martedì 13 gennaio 2026

NON E' CON I MILITARI CHE SI RISOLVONO LE CRITICITA' PRESENTI NELLE PERIFERIE DEGRADATE DEL PAESE

 

L'impiego massiccio di militari nella gestione dell'ordine pubblico non ha mai risolto nulla, anzi ha semmai costituito un aggravamento delle criticità presenti nelle zone periferiche degradate delle città attraverso l'esplosione incontrollata e imprevedibile di vere e proprie scene di guerriglia urbana.
Gli esempi di Francia, Stati Uniti e America Latina lo hanno dimostrato da tempo.
E' importante affermare che tali situazioni di degrado non sono nate per caso e sono state create e fomentate ad hoc da logiche perverse e speculative miranti a ghettizzare i poveri nelle periferie delle nostre città al fine di guadagnarci a man bassa mediante attività in gran parte di natura illecita e palesemente criminali.
E la politica sia locale che nazionale è stata e rimane in gran parte collusa con questo schema distruttivo e degenerativo di società urbana, in quanto appare sempre disponibile a soddisfare gli interessi e capricci di pochi privilegiati a scapito di una massa di persone povere o comunque vulnerabili rispetto a varie forme di violenza e sfruttamento.
In questi ultimi casi, le istituzioni sono quasi sempre state assenti o comunque in gran parte inerti.
A questo punto c'è davvero da chiedersi a cosa servono.

Yvan Rettore
  

                                   



venerdì 9 gennaio 2026

INTERVENTI DI GESTIONE CORRENTE DELLA COSA PUBBLICA, OVVERO: CCA NISCIUNO E' FESSO!


La bravura e le competenze dei componenti di un'amministrazione comunale ed in particolare di un sindaco non si valutano attraverso interventi di gestione corrente e miglioramento delle infrastrutture locali (strade, illuminazione, fognature, operazioni di edilizia pubblica, ecc...) perché questi rientrano fin dal primo giorno di insediamento nei loro compiti e obblighi specifici nei confronti della cittadinanza.
L'efficienza e la qualità di una giunta comunale si misurano invece su interventi effettivi di miglioramento generale della qualità della vita delle persone residenti attraverso azioni concrete quali ad esempio: misure destinate ad incrementare la presenza di attività produttive e commerciali sul territorio con conseguente aumento dell'occupazione e del PIL locali, cura concreta dell'ambiente attraverso azioni tese a rendere ecosostenibile il comune (evitando di ricorrere alla pratica del tutto inefficiente della piantumazione di alberelli e adottando invece la semina di alberi ecocompatibili con il clima della zona in cui ci si trova, come facevano i ns "vecchi" una volta), interventi utili a rendere effettivamente possibile la circolazione pedonale e facilitare l'esistenza di persone disabili e anziane con azioni concrete di inserimento nel tessuto sociale cittadino, promozione di attività culturali autentiche e non limitate a sagre di paese o tarallucci e vino, iniziative efficaci e lungimiranti tese a favorire l'accoglienza turistica e la visita dei monumenti e siti storici ed artistici locali, ecc...
E' proprio questo tipo di interventi che fa davvero la differenza tra un comune e un altro, non certo quelli che rientrano nella gestione corrente di opere pubbliche dovute nei confronti dei cittadini e che non sono quindi un'opzione.
Se poi, un'amministrazione pecca anche in quest'ultima categoria di interventi, allora come si suol dire: "Che ci sta a fare?".
Detto questo, noto che diversi primi cittadini hanno un po' di difficoltà a distinguere concretamente queste due tipologie di interventi.
I primi sono dovuti, i secondi migliorano il livello di vita delle persone residenti.
Non credo ci voglia tanto a capirlo.
Sbandierare quindi come successi i risultati ottenuti nel primo caso unicamente a mo' di propaganda lascia il tempo che trova e sarebbe il caso di evitare di farlo di continuo perché come si dice a Napoli: "Cca nisciuno è fesso!".
E comunque non per sempre!

Yvan Rettore

domenica 21 dicembre 2025

LA MIA POSIZIONE (MOMENTANEA) SULLA SIGNORA MELONI

Quando si parla di Giorgia Meloni, bisogna cominciare con l’affermare che purtroppo l'Italia non ha mai chiuso definitivamente i conti con il proprio passato fascista (né politicamente e cosa più grave, né culturalmente) il quale si è rigenerato nei comportamenti e nelle azioni della ex Democrazia Cristiana e più recentemente nelle forze politiche che hanno gestito la pandemia.

Nella Signora Meloni si nota questo atteggiamento nella sua ferrea volontà di cercare di mantenere il potere ad oltranza e nel mantenerlo concentrato intorno alla sua figura di leader.

