lunedì 12 ottobre 2026

LA NOSTRA ESISTENZA TRA UNA SCATOLA E L'ALTRA

L'uomo moderno trascorre la maggior parte della propria esistenza dentro delle scatole

UN PASSAGGIO QUOTIDIANO DA UNA SCATOLA ALL'ALTRA

In una giornata, dorme in media dalle 8 alle 10 ore in un appartamento o in una casa, lavora altre 8 o 10 ore in un ufficio, negozio o capannone, va a fare la spesa nei supermercati o centri commerciali e via discorrendo.

Pure i bambini non sfuggono a tale fenomeno, dato che passano parecchio del loro tempo all'interno di plessi scolastici.

Perfino quando si spostano, gli esseri umani lo fanno ricorrendo a "scatole": auto, treni, autobus, ecc...

UN RAPPORTO STRIMINZITO E SPORADICO CON LA NATURA

Alla fine della fiera, il nostro essere in natura (in mezzo agli alberi, nei prati, nei campi, nelle praterie...in tutto ciò che c'è di bello e meraviglioso che c'è su questo pianeta) si riduce a qualche sporadica scampagnata o giri in bicicletta.

Molto poco, probabilmente troppo poco per ricordarci che noi apparteniamo proprio a tutto quello che si colloca all'esterno delle nostre "scatole" quotidiane.

Se è vero che tali elementi consentono alle persone di godere di determinate comodità, di salvaguardarci dalle intemperie climatiche, dal freddo e dal caldo, è altresì palese che spersonalizza notevolmente l'essenza del nostro essere in natura.

LIBERARCI DALLE SCATOLE QUOTIDIANE

Le società nomadi o tribali e la civiltà contadina non presentano tali caratteristiche del "vivere in scatola" gran parte della giornata, perché la vita comunitaria trascende la necessità di ricorrere a simili estremi restrittivi nell'uso dello spazio circostante.

Benché, soprattutto in Occidente, non si possa minimamente immaginare di tornare a vivere in simili contesti sociali e culturali, sarebbe comunque utile quanto salutare cercare di costruire sempre più occasioni e momenti in cui uscire da simili "scatole".

Questo onde poter mantenere vivo un rapporto con l'insieme a cui apparteniamo e da cui proveniamo.


Prof. Ivan Rettore








mercoledì 30 settembre 2026

NON E' IL CASO DI RIABILITARE LA FIGURA DI BETTINO CRAXI

Riguardo a Bettino Craxi, la Storia ha definito da tempo le sue indiscutibili responsabilità penali e politiche sulle quali non c'è molto da aggiungere, senonché favorì a man bassa l'espansione della Fininvest, snaturò del tutto il Partito Socialista Italiano e preferì un esilio dorato ad una giusta detenzione per i reati commessi. 

L'affermazione successiva del Berlusconismo e l'esplosione conseguente del debito pubblico italiano con tanto di sperpero senza fine delle casse dello Stato traggono origine proprio dal suo governo e di quel patto denominato "CAF" (Craxi, Andreotti, Forlani) di cui fu un indiscusso protagonista.

Quindi sarebbe il caso di evitare di riabilitare una figura che alla fine della fiera è stata davvero dannosa per l'Italia e per la Sinistra italiana che contribuì largamente a fare a pezzi, tanto che oggi a livello istituzionale non esiste praticamente più.

E lo si nota ogni giorno! 


Prof. Yvan Rettore





martedì 29 settembre 2026

PERCHE' L'OCCIDENTE STA CROLLANDO

Vi sono tre elementi che possono spiegare almeno in parte il declino attuale dell'Occidente.

Il primo è quello che definirei col termine di "Occidentocentrismo", ovvero nel ritenere o pensare volontariamente o meno di essere al centro del mondo o meglio di credere sempre di essere un passo avanti agli altri, di rappresentare comunque un modello da seguire e di considerare i problemi dell'Occidente generalizzabili al resto del pianeta. 

La realtà risulta ovviamente molto più complessa e variegata (lo si vede già col mondo musulmano, ad esempio). 

Soprattutto i movimenti integralisti europei, ma spesso anche quelli che si richiamano ad un certo certo progressismo fanno davvero fatica a superare quest'attitudine di assurda quanto ingiustificata superiorità.

Il secondo elemento (legato comunque al primo) risiede nel fatto che in Occidente ogni organizzazione o quasi viene gestita in modo verticistico e non in modo orizzontale. 

