venerdì 11 novembre 2022

VEGLIE E IL SUO TRAFFICO CAOTICO

 

Le vie centrali di Veglie in diversi momenti della giornata sono una vera e propria bolgia.
Ai parcheggi selvaggi dominanti (tanti in lisca di pesce, in divieto di sosta, altri perfino sui marciapiedi tanto che in alcuni casi sembra quasi che stiano per entrare dentro le abitazioni) che a volte finiscono con l'ostacolare la fluidità del traffico si uniscono anche i fumi inquinanti delle auto che spesso e volentieri rimangono accese (specie in estate per mantenere attiva l'aria condizionata nel veicolo) anche quando sono ferme violando apertamente una delle regole basilari del Codice della Strada.
Ogni volta che avviene questo tipo di situazioni chi si azzarda a spostarsi in bicicletta o a piedi (visto che i marciapiedi sono in gran parte inservibili perché dai bidoni della spazzatura agli impianti infrastrutturali fino alle bancarelle di frutta e verdura è tutto un susseguirsi di elementi i che ne ostacolano l'utilizzo) rischia costantemente di essere investito.
Sembra che in questo paese non si riesca proprio a spostarsi senza dover ricorrere sistematicamente all'uso del proprio veicolo.
E dire che le mie zie su in Veneto, in un territorio pianeggiante simile a quello che domina qui in Salento, andavano quotidianamente a fare la spesa in bicicletta.
Per non parlare dei grandi centri dell'Emilia in cui la macchina praticamente non viene mai usata.
Invece qui abbiamo l'impressione che anche per fare soltanto qualche centinaio di metri, si debba per forza mettere in moto l'auto.
Probabilmente perché parecchie persone vogliono fare le cose in fretta e allora pensano di fare prima, senza rendersi conto che se tanti fanno così, il tempo che impieghi può spesso risultare superiore a quello che impiegheresti spostandoti a piedi.
Si parla tanto di cambiamenti climatici, di inquinamento, di traffico esasperante, di comportamenti virtuosi da adottare e poi oltre al fatto che a Veglie gli alberi nelle zone centrali sono ormai una rarità si aggravano le cose con azioni che si potrebbero tranquillamente svolgere in modo diverso.
Qualcuno obietterà che non ci sono piste ciclabili ed è vero.
Ma forse se si cominciasse col rendere effettivamente agibili i marciapiedi e si rivedesse la logica dei parcheggi, potenziando nel contempo il personale dei vigili urbani per sanzionare chi infrange le regole basilari del Codice della Strada, allora si potrebbe giungere ad un traffico più sostenibile in un centro che è di dimensioni comunque ridotte e rendere più vivibile e piacevole questa località anche per coloro che vi sono di passaggio.
Ultima considerazione: è camminando o usando la bicicletta che le persone possono soffermarsi tranquillamente davanti alle vetrine degli esercizi pubblici e quindi essere invogliate ad entrarvi per procedere agli acquisti.
Se invece ci arrivi puntualmente in macchina, non soltanto non hai l'occasione di agire in modo analogo, ma rischi di doverci passare davanti perché dietro di te ci sono altri veicoli che strombazzano perché come te sono alla ricerca disperata di un parcheggio.

Yvan Rettore

Referente locale Comitato Civico di Lecce e provincia in difesa della Costituzione - Associazione Free

VEGLIE, UN MUNICIPIO IN PERIFERIA

 

