PAROLE ROVENTI
Interventi su temi di attualità, politica, economia e società di Yvan Rettore, scrittore e saggista. http: profprom2009.wixsite.com/formazione
martedì 13 gennaio 2026
NON E' CON I MILITARI CHE SI RISOLVONO LE CRITICITA' PRESENTI NELLE PERIFERIE DEGRADATE DEL PAESE
venerdì 9 gennaio 2026
INTERVENTI DI GESTIONE CORRENTE DELLA COSA PUBBLICA, OVVERO: CCA NISCIUNO E' FESSO!
domenica 21 dicembre 2025
LA MIA POSIZIONE (MOMENTANEA) SULLA SIGNORA MELONI
Quando si parla di Giorgia
Meloni, bisogna cominciare con l’affermare che purtroppo l'Italia non ha mai
chiuso definitivamente i conti con il proprio passato fascista (né
politicamente e cosa più grave, né culturalmente) il quale si è rigenerato nei
comportamenti e nelle azioni della ex Democrazia Cristiana e più recentemente
nelle forze politiche che hanno gestito la pandemia.
Nella Signora Meloni si nota
questo atteggiamento nella sua ferrea volontà di cercare di mantenere il potere
ad oltranza e nel mantenerlo concentrato intorno alla sua figura di leader.
Questo personalismo esasperante
dei partiti politici italiani è una novità che venne generata nel corso dell'ascesa
prepotente e inarrestabile del berlusconismo a partire dagli anni '90 e che ha
raggiunto il suo apice proprio con la signora Meloni negli ultimi anni.
D'altra parte, evitando di
prendere troppo sul serio i sondaggi (opinioni soggettive di alcune migliaia di
individui) che stimano Fratelli d’Italia al 30%, bisogna tener conto di un
altro aspetto (questo veramente oggettivo) che vede il consenso del partito di
tale partito limitato a circa 1/7 dell'intero bacino elettorale italiano (poco
più di 7.300.000 elettori su quasi 50.000.000 aventi diritto!)
Da notare poi che nelle ultime
elezioni regionali, la ridimensione del partito è stata piuttosto marcata
soprattutto nel Sud, ma anche nel Centro-Nord in cui Fratelli d’Italia non ha
sfondato affatto e si è fatto precedere abbondantemente dalla Lega, in
particolare nel Veneto.
La signora Meloni si mantiene al
potere soprattutto grazie ad un trasformismo cronico quanto ormai congenito
della storia politica italiana (Mussolini, che lei ammira tanto, ne fu un maestro
indiscutibile), che ha causato non pochi disastri nel Paese dalla sua unità ad
oggi.
L'incoerenza di cui fornisce
prova quotidianamente e le palesi incompetenze dei suoi ministri generano
un'inefficienza mostruosa quanto rovinosa all’interno delle istituzioni
repubblicane, perfino nella gestione degli affari correnti.
Quindi non è un caso che l'Italia
stia diventando sempre più povera (quasi 6.000.000 di persone sotto la soglia
di povertà, circa il 10% della popolazione), che la deindustrializzazione sia
in corso in modo apparentemente irreversibile, che il sistema sanitario si ritrovi
alla canna del gas, che il lavoro nero cresca ogni giorno così come l'evasione
fiscale causata da una crescente pressione delle imposte, che il potere
d'acquisto delle famiglie continui a diminuire, che gli importi delle pensioni
e dei salari si svalutino costantemente di fronte al crescente aumento delle
spese e potrei continuare con innumerevoli altri indicatori negativi sugli
effetti disastrosi lampanti del governo Meloni nella gestione economica e
sociale del Paese.
All’interno delle testate della
stampa straniera, la signora Meloni viene descritta (in modo del tutto
esagerato e infondato) come una protagonista positiva e indiscutibile relativamente
alla salvaguardia degli interessi del mondo occidentale (per essere più precisi
della minoranza di milionari che ne determinano il destino), mentre la realtà appare
ben diversa.
Ha dimostrato, senza vacillare
una sola volta, la sua incrollabile volontà di mantenere l'Italia come paese completamente
vassallo dei capricci americani, ha favorito attraverso spese crescenti e costanti
in armamenti costosi (a scapito del benessere degli italiani e per rimanere
opportunisticamente nell'orbita dell'UE) il proseguimento dei conflitti in
Ucraina e in Palestina, i quali hanno provocato la morte di decine di migliaia
di esseri umani.
E adesso si
ostina a voler svolgere il ruolo di mediatrice europea per porre fine al
conflitto in Ucraina, sotto mandato esclusivo o quasi degli americani di cui
rimane una serva praticamente incondizionata.
Ma alla fine di
chi stiamo parlando, quando si parla di questo personaggio?
