martedì 1 aprile 2025

MARINE LE PEN: GIUSTAMENTE CONDANNATA E QUINDI DOVE STA IL PROBLEMA?!

Se una persona qualunque commette il reato di appropriazione indebita, viene condannata e nessuno ne parla. Anzi, semmai tutti sono pronti a dire che la magistratura ha fatto bene il suo lavoro.

Se invece viene beccata a farlo una personalità come Marine Le Pen, allora per certe testate del Mainstream e politicanti quantomeno discutibili, la colpa è esclusivamente della magistratura che ha fatto male il suo lavoro e ha intenzionalmente segato la sua candidatura all'Eliseo per scopi prettamente politici.

Per lor signori la morale della favola è la seguente:

se sei un "Signor Nessuno" e ti comporti da delinquente, allora è giusto che tu venga condannato e finisca in galera ma se invece sei un importante esponente politico allora sei comunque innocente (anche di fronte all'evidenza dei fatti!) e la colpa è esclusivamente dei giudici che hanno applicato la legge.

Ovviamente la Sinistra (se si può ancora chiamare così) plaude alla condanna della Signora Le Pen, salvo poi comportarsi esattamente come i giustizialisti di Destra quando è uno dei loro leader a trovarsi in una situazione analoga a quella dell'esponente del RN.

Yvan Rettore




domenica 30 marzo 2025

SULLA DECISIONE DELLA PORSCHE DI NON INVESTIRE PIU' IN PUGLIA

Pochi giorni fa la Porsche ha dichiarato che rinuncerà all'ampliamento dell'area di collaudo di Nardò e quindi del finanziamento regionale previsto dalla Regione Puglia.

Ha inoltre aggiunto che non opererà più nessun investimento in quella zona del Paese. 

Detto questo ritengo davvero suggestivo vedere quanta enfasi e quante mobilitazioni ci siano state contro l’ampliamento dell’area di collaudo in questione.

E questo nonostante essa sia una delle più verdeggianti nel suo contesto in Europa e che i Tedeschi in materia ambientale non abbiano certo bisogno di prendere lezioni da noi Italiani visti i disastri ecologici epocali che abbiamo realizzato e continuiamo a realizzare in tutta la penisola.

Anzi, al contrario dei Tedeschi (sicuramente molto più virtuosi di noi) siamo saldamente fra i primi a livello continentale in questa speciale classifica negativa.

E che dire dello stato disastroso in cui versa il verde pubblico in quasi tutto il Salento, salvo qualche rara eccezione?!

La distruzione massiccia (e voluta!) di alberi non di rado secolari, le capitozzature costanti e mai sanzionate (Veglie ne è una dimostrazione palese!), le colossali colate di cemento per costruire una caterva di immobili abusivi lungo la costa (vedi ad esempio il caso di Torre Lapillo) e nelle zone interne con danni ingenti e irreversibili alla fauna e flora locale, le opere di asfaltatura per la costruzione di nuove strade invece di incentivare e migliorare la rete ferroviaria e le piste ciclabili sono soltanto alcuni esempi chiari quanto inequivocabili del disastro ambientale che c’è stato e che continua imperterrito in queste zone nell’indifferenza della stragrande maggioranza dei residenti.

Perché ciò che contano sono il business del Turismo, gli appalti, i vari tornaconti che incassano i soliti noti sia nella pubblica amministrazione che nel privato e via discorrendo.

Allora a fronte di tutto questo, notare che siano spuntati improvvisamente una marea di ecologisti di “formato domenicale” contro l’ampliamento di quell’area non solo lascia il tempo che trova ma fa davvero sorridere, per non piangere!

Per quanto riguarda la Porsche, nessuno di noi siede nel Consiglio di amministrazione di quella società e quindi non può proprio sapere quali saranno le loro reali decisioni in merito al mantenimento della pista (che non riguarda affatto il futuro professionale di una manciata di dipendenti diretti ma anche e soprattutto di diverse realtà dell’indotto e quindi che non riveste affatto un peso indifferente nell’economia locale).

Appare quindi ovvio che questa rimarrà finché ci sarà un interesse di quella azienda nel garantirne la presenza, ma visto quanto deciso, la cosa non appare affatto scontata.

Staremo a vedere.

 

Prof. Yvan Rettore





lunedì 24 marzo 2025

"SERATA PORTE APERTE" ALLA SCUOLA "GUGLIELMO MARCONI" DI VEGLIE!

 Stasera, poco prima delle 19:30, mentre io e la mia compagna stavamo per rincasare, ci siamo accorti che il portone della scuola "Guglielmo Marconi" a Veglie era spalancato.

Il perno difettoso alla base dello stesso probabilmente non aveva retto all'urto del vento fortissimo e se non avessimo provveduto a chiamare tempestivamente le forze dell'ordine locali alcuni malintenzionati avrebbero potuto approfittare della ghiotta occasione di penetrare all'interno dello stabile.

