sabato 21 agosto 2021

PRESIDENTE MATTARELLA: "VACCINARSI, UN DOVERE. E' L'UNICO STRUMENTO EFFICACE": MA STIAMO SCHERZANDO?!

E' assolutamente inconcepibile ed inammissibile che la massima autorità dello Stato abbia osato pronunciare simili parole in quanto ha violato l'imparzialità che gli compete e ha dimostrato di non considerare l'art. 32 della Costituzione, le convenzioni di Norimberga e di Oviedo, la Risoluzione del Consiglio d'Europa del 28 gennaio scorso e il Regolamento UE del 14 luglio scorso che la non obbligatorietà di sottoporre i cittadini a vaccinazione sancendo che ogni individuo rimane libero di scegliere a quale trattamento sanitario sottoporsi.

E ha detto anche una bugia colossale perché gli impianti genici (e non vaccini) attualmente in circolazione non sono ormai più considerati strumenti (e manco unici) efficaci contro il virus.
Il Presidente Mattarella forse non è manco a conoscenza che questi impianti genici non essendo più l'unica cura contro il CoVid-19 sono destinati ad essere sostituiti in toto da ben cinque terapie come indicatore dal Regolamento UE in materia e questo a partire dal 1° ottobre 2021.
L'AIFA avendo già concesso due di queste terapie (una quanto al plasma sintetico sulla falsa riga di elaborò con successo il compianto Dottor De Donno), cosa pubblicata nella GU ha in pratica già delegittimato il ricorso agli impianti genici (che l'EMA aveva acconsentito a un titolo sperimentale in assenza di altre cure) e il Green Pass (di cui stranamente il Presidente Mattarella non ha la manifestazione di incostituzionalità e trattati internazionali sottoscritti dall'Italia).
Un Presidente che si comporta in un modo così parziale, approssimativo e non avendo piena consapevolezza della tutela dell'incolumità dei cittadini dovrebbe essere revocato immediatamente dal proprio incarico.
Se fossimo un Paese serio, un simile sarebbe già stato preso.

Yvan Rettore




mercoledì 18 agosto 2021

PERCHE' I TALEBANI SONO TORNATI AL POTERE IN AFGHANISTAN?

Il ritorno dei talebani al potere in Afghanistan ha segnato il fallimento della dottrina Bush di poter imporre la democrazia capitalista al resto del mondo a suon di cannoni e di occupazioni militari prolungate e indefinite.

In realtà le forze militari occidentali non sono mai riuscite ad avere un pieno controllo di un paese che nemmeno l'Impero Britannico riuscì mai a soggiogare, tanto che il Presidente dell'Afghanistan era ironicamente chiamato il "Sindaco di Kabul".

Il fallimento occidentale è dovuto alla solita miopia occidentale che consiste nel credere di essere a priori la migliore civiltà possibile sul pianeta e di non avere bisogno di prendere lezioni da nessuno.

In questi lustri, nulla è stato veramente fatto per realizzare una evoluzione civile, sociale e culturale che consentisse l'avvento di nuove generazioni in grado di superare i dogmi rigidi dei talebani.

Non si è investito nell'istruzione, nella sanità e nelle infrastrutture lasciando isolate e abbandonate intere aree del Paese in cui i talebani hanno potuto continuare ad imporre indisturbati il loro modello di società.

Ci si è accontentati di armare e formare delle forze dell'ordine prive però di un vero senso e conoscenza delle istituzioni democratiche che avrebbero dovuto difendere.

Si è lasciata ristagnare una classe dirigente fantoccio al servizio esclusivo degli interessi occidentali e al controllo di una componente importante della Mezzaluna d'Oro (regione asiatica con la maggior produzione di oppiacei al mondo comprendente oltre all'Afghanistan, l'Iran, il Pakistan e in misura minore l'India e il Nepal).

Era ovvio che con tali premesse questa "democrazia di facciata" non potesse reggere all'onda d'urto dei talebani dominanti culturalmente e socialmente in tutto il Paese.

