domenica 3 settembre 2017

GENTILONI: "NON PROMETTO MIRACOLI, MA LA CRISI E' ALLE SPALLE". CERTO, COME NO?!

Altri (Monti, Letta e Renzi) lo hanno detto prima di lui! 

Prima di fare simili affermazioni bisognerebbe accertarsi di:
- un aumento reale di posti di lavoro a tempo indeterminato con stipendi dignitosi e non da fame
- un incremento costante dei consumi delle famiglie e della loro effettiva capacità di risparmio
- una diminuzione continua e concreta della povertà nell'insieme del paese! 
Essendo questi fatti attualmente assenti nel nostro paese, affermare che la crisi è alle spalle equivale a una dichiarazione non corrispondente al vero! 
Personalmente ritengo che un Presidente del Consiglio dovrebbe esimersi dal fare simili interventi, perché il paese non ne può più di sentirli, specie se non trovano riscontri nella vita quotidiana della gente comune. 
Detto questo, è ovvio che è da ritenersi assurdo quanto ridicolo considerare che vi sia una ripresa limitandosi ai dati del PIL. 
Vorrei ricordare al Ministro Padoan che negli USA (ma non soltanto laggiù!) a fronte di un incremento annuo costante del PIL, vi è un aumento sostanziale e continuo della povertà, tanto è vero che attualmente 1/3 degli Americani hanno un reddito sotto la soglia minima di sopravvivenza.
Le conseguenze sociali di tale fenomeno sono devastanti e imprevedbili e dimostrano una cosa assolutamente indiscutibile: non si può parlare di ripresa in assenza di posti di lavoro stabili e ben retribuiti.
La verità è che la ripresa esiste soltanto per i ceti agiati e per i magnati della finanza e della grande industria che speculando come al solito sui mercati di mezzo mondo e sulla delocalizzazione di interi reparti produttivi non soltanto non hanno mai conosciuto la crisi, ma anzi la sfruttano ulteriormente per un proprio tornaconto facendo credere che il tunnel della recessione è ormai giunto al capolinea! 
Ed è proprio a questa balla che non si può più credere né legittimare un esecutivo che ha dimostrato (come quelli precedenti) di essere del tutto incapace di operare per il bene e il progresso generalizzato del paese.


sabato 2 settembre 2017

CROLLO DELL'ITALIA ENTRO 10 ANNI?! MA PER FAVORE!