Questo personalismo esasperante dei partiti politici italiani è una novità che venne generata nel corso dell'ascesa prepotente e inarrestabile del berlusconismo a partire dagli anni '90 e che ha raggiunto il suo apice proprio con la signora Meloni negli ultimi anni.

D'altra parte, evitando di prendere troppo sul serio i sondaggi (opinioni soggettive di alcune migliaia di individui) che stimano Fratelli d’Italia al 30%, bisogna tener conto di un altro aspetto (questo veramente oggettivo) che vede il consenso del partito di tale partito limitato a circa 1/7 dell'intero bacino elettorale italiano (poco più di 7.300.000 elettori su quasi 50.000.000 aventi diritto!)

Da notare poi che nelle ultime elezioni regionali, la ridimensione del partito è stata piuttosto marcata soprattutto nel Sud, ma anche nel Centro-Nord in cui Fratelli d’Italia non ha sfondato affatto e si è fatto precedere abbondantemente dalla Lega, in particolare nel Veneto.

La signora Meloni si mantiene al potere soprattutto grazie ad un trasformismo cronico quanto ormai congenito della storia politica italiana (Mussolini, che lei ammira tanto, ne fu un maestro indiscutibile), che ha causato non pochi disastri nel Paese dalla sua unità ad oggi.

L'incoerenza di cui fornisce prova quotidianamente e le palesi incompetenze dei suoi ministri generano un'inefficienza mostruosa quanto rovinosa all’interno delle istituzioni repubblicane, perfino nella gestione degli affari correnti.

Quindi non è un caso che l'Italia stia diventando sempre più povera (quasi 6.000.000 di persone sotto la soglia di povertà, circa il 10% della popolazione), che la deindustrializzazione sia in corso in modo apparentemente irreversibile, che il sistema sanitario si ritrovi alla canna del gas, che il lavoro nero cresca ogni giorno così come l'evasione fiscale causata da una crescente pressione delle imposte, che il potere d'acquisto delle famiglie continui a diminuire, che gli importi delle pensioni e dei salari si svalutino costantemente di fronte al crescente aumento delle spese e potrei continuare con innumerevoli altri indicatori negativi sugli effetti disastrosi lampanti del governo Meloni nella gestione economica e sociale del Paese.

All’interno delle testate della stampa straniera, la signora Meloni viene descritta (in modo del tutto esagerato e infondato) come una protagonista positiva e indiscutibile relativamente alla salvaguardia degli interessi del mondo occidentale (per essere più precisi della minoranza di milionari che ne determinano il destino), mentre la realtà appare ben diversa.

Ha dimostrato, senza vacillare una sola volta, la sua incrollabile volontà di mantenere l'Italia come paese completamente vassallo dei capricci americani, ha favorito attraverso spese crescenti e costanti in armamenti costosi (a scapito del benessere degli italiani e per rimanere opportunisticamente nell'orbita dell'UE) il proseguimento dei conflitti in Ucraina e in Palestina, i quali hanno provocato la morte di decine di migliaia di esseri umani.

E adesso si ostina a voler svolgere il ruolo di mediatrice europea per porre fine al conflitto in Ucraina, sotto mandato esclusivo o quasi degli americani di cui rimane una serva praticamente incondizionata.

Ma alla fine di chi stiamo parlando, quando si parla di questo personaggio?

Non ha nemmeno uno straccio di laurea universitaria, non ha mai veramente lavorato e ha una conoscenza alquanto approssimativa del funzionamento delle istituzioni repubblicane e dei contenuti della Costituzione.

Questo, pur evitando di entrare troppo nelle notevoli carenze che ha sia in Economia che nella cultura generale (alcuni anni fa, riuscì perfino ad affermare che l'Austria aveva uno sbocco sul mare).

La signora Meloni è una politica abile, su questo non c'è dubbio, ma rimane confinata al ricorso a comportamenti tipici di una campagna elettorale piuttosto che a quelli che dovrebbe tenere come Primo Ministro e che evidentemente non ha.

Risultato chiaro quanto indiscutibile: la signora Meloni è assolutamente incapace di essere ma anche di diventare una statista.

Non è un caso, infatti, che cerchi sempre di evitare ogni confronto con giornalisti e intellettuali (non fa quasi mai conferenze stampa!) di cui cerca costantemente di limitare le azioni (in particolare nei riguardi di coloro che si oppongono al suo governo).

In questo modo non fa che dimostrare il suo timore di rischiare di ritrovarsi di fronte a personalità ben più preparate e competenti di lei e che potrebbero quindi ridicolizzarla o comunque metterla in serio imbarazzo in pubblico.

Bisognerebbe notare che la signora Meloni è arrivata al potere innanzitutto grazie ad un aumento vertiginoso delle astensioni, di una netta flessione degli altri partiti che compongono la sua compagine governativa (la Lega a causa del gran numero di errori e uscite grossolane accumulati dal Sig. Salvini e da Forza Italia, il cui leader, Antonio Tajani, non si è mai dimostrato all'altezza del suo ruolo) e della mancanza di credibilità delle classi dirigenti dei partiti antagonisti (PD e M5S) che costituiscono l’attuale opposizione all’esecutivo in carica.

