venerdì 17 marzo 2023

LETTERA APERTA A MARIO GIORDANO



Egregio Dottor Giordano,

Intendo innanzitutto complimentarmi con lei per la sua trasmissione che seguo abbastanza spesso.
Non posso certo dire di essere un suo fan e questo perché ritengo che i talk show trasmessi dalle emittenti private incontrano molte difficoltà nell'essere pienamente obiettivi e questo senza nulla togliere alla sua indubbia professionalità.
La sopravvivenza delle TV private è soggetta infatti alla pubblicità e di conseguenza gli sponsor risultano determinanti per il mantenimento di qualsiasi trasmissione, compresa la sua.
Quindi i dati di ascolto appaiono fondamentali e per raggiungerli, spesso si finisce con l'essere parziali o non sufficientemente obiettivi nel riportare notizie che meriterebbero ben altri approfondimenti.
Tenendo conto poi che l'emittente per cui lavora appartiene di fatto alla famiglia di uno dei leader di una delle compagini politiche che sostengono l'attuale governo, è ovvio che i suoi margini di manovra su alcuni temi appaiono quantomeno ridotti.
Di conseguenza non è un caso che nel corso della sua trasmissione andata in onda martedì scorso lei si sia limitato a mettere in risalto le presunte attività di sciacallaggio mediatico avvenute nei confronti dell'attuale esecutivo in merito alla triste vicenda di Cutro in cui sono deceduti in mare aperto decine di profughi.
La sua difesa dell'operato dell'esecutivo non è soltanto risultata maldestra quanto estremamente riduttiva ma giornalisticamente parlando non ha rispecchiato affatto la verità.
Con questo non voglio certo insegnarle il mestiere.
Ci mancherebbe.
Però, le notizie devono fondarsi su dei fatti oggettivi e la verità va rivelata nella sua interezza.
E penso che concordi con me che questi elementi dovrebbero costituire i pilastri di qualsiasi giornalismo d'inchiesta, onde evitare di rischiare di cadere in una banale attività di propaganda.
E in questo caso, le confesso Dottor Giordano, che mi ha deluso non poco.
Le sarebbe bastato leggere il bellissimo articolo di Andrea Palladino, dal titolo "La tragedia di Crotone vista con gli occhi di chi è arrivato per primo", pubblicato nell'ultima edizione della rivista TPI (The Post International) per realizzare un servizio di ben altro spessore, almeno per ridare un po' di dignità a quei morti che invece in questi giorni sono stati usati come cenci dalle forze politiche di questo Paese per scopi essenzialmente propagandistici.
Cosa dice quell'articolo?
Rivela cosa è veramente accaduto e le assicuro che il governo non ne viene fuori bene e che le sue responsabilità in merito a quanto è davvero accaduto ci sono tutte.
Contrariamente a quanto da lei dichiarato nella sua trasmissione.
Ma proseguiamo con ordine.
Secondo quanto riportato dall'articolo, i primi a giungere sul posto del naufragio sono stati due militari, un vicebrigadiere e un carabiniere, alle ore 4'30 del mattino del 26 febbraio scorso, dopo essere stati chiamati per un intervento dalla centrale operativa del 112, la quale aveva ricevuto una richiesta d'aiuto alle ore 4'10.
Lì, hanno trovato un primo cadavere e poi i resti di un'imbarcazione.
E poi altri cadaveri.
Tanti.
