lunedì 6 aprile 2020

GILETTI E LA D'URSO IERI SONO RIUSCITI A DARE UNA DIMOSTRAZIONE PALESE DI QUANTO SIA ORMAI SQUALLIDA LA TV NOSTRANA

In un momento devastante per il Paese, con migliaia di morti, persone che soffrono le pene dell'inferno, operatori sanitari che rischiano la pelle ogni giorno e altri che si prodigano pur commettendo errori per cercare di fare uscire l'Italia da questa spiacevole situazione, sarebbe doveroso da parte di tutti di tenere un profilo basso, di evitare polemiche inutili e soprattutto di rispettare con un dovuto silenzio e una attitudine sobria chi non c'è più.
Invece, questi due conduttori sempre dipendenti dalla solita disperata e ossessiva ricerca di audience che hanno fatto?
Giletti si è messo a litigare furiosamente in diretta con l'assessore alla sanità della Lombardia, mentre la D'Urso ha spettacolarizzato la scomparsa della madre di Fiordaliso con la cantante presente in lacrime via Skype!
La TV nostrana era già spazzatura prima (salvo qualche rara eccezione), ma in questo periodo di dolore e di grandi difficoltà è diventata anche peggio.
E' proprio vero che al peggio non c''è mai fine!

Yvan Rettore



domenica 5 aprile 2020

IL CALO DEL PIL NON PRESENTA SOLTANTO ASPETTI NEGATIVI

In questi giorni, esperti, giornalisti ed economisti stanno dibattendo sull'inevitabile calo del PIL che dovrà subire l'Italia nell'anno in corso.
Ci sono però degli aspetti positivi che non vengono sufficientemente sollevati da questi specialisti partendo dai seguenti fenomeni attualmente in corso e che si protrarranno in parte anche una volta superata l'emergenza attualmente in atto:
- riduzione sensibile dell'inquinamento, acustico, visivo e atmosferico
- calo importante degli spostamenti individuali e della logistica
- abbassamento sensibile della spesa energetica complessiva
- drastica diminuzione dei rifiuti per via del crollo di settori commerciali voluttuari, del turismo e dell'intrattenimento tesi a favorire gli assembramenti
- riduzione complessiva dei reati
- incremento notevole del telelavoro
- calo sensibile della spesa sanitaria nazionale legata a patologie relative all'inquinamento
- riduzione di spese per lavori di manutenzione delle infrastrutture di comunicazione
- lancio e/o riconversione di attività produttive in settori legati all'emergenza sanitaria attualmente in atto: mascherine, respiratori, macchinari, ecc...
- incremento ulteriore dell'economia circolare
- aumento probabile del consumo di prodotti alimentari e manufatti autoctoni in grado di far ripartire un mercato interno che in certi settori era fermo da troppi anni.
Come si può vedere, la lettura di una sicura contrazione del PIL nell'anno in corso non deve essere interpretata automaticamente come interamente negativa e questo senza tralasciare il fatto che il Paese nel suo insieme avrà in larga parte un periodo di transizione difficile prima di poter tornare ad una situazione più stabile e serena.

