sabato 21 ottobre 2017

L'ULTIMA SPARATA DI DIEGO FUSARO: "MANI PULITE FU UN COLPO DI STATO!"

Sentire Fusaro (in una recente trasmissione televisiva) affermare che Mani Pulite è stato un Colpo di Stato è ridicolo quanto assurdo perché non tiene conto dei seguenti fatti fondamentali avvenuti a cavallo degli anni '70 e '80:
- il coinvolgimento attivo in azioni sovversive della loggia massonica P2 (di cui fecero parte personaggi come Silvio Berlusconi, Maurizio Costanzo, Enzo Biagi, Roberto Gervaso e Fabrizio Cicchitto) per realizzare una forma di Stato compatibile con l'alleanza atlantica e distruttiva di tutti quei straordinari e vivaci movimenti della Sinistra extraparlamentare (escludendo ovviamente quelli che ricorsero alla lotta armata) sorti negli anni '70 e della straordinaria stagione democratica vissuta dal paese fino alla prima metà degli anni '60
- la strategia della tensione orchestrata attivamente da Gladio con l'appoggio diretto della NATO in chiave anticomunista e antidemocratica per realizzare uno stato autoritario simile alle repubbliche delle banane
- l'affermazione definitiva del crimine organizzato nei grandi gruppi industriali e finanziari del paese attraverso società di comodo (con compiti essenzialmente di riciclaggio di denaro sporco) e la sua penetrazione costante e progressiva ad ogni livello istituzionale
- l'avvento del craxismo che sancì la fine di un effettivo pluralismo dell'informazione e la situazione di monopolio effettivo del gruppo Fininvest a livello pubblicitario, cinematografico e radiotelevisivo
- l'indebitamento cronico e crescente dello Stato negli anni '80 che portò la corruzione da malcostume diffuso ad autentico sistema di potere nella gestione delle istituzioni (stiamo ancora pagando le conseguenze di quella sciagura).
Quando Mani Pulite esplose nel 1993 mise fine alla stagione di potere del CAF (Craxi, Andretti, Forlani) ma non riuscì assolutamente a cambiare le cose nel paese che anzi da allora sono nettamente peggiorate in tutti i settori. Se ci fu Colpo di Stato (io la chiamerei piuttosto "involuzione imposta"), questi era avvenuto da tempo attraverso i fatti sopra esposti e dopo di allora cambiarono solo le facce di alcuni protagonisti, ma nella sostanza il sistema non fu intaccato più di tanto e anzi oggi si può dire che si è affermato ulteriormente e che i progetti della P2 e di Gladio sono entrambi andati in porto con successo.
Suggerirei quindi a personaggi come Diego Fusaro di farsi una cultura maggiore sull'argomento prima di fare sparate (non è nuovo in questo) come questa.
Infatti, non è un caso che finisca col ridurla ad una semplice quanto banale diatriba con Di Pietro (che si è scagliato contro di lui per l'infelice affermazione da lui pronunciata in diretta televisiva), dimenticandosi che "Mani Pulite" fu un'offensiva giudiziaria condotta da un pool di ben cinque autorevoli magistrati, di cui l'ex leader dell'IDV era soltanto il membro più carismatico.
Tenendo conto infine che il signor Fusaro nel 1993 giocava ancora alle macchinine, penso che un po' di umiltà prima di fare simili sparate sarebbe se quantomeno altamente consigliabile.

Yvan Rettore


giovedì 19 ottobre 2017

SE LA SINISTRA VUOLE TORNARE A VINCERE IN ITALIA!