Hanno saputo aspettare e per anni hanno seminato la loro presenza in tutto l'Afghanistan, riuscendo ad avere un consenso popolare che si sarebbe tranquillamente potuto sgretolare se si fosse investito davvero in quel "capitale umano" che è l'unico che può veramente cambiare le cose in meglio in qualsiasi paese del mondo.

Si è preferito optare per un atteggiamento di tipo coloniale e nulla più.

E col tempo è una strategia che si rivela sempre fallimentare.

L'Afghanistan ne è l'ennesimo esempio.


Yvan Rettore





lunedì 9 agosto 2021

INTRODUZIONE DEL GREEN PASS E GLI ITALIANI CHE FINALMENTE REAGISCONO

Non intendo soffermarmi sulla ormai infinita (e a tratti esasperante) querelle che contrappone da settimane i sostenitori del green pass e coloro che legittimamente vi si oppongono.

Ciò che trovo suggestivo (gli italiani non smetteranno mai di sorprendermi) è dover constatare che per riuscire a far tornare il popolo italico nelle piazze ci sono volute delle restrizioni ai loro svaghi.

Perché può andar bene tutto, ma non puoi togliermi la libertà di andare come voglio al bar o al ristorante, di dover rinunciare alla palestra e di evitare cinema, musei ed eventi ricreativi.

Eh no, questo non è ammissibile per tanti (per fortuna non tutti, altrimenti significa che siamo giunti davvero alla canna del gas in questo Paese) fra coloro che sono scesi in piazza protestando contro la dittatura sanitaria in corso.

Però sono oltre trent'anni che nel nostro Paese, l'impoverimento della popolazione si è generalizzato, che i disastri e dissesti ambientali sono ormai all'ordine del giorno e che il crimine organizzato non è mai stato così potente e colluso con le istituzioni e soltanto alcunesparute frazioni di individui hanno protestato e si sono davvero mobilitate contro questa involuzione solo caratteristica dell'Italia.

Le nostre istituzioni hanno letteralmente "massacrato" il mondo del lavoro rendendolo sempre più precario e privo di garanzie essere i primi in Europa per numero di incidenti annuali sul posto di lavoro), fatto a pezzi la previdenza rendendola accessibile sempre più ai potentati della finanza internazionale (tanto che oggi con la pensione statale, si fa sempre più la fame), ridotto il SSN chiudendo ospedali e aziendalizzando tutto che era possibile pagare prestazioni ai cittadini che prima erano gratuite, non si è investito uno straccio di Euro nella prevenzione ambientale, si è cementificato dovunque e inquinato a più non posso, per non parlare di un sistema di istruzione che fa acqua da tutte le parti e appare sempre meno adeguato a formare le generazioni future....

Ma a fronte di tutto questo scempio, gli italiani sono rimasti in grandissima parte a guardare.

A cominciare dalle forze politiche, ormai veri e propri comitati d'affari che si limitano a strumentalizzare qualsiasi cosa pur di avere una manciata di visibilità che possa servire a mantenerli vivi dopo ogni campagna elettorale.

Entità ormai asfittiche ed incapaci di lottare davvero per il bene del Paese, come dimostrato benissimo attraverso il sostegno ormai incondizionato ad un governo, quello attuale, che proseguirà senza sosta nell'opera di smantellamento di ciò che resta dello Stato sociale per consegnare poi gli ultimi brandelli di "gioielli" nostrani alla grande finanza internazionale.

Quindi che lezione trarre da tutto questo?

Forse che per far muovere davvero gli italiani bisognerebbe colpirli ancor di più in ciò che resta nel settore degli svaghi facendo loro finalmente capire che non puoi davvero goderli se non hai la piena consapevolezza che la libertà di movimento non viene riconosciuto dal Padreterno una volta per tutte ma che è scritta in un testo chiamato "Costituzione" che è alla base di ogni nostra libera scelta attuale e futura.

Yvan Rettore






domenica 1 agosto 2021

I FESTIVAL LETTERARI LOCALI

L'Italia è il Paese dei festival letterari locali. 

