Interventi su temi di attualità, politica, economia e società di Yvan Rettore, scrittore e saggista. http: profprom2009.wixsite.com/formazione
martedì 20 giugno 2023
CENTRO CULTURALE CARMELO BENE: LA LIBERTA' COME ESSENZA DELLA NOSTRA REALTA'
NORVEGIA: COME PULIRE IL CORTILE DI CASA SPORCANDO IL RESTO DEL MONDO
Spesso si loda la Norvegia per diversi motivi.
Uno di quelli attualmente più in voga è quello relativo all'abbattimento delle emissioni di CO2, ottenuto grazie alla diffusione massiccia di veicoli elettrici.
Quindi aria più pulita e paese visto come un esempio da seguire nell'ambito dell'Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
Che bello, vero?
Ma in realtà tutto questo nasconde diverse criticità.
Si può dire che la Norvegia sia arrivato tanto "esportando" altrove in modo crescente (in gran parte a causa delle guerra in Ucraina che hanno visto crollate in Occidente le importazioni di gas naturale dalla Russia) fonti fossili altamente inquinanti ed infischiandosene quindi altamente degli obiettivi dell'Agenda 2030.
Perché ciò che il Mainstream evita di dire è quanto segue:
- la Norvegia è il primo produttore europeo di petrolio dopo la Russia, con una produzione annua pari a circa 90 mio di tonnellate, settore che rappresenta il 17% del PIL del Paese. Il 40% delle esportazioni è coperto da petrolio grezzo, il che colloca la Norvegia come il terzo esportatore al mondo. A ciò bisogna aggiungere una produzione annua di 120 mia di m3 di gas naturale (che la piazza sempre al secondo posto in Europa dopo la Russia), quasi completamente destinati all'export. La Norvegia inoltre è un notevole produttore anche di energia elettrica e ora anche di carbone ed è quindi ampiamente autosufficiente sul piano energetico
- gli abitanti della Norvegia sono 5,4 mio (contro i 59 del nostro Paese) su un territorio grande poco più dell'Italia e in larga parte disabitato. La densità della popolazione è di poco di più 14 abitanti per km2 e 1/3 dei norvegesi vive nelle prime 20 città del paese, collocate prevalentemente a sud del Paese.
Detto questo appare evidente che la Norvegia può essere definita come "L'Arabia Saudita d'Europa".
La presenza di pochissimi abitanti su un territorio molto vasto comporta che i costi energetici risultino estremamente ridotti e che quindi i ricavi consistenti derivanti dalle grandi fonti di idrocarburi ivi presenti possano portare nella casse dello stato norvegese benefici stratosferici in grado di generare investimenti pubblici e privati nonché favorire politiche fiscali a sostegno di un'economia costantemente espansiva.
E' ovvio che in tali condizioni la Norvegia sia riuscita tranquillamente a disinquinarsi e ad avviare a spron battuto la diffusione di veicoli elettrici perché non conosce problemi di bilancio e gode di una bilancia all'export che le consentono di avere un Pil pro capite annuo che supera largamente i 100.000 USD.
Però questa opera di pulizia ambientale è stata ed è resa ancora oggi possibile grazie alla continua esportazione di energie fossili che causano inquinamento nel resto del mondo e che - guarda caso - impediscono a non pochi Paesi di raggiungere gli scopi fissati dall'Agenda ONU 2030.
Come dire: "Tengo pulita casa mia, ma i rifiuti, le polveri e altre sostanze dannose le scarico ai miei vicini di casa e anche oltre se necessario".
Facile essere ecologisti così, no?
Yvan Rettore
domenica 18 giugno 2023
LA MEGALOMANIA, MALATTIA CRESCENTE E TIPICA DEL NOSTRO TEMPO
Quando ero giovane credevo che la megalomania fosse una caratteristica
tipica limitata a coloro che operano in politica o nel mondo imprenditoriale.
In questi ultimi anni, con l’evoluzione veloce di Internet e
in particolare dei social media oltre che del Mainstream via rete, ho potuto
notare che questa tendenza sta affliggendo sempre più persone.
Infatti, oggi si possono trovare megalomani nell’ambito scolastico,
accademico, associativo, sportivo, ecclesiastico e via discorrendo.
Come se Internet avesse dato l’opportunità straordinaria a
tutti i narcisisti del mondo di poter diffondere il loro ego smisurato dovunque
ed in ogni momento.
Un’arma potentissima nelle loro mani che sembra non avere
confini né territoriali, né temporali.
Nel mio piccolo, ho dovuto (e devo ancora) affrontare
diverse volte simili soggetti e devo dire che sono contento di non frequentarli
più perché sono come dei piranha che ti succhiano letteralmente il sangue con i
loro comportamenti davvero soffocanti.
Ma come si riconosce un megalomane?