Secondo una ricerca svolta da un certo Roberto Orsi (studioso italiano che opera presso la "London School of Economics" di Londra), entro 10 anni l'Italia crollerà del tutto. 
A parte il fatto che l'autore non spiega affatto come si tradurrà questo presunto crollo, la cosa più singolare è vedere con quanta soggettività e superficialità ha affrontato la questione, tralasciando da una parte tutti i dati e elementi che potevano contrapporsi alle sue tesi e limitandosi ad analisi fondate su parametri conformi ai dogmi neoliberisti dominanti dall'altra. 
Innanzitutto è doveroso ricordare a questo signore che l'Italia ha vissuto periodi ben peggiori di questo e si è sempre rialzata: dai due dopoguerra agli anni '70 quando l'inflazione arrivò nel nostro paese a superare perfino il 25%! D'altro canto, ci sono paesi considerati più efficienti del nostro come ad esempio la Germania che sono andati per ben tre volte in bancarotta, mentre il nostro non è mai arrivato ad uno stadio simile (e anche nella situazione attuale siamo ben distanti da uno scenario così catastrofico). 
L'autore quindi dimostra nel suo articolo non soltanto di non conoscere il nostro paese, ma sottovaluta volontariamente dei dati che fanno ancora oggi dell'Italia un paese di cui non si può assolutamente fare a meno nel mondo capitalista attuale. Infatti, se crollasse l'Italia, la Germania la seguirebbe subito dopo e a ruota buona parte del mondo occidentale. 
Invece di muovere critiche ad un paese che comunque rimane la seconda potenza manifatturiera d'Europa (e fra le prime dieci del mondo), leader in molteplici settori di attività e primo paese dell'UE per export, consiglierei al signor Orsi di vedere com'è messa la GB (solo per fare un confronto con la tanto disastrata situazione italiana): produzioni manifatturiere indigene ridotte al lumicino (sarebbe interessante chiedere ai consumatori europei quanti prodotti britannici conoscono e acquistano regolarmente), povertà dilagante fuori dall"isola londinese" (in cui permangono comunque zone di forte degrado sociale e bande criminali che terrorizzano interi quartieri, fenomeno comune alla maggior parte delle città del Regno Unito), precariato come regola nel mondo del lavoro, costo della vita astronomico e insostenibile per la maggior parte dei nuclei famigliari, sistema pensionistico e sanitario fatti letteralmente a pezzi fin dai tempi della Thatcher, indebitamento a livelli record della classe media e un'economia fondata esclusivamente sul petrolio e gas del Mare del Nord e sulle speculazioni della City di Londra (basterebbe un crack di alcune banche in difficoltà come sono da tempo alcuni colossi come la Deutsche Bank e l'intera economia britannica andrebbe a catafascio). 
Quindi, prima di fare tante analisi per lo più soggettive sull'Italia e sulla classe politica italiana (quelle all'estero sono di livello altrettanto scadente) ritenendola ingenuamente la principale responsabile della situazione attuale, l'autore farebbe meglio a guardare come stanno le cose nel paese in cui vive! E con questo non intendo affatto dire che in Italia si stia bene (anzi!), ma trovo personalmente insopportabile che all'estero vengano a darci lezioni e a sputare sentenze così superficiali e distanti dalla realtà complessa del nostro paese!

Yvan Rettore


N.B. Link dell'articolo criticato: https://www.fattidalweb.com/2017/06/28/da-londra-rivelazione-choc-massimo-10-anni-e-litalia-sara-una-nazione-finita/


domenica 27 agosto 2017

STRUMENTALIZZAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO GLI STRANIERI!

In questi ultimi giorni, tra attentati e stupri è tornato in auge il tema montato ad arte dai media nostrani che sottintenderebbe che tali azioni sono esclusiva o quasi di individui stranieri residenti o di passaggio nel nostro continente.
Ovviamente, è del tutto assurdo quanto assolutamente fuori luogo colpevolizzare intere comunità di persone solo per le gesta delittuose commesse da alcuni di loro.
Non ci sono tipologie di esseri umani più propense rispetto ad altre nel realizzare determinati crimini efferati. Il criminologo Cesare Lombroso aveva tentato di farlo alla fine dell'Ottocento, ma le sue tesi sono state ampiamente smentite dai fatti. In parole povere, non è perché un individuo presenta determinate caratteristiche facciali o ha un colore della pelle diverso dal nostro che risulta maggiormente disponibile nell'attuare crimini contro l'incolumità delle persone rispetto ad altri.
Crederlo o cercare di fornire spiegazioni razionali o scientifiche a riguardo rileva della pura idiozia e non ha nulla a che vedere con il buon senso e l'effettiva capacità di stilare profili criminali effettivamente compatibili con coloro che commettono tali gesta mostruose.
La cosa triste in questo tipo di vicende è la loro strumentalizzazione da parte di certe testate giornalistiche volta a criminalizzare determinate etnie o comunità religiose. Nello stesso tempo questi scribacchini cercano di rendere più scusabili o accettabili analoghe azioni commesse da criminali nostrani, proprio perché italiani, come a voler affermare che se uno stupro o omicidio avviene per mano di un italiano è meno grave rispetto a quello realizzato da uno straniero. Pazzesco! 
E cosa più vergognosa e intollerabile è che ammettendo questo tipo di conclusione, si va a ledere ulteriormente la dignità delle vittime dirette e indirette di questi crimini, arrecando loro un'offesa ancor maggiore perché a seconda di chi li compie si tende a sminuire o ad ingigantire il reato commesso.
E questo aspetto non può assolutamente essere ammesso da una società civile, perché chi uccide o stupra rimane comunque un criminale da perseguire e da condannare senza se e senza ma. E non ci sono differenziazioni di provenienza etnica o religiosa che tengano!