Yvan Rettore

sabato 4 aprile 2020

LA VISIBILITA' CONTA PIU' DEI CONTENUTI

Vorrei cominciare questo mio intervento dicendo che qualsiasi complotto per essere smascherato in modo autenticamente credibile deve fondarsi necessariamente su fonti, fatti, testimonianze e documenti ineccepibili nonché su una conoscenza approfondita e mai superficiale dell'argomento trattato.
Ad esempio, Gianni Lannes, grandissimo giornalista d'inchiesta, ha smascherato nel corso della sua lunga carriera una caterva impressionante di complotti, ma era talmente scrupoloso nelle proprie ricerche che se non era proprio sicuro del fatto suo, preferiva starsene zitto.
Oggi, troppi non riescono manco ad avere tale decenza, o meglio serietà professionale e dirittura morale.
Non a caso nell'epoca dei social e dei media virtuali circolano un sacco di notizie che creano una enorme mole di disinformazione e di confusione su qualsiasi argomento, tanto è vero che risulta essere una impresa sempre più ardua riuscire a capire dove sta di casa la verità e/o a cogliere se quella rivelata sia soltanto una parte della stessa o meno.
Questo perché ormai contano molto di più la visibilità delle notizie e/o l'audience a livello radiotelevisivo rispetto ai contenuti che vengono diffusi.
Ciò appare ovviamente ancora più evidente per le testate private (ma anche quelle pubbliche non sono tanto da meno) perché devono la loro stessa sopravvivenza e/o il loro svluppo unicamente agli introiti derivanti dalla pubblicità.
Quindi più gente visita i loro siti o guarda e ascolta i media radiotelevisivi e maggiori saranno le possibilità di farsi finanziare dalla pubblicità e di incrementare di conseguenza la propria visibilità sia a livello locale che nazionale per non dire (in certi casi) anche internazionale.
Si tratta di una logica perversa del mondo dell'informazione attuale ma assolutamente reale e sempre più in espansione. 
E non è un caso che un giorno sì e uno no, queste testate o anche semplici blogger o VIP (dalle dubbie capacità) in ricerca spasmodica (in taluni casi oserei dire perfino "disperata") di visibilità escano fuori con notizie che sono destinate a suscitare scalpore perché è logico che più colpisci l'utenza, più hai chances di centrare l'obiettivo di uscire dall'anonimato o di confermare in modo massiccio che ci sei.
Dal canto mio cerco di sfuggire a questo "mercato del pesce" in cui si ritrova oggi l'informazione dominato da chi la spara più grossa.
Non mi azzardo nemmeno a fare l'investigatore virtuale o a puntare il dito contro chicchessia basandomi unicamente su quanto leggo in rete (manco wikipedia è pienamente autorevole e completa come fonte di informazioni) e ancor meno su quanto viene diffuso nei troppi talk show radiotelevisivi.
Non mi elevo quindi mai ad esperto improvvisato perché non ho alcuna difficoltà ad ammettere la mia completa,o parziale ignoranza su un determinato argomento.
Non sono un tuttologo e nemmeno intendo diventarlo perché la conoscenza sta anche nell'umiltà di imparare cose nuove ogni giorno e quindi di non sapere tutto.
Chi invece ha la presunzione di riuscire a dare una risposta ad ogni argomento non solo mente a sé stesso, ma dimostra anche di non avere la capacità di misurarsi con chi ne sa più di lui.
In definitiva tali comportamenti si riassumono in una mancanza cronica di intelligenza e di buon senso.
Detto questo, preferisco affidarmi a professionisti seri e autorevoli dell'informazione che non si limitano a scrivere un articolo su un blog, a postare tweet e post a manetta, a fare brevi comparse in radio o in TV, ma che hanno l'umiltà di fare ricerche serie e mirate per giungere a conclusioni autorevoli sugli argomenti che affrontano.
Per questo poi i loro articoli sulla carta stampata (e soprattutto su testate che ancora sfuggono al "mercato del pesce" dell'informazione) e i loro libri rivestono una fonte autentica di conoscenza che poi consente al lettore di farsi una propria idea sul tema trattato dopo averla pensata ed elaborata con la propria testa.
Questo perché qualsiasi posizione che non si è in grado di argomentare finisce col ridursi ad una banale quanto effimera chiacchiera da bar sport di cui oggi c'è una diffusione esponenziale dovunque, a cominciare dalla rete.
E specie quando si parla di complotti questo modo di porsi dovrebbe essere la regola e non l'eccezione, mentre oggi avviene troppo spesso l'esatto contrario!


Yvan Rettore

domenica 29 marzo 2020

LA VITA COME UNA ONDA CHE NON MUORE MAI

Quando si formano le onde è uno spettacolo meraviglioso che la natura ci offre.

Hanno una imponenza ed una maestosità che disegna il mare in modo da renderlo vivo, partecipe del pianeta di cui fa parte.

L’onda è simbolo di quella vitalità, di quella forza che da sempre trascina la natura ad evolversi ed a ricercare costantemente la perfezione.

La vita non finisce con la morte, perché come quando si vede una onda che muore appena giunta a riva, ve ne è subito una altra pronta a sostituirla.

A volte la successiva è più bella, più imponente, più grandiosa della precedente, a volte no.

La natura non riesce sempre nel suo intento, ma la sua ricerca è costante e non si arresta di fronte a nulla.

Il tempo “uccide” una onda per farne nascere subito un’altra, in un ciclo infinito di rara bellezza ed unicità.