Ecco una breve lista di caratteristiche che possono aiutarci
ad identificarli:
- l’esibizionismo. Da buon narcisista, deve esternare il più possibile la sua presenza in ogni contesto. Se c’è un convegno, esige di essere in prima fila. Se c’è una trasmissione TV, vuole essere ripreso più volte. Se viene scritto un articolo su di lui, non può mancare una foto che lo ritragga nella sua posa migliore
- il presenzialismo. È una deformazione peggiorativa dell’esibizionismo che richiede di cogliere qualsiasi occasione pur di riuscire ad apparire. Quindi, da quando si alza la mattina fino a quando va a letto, il megalomane stressa sia sé stesso che chi gli sta intorno per non perdere nessun evento o situazione che possa consentirgli di essere presente e farsi notare da un numero significativo di persone
- il personalismo. È una manifestazione sproporzionata del proprio ego in ogni iniziativa realizzata all’interno di una qualsiasi entità di appartenenza. La cosa può sfociare in un vero e proprio culto della personalità che si traduce nella diffusione di simboli, foto, video e altri elementi visivi in cui il gruppo a cui appartiene il megalomane viene identificato unicamente attraverso la diffusione maniacale e costante della propria immagine in ogni contesto possibile
- la leadership. Fondamentale per un megalomane è di essere il capo assoluto e indiscusso del gruppo a cui appartiene perché è così che può riuscire nel migliore dei modi ad esternare al massimo il suo narcisismo patologico. Ne consegue che qualsiasi membro dello stesso deve sottomettersi in modo incondizionato alla sua volontà ed accettare quindi di non mai mettere in discussione la sua autorità. Se ciò dovesse avvenire, il megalomane potrebbe arrivare a volte anche a gesti estremi pur di eliminare il membro che ostacola il suo potere. Anche l’ascesa a quest’ultimo avviene spesso in modo arbitrario e attraverso pratiche ingannevoli, perché raramente il megalomane risulta essere un leader naturale e quindi ammesso serenamente dal gruppo di cui fa parte
- l’incoerenza. Le parole e i proclami di un megalomane sono visti soltanto come strumenti destinati ad alimentare la sua costante sete di apparire e di voler essere considerato dagli altri attraverso la sua presenza dirompente ed assillante. Quindi, risulta molto spesso incoerente e fra i soggetti peggiori che sono afflitti da tale malattia, vi sono coloro che strumentalizzano la povertà, le tragedie ed altri elementi di malessere sociale pur di riuscire a farsi strada. Non a caso, in questi anni abbiamo visto avvicendarsi al potere politico vari leader che hanno dimostrato un’incoerenza completa tra le loro dichiarazioni e quanto predicavano di fare per il bene della collettività.
- la verità in tasca. Il megalomane non accetta mai il confronto con coloro che potrebbero mettere in pericolo le sue granitiche posizioni che costituiscono le fondamenta stesse dell’esternazione smisurata del suo ego. Queste non possono mai essere messe in discussione perché sono considerati strumenti essenziali alla manifestazione e alla scalata della sua persona a qualsiasi posizione di vertice. Quindi si può veramente affermare con sicurezza che un megalomane non può assolutamente le logiche e regole sulle quali si fonda una democrazia. Ecco perché si suole affermare che è la malattia dei tiranni, anche di quelli che governano in sistemi democratici, ma che in realtà non sono altro che vere e proprie oligarchie, come dimostrano benissimo di essere le attuali democrazie liberali occidentali
- l’incapacità di amare. Il megalomane non riesce ad amare nessuno perché cerca di manipolare chiunque entri in contatto con lui pur di poter riuscire a raggiungere i propri scopi. Non prova sentimenti ma soltanto interesse quando si avvicina ad una persona. Se gli serve, bene. Altrimenti, passa oltre. E in linea col proprio essere rimane del tutto insensibile al male che può fare a qualcuno adottando simili comportamenti
- il controllo. Il megalomane ha l’ossessione del controllo perché nulla deve sfuggire alla sua volontà irrefrenabile di essere protagonista comunque e dovunque. Non riesce ad avere fiducia negli altri perché deve sempre coinvolgerli attraverso le leve dell’interesse e non in un reciproco sentimento di reciprocità e considerazione come possono essere le relazioni d’amore o di amicizia.
- il fallimento. Tutti i megalomani sono destinati a fallire perché l’ossessione di voler apparire accompagnata da una mancanza completa di volontà di agire per il bene reale del gruppo di appartenenza finiscono con il decretare il fallimento delle loro imprese. La Storia, ma anche più modestamente la vita della gente comune è costellata di esperienze fallimentari di personaggi distrutti dal loro egocentrismo e dalla loro assenza completa di umiltà nel porsi di fronte al prossimo. È con quest’ultima che si costruiscono le grandi imprese, non certo con l’egoismo espresso ad oltranza che invece risulta sempre distruttivo ed inconcludente
- la solitudine come situazione finale. “Quando lo conosci, lo eviti” è un adagio che calza a pennello quando incontri un megalomane. Alla fine della fiera, anche se può a volte dare l’impressione di non essere solo, costui è destinato comunque ad essere emarginato o comunque ad avere un’influenza e una presenza pubblica che diventano sempre più ingombranti ed imbarazzanti perché l’ego smisurato che hanno sempre dimostrato si rivela sempre distruttivo e dannoso nei confronti delle persone con cui instaura rapporti. Resistono unicamente coloro che pervengono ancora ad avere interessi nel tessere una qualsiasi relazione con esso. Ma sono persone mosse non certo da sentimenti di amore o di amicizia e che ci stanno finché fa loro comodo. Complici e nient’altro.