Se la Sinistra vuole tornare ad essere veramente protagonista della politica e della società italiana, sarebbe (finalmente) ora di rinunciare per sempre a mere strategie elettorali e/o a colpi di spugna sull'operato di certi personaggi.  
Se invece coloro che ritengono (in buona fede) di volerla rilanciare si intestardiscono ancora a proseguire su questa strada, l'unico risultato che otterranno sarà quello di costituire l'ennesima "Armata Brancaleone" che poi giustamente verrà punita dalla maggior parte degli elettori di Sinistra. 
Perché questi ultimi invocano a gran voce la presenza di un soggetto unitario e l'esistenza di un progetto politico credibile, autorevole e circoscritto ad una sola forza politica in grado di rappresentare concretamente (e non soltanto a parole!) gli ideali, principi e valori della Sinistra.  
Ciò che nella Storia del nostro paese fu prima rappresentato dal PSI e poi in modo ancor più autorevole dal PCI!
Nei paesi in cui i socialisti e partiti simili al PD sono stati ridimensionati (e cacciati nei "cessi" della Storia per essere diventati dei patetici partiti di Destra!) dando conseguentemente luogo all'affermazione di una Sinistra autentica, questa è tornata a contare e ad essere protagonista attiva sulla scena della vita politica e sociale nazionale.
I casi (limitandosi a quelli più noti) emblematici di France Insoumise e Podemos in Europa, del MAS e dei chavisti in America Latina sono lì a dimostrarlo.
Quindi, se intendiamo essere fino in fondo di Sinistra, è ora di scrivere una parola fine ai vari trasformismi e/o ricicli (come quelli dominanti in formazioni quali il MDP, Campo Progressista e SI), ma soprattutto di affermare forte e chiaro: "Mai più col PD!".
Perché?
Perché il PD è ormai un partito chiaramente di Destra che non ha più nulla da spartire con gli ideali, valori e principi della Sinistra! 
Non a caso, questo partito (indegno erede di quello che fu il glorioso PCI) ha perso oltre la metà dei propri elettori nelle sue tradizionali roccaforti in Emilia Romagna e Toscana.
Inoltre, i suoi tesserati sono ridotti a poche decine di migliaia e sono in gran parte pensionati.
Basta fare un giro per le Feste dell'Unità (è vergognoso che il PD si permetta di usare ancora un simile termine per organizzare questi eventi ridotti a semplici fiere commerciali!) e i circoli del PD per rendersene conto di persona.
Detto questo, che futuro può avere una Sinistra che decida ancora di aggregarsi ad un simile soggetto politico?!
Risposta: nessuno!
Se invece in questo futuro vogliamo esserci come Sinistra, allora dobbiamo ricercare il sostegno attivo e concreto di tutte quelle entità di base e quei soggetti che hanno rappresentato davvero la Sinistra (quasi sempre nell'indifferenza di - o in contrasto con -  partiti e istituzioni!) in questi anni attraverso i loro impegni e le loro lotte sul campo: sindacati di base, comitati di difesa dei diritti civili, associazioni di volontariato e dei consumatori, movimenti ecologisti, gruppi di denuncia, liste civiche indipendenti di Sinistra, ecc...  
E lasciamo pure al loro destino (fatto solo di opportunismo e presenzialismo!) tutti coloro che la Sinistra l'hanno tradita e strumentalizzata più volte per scopi tesi unicamente a fornire e tutelare privilegi ai soliti poteri forti che imperversano ormai da troppo tempo in questo paese! 
L'Italia ha bisogno di ben altro!
Ha bisogno di Sinistra, quella vera!

Yvan Rettore                                                                                                                                                                                          




giovedì 12 ottobre 2017

CHE GUEVARA, UN MITO SOPRAVALUTATO!

Personalmente ho sempre trovato che la figura di Che Guevara sia sopravalutata. 
Sia in America Latina e ancor di più in Europa.
In realtà, il Che sapeva ben poco di comunismo (aveva una cultura piuttosto approssimativa a riguardo) e durante la sua permanenza all'Avana si macchiò di esecuzioni sommarie perpetrate a danno di diverse decine di persone inermi e ormai incapaci di costituire un pericolo per il nuovo regime castrista. 
La sua vita privata fu poi tutt'altro che esemplare come pure le azioni di guerriglia in Bolivia che denotarono una certa megalomania e una profonda intransigenza, elementi che giocarono un ruolo fondamentale nella sua tragica quanto prematura dipartita. 
Il Che aveva chiari i suoi nemici (gli USA in primis e i regimi fascisti poi), ma era incapace di avere altrettanta chiarezza su cosa fare una volta rovesciati i regimi che combatteva e lo dimostrò sia nel suo periodo cubano (avallando tranquillamente l'affermarsi della dittatura castrista) che poi, rifiutando perfino collaborazioni con altri comunisti e forze insurrezionali latinoamericane che gli avrebbero permesso di vincere diverse battaglie fondamentali per la liberazione dei popoli sudamericani dall'oppressione di regimi militari sostenuti direttamente dagli USA (a titolo di esempio e di triste memoria rimane il "Piano Condor" che negli anni '70 accomunò diversi stati fascisti sudamericani nella persecuzione di parecchie migliaia di persone innocenti in tutta l'area e anche oltre). 
Alla fine della fiera, risultarono concretamente molto più significativi per un riscatto del continente latinoamericano (cominciato alla fine del secolo scorso con l'avvento al potere di vari leader progressisti quali Chavez, Correa, Lula, Mujica, Kirchner, Morales, ecc...) personaggi come Allende, la teologia della Liberazione e il Comandante Marcos rispetto a un Che divenuto mito (senza averne troppo merito) rimasto semplicemente tale.

Yvan Rettore


martedì 10 ottobre 2017

IUS SOLI: QUELLO CHE IL PD NON DICE!

