lunedì 14 settembre 2020

LA VIOLENZA COME PARTE INTEGRANTE DELLA SOCIETA' DEL CONSUMO

Nel mondo del consumismo sfrenato in cui viviamo ogni occasione viene ammessa pur di fare business. 

Nulla te lo impedisce. 

E guarda caso la violenza o meglio la sua espressione in vari modi fa parte integrante di questo mondo. 

Non mi riferisco a coloro che insegnano arti marziali, ma piuttosto al modo di veicolare la violenza che esiste nella nostra società fin dall'infanzia. 

Dai cartoni animati ai film, dalle serie TV ai talk show, dai fumetti alle immagini dilaganti in rete fino alla diffusione martellante di falsi miti che inneggiano la logica del branco in cui vieni accettato soltanto se accetti la violenza senza farti troppe domande. 

La violenza fisica, psicologica e verbale si presenta ovunque e senza limiti, usata dai media per aumentare audience e visibilità, giustificata da talune forze politiche e religiose e fonte di guadagno per attività che la incitano attraverso la vendita di prodotti e servizi. 

Mettici poi la debolezza del sistema giudiziario nel rendere effettivamente giustizia quando la violenza diventa devastante fino a provocare la morte di persone innocenti e il quadro della situazione appare completo. 

Quindi contrariamente a quanto afferma Chiara Ferragni in modo superficiale nel suo intervento (del resto non ci si poteva aspettare altro da lei) non si tratta né di una questione risolvibile attraverso l'educazione e l'istruzione, né di un fenomeno collegato ad una simpatia a ideologie di morte come il fascismo, ma piuttosto di un modello sociale ed economico fallimentare che ha ben poco di umano perché proiettato unicamente nel fare profitto. 

Poco importa come.


Yvan Rettore




domenica 13 settembre 2020

INCONGRUENZE DEL SISTEMA ELETTORALE COMUNALE

Tra pochi giorni saremo chiamati alle urne per rinnovare il consiglio comunale di Veglie.

Ciò che forse non viene molto evidenziato in questo evento politico è come funziona il sistema elettorale che presenta diverse incongruenze che portano nei fatti a gravi carenze di rappresentatività.
Tutti sappiamo che la democrazia dovrebbe essere l'espressione della maggioranza. 
Stranamente però questo criterio non viene applicato quando si tratta di eleggere i propri rappresentanti a livello comunale.
Per spiegare meglio questo aspetto, prenderò in esame quanto accaduto a Veglie nella precedente tornata elettorale (2015) ricorrendo alla seguente indicazione di dati:

Numero elettori: 12.835
Numero votanti: 8.833
Tasso di astensione: 28,68%

Schede bianche: 124
Schede nulle: 174

RIsultati di lista (sulla base del numero effettivo di voti espressi):

Paladini: 3.532 (11 seggi assegnati) - 41,38% dei votanti
Landolfo: 2.449 (3 seggi assegnati) - 28,69% dei votanti
Fai: 1.675 (2 seggi assegnati) - 19,62% dei votanti
Cirillo: 593 - 6,94% dei votanti
Bonanno: 286 - 3,35% dei votanti

Ciò che salta subito agli occhi è che la lista vincente non soltanto non riuscì manco a raggiungere il 51% dei voti (cioè la maggioranza assoluta) ma ottenne un consenso effettivo pari a solo 3.532 cittadini vegliesi. 
Il che significa che ben 9.303 cittadini (12.835 elettori - 3.532 voti espressi), ossia il 72,5% di essi, non si erano riconosciuti nella lista vincente.
Quindi detta in parole povere, questa lista ha governato per cinque anni Veglie con meno del 30% dei consensi dei suoi cittadini!