L’uomo come l’onda, nasce, cresce fino a raggiungere l’apice della propria bellezza e maturità, per poi declinare progressivamente, fino a diventare sempre più piccolo…sempre di più fino a sparire…

Ma lungo la sua scia, la stessa che lascia una onda, vi è subito un’altra vita….un altro uomo o un'altra donna…un bambino o una bambina…che evolve fino a diventare adulto/a…per poi invecchiare, mantenendo intatto quel percorso di vita ed esperienze che faranno parte della sua storia e che costituiranno il bagaglio di nozioni e di sapere delle generazioni future.

Ecco, quando vedo il mare…penso proprio a questo straordinario miracolo che è la vita ed al tempo, non come ad un nemico che la corrode, ma che rende invece la nostra esistenza ancora più ricca e preziosa nell’affascinante evoluzione del genere umano.

Yvan Rettore


IL CONGENITO VIZIO EGEMONICO TEDESCO RISCHIA DI FARE A PEZZI L'UE

Non ho mai amato la Germania né come territorio e ancor meno come lingua e cultura (che conosco bene dato che vengo da un Paese in gran parte germanico).
Ho sempre considerato quel Paese noioso, monotono e triste e questo anche se ne conservo buoni ricordi professionali (meno sul piano umano) legati all'epoca di quando mi ci recavo spesso come operatore commerciale internazionale.
Non sono mai stato attratto nemmeno dai grandi esponenti della filosofia tedesca che sono stati poi la base ideologica delle peggiori derive totalitarie del secolo breve.
Già quando la Germania era divisa in diversi stati, la volontà egemonica di nazioni germaniche come Austria e Prussia fu all'origine di non poche tensioni in Europa che poi sfociarono progressivamente (specie dopo l'Unità tedesca nel 1871) nella Prima Guerra Mondiale che poi fu la causa anche della Seconda.
L'unico periodo di tregua di questa costante volontà egemonica della nazione tedesca c'è stato soltanto fino al 1989 quando la Germania Ovest per via della Guerra Fredda era sì una grande potenza economica, ma ridotta ad un nano politico.
Il crollo dei blocchi ha riportato in auge la cronica volontà (mai sopita) egemonica della Germania con i risultati disastrosi che ormai si vedono, perché ha usato l'UE e l'Euro per aumentare la propria potenza economica e finanziaria a scapito di altri e ricorrendo a "stati satelliti" come i Paesi Bassi o l'Austria per imporla.
Ad un certo punto, il Regno Unito (che già aveva dovuto subire l'espansione di grandi gruppi tedeschi nella sua economia e finanza) ha deciso di sbattere le porte all'UE, mentre altri paesi come Francia e Italia sono rimasti in una posizione attendista.
Ora con la crisi in atto si vede quanto deleteria sia stata la presenza della Germania nella integrazione dell'Europa, perché l'ha sempre vista in funzione dei propri interessi ed opportunismi, e non in una chiave solidale e di reciproco sostegno che dovrebbero essere la base di un vero e proprio stato federale.
Attraverso la politica egemonica della Germania nella UE, lei ha potuto gonfiare una espansione economica e finanziaria artefatta per diversi lustri a danno di altri Paesi di quell'area.
Ora però come ogni truffa degna di questo nome, siamo alla resa dei conti e se la Germania non scenderà dal proprio piedistallo è ovvio che i Paesi la cui crescita è stata compromessa anche dalla sua politica finanziaria imposta alla BCE rischiano di compromettere seriamente il progetto europeo se non di farlo naufragare del tutto.
Con una prussiana come la Merkel alla guida della Germania c'è poco da essere ottimisti.

Yvan Rettore

mercoledì 25 marzo 2020

NON E' LA TERRA AD AVERE BISOGNO DELL'UOMO, MA IL CONTRARIO

L'uomo contemporaneo ha sempre considerato il nostro pianeta come una proprietà da dominare e da cui attingere in modo indiscriminato ogni risorsa disinteressandosi del tutto o quasi del fatto che la Terra, o meglio la Madre Terra, è un essere vivente a tutti gli effetti, l'essere supremo da cui proveniamo a cui torneremo e di cui facciamo parte integrante. 
E così ha sempre pensato questa meraviglia dell'universo unicamente in funzione utilitaria, dimostrando una arroganza e una superiorità senza limiti. 
Ma tale superiorità non può, né potrà mai esserci perché siamo noi esseri umani a vivere in funzione della Terra e non lei in funzione di noi. 
Anche se il genere umano dovesse un giorno estinguersi, non sarà la fine del mondo, ma soltanto la fine di una specie animale fra altre. 
E la natura continuerà il suo corso come ha sempre fatto.

