie.
Peccato.
Peccato davvero!

Prof. Yvan Rettore
Portavoce Centro Culturale Carmelo Bene di Veglie