Ma non finisce qui perché questo sistema presenta una ulteriore incongruenza che è quella di assegnare i 2/3 dei seggi alla lista vincente e il 1/3 restante alle liste sconfitte che hanno ottenuto più voti.
E qui si nota che ben 879 votanti (le liste Cirillo e Bonanno) non riuscirono ad avere nessun rappresentante eletto.
Uno sbarramento vero e proprio teso a non consentire a liste o partiti piccoli di avere una propria rappresentatività.

Detto questo, queste incongruenze si presenteranno senz'altro anche questa volta con l'aggravante probabile di un incremento notevole delle astensioni.
Cosa del tutto comprensibile sia perché il sistema premia di fatto una lista che ha un consenso non maggioritario nel comune, sia perché impedisce di fatto una rappresentatività effettiva di tutte le forze in campo.

Di tutto questo non sono di certo responsabili le liste che si presentano in quanto per cambiare questo sistema elettorale (deficitario su diversi aspetti specifici della democrazia rappresentativa) bisognerebbe che il legislatore prendesse delle contromisure per correggerlo.

E' proprio per questi motivi che inviterei qualsiasi sindaco che verrà eletto ad essere veramente il sindaco di tutti i cittadini, non soltanto di coloro che lo hanno sostenuto ma anche di coloro che non lo hanno votato proprio perché saranno la maggioranza dei cittadini vegliesi.
Farlo dovrà comportare per forza di cose un impegno maggiore di attuazione di strumenti (di democrazia diretta, deliberativa e sopratutto partecipativa) tesi ad allargare effettivamente il coinvolgimento dei cittadini nella amministrazione di questo paese. 
Un primo segnale forte in questo senso sarebbe la reintroduzione delle consulte e l'apertura delle sedute dei consigli comunali alla cittadinanza.
Sarebbe l'inizio di una forte discontinuità rispetto al passato e far sentire a tutti i cittadini che il comune non è un palazzo di potere ma la casa comune di tutti i cittadini.

Yvan Rettore 


sabato 12 settembre 2020

LA SINDROME DI IGNORANZA DELLA COSTITUZIONE E DELLE NORMATIVE DA PARTE DI ALCUNI GOVERNATORI DI CENTRODESTRA

I governatori di Sardegna, Sicilia e Calabria (guarda caso tutti di Centrodestra) hanno manifestamente dimostrato di avere un po' di carenze circa la conoscenza della Costituzione e delle normative che regolano i rapporti tra Stato centrale e Regioni.
Mi sembra che anche la candidata del Centrodestra (dev'essere un vizio) in Toscana presenti gli stessi limiti a riguardo.
Forse sarebbe il caso di prevedere un esame preliminare ai soggetti che intendono candidarsi a certi incarichi onde verificare le loro reali conoscenze a riguardo.
Così da prevenire eventuali danni ai quali purtroppo certa classe politica ci ha abituati ormai da troppo tempo.


Yvan Rettore


mercoledì 9 settembre 2020

I 4 MOSTRI DI COLLEFERRO

Da anni non ho più fiducia nel nostro sistema giudiziario e i fatti purtroppo mi danno sempre più ragione.

Sono riconoscente alle forze dell'ordine di avere effettuato l'arresto di coloro che si possono definire i "mostri di Colleferro" perché di umano non hanno proprio nulla.
Lo stanno dimostrando anche in queste ore rimpallandosi accuse tra loro su quanto accaduto al povero Willy.
Per diversi giorni ci sarà il solito tam tam mediatico intorno a questa terribile vicenda e poi caleranno prima il silenzio e poi l'indifferenza.
Willy se lo ricorderanno soltanto coloro che gli hanno voluto bene e a cui mancherà ogni giorno sempre di più.
Gli altri se ne faranno una ragione e continueranno con la loro vita di tutti i giorni.
Detto questo, il sistema giudiziario in cui non ho più fiducia, tornerà ad essere fedele a se stesso con tanto di attenuanti generiche, sul fatto che l'omicidio non era premeditato e che tutto è avvenuto per via di un incidente o addirittura per caso.
A naso, forse prenderanno 15 anni in prima istanza, poi man mano che si supereranno gli altri gradi di giudizio, si arriverà sicuramente a meno di 10 anni.
Dopo di che tra sconti di pena, buona condotta, perizie psichiatriche e altro, quei mostri si faranno al massimo 5 o 6 anni.
Questo nella migliore delle ipotesi perché nel sistema giudiziario nostrano il concetto di "giustizia" risulta essere ormai secondario e sempre più spesso i carnefici vengono trattati meglio delle vittime.
A maggior ragione, quando la vittima si chiamava Willy e aveva la pelle di colore scuro.