Detto questo, penso che tanti di noi abbiano incontrato non
pochi soggetti sofferenti di quella che si può definire una vera e propria
patologia, che andrebbe curata innanzitutto per il bene di chi ne soffre ma anche
per coloro che vi hanno a che fare.
A meno che non sia una costante dell’essere umano diventare
megalomane ogni volta che assume posizioni di potere e in questo caso ritengo
che il dibattito rimanga aperto e che non vi sia una risposta esauriente nel
merito.
Però se fosse così, sarebbe davvero grave e spiegherebbe
come anche grazie all’evoluzione tecnologica, i comportamenti umani di questi
umani (specie nel mondo occidentale) stiano avendo un’accelerazione piuttosto
significativa sul piano involutivo.
Yvan Rettore
FESTA DI SAN GIOVANNI A VEGLIE: UN GRADITO RITORNO, MA SI POTEVA FARE DI PIU’
Da ieri sono iniziati i festeggiamenti del Santo Patrono di Veglie che culmineranno nel prossimo fine settimana con tutta una serie di iniziative.
Non intendo sindacare sulla qualità di queste ultime perché
il lavoro che viene impiegato da coloro che le attueranno merita comunque
sempre rispetto.
La questione è semmai un’altra e consiste nel fatto che si
poteva fare davvero di più.
Specie stavolta, col cambio di passo che si sperava
attraverso la nomina recente della nuova Giunta Comunale.
Invece, si nota che permangono carenti le iniziative davvero
aggregative.
Al di là della corposa offerta musicale, non si capisce se vi
saranno spazi adibiti per consentire al pubblico di ballare.
Perché se così non fosse sarebbero manifestazioni piuttosto
riduttive destinate unicamente all’ascolto ma non ad un coinvolgimento maggiore
e quindi più stimolante della platea di spettatori.
È d’altra parte piuttosto deplorevole che non sia stata
destinata un’area in cui far confluire un numero significativo di bancarelle
con una presentazione e degustazione di prodotti tipici locali.
In un periodo in cui cominciano ad affluire diversi turisti
nei B&B locali, ritengo che sia davvero una bella occasione persa per far
conoscere meglio il nostro territorio e le sue peculiarità, utili anche allo sviluppo
turistico ed economico del Paese.
Non è manco stata pensata un’offerta più ricca di giochi ed
attività ricreative in grado di consentire soprattutto ai più giovani (ma non
solo) di sfogare le loro doti in prove di abilità che non rientrano nelle
solite attività sportive.
Infine, il fatto che non sia stata prevista una tavola calda
all’aperto in cui poter cenare scoprendo specialità tipiche locali, ritengo che
sia una carenza piuttosto seria di questo evento.
Sono proprio questi momenti ad essere quelli maggiormente
aggregativi e piacevoli all’interno di manifestazioni di questo tipo, perché
costituiscono momenti in cui il dialogo, l’allegria, la spensieratezza e i
nostri sensi possono fondersi per regalarci ricordi indelebili oltre che l’occasione
di conoscere gente nuove e di rivedere conoscenti, parenti e amici con calma e
senza la fretta e gli impegni della vita quotidiana.
Sinceramente sono poco fiducioso nel credere che le realtà attualmente
attive nell’organizzazione di questo evento possano un giorno introdurre questi
elementi che dovrebbero rappresentare la normalità e non l’eccezione.
Però sarebbe bello che la cittadinanza cominciasse a
rivendicare presso di loro che almeno parte di queste possano concretizzarsi negli
anni a venire.
Perché in caso contrario, non lamentiamoci se poi la
partecipazione rischierà di essere piuttosto ridotta a vantaggio di entità
esterne a Veglie che sono in grado di offrire da anni una serie di iniziative ben
più coinvolgenti ed aggregative.
C’è bisogno di stare insieme, di comunicare, di dialogare
per ritrovare un senso di comunità oggi in gran parte smarrito e che faceva
stare bene le generazioni che ci hanno preceduto, nonostante fossero più povere
materialmente di quelle attuali.
Prof. Yvan Rettore
Portavoce Centro Culturale Carmelo Bene
Via Roma, 10
73010 Veglie (LE)
sabato 17 giugno 2023
CARO CARMELO,
Ti disturbiamo stando sulla punta dei piedi, perché sappiamo bene che anche dove sei adesso non sopporti che qualcuno ti interpelli.
martedì 13 giugno 2023
IL CULTO DELLA PERSONALITA' CHE DOMINA NELLE MORENTI DEMOCRAZIE OCCIDENTALI
venerdì 2 giugno 2023
ITALIA, UNA DEMOCRAZIA FORMALE MA NON SOSTANZIALE
Non basta dire che si vive in un Paese democratico per pensare che questi lo sia davvero.
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