Infine, appare doveroso segnalare una recente decisione (per il momento ancora ufficiosa) dei fratelli Berlusconi riguardo alla direzione di Forza Italia, perché i figli maggiori di Silvio Berlusconi non hanno affatto l’intenzione di ridursi a semplici vassalli della signora Meloni e hanno espresso la volontà concreta di ricostruire una forza politica di Centro-Destra moderata autorevole maggioritaria nel Paese, opposta alle inefficienze e incapacità palesi di un'Estrema Destra, bloccata nei suoi tradizionali slogan autoritari e intolleranti.

Per fare questo, intendono ovviamente sbarazzarsi del sig. Tajani e di un gruppo dirigente rivelatisi finora disastrosi per Forza Italia e soprattutto per loro che attraverso Mediaset ne rimangono i principali finanziatori.

E quando raggiungeranno tale obiettivo, non è affatto escluso (anzi ritengo che possa essere estremamente probabile) che l’esperienza di governo della Signora Meloni possa giungere al termine.

Del resto, un Paese che vive una crescita stabilmente ancorata a zero da molti anni e un declino sociale ed economico incontestabile nei fatti, non può garantire all’attuale grande borghesia d'affari che decide fin dalla sua unità (pressoché in modo esclusivo con il Vaticano, la massoneria e la criminalità organizzata) le sorti dell'Italia o che per lo meno non ha di certo l’intenzione di rinunciarvi.


Yvan Rettore





sabato 20 dicembre 2025

IL "CASO SPAGNA": QUANDO LA POLITICA ESTERA VIENE USATA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA DA UN GOVERNO

Sono innumerevoli i casi in cui si spacciano determinati uomini di governo come esemplari nella gestione di un paese, guardando soltanto a come hanno gestito la politica estera, usata ad arte a livello mediatico per farne una propaganda personale e di parte anche se poi i risultati concreti sono ben lungi dall'essere realmente positivi (i casi di Sadat in Egitto o di Gorbaciov nella morente URSS sono stati esempi fra i più noti di questo modo di agire).

Poi, vai a vedere a livello interno e noti che i paesi che sono lodati a dismisura sul piano della politica estera hanno una situazione economica e sociale pietosa o comunque disastrosa.

Il caso dell'Italia è evidente, ma anche quello della Spagna non è da meno.

Avere poi un PIL più alto di altri non sta a significare che un paese stia veramente bene sul piano finanziario ed economico.

Infatti, le nazioni con i PIL più alti al mondo sono stati generalmente in via di sviluppo o comunque con grandissimi problemi sociali in cui soltanto una esigua minoranza gode davvero di un incremento effettivo di ricchezza sul piano finanziario ed economico.

In Italia, questo fenomeno è risaputo ormai da anni e la Spagna purtroppo non fa certo eccezione.


Yvan Rettore




venerdì 19 dicembre 2025

LE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE DOVREBBERO ACCOGLIERE SERENAMENTE LE CRITICHE


Criticare con tanto di argomentazioni valide l’operato di un’amministrazione comunale, regionale o nazionale è un diritto sacrosanto sancito dalla Costituzione e una delle basi fondamentali della vita democratica di una comunità.

Non riconoscerlo, impedirlo o limitarsi alla solita litania “vi lamentate sempre” sono elementi di contrasto che favoriscono il malgoverno, l’inefficienza, l’immobilismo e l’affermazione di persone incompetenti nei luoghi di responsabilità istituzionale.

Come si suol dire: “È accogliendo serenamente le critiche costruttive che si può migliorare e quindi crescere”.

Se poi le critiche che vengono pronunciate si rivelano sempre più spesso fondate quanto ricorrenti nei confronti di un’amministrazione pubblica, ciò sta a significare che questa non è in grado di assolvere ai propri compiti.

E quindi i sostenitori di una qualsiasi amministrazione pubblica, invece di limitarsi a scagliarsi contro coloro che criticano giustamente l’operato di quest’ultima, dovrebbero prenderne atto, con la consapevolezza che se i membri di tale struttura istituzionale intendono proseguire il loro mandato al termine del prossimo appuntamento elettorale dovrebbero cominciare ad ascoltare seriamente le istanze dei cittadini a loro avversi, anziché condannarle a priori o peggio ancora ignorarle del tutto.

Spesso ci si dimentica che la politica non è come militare da ultra di una squadra di calcio, ma adoperarsi per il bene della collettività e di tutti i suoi componenti e non di una parte esigua di essi.