Ciò favorisce non soltanto la mediocrità ed il conformismo sia in ambito culturale che sociale, ma alimenta anche spinte di stampo totalitario e dispotico in ambito economico e politico. 

Se da una parte si è assistito fin qui all'affermazione di una democrazia formale in tutto l'Occidente, dall'altra si constata che vi è un'assenza completa di una democrazia veramente compiuta sul piano materiale dall'altra. 

Gli esempi di alcune realtà di federazioni associative su quest'ultimo risulta piuttosto lampante, in quanto in questo genere di esperienze la democrazia partecipativa che si pretende praticare si fonda sull'oligarchia delle associazioni aderenti che sono tutte organizzate su base verticistica. 

Altro che democrazia! 

L'ultimo elemento ma non meno importante, risiede nella secolarizzazione dell'Occidente e quindi nella marginalizzazione evidente della spiritualità come motore essenziale nell'affermazione di una considerazione umana effettiva in ogni settore della società. 

Avendo rimosso l'essere umano dal centro della società sostituendolo con il consumismo ad oltranza e la distruzione del mondo del lavoro, la spiritualità che è la spinta maggiore e fondamentale dell'evoluzione di una società di fatto viene relegata ad elemento secondario nei rapporti umani.


Prof. Yvan Rettore 






domenica 27 settembre 2026

L'INVIDIA E' UNA BRUTTA BESTIA, L'INDIFFERENZA ANCORA DI PIU'!

 Di recente, un mio caro amico ha pubblicato il suo primo romanzo.

Subito, mi sono congratulato con lui e a breve lo leggerò, assisterò alla sua presentazione e poi avrò l'onore di farla io stesso nel Centro Culturale che gestisco da tre anni a Veglie.
Sono felice per lui di questo traguardo perché se lo merita e sono sempre contento quando qualcuno emerge nel mondo della scrittura che è tutt'altro che facile.
Ho fatto altrettanto con una figura istituzionale di cui ho comprato il suo primo romanzo che ho letto interamente prima di assistere alla sua presentazione ufficiale in cui sono sono intervenuto con un commento lodevole e critico (in modo costruttivo) nello stesso tempo nei confronti della sua opera.
L'ho poi ricontattata per incontrarla per avere una sua dedica sul suo libro, ma anche perché intendevo candidarla al "Impegno d'oro", il riconoscimento che annualmente il Centro Culturale Carmelo Bene di Veglie conferisce a personalità che si sono impegnate a vario titolo per la crescita culturale, sociale, artistica, imprenditoriale e sportiva del territorio di Veglie e limitrofi.
Al momento la cosa si è risolta in un nulla di fatto.
Poi arriva il sottoscritto che preannuncia l'uscita del suo quindicesimo romanzo e poi diffonde il link della pubblicazione dello stesso poco tempo dopo.
Al di fuori di una ristretta cerchia di amici su WhatsApp e qualche soggetto sui social (quanti il numero di dita di una mano su oltre 10.000 contatti in tre profili), l'indifferenza è stata dominante.
La cosa non mi ha sorpreso più di tanto sia perché l'invidia ormai è dilagante nei rapporti umani attuali, sia perché l'indifferenza verso altrui è sempre più spesso la norma.
Io invece preferisco continuare ad uscire dalla massa e ad apprezzare in modo genuino e spontaneo tutti coloro che in vari campi si impegnano a fornire un apporto utile alla creazione di una società migliore in cui la conoscenza e la bellezza possano sempre trovare la loro collocazione ideale.
E pazienza se finora questo modo di essere si ridurrà a dimensioni ridotte come quella in cui opera il Centro Culturale Carmelo Bene di Veglie.
Perché l'importante è essere e rimanere sempre sé stessi e non di apparire!
Prof. Ivan Rettore



LA POLITICA E' UNA STAGIONE NELLA VITA!

 Il politico eletto che non capisce questo concetto basilare della politica, ha tendenza ad atteggiarsi e a credere dall'alto della sua strafottenza di essere superiore a chiunque nella società.

Quando però non viene più eletto e/o non ricopre più alcun incarico pubblico, ritorna ad essere un cittadino comune che era solito usare la politica per riuscire ad elevarsi dal suo stato di assoluta quanto palese mediocrità.