Yvan Rettore




domenica 6 settembre 2020

LETTERA APERTA ALLA CITTADINANZA VEGLIESE

Vorrei ringraziare tutti i vegliesi che hanno letto i miei interventi in questi mesi ed in particolare coloro che mi hanno espresso la loro stima.

A tutti ovviamente non sono piaciuti i miei articoli e c'è anche chi si è sentito irritato dagli scritti diffusi da un "forestiero" come me.
A prescindere dal fatto che non mi sono mai sentito straniero in nessun posto perché mi considero un cittadino del mondo, ci sta che non si possa piacere a tutti.
Vorrei precisare che ho sempre cercato di esprimere delle critiche costruttive per il bene e il progresso di questo paese in cui vivo da appena un anno.
Ho provato in altre sedi ad andare anche oltre presentando (sulla base delle mie passate esperienze politiche e della mia attività professionale di consulente commerciale internazionale) delle proposte alle liste in lizza per le prossime elezioni comunali e manifestando la mia disponibilità a dare una mano in particolare sul tema del lavoro e degli investimenti onde creare prospettive concrete di crescita a Veglie.
Mi sono confrontato anche con autorevoli professionisti e imprenditori locali con i quali ho avuto scambi interessanti e ho imparato diverse cose che non conoscevo e mi hanno aiutato a capire meglio la realtà vegliese.
Non ho mai preteso nulla in cambio e la mia disponibilità in tal senso rimarrà anche nei confronti della prossima amministrazione comunale qualora volesse avvalersi dei miei servizi.
Non ho la verità in tasca e non ho mai preteso di insegnare nulla a nessuno in quanto mi sono limitato ad offrire unicamente un mio contributo da condividere con quelli forniti da altri per assicurare un futuro diverso e migliore a questo paese.
Ci ho messo sempre la faccia e ho assunto comunque ogni responsabilità e conseguenza di quanto espresso perché secondo me se hai qualcosa da dire prima o poi lo devi fare.
Non ho mai avuto l'intenzione di presentarmi alle elezioni che verranno non soltanto per il fatto che sono poco noto, ma soprattutto perché ho ritenuto fin dall'inizio che non vi erano le condizioni sufficienti e un gruppo di persone tale da poter sposare un progetto politico che potesse concretamente attuarsi in questo momento.
Ritengo che si possa fare politica anche e soprattutto come si faceva una volta, ossia lottando ed impegnandosi per la difesa dei diritti civili e sociali in ogni sede possibile aggregando persone che intendano percorrere lo stesso cammino di crescita.
E scrivere sia libri che articoli a mezzo stampa locale e nazionale come faccio da anni è comunque di per sé già un atto politico perché devi prendere posizione e cercare di dare voce ai tanti che purtroppo non ce l'hanno.
E se permettete non è affatto poco.
Personalmente una altra cosa che mi fa molto piacere è che gente di altri paesi vuole conoscermi per una condivisione di idee e progetti onde creare una comune esperienza di crescita sociale ed economica in questa bellissima zona.
Mi auguro che anche Veglie possa entrare in un simile contesto.