In uno Stato in cui si legge sempre meno e che risulta essere fra gli ultimi in Europa come numero complessivo di lettori (tanto che ormai in Italia si parla di analfabetismo funzionale dilagante) ci sono però un numero esagerato (e in crescita) di concorsi letterari locale.

Diversi sono di tutto rispetto e esistono da anni ma la maggior parte nascono da un giorno all'altro su iniziativa di varie entità locali e non a caso sono spesso abbinati a eventi che non hanno a che fare direttamente con la letteratura: sagre, feste di paese, manifestazioni religiose, commemorazioni storiche, società di servizi, ecc....

Tutto fa brodo pur creare una novità che sia in grado di attrarre i riflettori della stampa locale (e di una richiesta nazionale) come elemento aggiuntivo alle offerte che la terra coinvolta è già in grado di presentare sul piano turistico.

Non a caso molti concorsi letterari si concentrano nei periodi in cui le attività e proposte turistiche risultano maggiori rispetto al resto dell'anno.

L'aspetto suggestivo di questo tipo di eventi è che il più delle volte viene organizzato da entità o personaggi locali che hanno una percezione del significato del termine "cultura" e che si impegnano a realizzare pur di riuscire a trovare in mostra per trovare altre fonti di reddito o di visibilità.

Ovviamente questo accade soprattutto nelle zone più depresse ma anche i territori più prosperi del Paese non sono esenti da questo fenomeno.

Non sempre gli scrittori o poeti locali più in gamba vengono invitati a tali manifestazioni perché lo scopo di tali eventi è di dare priorità agli interessi di chi li fa piuttosto che di quelli di chi vi partecipa.

E anche nel caso in cui il concorso letterario venire in rete attraverso una libera pubblica, privilegiati, sia nella pubblicizzazione che nella premiazione, risulterebbero soprattutto che avrebbero avuto la fortuna .

Spesso i relatori serate di presentazione sono individui che non hanno dimostrato mai (o lo hanno fatto in modo né tali per poter giudicare in modo autorevole una qualsiasi opera letteraria.

Non soltanto si tratta di personaggi che non hanno mai scritto nulla di interessante e di rilevante nella loro vita, ma la beffa è che si ritrovano addirittura a fare da relatori unicamente perché ricoprono un ruolo (effimero) mediaticamente o politicamente importante e quindi accettare un simile incarico significa per loro avere la possibilità di acquisire maggiore visibilità e notorietà a livello locale.

Al di fuori da quegli ambiti infatti, risultano sconosciuti ai più perché se è vero che la mediocrità non ha confini è altrettanto vero che al di fuori della propria zona di influenza si devono fare necessariamente i conti con entità ed individui in possesso di un livello di cultura ormai consolidata e affermata.

E con tali, questi protagonisti della vita locale non riuscirebbero proprio a confrontarsi visto il divario culturale esistente soggetti.

Perfino la composizione delle giurie fa spesso sorridere perché sono costituite più da notabili del paese che da gente veramente acculturata e quindi capace di porre un giudizio valido e interessante su una qualsiasi opera letteraria.

Un'altra singolarità di questo tipo di manifestazioni risiede nel fatto che nelle località in cui si svolgono, vengono poco pubblicizzati (rari sono infatti i manifesti nei locali, ancor meno circolano volantini pubblicitari) e la loro diffusione avviene prevalentemente attraverso i social e qualche organo di stampa locale.

Di conseguenza il pubblico che partecipa a tali iniziative è in gran parte membro della greppia di uno dei relatori e/o organizzatori risulta accessorio quanto riduttivo quello legato allo scrittore e/o poeta che viene presentato durante la serata attraverso l'opera che ha scritto .

Per questo motivo in tali eventi vi sono spesso persone (si arriva a poche probabilità le probabilità con interventi di spessore tali da) quasi come venire ad mettere a nudo tutti i loro limiti culturali ed intellettuali.

Concludo affermando che un concorso letterario degno di questo nome dovrebbe essere realizzato in modo del tutto dis interessato quanto da persone acculturate o associazioni che sanno concretamente cosa "cultura" e che lo dimostrano sicuramente all'interno di attività che vanno al di là del festival stesso.