È doveroso ricordare che per poter operare, i membri di una qualsiasi amministrazione pubblica vengono lautamente remunerati dalla collettività costituita non da sudditi passivi ma da cittadini e di conseguenza e a maggior ragione, gli amministratori pubblici a qualsiasi livello dovrebbero dimostrarlo nei fatti e non attraverso slogan sterili o proclami scarsi di contenuti che lasciano il tempo che trovano.

Yvan Rettore





martedì 16 dicembre 2025

ATTENTATO DI SYDNEY: QUELLA VERITA' CHE APPARE SCOMODA AGLI ISLAMOFOBI NOSTRANI E NON SOLO

Ahmed el Ahmed, fruttivendolo musulmano di 44 anni, fino a domenica scorsa era un perfetto sconosciuto.

Nel corso dell'attentato terrorista di due esponenti dell'ISIS è stato determinante nel fermare un'azione che avrebbe potuto essere ancora più tragica.

Per questo suo gesto di coraggio, Ahmed è rimasto ferito e un video rimarrà ad immortalarlo per sempre.

Non si può non ricordare, seppure in un contesto molto diverso, Lassana Bathily, che nel corso dell'irruzione di terroristi jihadisti nel supermercato kosher Hyper Cacher a Parigi nel gennaio 2015, riuscì a mettere in salvo diversi clienti ebrei nel magazzino frigorifero.

Bathily è poi stato onorato al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano.

Entrambi lavoratori, entrambi di origine straniera, ma soprattutto entrambi musulmani.

Se al posto di Ahmed fosse intervenuto un australiano bianco e cristiano, il mainstream islamofobo di mezzo mondo ne avrebbe parlato per giorni usandolo come cencio per cercare di dimostrare che l'Islam è comunque la religione del Male assoluto.

Ciò che da anni vediamo fare senza sosta da parte di diverse testate giornalistiche nostrane sia sulla stampa cartacea che nei logoranti talk show settimanali, in cui i musulmani vengono sempre dipinti come brutti e cattivi e che sono la principale minaccia alla nostra tanto osannata civiltà, se così si può ancora chiamare.

Invece, Ahmed domenica scorsa e ancor prima Bathily a Parigi, entrambi musulmani, hanno agito in nome della difesa della vita, di quell'umanità sempre più assente ai nostri lidi, dimostrando che un uomo può avere un cuore ed essere buono a prescindere dalle sue origini e dal suo credo religioso.

E lo hanno fatto d'istinto, senza pensarci due volte.

Detto questo, i conduttori ed editorialisti islamofobi dovrebbero cominciare a riflettere seriamente circa la diffusione di verità parziali e servizi ed articoli volutamente denigratori nei confronti della popolazione di credo musulmano, che nella stragrande maggioranza dei suoi componenti sono persone buone e prive di cattiveria.

Anzi.

Basta fare lo sforzo di conoscerli davvero!

Come ho fatto io da tempo.

Mentre invece ho dovuto subire cattiverie inaudite e bassezze di ogni genere da persone bianche, europee e cristiane come me.

Ma non per questo sono diventato europofobo!


Yvan Rettore






venerdì 12 dicembre 2025

LA LAUREA NON SERVE PER FAR POLITICA, MA...


E' vero che di suo la sola laurea non garantisce né onestà né capacità.
Vorrei però sottolineare che l'essere acculturati (non necessariamente laureati) è una delle condizioni primarie ed elementari per poter gestire la cosa pubblica.
Non per niente in passato c'erano le scuole di partito (specie nel PCI) che assicuravano il raggiungimento di tale obiettivo sia perché bisognava essere consapevoli di cosa significasse davvero l'ideologia base della propria formazione politica, sia perché era fondamentale conoscere bene come funzionava la cosa pubblica sia a livello nazionale che internazionale.
E il Paese non stava peggio di adesso.
Anzi.
Più povero forse, ma più dinamico e forte sicuramente sì.
Perfino durante gli anni di piombo!
Oggi, tutto questo non esiste più.
Si avvicendano al potere a vari livelli, gente priva di spessore. autentici opportunisti, individui per nulla acculturati e con conoscenze molto approssimative su ciò che devono trattare e non sto ad elencare qui tutte le dichiarazioni di vari esponenti politici che sono lì a dimostrarlo nonché i fatti da cui risulta ampiamente che il disastro italiano è anche in gran parte responsabilità di questi soggetti che costituiscono l'attuale classe dirigente.
E evitiamo il rimpallo sterile quanto ormai ridicolo Dx/Sx (tanto poi dietro le quinte si mettono sempre d'accordo per reciproci interessi che nulla hanno a che fare con quelli del Paese), prendiamo atto che non si può più andare avanti di questo passo e che dobbiamo andare oltre il voto (vera e propria delega in bianco) se vogliamo davvero vivere in un Paese migliore.

Yvan Rettore

UN PARLAMENTARE SU TRE NON E' LAUREATO