Non ha nemmeno
uno straccio di laurea universitaria, non ha mai veramente lavorato e ha una
conoscenza alquanto approssimativa del funzionamento delle istituzioni
repubblicane e dei contenuti della Costituzione.
Questo, pur
evitando di entrare troppo nelle notevoli carenze che ha sia in Economia che
nella cultura generale (alcuni anni fa, riuscì perfino ad affermare che
l'Austria aveva uno sbocco sul mare).
La signora
Meloni è una politica abile, su questo non c'è dubbio, ma rimane confinata al
ricorso a comportamenti tipici di una campagna elettorale piuttosto che a
quelli che dovrebbe tenere come Primo Ministro e che evidentemente non ha.
Risultato chiaro
quanto indiscutibile: la signora Meloni è assolutamente incapace di essere ma
anche di diventare una statista.
Non è un caso, infatti, che cerchi
sempre di evitare ogni confronto con giornalisti e intellettuali (non fa quasi
mai conferenze stampa!) di cui cerca costantemente di limitare le azioni (in
particolare nei riguardi di coloro che si oppongono al suo governo).
In questo modo non fa che
dimostrare il suo timore di rischiare di ritrovarsi di fronte a personalità ben
più preparate e competenti di lei e che potrebbero quindi ridicolizzarla o comunque
metterla in serio imbarazzo in pubblico.
Bisognerebbe notare che la
signora Meloni è arrivata al potere innanzitutto grazie ad un aumento
vertiginoso delle astensioni, di una netta flessione degli altri partiti che compongono
la sua compagine governativa (la Lega a causa del gran numero di errori e
uscite grossolane accumulati dal Sig. Salvini e da Forza Italia, il cui leader,
Antonio Tajani, non si è mai dimostrato all'altezza del suo ruolo) e della
mancanza di credibilità delle classi dirigenti dei partiti antagonisti (PD e M5S)
che costituiscono l’attuale opposizione all’esecutivo in carica.
Infine, appare doveroso segnalare
una recente decisione (per il momento ancora ufficiosa) dei fratelli Berlusconi
riguardo alla direzione di Forza Italia, perché i figli maggiori di Silvio
Berlusconi non hanno affatto l’intenzione di ridursi a semplici vassalli della
signora Meloni e hanno espresso la volontà concreta di ricostruire una forza
politica di Centro-Destra moderata autorevole maggioritaria nel Paese, opposta
alle inefficienze e incapacità palesi di un'Estrema Destra, bloccata nei suoi tradizionali
slogan autoritari e intolleranti.
Per fare questo, intendono
ovviamente sbarazzarsi del sig. Tajani e di un gruppo dirigente rivelatisi
finora disastrosi per Forza Italia e soprattutto per loro che attraverso
Mediaset ne rimangono i principali finanziatori.
E quando raggiungeranno tale
obiettivo, non è affatto escluso (anzi ritengo che possa essere estremamente
probabile) che l’esperienza di governo della Signora Meloni possa giungere al
termine.
Del resto, un Paese che vive una
crescita stabilmente ancorata a zero da molti anni e un declino sociale ed
economico incontestabile nei fatti, non può garantire all’attuale grande
borghesia d'affari che decide fin dalla sua unità (pressoché in modo esclusivo
con il Vaticano, la massoneria e la criminalità organizzata) le sorti
dell'Italia o che per lo meno non ha di certo l’intenzione di rinunciarvi.
Yvan Rettore
sabato 20 dicembre 2025
IL "CASO SPAGNA": QUANDO LA POLITICA ESTERA VIENE USATA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA DA UN GOVERNO
Sono innumerevoli i casi in cui si spacciano determinati uomini di governo come esemplari nella gestione di un paese, guardando soltanto a come hanno gestito la politica estera, usata ad arte a livello mediatico per farne una propaganda personale e di parte anche se poi i risultati concreti sono ben lungi dall'essere realmente positivi (i casi di Sadat in Egitto o di Gorbaciov nella morente URSS sono stati esempi fra i più noti di questo modo di agire).
Poi, vai a vedere a livello interno e noti che i paesi che sono lodati a dismisura sul piano della politica estera hanno una situazione economica e sociale pietosa o comunque disastrosa.
Il caso dell'Italia è evidente, ma anche quello della Spagna non è da meno.
Avere poi un PIL più alto di altri non sta a significare che un paese stia veramente bene sul piano finanziario ed economico.
Infatti, le nazioni con i PIL più alti al mondo sono stati generalmente in via di sviluppo o comunque con grandissimi problemi sociali in cui soltanto una esigua minoranza gode davvero di un incremento effettivo di ricchezza sul piano finanziario ed economico.
In Italia, questo fenomeno è risaputo ormai da anni e la Spagna purtroppo non fa certo eccezione.