Hanno quindi cominciato a soccorrere con l'aiuto di qualche pescatore i sopravvissuti.
La Guardia Costiera è intervenuta soltanto alle 5'35, dopo che la Capitaneria di Porto era stata avvertita dello sbarco alle ore 4'37.
Alle 23'03 del giorno prima, l'agenzia europea Frontex (incaricata del controllo dei mari dell'UE), attraverso il velivolo Eagle 1, aveva riscontrato che un'imbarcazione proveniente dalla Turchia si stava dirigendo verso le coste calabresi.
In quel momento è stata rilevata la presenza certa di molte persone nella stiva.
E' accertato quindi che vi erano molti individui su un'imbarcazione di dimensioni ridotte e il governo italiano viene prontamente informato di tale criticità.
Questi ha ritenuto che si trattasse di un semplice tentativo di sbarco di immigrati irregolari e ha preferito non tenere minimamente conto delle previsioni di peggioramento delle condizioni meteo e nemmeno della probabilità (molto elevata) che vi fossero molti individui su quella imbarcazione.
A questo punto il NCC (National Coordination Center), una sorta di sala situazione che dipende dalla Direzione della Polizia di Frontiera e di Immigrazione del Viminale ha allertato la Guardia di Finanza (che ha la competenza per le operazioni di polizia in mare e non di soccorso), la quale ha fatto uscire due mezzi.
Questi ultimi, non trovando l'imbarcazione e in presenza del mare grosso, sono rientrati poco dopo.
A quel punto nessuno si è preso la briga, in presenza di criticità più che evidenti, di rivedere il da farsi.
E tutto è rimasto tragicamente fermo fino alle prime ore del mattino del 26 febbraio.
L'obbligo di soccorso, Dottor Giordano, non scatta soltanto quando avviene il naufragio, ma anche preventivamente, ovvero quando si ha contezza che ciò possa effettivamente verificarsi.
Unendo questo aspetto al peggioramento accertato delle condizioni meteo, era apparso chiaro fin dall'inizio che quel barcone fosse davvero in pericolo.
Si è preferito inoltre far intervenire un corpo di polizia - la Guardia di Finanza - che ha funzioni essenzialmente repressive, invece di far intervenire immediatamente la Guardia Costiera che è l'unità operativa effettivamente competente per eseguire interventi di soccorso in mare.
Ecco perché (sulla base di fatti comprovati e non di opinioni), le responsabilità dell'esecutivo italiano ci sono tutte e appare quindi perfettamente inutile arrampicarsi sugli specchi per dimostrare il contrario.
Senza alcuna vena polemica, Dottor Giordano, avrei tanto desiderato che lei avesse diffuso queste verità a "Fuori del Coro" martedì scorso, invece di limitarsi a replicare alle presunte operazioni mediatiche di sciacallaggio avanzate da personaggi o compagini politiche che comunque non hanno assolutamente nulla di rappresentativo di ciò che è davvero la Sinistra.
Alla fine della fiera, la sua azione si è equiparata alle loro e questo senza alcuna reale considerazione circa la realtà dei fatti.
Se questa ci fosse veramente stata avrebbe potuto ridare almeno un po' di dignità a quelle decine di esseri umani che sono morti nella speranza di poter vivere un giorno un'esistenza diversa.
Non se la meritavano?
Come essere umano, ritengo di sì.
Non lo crede anche lei?
Con stima.

