mercoledì 10 aprile 2019

L'INDIVIDUALISMO DOMINANTE IN OCCIDENTE E' L'ELEMENTO DISTRUTTIVO FONDAMENTALE DI OGNI SOCIETA'!

L'individualismo, che è il sale del consumismo, ha portato a distruggere i rapporti col prossimo a cominciare da quelli più intimi, ora dominati da logiche di squallido interesse e di sfruttamento tese a soddisfare unicamente bisogni indotti da questo sistema. 
Da qui l'incremento del senso di solitudine dilagante perché non essendoci più un senso di comunità e condivisione fra le persone, la comunicazione rimane appiattita unicamente su elementi banali e resta confinata in una superficialità che non consente ad ogni singolo individuo di essere fino in fondo se stesso e di essere quindi accettato in quanto tale. 
L'ipocrisia si insinua come base dominante in ogni rapporto perché alla fine della fiera quando qualcuno ti si avvicina l'unica domanda a cui intende dare veramente una risposta è la seguente:

"A cosa mi servi?"

Yvan Rettore


mercoledì 3 aprile 2019

ESSERE ISTRUITI NON SIGNIFICA ESSERE PER FORZA INTELLIGENTI!

Oggi ho cancellato dai miei contatti su Facebook una persona narcisista che pur di avere ragione fondava le proprie conclusioni su elementi storici inesistenti o approssimativi e giungendo perfino ad emettere considerazioni categoriche sull'inesistenza di Dio.
Nel primo caso i fatti non sono opinabili e le opinioni si possono esprimere unicamente sugli effetti degli stessi.
Nel secondo caso il credo religioso rientra nella sfera esclusiva della fede di ogni singolo individuo e non può essere oggetto di generalizzazioni e banalizzazioni che sono state frutto di tante (troppe) violenze sia in passato che nel presente.
La mia impressione è che il signore in questione sia talmente pieno di sé da limitarsi ad operare un miscuglio di tante nozioni prese qua e là senza riuscire però a stabilire un nesso logico tra loro e ad estrapolare quindi delle conclusioni e riflessioni personali tali da risultare poi effettivamente interessanti in un confronto costruttivo con altri.
Una dimostrazione palese che l'istruzione non basta se non serve ad aiutare il cervello ad elaborare delle riflessioni proprie e a farci crescere sia sul piano intellettivo che umano.
E' la differenza che passa tra un opinionista (categoria molto in voga attualmente in Italia) e un intellettuale nel vero senso della parola!


Yvan Rettore


lunedì 1 aprile 2019

NO ALLE CORRIDA MA ANCHE NO ALLE CORSE DI CAVALLI, PALII, CIRCHI E ZOO!

Le corrida sono eventi mostruosi da bandire definitivamente. Personalmente bandirei però anche tutti i palii nostrani in cui i cavalli vengono maltrattati a più non posso e drogati come se fossero carne da macello. 
Quindi prima di fare la morale agli altri, sarebbe il caso di fare piazza pulita anche da noi di certi spettacoli cruenti ed incivili aggiungendovi quelli dei circhi, delle corse di cavalli e degli zoo. 
Strano che gli animalisti nostrani siano sempre pronti ad attivarsi contro il consumo di carne animale, ma risultano quasi sempre assenti contro certi eventi e luoghi di degradazione assoluta del mondo animale!

domenica 31 marzo 2019

UN PAESE IN CUI IL GOVERNO LEGIFERA MA NON GOVERNA!

Oggi il governo legifera e non governa, mentre il Parlamento legifera poco e soltanto in modo residuo rispetto a quanto fa l'esecutivo.
Uno dei fondamenti essenziali di una democrazia parlamentare richiederebbe proprio la centralità del Parlamento.
Ormai questa essendo pressoché inesistente, di fatto viviamo in una Repubblica di tipo oligarchico in cui una massa di eletti servono quasi unicamente a legittimare un governo in carica concedendogli praticamente ogni potere, a cominciare da quello legislativo.
In parole povere il popolo sovrano è stato depredato del suo unico organo di rappresentanza e di decisione.
Gli effetti nel Paese si vedono chiaramente in quanto se un governo passa la maggior parte del proprio tempo ad agire per decreto, non riesce a gestire la cosa pubblica in modo efficace e costruttivo.
Peggio ancora, agisce unicamente in chiave di ricerca del consenso elettorale e quindi usa il Parlamento esclusivamente come mezzo per essere legittimato realizzando decreti che suonano più come slogan elettorali che come provvedimenti di legge.
Di conseguenza, oggi si può dire che l'Italia non è praticamente governata da nessuno.


Yvan Rettore


sabato 30 marzo 2019

REINSERIRE LA NAJA PER LEGITTIMARE LA MEDIOCRITA' AL POTERE!