Nella mia esistenza ho avuto occasione di vivere due situazioni piuttosto anomale.
La prima fu quando abitavo a Ferrara, città il cui nosocomio si trova a ben 10 chilometri fuori dall'abitato.
Inutile dire che ciò rappresenta un disagio notevole per coloro che risiedono in quella splendida città emiliana.
La seconda anomalia la sto vivendo a Veglie in quanto (contrariamente a quanto accade in tutti i comuni circostanti), praticamente tutti gli uffici comunali (oltre alla sede della Guardia Medica) si trovano in uno stabile situato all'estrema periferia del paese, a ridosso dei campi e ad una distanza piuttosto ragguardevole dal centro urbano.
Al di là del silenzio dimostrato finora da questa amministrazione nei confronti della petizione che le abbiamo inoltrato in merito all'istituzione anche a Veglie della figura di un Garante dei diritti dei disabili, notiamo con profondo rammarico una scarsa attenzione nei riguardi di tutti quei cittadini che per mancanza di mezzi propri, per motivi di età o per problemi evidenti di deambulazione e autonomia nei movimenti si trovano in evidenti difficoltà per raggiungere la sede del comune.
Aggiungiamoci il fatto che non esistono mezzi pubblici in grado di trasportare la gente in loco, che gli orari di apertura al pubblico sono striminziti (ridotti ad appena due ore quando vi sono comuni di pari entità che hanno orari di apertura che arrivano a volte anche al doppio) e che il palazzo del comune non comprende strutture in grado di far accedere (specie ai piani superiori) persone affette da disabilità.
Se poi vuoi raggiungere la sede del comune in piena estate col sole cocente che impera già di mattina, una persona potrebbe trovarsi a dover percorrere a piedi distanze significative senza manco una panchina dove sedersi o un albero sotto cui ripararsi per riposarsi un attimo e trovare un po' di refrigerio visto che il paese è ormai dominato da cemento ed asfalto (bucato o deteriorato in vari punti).
Vorremmo ricordare a questa amministrazione comunale che la casa del Comune è di tutti i cittadini e che come tale almeno la collocazione degli uffici più importanti dovrebbe essere nel centro del paese in modo che sia più agevolmente ed ugualmente accessibile a tutti e non soltanto a coloro che hanno un mezzo o la fortuna di essere in buona salute e di potersi muovere quindi senza alcun problema.
Questione di semplice sensibilità nei riguardi delle persone più deboli e meno fortunate che vivono nella nostra realtà perché se questa tendenza dovesse perdurare, allora si creerebbero delle discriminazioni tra cittadini che non hanno assolutamente ragione di essere e che non possono trovare una giustificazione manco in motivazioni legate al bilancio del comune o alla carenza di personale.
Quindi ci auguriamo che questa amministrazione provveda quanto prima a venire incontro ai cittadini che sono costretti a subire le conseguenze negative di questa trasferta collocando alcuni uffici comunali in zone più centrali del paese e nel breve termine fornendo un servizio di trasporti che consenta loro di venire nella sede attuale senza ulteriori disagi.

Yvan Rettore

Referente locale Comitato Civico di Lecce e provincia in difesa della Costituzione - Associazione Free

sabato 5 novembre 2022

MANGIARE INSETTI: COME ACCELERARE L'ESTINZIONE DELL'UMANITA'

 Mangiare insetti non rappresenta un problema in sé, a parte il fatto che comunque contengono batteri dannosi per la nostra salute.

Ognuno rimane libero di fare ciò che vuole.
Personalmente non li ho mai mangiati, al massimo ho assaggiato qualche lombrico quando facevo il servizio militare in Svizzera.
Ciò che considero davvero insopportabile è volere imporre questo tipo di alimenti in modo subdolo, ricorrendo a falsità legate alla sostenibilità ambientale e che quindi in un domani non troppo lontano saremo tutti costretti a mangiarli.
Questi patetici ignoranti probabilmente manco sanno che gli insetti sono raggruppati in una varietà infinita di specie che hanno la capacità straordinaria di degradare la sostanza organica morta.
Questo tipo di insetti sono chiamati insetti coprofagi perché si nutrono di escrementi e sono quindi i migliori "spazzini" che ci offre Madre Natura.
Infatti, senza il loro fondamentale contributo, i pascoli si troverebbero ricoperti di sterco fino a far morire le piante e le mandrie che in quella situazione non riuscirebbero più a reperire le fonti nutritive essenziali per la loro sopravvivenza.
Dopo avere deforestato buona parte del pianeta, portato ad estinzione diverse specie di esseri viventi e ridotto altri a giungere allo stesso risultato, ora l'uomo deve arrivare perfino a questa nuova scelta suicidaria.
A questo punto mi sa che meritiamo anche noi esseri umani di estinguerci perché ho davvero l'impressione che con noi la Natura abbia compiuto un passo evolutivo sbagliato e controproducente.