Prof. Ivan Rettore

lunedì 21 settembre 2026

EUROPA: IL FALLIMENTO DELLA POLITICA AL FEMMINILE

 Contrariamente alle esperienze positive extraeuropee e scandinave, la presenza femminile ai vertici del potere politico, sociale ed economico in Europa si è rivelata finora un grande fallimento.

Dalla Thatcher, artefice indiscussa dello smantellamento dello Stato sociale nel Regno Unito nel corso degli anni '80 fino alla "nostra" Giorgia Meloni, si è assistito all'adozione di comportamenti e azioni indecorosi, arroganti e ben distanti dai criteri e principi che dovrebbero guidare coloro che hanno responsabilità di governo.

Ingenuamente il sottoscritto credeva ancora all'inizio di questo secolo che l'avvento generalizzato di donne ai vertici istituzionali europei avrebbe potuto segnare una radicale inversione di tendenza rispetto alla mediocrità rappresentata da parecchi uomini nel ricoprire tali incarichi.

Pensavo che le esperienze negative della signora Thatcher o della francese Edith Cresson alle cariche di Primo Ministro del Regno Unito e della Francia fossero stati episodi passeggeri.

E invece, quest'ultimo ventennio mi ha fatto capire senza ombra di dubbio che l'appartenenza al sesso femminile non è affatto garanzia di buon governo, ma nemmeno di un'opposizione costruttiva.

Solo per giungere all'attuale situazione italiana, assistiamo fin dall'inizio del suo mandato all'inconcludenza, incoerenza e completa inadeguatezza nel suo ruolo, della Signora Meloni che ormai guida un esecutivo asfittico e del tutto incapace di creare un minimo di prospettiva positiva e credibile per un Paese destinato ad un apparente declino irreversibile.

Ma pure l'opposizione rappresentata principalmente dalla leader del PD, Elly Schlein, dimostra tutti i suoi limiti e la sua incapacità ormai cronica di realizzare e proporre un'alternativa valida e costruttiva per il Paese, tanto è vero che su diversi temi va perfino a braccetto con l'attuale governo (vedi ad esempio appoggio incondizionato e prolungato al sostegno militare e logistico all'Ucraina).

Anche le istituzioni europee a guida femminile, dalla Commissaria Europea, Ursula Von der Leyen alla Presidente della BCE, Cristiane Lagarde, stanno segnando il passo, a dimostrazione di quanto disastrose siano per l'insieme dei popoli europei, sia per la loro burocratizzazione sempre più costosa, sia per la loro focalizzazione concentrata unicamente su obiettivi finanziari e militari che nulla hanno a che vedere con le dimensioni sociali ed economiche che dovrebbero consentire al Vecchio Continente di ritrovare uno slancio tale da consentirgli di tornare ad essere una zona del mondo in grado di fornire un contributo positivo all'evoluzione di tutta l'umanità.

Risultato: queste donne guerrafondaie, più simili all'arroganza e megalomania degli uomini di potere che alle donne capaci di creare comunità e unità tra componenti diverse della società, stanno portando con l'ausilio immancabile di tanti opportunisti dell'ultima ora, l'Europa verso un crac senza precedenti di cui non si conoscono ancora le dimensioni e la portata.

Ma ai cittadini nostrani, questo sembra interessare poco o nulla. 

Ognuno rimane saldamente a difesa del proprio orticello e soltanto una piccola quanto trascurabile minoranza persiste nel lottare ancora per evitare il peggio.

Quando tutti questi orticelli non ci saranno più, vedremo se finalmente si decideranno anch'essi a spazzare via per sempre dai luoghi di potere questa classe politica fallimentare e queste donne indegne di rappresentarla.

Prof. Ivan Rettore



UNA BENDA NON SERVE A NON VEDERE!

Una benda non serve a non vedere.
Serve a non sapere.
Non sapere esattamente dove arriverà una voce.
Quanto è vicino qualcuno.
Quando accadrà qualcosa.
Cosa succederà un istante dopo.
Quando gli occhi smettono di anticipare, l’attenzione si sposta.
Un suono diventa più presente.
Una distanza più evidente.
Un profumo più riconoscibile.
L’attesa più intensa.
E l’immaginazione comincia a completare ciò che manca.
È qui che una benda smette di essere un semplice pezzo di seta.
Diventa uno strumento di percezione.
E quando siamo in due, entra in gioco qualcosa di ancora più sottile:
la fiducia.
Forse il vero potere di una benda non è ciò che ci impedisce di vedere.
È tutto ciò che ci permette di sentire.

Ivan Rettore


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