Yvan Rettore

giovedì 3 settembre 2020

INFORMARSI PRIMA DI VOTARE: L'ESEMPIO DELLA LEGA

Ognuno è libero di pensare ciò che vuole, ma se vota una forza politica deve informarsi adeguatamente sulla sua Storia, sui suoi fondamenti ideologici (contenuti nel suo progetto politico) e sui suoi esponenti.
Le posizioni che ho assunto ad esempio nei confronti della Lega, sono state espresse proprio su questa base e anche in funzione di esperienze vissute sul piano politico che mi hanno portato a conoscere piuttosto bene tale formazione politica e questo anche perché la mia regione di origine (il Veneto) è quella che da più consensi alla Lega fin dalla sua nascita.
Se poi alla luce di quanto espresso fin qui, una persona intende comunque votare una formazione politica di stampo chiaramente neofascista è una sua scelta che comunque non approvo perché non si tratta di un partito fondato sui valori e principi di una Destra liberale, ma estrema, con tutte le conseguenze negative che ciò può comportare per la tenuta democratica di un paese.
Concludo ribadendo che nella dirigenza della Lega e ai leghisti del Nord (che rappresentano l'ossatura del partito) non gliene frega proprio niente del Sud che viene visto unicamente come bacino di voti per espandersi.
E questo non ci vuole molto a capirlo perché è davvero evidente anche guardando a quanto ha fatto per il Sud questo partito nelle sue passate azioni di governo: praticamente nulla!
Perfino recentemente la Lega è insorta contro la decisione del governo di dirottare la maggior parte degli aiuti per via del Covid ad aziende del Sud anziché del Nord.
Quindi di cosa stiamo parlando?!


Yvan Rettore


martedì 1 settembre 2020

DESCRIZIONE DELL'ELETTORE MEDIO ITALIANO

 Ha tra i 40 e i 60 anni.

Legge poco, guarda ancora molto la TV e si informa quasi soltanto attraverso i social.
Non perde tempo ad istruirsi perché considera che i social e wikipedia siano ampiamente sufficienti a riguardo.
Lavora quel tanto che basta, bisogna chiamarlo per andare a fargli visita e incontra gli amici soltanto fuori casa.
Quando torna a casa cerca in tutti i modi di scansare i lavori casalinghi col pretesto che la giornata lavorativa è stata intensa (riesce a dirlo anche di domenica e nei giorni festivi).
E' uno sportivo passivo perché fare sport richiederebbe comunque troppo impegno.
Si sposta in macchina anche solo per fare qualche centinaio di metri.
Va a messa per mettersi il cuore in pace con Dio anche se poi rimane comunque un peccatore incallito.
Ama sua moglie ma se capita l'occasione di tradirla non se la lascia sfuggire.
Pensa che per girare il mondo basti soltanto l'Inglese e quando ci va poi si accorge puntualmente che non basta e quindi ricorre immancabilmente al linguaggio delle mani per farsi capire.
E' tirchio con i suoi ma generoso con se stesso.
Mangia senza ritegno perché ciò che conta è soddisfare i propri bisogni (compresi quelli indotti) anche se non ha fame.
Ha paura di perdere tutto e quindi essendo per natura diffidente non sopporta chi è diverso da lui e riesce ad essere xenofobo perfino col vicino di pianerottolo.
Vota non per il bene della propria comunità o del proprio Paese ma unicamente per salvaguardare i propri interessi.
E' succube di ogni paura che attraversa la propria esistenza e si recinta in casa, con tanto di telecamere e sistemi di allarme di ultima generazione.
La solidarietà si ferma dove comincia il suo interesse.
La sua libertà non deve conoscere limiti.
La sua vita dev'essere protetta anche da pericoli inesistenti.
Il cervello dev'essere usato soltanto in modo funzionale e per soddisfare i propri istinti.
Riflettere e pensare con la propria testa richiederebbe troppo tempo ed impegno.
Meglio quindi essere una pecora che segue il capobranco che essere uomini.
Questo è l'elettore medio italiano.
Per fortuna esistono anche diverse eccezioni che confermano la regola!


Yvan Rettore