Professor Yvan Rettore  



PROSSIMA APERTURA DI UN CENTRO CULTURALE A VEGLIE

 Il mese prossimo verrà inaugurato nel centro storico di Veglie un Centro Culturale.

L'obiettivo sarà di ridare slancio ad una località rimasta per troppo tempo ferma o comunque con azioni poco incisive a riguardo.
La questione non è tanto legata alla presenza o meno di entità presenti sul territorio in grado di cimentarsi in questo ambito ma piuttosto sulla qualità e la quantità delle iniziative che queste sono state finora in grado di proporre.
Non abbiamo la pretesa di essere superiori a chicchessia ma l'impressione è che a Veglie le iniziative in ambito culturale rimangano troppo relegate ad una nicchia di persone e che non riescano a rivestire una popolarità e un coinvolgimento concreto e costante della popolazione ivi residente.
Forse perché c'è la convinzione in alcuni promotori che, quando si parla di cultura, bisogna per forza di cose volare alto mentre invece sarebbe fondamentale aprirla a tutti coloro che hanno voglia e capacità di esprimersi nei tanti modi di cui ogni essere umano può disporre.
Ecco, è questo che vorrà essere il Centro Culturale di prossima apertura Veglie.
Un luogo di aggregazione, di incontri e di valorizzazione delle diversità attraverso molteplici iniziative che spazieranno in vari ambiti: laboratori creativi (pittura, disegno, fotografia, scultura, bricolage, trucco, ecc...), corsi di formazione e linguistici, attività di sviluppo della persona (discipline orientali, ginnastica, ecc...), canto, recitazione, teatro, concorsi, tornei e conferenze su vari temi, promozione di prodotti e di attività locali, iniziative ricreative e di accoglienza nel settore turistico e tanto altro.
Sarà un Centro che avrà come slogan identificativo quello delle "3 C", con "C" che starà per "Conoscenza, Confronto, Condivisione", perché è dall'unione di questi tre concetti che potremo trovare notevoli occasioni di crescita sia sul piano personale che comunitario.
Vogliamo essere inclusivi e non avere nessuna caratteristica esclusiva ed è per questo motivo che il Centro dovrà essere fin dall'inizio un'entità in cui tutti i vegliesi potranno identificarsi e ritrovarsi.
Quindi al di là del portavoce ufficiale (ruolo che al momento ho l'onore di ricoprire) non vi saranno organi dirigenziali e/o gerarchici.
Intendiamo fondare il nostro progetto sulla gratuità e sull'offerta libera in relazione alle iniziative che verranno proposte e realizzate all'interno ma anche all'esterno del Centro, proprio per assicurare quell'inclusività di cui ho accennato poc'anzi.
Di conseguenza non verrà richiesto nessun tesseramento e ci impegneremo sempre affinché un massimo di persone possano partecipare alle iniziative che andremo di volta in volta a presentare senza vincolarci al raggiungimento di un qualsiasi risultato finanziario.
Questo perché è nella partecipazione che si cresce e se si intende davvero realizzare un progetto così nobile e positivo, deve per forza di cose essere aperta a tutti.
Attualmente, essendo in una fase di transizione prima del lancio effettivo del progetto, non siamo ancora in grado di fornire ulteriori dettagli specifici in proposito.
Ma a breve lo faremo di sicuro e aspettiamo con gioia e con un grande sorriso di accogliervi nel Centro Culturale e di aprire un nuovo e bellissimo percorso di crescita per tutti noi, vegliesi e non.
Yvan Rettore

L'UOMO, QUELL'ESSERE CHE SI CREDE ONNIPOTENTE

Gli esseri umani si credono talmente onnipotenti da equiparare la prossima quanto inevitabile estinzione della loro specie alla fine del mondo.

Non hanno manco lontanamente la consapevolezza che sono un pulviscolo su questo pianeta (meno che zero nell'Universo) del quale occupano meno del 10% dell'intera superficie terrestre.
Credono ingenuamente di poterne decidere le sorti quando invece è esattamente il contrario, perché la specie umana comunque un giorno scomparirà, mentre la Terra che attualmente la ospita sopravvivrà ancora un bel pezzo anche senza di essa.
Gli uomini sono uno dei tanti fallimenti evolutivi della natura come è accaduto con milioni di altre specie prima della sua apparizione e come avverrà dopo la sua estinzione.
Forse se gli uomini cominciassero ad accorgersene, potrebbero cominciare a cambiare il loro modo di pensare e vivere il loro effimero passaggio in questo mondo evitando di dannarsi l'anima a tentare di accumulare montagne di pezzi di carta, a vivere dentro delle scatole e ad essere schiavi del dogma del lavoro e del mercato.

Yvan Rettore







domenica 12 marzo 2023

DUE PAROLE SU MAURIZIO COSTANZO...