Le giurie dovrebbero essere composte esclusivamente da personalità di rilievo (sia a livello locale che non) del mondo della cultura e non dominate da individui privi di simili requisiti.

E queste caratteristiche tipiche di grandi concorsi letterari nazionali come lo "Strega" o il "Campiello", possono trovare una collocazione analoga pure a livello locale.

Basta volerle quindi nei modi che devono finire che finiscono di cadere nella realizzazione di eventi poco a che fare con la cultura e che servono quindi quasi esclusivamente a dare visibilità e un prestigio del tutto ingiustificato a personaggi locali che al di fuori di tale ambito non possono ad affermarsi.

Tengo ancora a precisare che questo intervento è rivolto ai concorsi letterari relativi a località medio piccole e non a quelli che avvengono in città o capoluoghi di provincia in cui tali logiche (per fortuna) non sono presenti o comunque non in modo così dominante.


Yvan Rettore




sabato 31 luglio 2021

RITORNO IN VENETO

Sono tornato due giorni a Padova e più precisamente a Limena, il mio paese.

Ci mancavo da un paio d'anni e per la prima volta sono riuscito ad andare a fare una preghiera sulla tomba di mia madre, deceduta alla fine dell'anno scorso.
Ho fatto un giro anche a Padova e altri comuni vicini, mi sono recato al "Santo" perché essendo devoto di Sant'Antonio da sempre non potevo certo mancare di fargli visita e ho notato tante cose diverse rispetto agli anni in cui vivevo in quei luoghi.
Ora tutto appare più ordinato, più bello e curato, dai monumenti alla diffusione di rotonde fiorite, alla proliferazione di tanto verde urbano fino alla presenza di diversi esercizi e manifestazioni di stampo ricreativo.
Si vede che vi è stata una certa evoluzione delle amministrazioni pubbliche accompagnata però da una frenesia edilizia (sono aumentati notevolmente supermercati e condomini) che a mio parere poteva essere quantomeno realizzata in modo diverso o comunque meno invadente.
Sono andato a bere la mia "ombra" in uno dei bar tipici del paese, tradizione che ormai sta piano piano scomparendo per lasciar spazio ai calici e agli spritz, una sorta di omologazione tipica dell'era della globalizzazione.
Ho parlato il "mio" dialetto e riscoperto espressioni che credevo di avere dimenticato ma che invece rimangono ben fossilizzate nella mia mente.
Ho acquistato la soppressa, il formaggio "Asiago" e il vino "Il Friulano" (ex Tocai) che rimane a mio parere uno dei migliori vini bianchi fermi d'Europa.
Insomma ho riscoperto un po' la mia terra, con quel pizzico di nostalgia legato all'età che avanza e con la consapevolezza affermata che comunque mai ci tornerei a vivere e questo per tutta una serie di motivi che non sto qui ad elencare e che in parte mi hanno lasciato un certo vuoto e malessere.
Avrei potuto chiamare alcune persone (con cui sono ancora in contatto) del mio passato per far loro sapere del mio breve passaggio ma ho preferito non farlo, sia perché sono sempre molto indaffarate sia perché ci sarebbe stata la solita domanda che va di moda oggi, ossia "Hai fatto il vaccino?"
Ovviamente la risposta essendo negativa, ho voluto evitare di far loro vivere un possibile imbarazzo e nel cercare eventualmente altri "impegni" oltre ai soliti per non dovermi incontrare.
Anche perché faccio parte ormai del loro passato....

Yvan Rettore

sabato 24 luglio 2021

COVID-19: SPAZZIAMO VIA UN PO' DI IGNORANZA DILAGANTE IN RETE!

Vorrei ricordare a diversi ignoranti che imperversano sui media e in rete che il SSN è universale e quindi deve essere disponibile a tutti senza nessuna discriminazione secondo l'art. 3 della Costituzione.