Aggiungendoci il fatto che ormai tutta l'area dello stesso rimane sempre sprovvista di adeguata illuminazione, questi ultimi avrebbero potuto agire del tutto indisturbati.
Un esempio ulteriore del degrado in cui versa Veglie.

Prof. Yvan Rettore



L'INGLESE NON E' L'UNICA LINGUA VEICOLARE AL MONDO, CE NE VOGLIONO ALTRE!

Stazione ferroviaria di Lecce, 22 marzo 2025, ore 10:00.

Mi sto recando allo sportello per acquistare un biglietto per andare a Bari.

Nello sportello accanto, si avvicina una coppia di francesi sui sessant'anni. 

Non posso fare a meno di sentire la conversazione che ingaggiano con l'impiegata di Trenitalia.

Questa comincia subito a rivolgersi a loro in Inglese, ma loro non la capiscono e ripiegano su quel poco di Italiano che conoscono.

Allora insistono garbatamente nel parlare Francese, l'unica lingua in cui si sentono ovviamente a loro agio.

Sento che non necessitano soltanto di un biglietto, hanno bisogno di diverse informazioni precise per valutare la realizzazione di un itinerario personalizzato.

L'impiegata appare visibilmente in affanno e tira fuori un francese maccheronico, talmente approssimativo da risultare a tratti perfino comico.

Ovviamente è una lingua che non conosce e si vede che si sta disperatamente aggrappando ai pochi ricordi di un'esperienza didattica ormai lontana nel tempo.

A farla breve, tra l'Italiano approssimativo dei due turisti transalpini e il Francese "italianizzato" dell'impiegata, riescono dopo un bel po' a capirsi e la coppia se ne va piuttosto soddisfatta per le informazioni ricevute.

Non è la prima volta che mi sono trovato ad assistere a scene analoghe e questa è l'ennesima dimostrazione che non soltanto l'Inglese non è l'unica lingua internazionale del mondo, ma che anche non è la sola che è indispensabile conoscere quando si tratta con l'estero.

Nelle città d'arte nostrane non vengono soltanto anglosassoni o nordici ma anche molti francofoni e ora anche ispanici. 

Se con lo Spagnolo, gli Italiani non hanno grandi difficoltà, col Francese è un altro paio di maniche.

E' quindi molto utile quindi oltre all'Inglese, avere la padronanza anche di questa lingua.

Ma nel Sud e in particolare in Puglia, in modo più specifico nel Salento, rimane diffusa la falsa convinzione che basta l'Inglese per interloquire col mondo intero.

Niente di più sbagliato ovviamente.

Fortunatamente nel Nord del Paese, la situazione è radicalmente diversa e nelle zone di frontiera come il Veneto o il Piemonte vengono considerati indispensabili nel settore turistico il Tedesco nella prima e il Francese nella seconda (anche se la conoscenza di quest'ultima è fortemente raccomandata pure in Veneto).

Il problema è che se non si supera questo limite, ad un certo punto appare ovvio che i francofoni (ed in modo più specifico i francesi) finiranno col privilegiare quelle mete in cui la padronanza del francese da parte dei professionisti del turismo sia un dato effettivamente acquisito e non approssimativo.

E questo a cominciare dalla stampa di materiale divulgativo che sia fedele ai dettami di quella lingua in cui ad esempio si suole denominare la Puglia col termine "les Pouilles" e non "la Pouille".

Detto da un madrelingua francese che questa lingua la insegna da oltre trent'anni a livello professionale.

E non soltanto in Italia!


Prof. Yvan Rettore








domenica 23 marzo 2025

23 MARZO 2025: "GIORNATA MONDIALE DELLA METEOROLOGIA" CON L'ENNESIMO DATO CLIMATICO ALLARMANTE DALLA "WORLD METEOROLOGICAL ORGANIZATION"

Il 23 marzo 2025 c'è stata la "Giornata Mondiale della Meteorologia". Secondo la "World Meteorological Organization", si sta assistendo quest'anno alla più alta concentrazione di CO2 da ben 800.000 anni!

Alcune riflessioni spontanee:

- Il 23 marzo scorso c'è stata la "Giornata Mondiale della Meteorologia" e non la "Giornata Mondiale della Climatologia"!
- Alle Nazioni Unite mi sa che hanno sbagliato il nome dato a quell'organizzazione e avrebbero dovuto sostituire il termine "Meteorological" con "Climate". La meteorologia infatti è una scienza che si occupa dei fenomeni meteorologici e quindi per forza di cose opera su basi temporali molto ristrette (al massimo qualche mese o anno), mentre la climatologia è una scienza che riguarda l'evoluzione del clima sulla Terra fondandosi su elementi temporali molto più ampi (fino a centinaia di migliaia di anni) e anche al di fuori del nostro pianeta (influenza del sole, elementi di astronomia, ecc...).
- Paragonare dati attuali con quanto accaduto 800.000 anni fa è di per sé ridicolo quanto assurdo, sia perché ne sappiamo davvero troppo poco di com'era veramente il nostro pianeta in quel momento, sia perché fare confronti tra due periodi di tempo così distanti soltanto sulla base di strumenti di misurazione e valutazione attuali risulta davvero azzardato quanto antiscientifico.