 Maurizio Costanzo è sempre stato allineato col potere (basta vedere la sua feroce avversione verso i no vax e il suo sostegno all'appoggio armato dell'Ucraina da parte del nostro esecutivo attuale ma anche di quello passato), tanto è vero che era iscritto alla Loggia massonica sovversiva P2 (tessera n. 1819) del venerabile Licio Gelli, la stessa in cui figurava un certo Silvio Berlusconi.

Ha saputo trarre profitto e prestigio da questa sua attitudine servile e nonostante gli vadano riconosciuti diversi meriti, era una persona che non stimavo affatto.
Si può definire perfino ridicola la leggenda metropolitana che lo descriveva come un grande oppositore della mafia rammentando che era alle dipendenze di qualcuno che aveva rapporti costanti con essa e che non mosse un dito per difendere Falcone quando nel corso di un "Maurizio Costanzo Show" il magistrato siciliano venne pesantemente attaccato in pubblico.
Come dire, tanto fumo e poco arrosto.
Anzi, di arrosto proprio non ce n'era.
Ora non è perché è morto che si deve dimenticare quanto di male ha fatto in vita questo personaggio che era di una vanità davvero sconcertante e a tratti davvero insopportabile.
Non a caso la sua trasmissione più famosa e di successo aveva come titolo il suo nome e cognome.
Come dire, umiltà zero!
Ora che riposi pure in pace, ma evitiamo di farne il santo che non è mai stato!
Yvan Rettore

LO SMARTPHONE CHE UCCIDE IL DIALOGO


Un giorno di alcuni anni fa mi ritrovo al bar con un vecchio amico.
Dopo i convenevoli di rito, ci sediamo.
Parliamo del più e del meno.
Poi tutt'ad un tratto estrae lo smartphone dalla tasca.
Io manco ce l'avevo (e non ce l'ho tuttora).
Appena finito il discorso, prende a guardarlo imperterrito.
Rimango in silenzio ad osservarlo.
Niente.
Non sta più badando al sottoscritto.
Senza dire altro, mi alzo e vado in bagno.
Quando torno, lo trovo nella stessa posizione di prima.
E allora me ne vado, senza manco salutarlo.
Poco dopo, mentre sto per mettere la chiave nella toppa della porta di casa mia, sento il mio cellulare (che era rimasto nell'appartamento) squillare.
Entro nell'appartamento, afferro prontamente il cellulare e vedo che mi sta chiamando.
Mi chiede come sto e dov'ero finito.
Gli rispondo che sto bene e che ero andato via alla chetichella perché visto che era molto impegnato non intendevo disturbarlo.
Ha replicato scusandosi e dichiarandosi veramente dispiaciuto.
Alcuni giorni dopo, mi ha richiamato invitandomi a cena.
Ho accettato volentieri avanzando una sola condizione.
Che non ci fossero smartphone accesi a tavola.
E così fu.
Yvan Rettore
Potrebbe essere un'immagine raffigurante 5 persone e persone sedute
Tutte le reazion