Yvan Rettore 




sabato 26 agosto 2017

FIGLI DI PAPA' E IMPRENDITORI CHE SI ARROGANO IL DIRITTO DI DARCI LEZIONI!


Una cosa che personalmente non sopporto è quando dei figli di papà o degli imprenditori di successo (ottenuto non sempre in modo ortodosso) si permettono di dare lezioni di morale e su cosa bisognerebbe fare di buono per risolvere i tanti problemi che affliggono il nostro paese.
Proprio loro si arrogano il diritto di dire alla gente comune cosa fare e non fare dall'alto delle loro montagne di denaro accumulato sfruttando a man bassa e senza scrupoli i lavoratori e speculando a più non posso sui mercati di mezzo mondo, anche grazie alla miopia e/o ai puntuali trattamenti di riguardo attuati nei loro confronti dalle nostre istituzioni.
A coloro che hanno il coraggio di replicare ai loro deliri di onnipotenza questi personaggi liquidano la cosa replicando che trattasi soltanto di reazioni di invidia nei loro riguardi.
Ma per favore!
Chi sa far funzionare il cervello e crede in valori estranei a quelli delle tre "S" ("Sesso, soldi, successo") non può certo mangiare alla greppia dei poteri forti della finanza e vivere una esistenza che si può definire soltanto con un termine: "vuota"!
Come si fa a invidiare individui che non hanno alcun rispetto dell'indigenza, dell'ambiente e degli esseri viventi in quanto tali e che vivono unicamente in funzione delle apparenze e dei futili valori materiali che la loro posizione impone?!
Detto questo, se non avessero un ego così smisurato, sicuramente avrebbero la decenza di starsene zitti!
Ma sarebbe chiedere troppo!

Yvan Rettore


mercoledì 23 agosto 2017

ORIANA FALLACI: UNA SCRITTRICE E GIORNALISTA IN CHIAROSCURO!

Fin da ragazzo, ho sempre avuto una grande stima di Oriana Fallaci sia come giornalista (i suoi servizi in giro per il mondo hanno fatto epoca) sia per la sua intensa attività di scrittrice. Il suo stile era diretto, asciutto e pungente, di un realismo che non lasciava spazio a mezze misure e a compromessi di parte. Per questo motivo (ma non solo) ho apprezzato tantissimo le sue prime fatiche letterarie, a cominciare da "Un Uomo" (romanzo che ancora oggi rimane in assoluto il mio preferito fra tutti quelli degli autori che ho letto). 
Donna dalla professionalità indiscussa, di notevole personalità e con una forza d'animo fuori dal comune, ha poi però conosciuto una netta involuzione negli ultimi anni della sua esistenza. Lei che aveva girato tutto il mondo, visto di persona orrori e tragedie indicibili e conosciuto modi di vivere e di pensare radicalmente diversi da quelli dominanti in Occidente, ha cominciato incredibilmente a denigrare parte di quei mondi che aveva diffuso e difeso caparbiamente in gioventù. Accuse, generalizzazioni e luoghi comuni sprezzanti soprattutto nei riguardi del mondo musulmano accompagnate nello stesso tempo da elogi di superiorità e di civiltà "incontestabili" verso l'Occidente (che però troppo spesso risulta essere stato coinvolto nelle tragedie e sofferenze che hanno afflitto e affliggono il Sud del mondo), mi hanno portato a ripensare la stima che nutrivo nei suoi confronti. Dov'era finita quella coraggiosa reporter ferita gravemente in un attentato a Città del Messico, che aveva condannato senza mezzi termini i fascisti trasformisti greci che erano stati responsabili della morte di Alekos Panagulis (il grande amore della sua esistenza) e tutti i conflitti che avevano insanguinato il mondo, dal Vietnam al Libano?! In lei sentivo e leggevo soltanto parole di odio, di rancore e di risentimento verso altri esseri umani che avevano nella stragrande maggioranza dei casi come unica colpa quella di credere a un Dio diverso dal nostro! 
Confesso di non avere mai trovato la risposta e se ce n'era una, Oriana se l'è portata via con sé nella tomba. Probabilmente una esistenza non facile, spesso vissuta in solitudine e intrisa di tante, troppe delusioni l'avevano portata a pronunciare quelle affermazioni che contraddicevano tutto il percorso della sua stessa vita?! Non lo so.
Ciò che è certo, è che le opere da lei lasciate prima di questa deriva sono lì a raccontarci una donna che comunque vada ha lasciato in eredità pensieri e riflessioni importanti che ancora oggi possono essere utili nella ricerca di un mondo migliore rispetto a quello da lei così tanto intensamente vissuto.