Non mi dilungo oltre ma bastano queste semplici conclusioni di buon senso per rendersi conto che certi organismi ormai sono davvero privi di credibilità e si aggiungono ad altri la cui lista si sta facendo ogni giorno più grande.

L'uomo è un pulviscolo sulla Terra e un nulla pressoché assoluto nell'Universo.

Sarebbe ora che tutti gli esseri umani (specie gli Occidentali) ne prendessero pienamente coscienza e la finissero di credere di essere il centro di entrambi e di poter quindi pretendere di avere un'onnipotenza tale da poterle davvero influenzare.

La Terra e l'Universo di cui fa parte sono nate ben prima dell'apparizione dell'uomo e resteranno comunque anche dopo l'estinzione di quest'ultimo.



Prof. Yvan Rettore







ELEZIONI REGIONALI PUGLIA 2025: COSA RICORDARSI

 In autunno i cittadini di ben sei regioni italiane saranno chiamati alle urne per rinnovare i consigli delle stesse.

Fra queste figurerà la Puglia e torneranno la solita propaganda asfissiante di candidati improbabili, gli opportunismi di bottega, le logiche dei bacini di voti da conquistare e via discorrendo...

Prometteranno di tutto e di più, perfino l'impossibile, perché tanto sono pienamente consapevoli che una volta eletti non rischieranno nulla e che potranno tranquillamente mantenere la loro poltrona per almeno cinque anni.

Ennesima dimostrazione di quella famigerata delega in bianco a cui si riduce il voto di ogni singolo cittadino all'interno di un sistema politico che ormai ha sempre meno a che fare con la democrazia e risulta essere invece sempre più una piazza in cui si confrontano comitati d'affari che soltanto apparentemente risultano antagonisti.

E allora che fare?

In assenza di un patentino di eleggibilità che certifichi chiaramente che chiunque si presenterà abbia davvero le capacità e le conoscenze effettive per poter aspirare a ricoprire un incarico istituzionale, direi che sarebbe interessante cominciare a rivisitare i ricordi legati sia ai candidati che saranno in lizza che alle forze politiche di cui sono emanazione.

Iniziate a ricordarvi di quante volte non hanno risposto alle vostre telefonate, pec, raccomandate o attraverso altri mezzi di comunicazione in cui chiedevate loro interventi specifici su temi fondamentali inerenti la comunità in cui vivete.

Dalle persone con disabilità agli scempi ambientali, dallo spreco di denaro pubblico alla carenza di infrastrutture, dallo stato pietoso in cui versa il sistema sanitario territoriale alla mancanza di trasparenza che dovrebbe essere una regola e non un'eccezione, alle tante chiacchiere vuote ed inutili su tanti progetti che restano campati in aria e via discorrendo, il silenzio delle figure istituzionale è sempre più una regola e l'eccezione spesso non viene manco contemplata.

La mancanza di ascolto, l'arroganza costante e l'incapacità diffusa sono ormai i tratti distintivi di una classe politica che si afferma e vive sempre più sulle spalle dei cittadini, anziché risolverne autenticamente i problemi e riuscire quindi a farli vivere meglio e in modo più decente e civile.

Poi permangono dei veri e propri fenomeni che persistono nel parlar bene e razzolare male, soggetti che si fanno passare per salvatori della patria, ma che poi una volta eletti si permettono perfino di buttarti giù la cornetta del telefono se ti azzardi a chiedere loro aiuto, atteggiandosi a patetici nobili di un sistema politico comunque morente e non più rappresentativo delle istanze dei cittadini.

Quindi ricordatevi di tutti questi soprusi, quando inevitabilmente i soliti candidati ricominceranno il loro show propagandistico promettendovi mari e monti e cominciate a capire che non basta più andare a votare per riaffermare la democrazia nei nostri territori ma soltanto tornando a ricostruire un senso di comunità in cui la condivisione e la solidarietà non siano unicamente ridotti a slogan di nostalgici di una Sinistra politica che oggi non c'è più, ma la condizione essenziale per tornare a contare come cittadini.

Vogliamo cominciare a provarci a prescindere da queste solite tornate elettorali e tornare ad esserlo veramente?


Prof. Yvan Rettore






mercoledì 19 marzo 2025

COSA PENSO DELLA DANZA

IL MIO ULTIMO INTERVENTO SULLA DANZA ESPRESSO DURANTE LA TRASMISSIONE TV "NEXT GENERATION" ANDATA IN ONDA SUL CANALE PUGLIESE "ANTENNA SUD".