Yvan Rettore



giovedì 3 novembre 2022

LEZIONE DI VITA

 Quando avevo 18 anni progettai con un paio di amici un viaggio ad Alassio per l'estate di quell'anno.

Allora vivevo ancora in Svizzera e la mia famiglia non nuotava nell'oro benché i miei genitori non mi facessero mancare nulla.
Chiesi a mio padre di aiutarmi finanziariamente per realizzare quel progetto.
E lui replicò dicendomi: "Li hai i soldi?"
Confesso che rimasi sorpreso da quella domanda anche perché lui sapeva benissimo che non li avevo.
Quindi insistetti nel ribadire che non disponevo della somma necessaria per quel viaggio, il primo che avrei fatto senza i miei genitori.
Lui allora mi consigliò di andare a lavorare in una fabbrica di biscotti del luogo che assumeva spesso ragazzi durante il periodo estivo, così da riuscire a guadagnare sufficientemente denaro per realizzare il mio sogno.
Non aggiunsi altro e confesso che in quel momento provai un certo risentimento nei confronti di mio padre.
Però decisi di seguire il suo consiglio, guadagnai quanto volevo e riuscii ad andare ad Alassio con i miei amici in quello che fu uno dei più bei viaggi della mia vita.
Non ritornai più su questo argomento con mio padre per diversi anni, finché un giorno gli chiesi perché si era comportato così con me.
Mi disse che lui era cresciuto nella miseria più nera e che si era potuto permettere una bistecca soltanto al compimento dei 18 anni, quando finalmente ebbe la sua prima vera paga da operaio.
Con quel suo atteggiamento aveva voluto farmi capire il valore del denaro e del sacrificio che bisogna avere per realizzare i propri sogni perché è così che acquistano quel valore necessario a farti crescere e ad osare sempre di più.
Avevo intuito che mio padre mi avrebbe fornito quella risposta e nonostante ci siano stati non pochi dissidi tra me e lui, gli sono grato ancora oggi di quella lezione di vita che seppe darmi in quell'occasione.
Fu allora che cominciai a diventare davvero un uomo.
Conclusione: vi sono ancora genitori oggi che riescono a dare simili lezioni di vita per far crescere davvero i loro figli?
Yvan Rettore

PROPOSTA MODELLO DI REGOLAMENTO COMUNALE PER L'ISTITUZIONE DI UN GARANTE DEI DIRITTI DEI DISABILI NEL COMUNE DI VEGLIE



In attesa di ricevere una risposta da parte dell'attuale Amministrazione Comunale di Veglie circa la petizione presentata il 14 ottobre scorso relativa all'istituzione di un garante dei diritti dei disabili nel nostro comune, abbiamo trasmesso alla stessa in data odierna il seguente modello di regolamento sull'esempio di quanto già adottato dal Comune di Gallipoli.



REGOLAMENTO COMUNALE SULLA ISTITUZIONE DELLA FIGURA  

DEL “GARANTE DELLA PERSONA DISABILE”  


ART. 1 Presso il Comune di Gallipoli è istituito l’Ufficio del “Garante della persona disabile”.  


ART. 2 L’Ufficio del Garante della persona disabile, operante in piena autonomia politica ed amministrativa, è organo unipersonale scelto e nominato dal Sindaco tra una rosa di nomi proposti dalle associazioni rappresentative degli interessi dei disabili operanti nel territorio comunale. La carica del Garante della persona disabile è incompatibile con la carica di Consigliere Comunale o di Amministratore presso il Comune di Veglie.  


ART. 3 L’incarico ha carattere onorario, ha durata triennale ed è rinnovabile per una sola volta.

 

ART. 4 Le funzioni di segreteria e tecniche sono assicurate al Garante della Persona Disabile dagli uffici dei Servizi Sociali del Comune.  


ART. 5 II Garante della Persona Disabile potrà avvalersi della collaborazione di altri volontari, scelti, di concerto con il Sindaco, tra coloro che ne faranno apposita richiesta scritta presso l’Ufficio dei Servizi Sociali. Il personale che collaborerà con il Garante della Persona Disabile sarà scelto sulla base di particolari attitudini mostrate verso la materia della disabilità.  