Yvan Rettore
venerdì 19 dicembre 2025
LE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE DOVREBBERO ACCOGLIERE SERENAMENTE LE CRITICHE
Criticare
con tanto di argomentazioni valide l’operato di un’amministrazione comunale,
regionale o nazionale è un diritto sacrosanto sancito dalla Costituzione e una
delle basi fondamentali della vita democratica di una comunità.
Non
riconoscerlo, impedirlo o limitarsi alla solita litania “vi lamentate sempre”
sono elementi di contrasto che favoriscono il malgoverno, l’inefficienza,
l’immobilismo e l’affermazione di persone incompetenti nei luoghi di
responsabilità istituzionale.
Come
si suol dire: “È accogliendo serenamente le critiche costruttive che si può
migliorare e quindi crescere”.
Se
poi le critiche che vengono pronunciate si rivelano sempre più spesso fondate
quanto ricorrenti nei confronti di un’amministrazione pubblica, ciò sta a
significare che questa non è in grado di assolvere ai propri compiti.
E
quindi i sostenitori di una qualsiasi amministrazione pubblica, invece di
limitarsi a scagliarsi contro coloro che criticano giustamente l’operato di
quest’ultima, dovrebbero prenderne atto, con la consapevolezza che se i membri
di tale struttura istituzionale intendono proseguire il loro mandato al termine
del prossimo appuntamento elettorale dovrebbero cominciare ad ascoltare
seriamente le istanze dei cittadini a loro avversi, anziché condannarle a
priori o peggio ancora ignorarle del tutto.
Spesso
ci si dimentica che la politica non è come militare da ultra di una squadra di
calcio, ma adoperarsi per il bene della collettività e di tutti i suoi
componenti e non di una parte esigua di essi.
È
doveroso ricordare che per poter operare, i membri di una qualsiasi
amministrazione pubblica vengono lautamente remunerati dalla collettività
costituita non da sudditi passivi ma da cittadini e di conseguenza e a maggior
ragione, gli amministratori pubblici a qualsiasi livello dovrebbero dimostrarlo
nei fatti e non attraverso slogan sterili o proclami scarsi di contenuti che
lasciano il tempo che trovano.
Yvan
Rettore
martedì 16 dicembre 2025
ATTENTATO DI SYDNEY: QUELLA VERITA' CHE APPARE SCOMODA AGLI ISLAMOFOBI NOSTRANI E NON SOLO
Ahmed el Ahmed, fruttivendolo musulmano di 44 anni, fino a domenica scorsa era un perfetto sconosciuto.
Nel corso dell'attentato terrorista di due esponenti dell'ISIS è stato determinante nel fermare un'azione che avrebbe potuto essere ancora più tragica.
Per questo suo gesto di coraggio, Ahmed è rimasto ferito e un video rimarrà ad immortalarlo per sempre.
Non si può non ricordare, seppure in un contesto molto diverso, Lassana Bathily, che nel corso dell'irruzione di terroristi jihadisti nel supermercato kosher Hyper Cacher a Parigi nel gennaio 2015, riuscì a mettere in salvo diversi clienti ebrei nel magazzino frigorifero.
Bathily è poi stato onorato al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano.
Entrambi lavoratori, entrambi di origine straniera, ma soprattutto entrambi musulmani.
Se al posto di Ahmed fosse intervenuto un australiano bianco e cristiano, il mainstream islamofobo di mezzo mondo ne avrebbe parlato per giorni usandolo come cencio per cercare di dimostrare che l'Islam è comunque la religione del Male assoluto.
Ciò che da anni vediamo fare senza sosta da parte di diverse testate giornalistiche nostrane sia sulla stampa cartacea che nei logoranti talk show settimanali, in cui i musulmani vengono sempre dipinti come brutti e cattivi e che sono la principale minaccia alla nostra tanto osannata civiltà, se così si può ancora chiamare.
Invece, Ahmed domenica scorsa e ancor prima Bathily a Parigi, entrambi musulmani, hanno agito in nome della difesa della vita, di quell'umanità sempre più assente ai nostri lidi, dimostrando che un uomo può avere un cuore ed essere buono a prescindere dalle sue origini e dal suo credo religioso.
E lo hanno fatto d'istinto, senza pensarci due volte.
Detto questo, i conduttori ed editorialisti islamofobi dovrebbero cominciare a riflettere seriamente circa la diffusione di verità parziali e servizi ed articoli volutamente denigratori nei confronti della popolazione di credo musulmano, che nella stragrande maggioranza dei suoi componenti sono persone buone e prive di cattiveria.
Anzi.
Basta fare lo sforzo di conoscerli davvero!
Come ho fatto io da tempo.
Mentre invece ho dovuto subire cattiverie inaudite e bassezze di ogni genere da persone bianche, europee e cristiane come me.
Ma non per questo sono diventato europofobo!
Yvan Rettore