venerdì 10 marzo 2023

CIO' CHE NON CI DICONO SULL'IMMIGRAZIONE


Forse ai nostri lidi manca la consapevolezza che vi sono attualmente due Stati libici e che uno, la Libia Occidentale, è retto da bande criminali che controllano, al soldo degli Occidentali, un territorio in cui si trovano ingenti pozzi petroliferi.
Quelle stesse bande lucrano e attivano traffici e sfruttamento di esseri umani provenienti dall'Africa subsahariana senza che l'Occidente muova un dito contro di loro.
Lo stesso fa la Turchia attraverso logiche analoghe lucrando direttamente o indirettamente sul destino di poveri cristi provenienti dall'Asia.
Quindi se non sta scritto da nessuna parte che l'Italia debba farsi carico dei problemi dei paesi dell'Africa, non sta scritto nemmeno da nessuna parte che l'Italia debba per forza crearne a loro (in primis la Libia)!
Detto questo, il nostro Paese (come il resto dell'Occidente) non dovrebbe più essere compartecipe di tali vicende.
Il giorno che cominceremo a pensare ai fatti nostri a casa nostra e che non andremo più a saccheggiare il sud del mondo, allora d'incanto più nessuno verrà qui!
Dico questo perché ci siamo anche noi italiani nella spartizione della torta del petrolio in Libia o pensiamo ingenuamente che l'ENI sia rimasta alla finestra?!
Suvvia, ci sono fatti a riguardo che lo dimostrano chiaramente da anni.
D'altro canto, forse non ci ricordiamo che ci sono varie rotte migratorie verso l'Europa e non soltanto in Libia, ma che è proprio quest'ultima quella che riguarda maggiormente il nostro Paese.
Nessuno costringe le persone residenti nei paesi subsahariani a lasciare i loro paesi, è vero.
Ma dobbiamo essere consapevoli che i popoli del sud del mondo sono obbligati a vivere in condizioni sempre più difficili (per non dire altro) e senza prospettive nei loro Paesi affinché l'Occidente possa continuare a saccheggiarli e depredarli impunemente bloccando loro ogni possibilità di sviluppo e di evoluzione.
Visto che anche ai nostri lidi ci furono milioni di persone che dovettero lasciare la propria terra d'origine per andare all'estero in cerca di fortuna, perché mai loro non dovrebbero poterlo fare oggi?!
Dove sta scritto?!
Quindi sarebbe il caso che cominciassimo ad informarci al di fuori del Mainstream, dei video e post che circolano sui social e in rete, i quali sono molto riduttivi, incompleti e volutamente parziali sull'argomento.
Bisogna riprendere la fatica di leggere libri e documentazioni autorevoli e credibili a riguardo al fine di evitare di bere qualsiasi panzana viene diffusa ad arte in Occidente su questo tema.
Prendiamoci il tempo di leggere libri autorevoli sull'immigrazione come "L'urlo" di Michelangelo Severgnini o meglio ancora "Inferno Immigrazione" di Daniel Wedi Korbaria.
Forse dopo riusciremo davvero ad aprire finalmente gli occhi su cosa sta veramente accadendo anziché soffermarci su qualche spezzone di video in rete.
Allora forse cominceremo a capire che le bande criminali che controllano la Libia occidentale stanno ivi schiavizzando e trattenendo contro la loro volontà decine di migliaia di esseri umani provenienti dall'Africa subsahariana come moneta di scambio e di ricatto verso l'Occidente.
E lo fanno anche impedendo tranquillamente che venga diffusa questa tragica situazione alle popolazioni residenti nell'Africa subsahariana dove l'informazione (ma guarda un po') non è così capillare e puntuale come ai nostri lidi.
Oppure pensiamo davvero che nelle baraccopoli delle città africane si viva con gli stessi mezzi esistenti qui da noi e che il wifi e la TV siano dovunque?!
Non siamo nemmeno consapevoli che la stragrande maggioranza dei migranti martirizzati in Libia non intendono affatto venire in Italia e che il loro unico desiderio è quello di tornarsene a casa.
La cosa viene loro negata perché sulla loro pelle ci devono lucrare le bande criminali della Libia Occidentale che controllano i giacimenti di gas e petrolio.
Come già detto poi ci sono le immancabili multinazionali occidentali, fra cui ovviamente l'ENI, che fanno affari colossali proprio sull'importazione a basso costo di quelle fonti energetiche da quelle zone.
Detto questo, l'Occidente cosa fa di fronte alla violazione costante dei diritti umani che avviene in quel Paese?
Niente!
Lascia che le bande criminali ivi presenti possano tranquillamente fare traffici di ogni sorta, fra cui quello legato ai migranti che spogliano di tutto.
Migranti che vengono usati come moneta di scambio, ovvero: "Tu mi dai il petrolio a basso costo e io in cambio ti lascio fare ciò che vuoi dei migranti che arrivano nel tuo Paese, compresi i viaggi degli scafisti, i quali operano in accordo con la grande criminalità internazionale che ha trovato una fonte notevole di guadagno da tali attività".
Tutti contenti, tutti soddisfatti, salvo ovviamente i migranti.
Vorrei ricordare a coloro che li disprezzano che si tratta di PERSONE e non di oggetti usa e getta.
E' davvero inconcepibile che si possa ancora persistere nel giudicare in modo così crudele (perfino a livello istituzionale) individui che hanno vissuto l'inferno in Terra per colpe non loro e che a certi livelli (soprattutto istituzionali e politici) non si abbia manco la decenza di piangere chi non c'è più senza che vengano assunte precise responsabilità a riguardo!
E se dobbiamo prendercela con qualcuno facciamolo con le nostre istituzioni che hanno reso le nostre città sempre più insicure e invivibili in determinati quartieri.
Altrimenti a cosa ci servono le forze dell'ordine, la magistratura e i nostri politici che paghiamo con le nostre tasse?!
E poi la colpa sarebbe dei migranti?!
Ma per favore!
Yvan Rettore