ART. 6 Il Garante della persona disabile interviene di propria iniziativa o sulla base di segnalazioni scritte ove si lamentino disfunzioni, irregolarità, scorrettezze, prassi amministrative anomale o irragionevoli o qualunque altro comportamento, anche omissivo, dal quale sia derivato o possa derivare un danno materiale o morale al disabile, provenienti: Da un disabile o da un suo familiare; Dall’associazione a cui risulta iscritto il disabile; Da qualsiasi altro soggetto interessato. In esito ai fatti lamentati, il garante potrà rivolgere richieste di chiarimenti e di documenti agli uffici competenti, i quali sono tenuti a rispondere entro venti giorni. In caso di mancata risposta il garante metterà a formale conoscenza dell’omissione il Dirigente della struttura e, dopo che avrà verificato l’ulteriore silenzio per altri 15 giorni, esporrà i fatti al Sindaco ed al Presidente del Consiglio Comunale con lettera. Il Garante comunica l’esito dell’attività svolta all’autore della segnalazione, all’ufficio interessato e per conoscenza al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale, ai Capogruppo ed all’Assessore ai Servizi Sociali. Il garante assicurerà l’informazione agli aventi diritto, ai familiari, alla cittadinanza, attraverso i mezzi che riterrà idonei al raggiungimento dello scopo, su tutte le normative riguardanti il Settore.  


ART. 7 Il Garante rivolge indicazioni, raccomandazioni e suggerimenti ai dirigenti degli uffici Statali, Comunali, Provinciali, Regionali ai fini di una migliore organizzazione degli Uffici preposti alla erogazione dei servizi alla persona disabile, segnala ai Dirigenti delle strutture amministrative i comportamenti emissivi ovvero non corretti nei confronti della Persona Disabile. Può farsi promotore di iniziative culturali, attività sportive e ricreative al fine di migliorare l'inserimento del disabile nel territorio sociale. Il Garante ha il potere di accedere agli Uffici pubblici e di controllare la funzionalità dei Servizi di assistenza e di informazione rese alle Persone Disabili. Il garante può esprimere parere consultivo, non vincolante in sede di commissione, qualora invitato.  


ART. 8 II Garante dovrà essere in possesso di un registro che dovrà essere aggiornato periodicamente o quando si renderà necessario, sul quale dovranno risultare i nomi delle Persone Disabili residenti nel Comune di Veglie. Su tale registro saranno annotati tutti le iniziative adottati dal Garante della Persona Disabile durante lo svolgimento della sua attività. Il Garante è tenuto ad osservare il segreto professionale su tatti dei quali viene a conoscenza in ragione dell'incarico di cui al presente Regolamento nel rispetto del diritto alla privacy.  


ART. 9 Il Garante della persona disabile ha il potere di accedere agli uffici pubblici e di controllare la funzionalità dei servizi di assistenza e di informazione resi alle persone disabili nonché l’agibilità degli spazi aperti al pubblico sotto il profilo dell’assenza di barriere architettoniche.  


ART. 10 Il Garante richiama gli uffici al rispetto delle modalità e dei termini previsti, in via generale, dalle norme regionali e nazionali poste a salvaguardia dei diritti delle persone disabili. Qualora a seguito del primo richiamo l’ente non provvede, il Garante ne darà notizia per iscritto al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale, al Dirigente della struttura interessata.  


ART. 11 Il Garante della persona disabile segnala ai Dirigenti delle strutture amministrative i comportamenti omissivi, ovvero non corretti, adottati dal personale inerenti all’applicazione delle disposizioni normative o regolamentari in vigore che determinano uno specifico pregiudizio alla persona disabile, al fine di un eventuale avvio del procedimento disciplinare verso gli impiegati che hanno determinato il danno. Se l’omissione è direttamente imputabile al responsabile della struttura la segnalazione verrà rivolta all’Ufficio sovra ordinato ed al Sindaco. Se il non corretto comportamento assume le connotazioni di reato costituirà oggetto di esposto agli organi giurisdizionali competenti.

 

ART. 12 Annualmente entro la data di approvazione del Consuntivo, il Garante della Persona disabile presenta una relazione sull'attività svolta al Presidente del Consiglio Comunale, al Sindaco. all'Assessore ai Servizi Sociali, ai Capogruppo ed alle Associazioni di categoria.  