Yvan Rettore

IL MIO COMMENTO ALLA SIGNORA PALOMBELLI SUI MORTI DELLA PROVINCIA DI BERGAMO

Giorni fa, Barbara Palombelli, conduttrice del programma TV "Stasera Italia", in un confronto col Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, gli ha fatto le seguenti domande:
"Il 90% dei morti è nelle regioni del Nord. Cosa può esserci di diverso? Persone più ligie, che vanno tutte a lavorare?"
Questo ha suscitato una valanga di reazioni negative sui social, spesso con tanto di offese e ingiurie nei confronti della Signora Palombelli.
Pronta la replica di quest'ultima:
"La libertà di opinione è sacra. La diffamazione via web è un reato. Tutti i post e gli autori contenenti ingiurie, calunnie e diffamazioni vengono e verranno identificati e chiamati a rispondere in sede civile di quanto hanno scritto. I miei avvocati sono al lavoro. Estrapolare una frase da un contesto in cui si parlava esclusivamente della tragedia di Bergamo, travisandone il contenuto, è un’operazione scorretta. Di tutto il resto si occuperanno polizia postale, magistratura e avvocati. Venerdì sera si parlava dei bergamaschi e del loro senso del dovere e del lavoro…di andare a lavorare anche con la febbre. Con il sindaco Gori e gli ospiti in collegamento ci si chiedeva come mai proprio Bergamo fosse la città martire, se le aziende aperte fossero state, insieme alla partita giocata col Valencia, responsabili di questo dramma…qualcuno ha capito male e ha montato una immaginaria tempesta….non è il momento delle polemiche, non risponderò a nessuno."
Dopo averla letta, mi sono sentito di commentare sul sito di "Fanpage" quanto segue:
"La libertà di opinione è sacra, questo è ovvio. Però sarebbe meglio se la Signora Palombelli si esprimesse con più accortezza in futuro, sia perché gestisce un programma televisivo seguito da centinaia di migliaia di persone, sia perché è facile nell'era dei social essere travisati rispetto a ciò che si intendeva davvero dire. Vi sono stati casi in cui personaggi del mondo radiotelevisivo sono stati querelati per molto meno. Quindi se è vero che nulla le vieta di presentare tutte le denunce che vuole è anche vero che rischia una valanga di controdenunce. In un momento come questo ritengo che sarebbe stato invece preferibile limitarsi a dire chiaramente cosa si intendeva esprimere evitando di fare azioni legali, a maggior ragione in un momento come questo in cui l'Italia deve orientare tutte le risorse che ha nella lotta contro il virus da un parte e nel sostenere il sistema sociale ed economico dall'altra. Per il resto non ho nulla da obiettare sul fatto che i bergamaschi siano dei grandi lavoratori, ma vorrei ricordare alla Signora Palombelli che i casi di assenteismo registrati specie nel settore pubblico si sono verificati (e si verificano) alla grande anche al Nord e che se questi è diventato la colonna portante a livello finanziario ed economico del Paese lo deve in gran parte alla emigrazione di milioni di lavoratori meridionali. Attualmente, da settentrionale vivo in Puglia e se tanta gente non può essere ligia al lavoro è perché purtroppo spesso non vi è occupazione. Però anche qui vi sono un sacco di persone che non si tirano mai indietro se c'è da lavorare: da chi si sveglia alle 5 del mattino a chi va a lavorare nei campi per pochi euro attraverso il famigerato caporalato. Quindi, detto questo, pregherei la Signora Palombelli di esprimersi in modo più chiaro in futuro e di evitare di minacciare di fare azioni legali in questo periodo, perché le istituzioni in questi giorni hanno ben altre priorità e devono tutte essere coinvolte massiciamente nell'emergenza in atto."

Yvan Rettore

Fonte: 
https://tv.fanpage.it/barbara-palombelli-replica-alle-polemiche-su-morti-del-nord-la-diffamazione-via-web-e-reato/