Non è certo reinserendo la naja obbligatoria che si potranno insegnare i valori e principi che contano, perché è un ambiente talmente squallido in cui vengono premiati soltanto i mediocri e penalizzati coloro che invece fanno funzionare il cervello. 
E' l'immagine esatta di ciò che è questo governo e in un certo senso anche del nostro Paese. 
In quanto ai sostenitori della disciplina (elemento tipico di quel mondo) va bene per gente attratta dal totalitarismo in cui non conta pensare ma unicamente ubbidire come pecore appartenenti ad uno stesso gregge!
In un periodo di forte crisi come quello che stiamo vivendo ci sarebbe bisogno di fare investimenti in contesti sociali e culturali in grado di generare un ciclo virtuoso tale da consentire un'evoluzione positiva della società e quindi un rilancio generale del Paese.
Riproporre la naja obbligatoria va esattamente all'opposto di tutto questo.


Yvan Rettore


lunedì 25 marzo 2019

TRIONFI DEL CENTRODESTRA IN BASILICATA, ABRUZZO E SARDEGNA: MA E' DAVVERO COSI'?!

Una evidenza che i media e ancora di più le segreterie dei partiti vincitori delle ultime regionali evitano di dire è che le loro vittorie non sono certo dei trionfi e questo per un motivo molto semplice in quanto rimangono saldamente minoranza effettiva nelle zone che ora sono chiamati a governare.
Per questo basta guardare i dati reali di queste elezioni.
- Basilicata: 124.500 voti su un corpo elettorale di 573.970 cittadini - astensione: 46,48 % - consenso reale sulla popolazione in grado di votare: 21,6 %
- Abruzzo: 299.949 voti su un corpo elettorale di 1.211.204 cittadini - astensione: 46,89 % - consenso reale sulla popolazione in grado di votare: 24,75 %
- Sardegna: 364.059 voti su un corpo elettorale di 1.470.401 cittadini - astensione: 46,26 % - consenso reale sulla popolazione in grado di votare: 24,75 %.
Mediamente 3/4 degli elettori effettivi presenti in queste regioni non si riconoscono nelle maggioranze venute fuori dalle singole elezioni.
E' una constatazione strana dovuta soprattutto al fatto che circa 50% degli elettori sono rimasti a casa e in misura minore ai risultati ottenuti dagli altri schieramenti.
Comunque ciò dimostra indiscutibilmente che tutti questi consensi trionfali del Centrodestra in quelle regioni risultano del tutto inesistenti.
D'altro canto, operare conclusioni sulla tenuta dei partiti a livello nazionale appare alquanto azzardato per non dire ridicolo.
Innanzitutto, il numero complessivo di cittadini che si sono recati effettivamente a votare in quelle regioni supera di poco 1.700.000 unità, pari a poco più del 3% dell'intero corpo elettorale italiano.
Davvero troppo poco per essere seriamente indicativo di una tendenza a livello nazionale.
Aggiungiamoci poi il fatto che due elezioni erano circoscritte nel Centro Sud e una in un'isola, con logiche ed esigenze locali molto diverse le une dalle altre e ancor di più con il resto delle altre regioni italiane e si potrà capire agevolmente quanta scarsa valenza possano avere a livello nazionale.
Tutti elementi che ovviamente i media nostrani si guardano bene dal diffondere e che continuano ad essere celati al pubblico per dovere di una disinformazione congenita di cui sono gli indiscutibili maestri.


Yvan Rettore


sabato 16 marzo 2019

EFFETTO THURNBERG: TANTO CLAMORE MA POCA SOSTANZA!

Come al solito ci sono persone che strumentalizzano tali figure per fini estranei a quelle per cui queste si impegnano. 
Mi sembrava infatti molto strano che una ragazzina come Greta Thurnberg riuscisse ad avere un tale impatto mediatico per il solo fatto di presentarsi a protestare da sola davanti al parlamento svedese. 
Per il resto, non condivido tutta questa enfasi per i cambiamenti climatici e sposo in pieno le teorie del Prof. Zichichi sull'argomento e questo pur non rinnegando affatto che la questione ambientale non sia all'ordine del giorno, ma non certo in questi termini. 
D'altro canto, le grandi campagne mediatiche (di cui le manifestazioni di ieri sono state l'apoteosi) non portano a granché perché fisiologiche al mantenimento del sistema. 
Quando questi giovani capiranno i valori di una società comunitaria in luogo e posto di quella individualista e distruttiva attuale, allora si potrà parlare dell'inizio di un cambiamento radicale che va nella direzione giusta.
In parole povere, saper rinunciare agli effimeri benefici materiali di una società come la nostra e capire che è nella condivisione che risiedono la salvezza del genere umano e della qualità dell'ecosistema, esattamente come stanno cominciando a cogliere milioni di giovani con meno mezzi in vari paesi del Sud del mondo. 
Da noi, purtroppo questa tendenza ancora non si vede.


Yvan Rettore