Ciò significa che se una persona non vaccinata si ammala di Covid non può ASSOLUTAMENTE essere discriminata rispetto ad una persona vaccinata.
Vorrei inoltre ricordare che i sieri (non vaccini) in circolazione sono sperimentali e che quindi non potranno essere obbligatori per legge fino ad una loro certificazione ufficiale da parte dell'EMA (nel migliore dei casi alla fine del 2023!).
Di conseguenza, non essendoci questa obbligatorietà legale, il DL sul green pass è una forma puramente ricattatoria e discriminatoria che viola:
- l'art. 3 della Costituzione (uguaglianza di trattamento)
- l'art. 16 della Costituzione (abuso delle restrizioni sulla libertà di movimento in caso di pandemia)
- l'art. 32 della Costituzione (diritto di non sottoporsi ad un trattamento sanitario che non è previsto dalla legge)
- la Risoluzione del Consiglio d'Europa del 28 gennaio scorso che prevede la non obbligatorietà di vaccinarsi conformemente alla Convenzione di Oviedo
- Il Regolamento del Parlamento Europeo del 14 giugno scorso che prevede che i non vaccinati non possono essere discriminati
- i dati sensibili secondo le normative in vigore sulla tutela della privacy come già indicato di recente dal vice garante.
Ad ogni modo, il DL del governo Draghi dovrà essere oggetto di dibattito nelle aule parlamentari e diventare legge entro 60 giorni dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Potrà essere reiterato soltanto in caso di emergenza sanitaria palese ed aggravata.
Nel caso non diventasse legge nel termine previsto decadrà a tutti gli effetti e qualsiasi misura adottata contro coloro che avranno violato tale DL decadrà a sua volta.
Una furbata all'italiana per imporre le cose a termine e nulla più!
La conoscenza ci renderà liberi!
Mai come in questo caso tale massima risulta così azzeccata!

Yvan Rettore

venerdì 16 luglio 2021

CAVIE UMANE GRATUITE: IL SOGNO DI OGNI IMPRESA FARMACEUTICA!

Provengo dalla Svizzera dove si recano regolarmente ogni anno centinaia di italiani a fare da cavia per imprese farmaceutiche.

Si fanno quindi inoculare e sieri sperimentali, vaccini e provano prodotti sulla loro pelle firmando ogni volta un documento che esautora da qualsiasi responsabilità l'azienda farmaceutica in merito alle conseguenze che tali azioni potrebbero avere sullo stato di salute del soggetto coinvolto.
Coloro che aderiscono a tali proposte vengono pagati bene, spesati per le trasferte e con vitto e alloggi offerti dall'azienda proponente.
Perché parlo di questo fenomeno?
Perché grazie ad importanti appoggi del mondo politico e internazionale, Big Pharma è riuscito nell'ambito dei sieri anti-covid (chiamiamo le cose col loro nome) ad usare milioni di cavie allo stesso modo di quanto si è soliti fare in Svizzera ma con due differenze sostanziali.
La prima è che non ha dovuto pagare nessuna persona che si è presentata per farsi inoculare il siero.
La seconda è che si è fatta pagare per farlo dalle collettività dei paesi coinvolti!
Quindi il sogno di ogni casa farmaceutica di usare gratuitamente delle cavie umane per giunta facendosi pagare si è largamente avverato, con una campagna di vaccinazioni di massa mai vista prima e che ha fruttato guadagni stratosferici per le case produttrici.
Al di là di tutto questo, uno degli aspetti più gravi della vicenda è che per fare un vaccino o un siero ci vogliono tra i cinque e i sette anni.
E anche dopo tale termine la pericolosità di certi vaccini permanenti come è stato il caso anni fa ad esempio di quelli relativi all'epatite B.
Detto questo, è ovvio che i sieri in circolazione non possano avere ancora nessuna autorevolezza scientifica perché permangono allo stato sperimentale e soltanto dopo la certificazione dell'EMA verso la fine del 2023 (scadenza manco sicura perché non ci sono ancora elementi sufficienti per poterla rilasciare) potranno acquisire uno status di valenza scientifica e non supposto.

Yvan Rettore