domenica 5 marzo 2023

SCHLEIN, LANDINI E CONTE: IL TRIO DA CUI LA SINISTRA NON DEVE PROPRIO RIPARTIRE!

 

Dopo l’elezione alla segreteria del PD di Elly Schlein e la parata unitaria antifascista di PD, M5S e CIGL avvenuta ieri, la stampa è ripartita in pompa magna annunciando che vi è una rinascita della Sinistra e quindi di un’opposizione credibile alla Destra di governo in questo Paese.
Ovviamente, gli scribacchini nostrani (perché ormai di giornalisti nel vero senso della parola ce ne sono davvero pochi) saldamente al servizio dei poteri costituiti non riescono manco più ad avere un senso critico e a raccontare davvero come stanno le cose quando affrontano certi argomenti.
Partiamo dall’antifascismo, questo slogan sempre tanto caro al PD e ai centri sociali.
Converrebbe ricordare che nel precedente esecutivo (che di democratico non aveva praticamente nulla) i diritti dei lavoratori che legittimamente si erano opposti alla vaccinazione contro il Covid, furono perseguitati, denigrati e praticamente espulsi dal mondo del lavoro dalla classe dirigente di questo Paese.
Nessun sindacato confederale venne loro in soccorso e sia il PD che il M5S avvallarono tutti i provvedimenti che additarono quelle persone che furono trattate come dei veri paria.
I signori Landini, Schlein e Conte dov’erano?
Muti, ciechi e sordi si adeguarono ai provvedimenti del governo Draghi, pulendosi il sedere con la Costituzione del nostro Paese.
Quindi ora, in seguito ad un’aggressione studentesca i cui contorni sono ancora da chiarire, questi personaggi si sono ritrovati a rispolverare il solito slogan antifascista mentre sotto il governo Draghi avvallarono tranquillamente una politica repressiva e violenta contro lavoratori e cittadini del nostro Paese che non avevano assolutamente fatto nulla di male e avevano rispettato l’ordinamento democratico.
C’è di che sorridere, per non piangere!
Ma poi essere di Sinistra non significava essere contro tutte le guerre ed impegnarsi a far rispettare quindi l’art. 11 della Costituzione (che riconosce allo Stato italiano il ricorso alle armi unicamente in un’ottica difensiva) e la Legge 185/90 (che vieta l’export di armi in nazioni in conflitto)?!
Allora come mai, inizialmente il M5S ha approvato l’invio di armi al governo ucraino e il PD (il partito più guerrafondaio del nostro Paese), nonché la signora Schlein hanno votato in Parlamento il prolungamento dello stesso nell’anno in corso?
La Sinistra predica la fratellanza universale, la pace e l’armonia tra i popoli, l’abbattimento delle differenze e discriminazioni e poi ti vedi questi che approvano provvedimenti che vanno esattamente in senso opposto.
Ma poi dov’erano e dove sono lor signori di fronte allo sfacelo sociale e ambientale del nostro Paese?!
Del tutto assenti sul recente scudo penale per i dirigenti dell’Ex Ilva di Taranto che hanno inquinato e potranno tranquillamente continuare ad inquinare impunemente.
Del tutto assenti sul quartiere Tamburi di Taranto e altre zone critiche simili del Paese in cui decine di migliaia di persone muoiono uccise dall’inquinamento.
Del tutto assenti sulle tante zone del Paese in cui i terremotati sono costretti a vivere ancora in situazioni precarie nell’indifferenza delle istituzioni e dei partiti.