ART. 13 II Garante della Persona Disabile può essere rimosso dall'incarico in qualsiasi momento, su decisione del Sindaco o del Consiglio Comunale, qualora questi mantenga comportamenti non conformi alle leggi in vigore o non adempia come dovuto al proprio dovere.  


ART. 14 Il Sindaco relaziona annualmente entro la data di approvazione del Consuntivo al Consiglio Comunale in ordine al funzionamento del Garante della persona disabile, all’efficacia dell’azione da esso svolta ed alla natura delle questioni segnalate, nonché ai provvedimenti adottati a seguito delle segnalazioni che gli sono state inoltrate. Copia della relazione sarà trasmessa al Presidente della Regione Puglia, all’Assessorato Regionale degli Enti Locali ed all’Assessorato Provinciale dei Servizi Sociali.  


ART. 15 L’incarico viene svolto a titolo gratuito.  


ART. 16 Al Garante della Persona Disabile sarà garantita la partecipazione a corsi e convegni affinché acquisisca un'adeguata Formazione professionale in materia di disabilità, previa autorizzazione della Giunta Comunale. 


Yvan Rettore


Referente locale Comitato Civico di Lecce e provincia in difesa della Costituzione - Associazione Free

ALBERI A VEGLIE: URGE UN PIANO DEL VERDE

In diversi comuni salentini si procede ormai senza sosta all’abbattimento di numerose piante sane con la giustificazione di voler assicurare la viabilità pubblica o di proteggere l’incolumità dei cittadini.  

Anche Veglie in questo non fa assolutamente eccezione! 

C’è da chiedersi veramente se tali tagli siano stati sempre operati con il supporto di un parere preliminare espresso da un esperto quale un agronomo o un botanico. 

Sono stati davvero consultati prima del compimento di simili azioni e vi è sempre stata un’accurata indagine scientifica volta ad affermare se gli alberi destinati al taglio sono malati e/o pericolosi? 

Sinceramente nutriamo serie perplessità al riguardo perché, come spesso accade, è molto più semplice far lavorare la motosega che valutare tutte le possibili soluzioni alternative all’abbattimento. 

Le scelte operate risultano essere state davvero l’estrema ratio?  

Oppure si procede prima al taglio e soltanto successivamente si ricerca e nomina un esperto? 

Come definire questo modus operandi? 

Questo genere di tagli va ad aggiungersi a precedenti tagli e potature sommarie di alberi, effettuati in diversi luoghi del paese anche dalle precedenti amministrazioni comunali: interventi che hanno di fatto portato ad un impoverimento generalizzato del patrimonio arboreo di Veglie. 

Gli alberi, lo ricordiamo, costituiscono a pieno titolo dei beni giuridici cui l’ordinamento accorda una particolare tutela anche in considerazione delle funzioni che essi svolgono nell’ambito delle comunità degli esseri umani con i quali essi convivono: una funzione economico-sociale, una funzione ecologico-ambientale (importanti funzioni degli alberi sulla qualità dell’aria, con l’assorbimento della CO2, nella riduzione effetto calore, sull’inquinamento acustico, ecc.), una funzione di difesa idrogeologica, una funzione sanitaria, una funzione culturale ed una funzione estetico-architettonica. 

La Legge nazionale impone censimenti, piani e regolamenti e i Comuni sono tenuti a rispettare tali obblighi. 

Il comune di Veglie ha finora adempiuto soltanto al primo provvedimento. 

Auspichiamo, pertanto, che l’attuale Amministrazione Comunale si impegni tempestivamente nel provvedere quanto prima al reimpianto degli alberi già tagliati con specie arboree adatte alla zona e come meglio identificate in un Piano del Verde (Manutentivo, Censimento delle Aree Verdi, conservazione del verde esistente e messa a dimora di alberature compensative) e di cui sollecitiamo la predisposizione nella consapevolezza sia delle amministrazioni che dei cittadini del fondamentale ruolo svolto dal verde urbano anche in termini di mitigazione dei cambiamenti climatici.


Yvan Rettore

Referente locale del Comitato Civico di Lecce e provincia in difesa della Costituzione - Associazione Free