In una recente dichiarazione, il ministro Minniti ha affermato che lo Ius soli è essenziale in quanto l'integrazione aumenta la sicurezza. 
A parte l'azzardo di mettere in relazione lo Ius soli con un incremento della sicurezza (cosa per nulla scontata), il ministro forse non è pienamente consapevole che l'integrazione (quella vera e non quella fallimentare degli esecutivi di questi ultimi anni) si costruisce con ben altri strumenti. 
Invece, la sola e unica verità che gli esponenti del PD evitano ovviamente di rivelare è che se la legge sullo Ius soli venisse approvata nell'attuale legislatura, aumenterebbe di quasi 1 milione gli elettori alle prossime elezioni.
E questo risulterebbe un bacino di voti fondamentale per il PD che potrebbe consentirgli di scongiurare un sicuro tracollo nella prossima tornata elettorale e rimanere un partito di un certo rilievo su scala nazionale.
Quindi tutte le motivazioni di stampo umanitario avanzate da vari esponenti del PD a sostegno dello Ius soli in queste ultime settimane servono unicamente come attività di sensibilizzazione volte a cercare di fare approvare al più presto una legge che lo introduca quanto prima nel nostro sistema normativo. 
L'accanimento è tale (perfino disperato direi) che diversi di loro sono perfino giunti ad operare un (apparente) sciopero della fame per colpire maggiormente l'opinione pubblica sull'argomento, dimostrando quindi ulteriormente la fondatezza delle loro reali intenzioni. 
A parte il fatto che vi sono un sacco di emergenze ben più importanti da risolvere, se veramente avessero a cuore l'introduzione dello Ius soli, lascerebbero il tempo utile che ci vuole per fare una buona legge (ce ne sono già troppe pasticciate e realizzate in fretta e furia in chiave puramente elettorale) accettando anche l'eventualità che possa essere approvata nella prossima legislatura!
Anche perché alla fine della fiera, non è il PD (meno di 20% dell'attuale corpo elettorale) che deve decidere, ma il paese tutto intero. 
Si chiama "democrazia"!

Yvan Rettore




domenica 8 ottobre 2017

CESARE BATTISTI: QUANDO LA RICERCA DELLA VERITA' DOVREBBE PREVALERE SU QUALSIASI ALTRA CONSIDERAZIONE!

Sono ormai diversi anni che si parla di Cesare Battisti, ex terrorista dei PAC (Proletari Armati per il Comunismo), uno dei tanti movimenti della Sinistra extraparlamentare attivi nella seconda metà degli anni '70.
Non voglio certo giustificare le gesta e le scelte di Cesare Battisti, ma puntualizzare alcune cose importanti che la stampa nostrana trascura.
Battisti, teppistello e delinquente comune conosce in carcere Arrigo Cavallina, l'ideologo e fondatore dei PAC all'inizio degli anni '70.
Tra il 1978 e il 1979, secondo la magistratura italiana avrebbe commesso quattro omicidi ed è quindi stato condannato all'ergastolo in contumacia, ovvero senza aver mai avuto la possibilità di difendersi.
Andiamo ora ad analizzare questi capi di imputazione per i quali Cesare Battisti si è sempre professato innocente:
- delitto Torregiani: condannato non come esecutore materiale dell'omicidio, ma unicamente come organizzatore dell'agguato. Il figlio della vittima fu ferito da un proiettile sparato a casaccio dal padre e non da Battisti
- delitto Sabbatin: accusato inizialmente dal pentito (e fra i fondatori dei PAC) Pietro Mutti, la versione di quest'ultimo venne poi smentita dalla confessione del militante dei PAC, Diego Giacomin che dichiarò di essere stato l'autore materiale dell'omicidio del macellaio
- delitto Santoro: accusato ancora una volta da Mutti, che però poi ritrattò dichiarandosi l'unico esecutore dell'omicidio del maresciallo
- delitto Campagna: Giuseppe Memeo ha dichiarato di esserne stato l'unico autore. Anche in questo caso Mutti però non perde l'occasione di accusare Battisti indicandolo come coautore del delitto.
La cosa poi singolare di questa travagliata vicenda giudiziaria è che l'unico membro dei PAC ad essere stato condannato all'ergastolo è stato Cesare Battisti, mentre gli altri sono stati condannati a pene di grado diverso e perfino Mutti è ormai libero da anni.
Ora è vero che Battisti è latitante dal 1981 e che sicuramente ha delle responsabilità precise nei delitti di cui sopra perché vi era comunque presente.
Sarebbe però da capire se questa sua volontà dall'esimersi di apparire davanti alle autorità giudiziarie italiane è dovuta al fatto di esserne stato effettivamente l'autore materiale o se invece le motivazioni sono di altra natura.
Anche perché si sa che la magistratura italiana spesso e volentieri ha condannato pesantemente persone di cui poi in una fase successiva è stata accertata l'estraneità ai fatti a loro imputati.
E' forse questa mancanza di fiducia nell'ordinamento giudiziario del nostro paese che ha spinto Battisti a fare la scelta della latitanza?
Forse non ci sarà mai una risposta a questa domanda, ma ciò che è certo è che se ci fosse si potrebbero capire i tanti perché ancora irrisolti legati ai tragici fatti di cui Battisti fu comunque partecipe e per cui andrebbe condannato in ogni caso.
Secondo i fatti effettivamente appurati e non solo su basi puramente indiziarie come troppo spesso accade nel nostro paese, specie quando gli imputati non sono personaggi influenti.
E' ovvio poi che il tam tam mediatico intorno a tale vicenda serve unicamente alle nostre istituzioni per cercare di ritrovare una credibilità ormai largamente compromessa in ambito giudiziario e al PD per ritrovare un certo slancio in vista della prossima campagna elettorale.
La ricerca della verità però dovrebbe prevalere su queste strategie di parte quantomeno discutibili!

Yvan Rettore