Del tutto assenti o comunque asserviti alle logiche del capitale nelle tante (troppe) delocalizzazioni in atto e licenziamenti in massa che stanno avvenendo dovunque in Italia.
Del tutto assenti di fronte al numero crescente di cittadini che si stanno ammalando e morendo ogni giorno per via degli effetti avversi dovuti alla vaccinazione anticovid.
Del tutto assenti relativamente allo sfascio del sistema sanitario nazionale e alla diffusione crescente di un sistema privatistico che persegue prioritariamente i profitti rispetto alla salute dei cittadini.
Del tutto assenti in merito ad una scuola che dispone di sempre meno mezzi e con strutture fatiscenti.
Del tutto assenti nel rivendicare una sovranità monetaria e politica rispetto all’UE e agli Stati Uniti e nello stabilire una politica estera basata sulla pace e il principio di autodeterminazione dei popoli (uno dei principi cardine della Sinistra).
Del tutto assenti rispetto ad un sistema previdenziale ed assistenziale che sta lasciando sempre più alla fame milioni di pensionati e di disabili.
Certo, questi leader sono sempre pronti a metterci la faccia quando c’è da avere una visibilità mediatica (con tanto di magliettine come ieri), ma poi nella sostanza la loro assenza è ormai cronica e costante dai grandi temi che attanagliano sempre più il nostro Paese e non è certo ricorrendo a slogan ammuffiti o usando come cenci certe categorie di individui (dagli immigrati ai LGBTQ) che si può pensare di ridare voce ad un popolo di Sinistra che ormai è in gran parte ridotto a stare in un astensionismo che si fa ogni giorno più crescente ad ogni tornata elettorale.
Sì, perché lor signori sono abituati ad agire e ad esporsi unicamente in una logica consensuale e non a prescindere dalla stessa.
In politica e soprattutto se si intendono davvero difendere i diritti delle fasce più deboli della popolazione (e quindi essere davvero di Sinistra) si muove il sedere comunque ogni giorno ed in ogni ambito e non ci si limita a qualche comparsata mediatica ogni tanto o a qualche dichiarazione di intenti a mezzo stampa.
Si deve andare fisicamente nei luoghi di conflitto, comunicare con la gente comune, essere davvero in mezzo al popolo che soffre e patisce le ingiustizie di una minoranza prepotente di privilegiati che credono di avere poteri illimitati perché sanno comunque di rimanere impuniti dalla magistratura di questo Paese.
Ecco perché, si potrà riparlare di Sinistra in Italia quando si supereranno certe passerelle e ci si affiderà a coloro che si sacrificano per rendere davvero il popolo protagonista del proprio destino senza lasciarlo in balia di soggetti privi di scrupoli.
E lo si farà quando ci sarà la consapevolezza che è unendo tutte le entità territoriali di lotta attive nella difesa dei diritti civili, sociali e ambientali che si potrà davvero tornare a contare come Sinistra in questo Paese.
E per arrivarci bisognerà cominciare col superare proprio il PD, perché non è affatto l’erede del PCI ed è un partito che non rispecchia affatto gli ideali e i principi della Sinistra che ha calpestato per anni e che ancora oggi non sembra affatto voler difendere.

Yvan Rettore