Yvan Rettore


TERREMOTO A ISCHIA: NON SI TRATTA SOLTANTO DI ABUSIVISMO!

La recente scossa di terremoto a Ischia ha fatto tornare d'attualità il tema dell'abusivismo purtroppo così diffuso nel nostro paese (e non soltanto al Sud!). 
Il crollo di diverse abitazioni non può però essere amputabile al solo abusivismo.
Un costruttore in buona fede e esperto conosce la qualità dei materiali che usa e quindi sa operare nel modo più adeguato nella scelta di quelli migliori e maggiormente idonei per assicurare una certa qualità e stabilità all'immobile che andrà a realizzare. Non solo, ma cercherà anche di avvalersi di personale competente e preparato da impiegare nel rispetto delle normative di sicurezza previste sui cantieri edili.  
Questi elementi che dovrebbero essere alla base dell'attività di ogni costruttore edile sono risultati purtroppo troppo spesso carenti o addirittura assenti nella costruzione di edifici e opere infrastrutturali realizzati dagli anni '60 in poi. 
Dal famigerato "Sacco di Palermo", gigantesca opera edilizia pilotata da Michele Greco, il "Papa" di "Cosa Nostra", il crimine organizzato si è imposto in quasi tutte le più importanti gare di appalto indette finora nel nostro paese, con conseguenze disastrose. A tal fine sono state costituite migliaia di società di costruzione "paravento" che attraverso la connivenza con "istituzioni amiche" hanno fatto man bassa di appalti da Nord a Sud, prima operando nell'abusivismo per poi estendersi anche nell'edificazione di opere legali soltanto sulla carta! 
Quindi si è giunti alla situazione attuale che vede da una parte decine di migliaia di immobili realizzati in modo abusivo (e sanati nel corso degli anni dalle varie amministrazioni pubbliche competenti in materia) a quelli costruiti nell'apparente legalità (da società in mano al crimine organizzato) che però ci hanno lucrato sopra in modo sfacciato e indisturbato, tanto che questi edifici oggi possono crollare e provocare tragedie immani anche con scosse di lieve entità come quella appunto avvenuta a Ischia!

Yvan Rettore


venerdì 18 agosto 2017

IL VERO MAESTRO


Un vero Maestro non insegna, ma orienta. 

Un vero Maestro non ordina, ma suggerisce. 

Un vero Maestro non nasconde i propri saperi ed esperienze, ma li condivide con altri. 

Un Maestro si afferma quando il proprio allievo riesce a pensare del tutto liberamente con la propria testa e a definire in totale libertà un suo sentiero verso la propria emancipazione e affermazione come essere umano unico ed irripetibile.


Yvan Rettore