L'uomo moderno trascorre la maggior parte della propria esistenza dentro delle scatole
UN PASSAGGIO QUOTIDIANO DA UNA SCATOLA ALL'ALTRA
In una giornata, dorme in media dalle 8 alle 10 ore in un appartamento o in una casa, lavora altre 8 o 10 ore in un ufficio, negozio o capannone, va a fare la spesa nei supermercati o centri commerciali e via discorrendo.
Pure i bambini non sfuggono a tale fenomeno, dato che passano parecchio del loro tempo all'interno di plessi scolastici.
Perfino quando si spostano, gli esseri umani lo fanno ricorrendo a "scatole": auto, treni, autobus, ecc...
UN RAPPORTO STRIMINZITO E SPORADICO CON LA NATURA
Alla fine della fiera, il nostro essere in natura (in mezzo agli alberi, nei prati, nei campi, nelle praterie...in tutto ciò che c'è di bello e meraviglioso che c'è su questo pianeta) si riduce a qualche sporadica scampagnata o giri in bicicletta.
Molto poco, probabilmente troppo poco per ricordarci che noi apparteniamo proprio a tutto quello che si colloca all'esterno delle nostre "scatole" quotidiane.
Se è vero che tali elementi consentono alle persone di godere di determinate comodità, di salvaguardarci dalle intemperie climatiche, dal freddo e dal caldo, è altresì palese che spersonalizza notevolmente l'essenza del nostro essere in natura.
LIBERARCI DALLE SCATOLE QUOTIDIANE
Le società nomadi o tribali e la civiltà contadina non presentano tali caratteristiche del "vivere in scatola" gran parte della giornata, perché la vita comunitaria trascende la necessità di ricorrere a simili estremi restrittivi nell'uso dello spazio circostante.
Benché, soprattutto in Occidente, non si possa minimamente immaginare di tornare a vivere in simili contesti sociali e culturali, sarebbe comunque utile quanto salutare cercare di costruire sempre più occasioni e momenti in cui uscire da simili "scatole".
Questo onde poter mantenere vivo un rapporto con l'insieme a cui apparteniamo e da cui proveniamo.
Prof. Ivan Rettore

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